“Tenete i vostri amici vicini, ma i vostri nemici più vicini”

Questa è una delle top 100 citazioni di film secondo l’American Film Institute.  Viene pronunciata da Michel Corleone in una scena de Il Padrino: Parte II quando lui ricorda ciò che ha imparato da suo padre Vito.  La citazione, a guardar bene, protrebbe essere la parafrasi di un pensiero proposto per la prima volta da Machiavelli ne Il Principe.

Niccolò Machiavelli (1469-1527) fu uno statista, storico, filosofo, scrittore, drammaturgo e poeta rinascimentale. È spesso chiamato il padre della moderna filosofia politica e delle scienze politiche. Per molti anni lavorò come alto funzionario nella Repubblica Fiorentina con responsabilità negli affari diplomatici e militari. Era famoso per il suo buon umore e il suo umorismo, ma fu bandito dalla vita politica quando la Repubblica di Firenze cadde di nuovo sotto le mani dei Medici, cioè sotto una vecchia forma di autocrazia. Fu un’epoca tumultuosa, in cui i papi intrapresero guerre acquisitive contro le città-stato italiane, e sia le persone e le città persero spesso potere.  La Francia, la Spagna e il Sacro Romano Impero combattevano per il controllo delle regioni.

Machiavelli fu imprigionato e torturato, ma alla fine venne rilasciato. Anche se aveva sostenuto con passione il potere delle repubbliche sulle autocrazie nei sui scritti, nel 1513 scrisse “Il Principe” per ingraziarsi i Medici. Sperava di dimostrare di poter essere un degno consigliere per i nuovi sovrani, ma il tentativo fallì straordinariamente. La famiglia Medici lo ignorò.

In Il Principe, pubblicato postumo, Machiavelli scrisse cosa dovrebbe fare un leader per consolidare il proprio potere. “È necessario per un principe, se vuole mantenere il suo regno, imparare ad essere in grado di non essere buono”. Machiavelli giustifica l’uso della violenza e dell’intervento militare.  Scrisse che un principe dovrebbe certamente sperare di essere considerato misericordioso e gentile, ma che la crudeltà potrebbe essere “ben utilizzata”. Inoltre, mentre è difficile essere amati e temuti allo stesso tempo, “è molto più sicuro essere temuto che amato se si deve mancare a uno dei due”. Aggiunge che i principi che sono venuti meno alla loro parola hanno fatto grandi cose e hanno trionfato sui principi che hanno mantenuto la loro parola … in altre parole, sostiene colui che sa come vincere. Incoraggia i leader politici a impegnarsi nel male quando ciò è  necessario per convenienza politica.

Così l’aggettivo machiavellico è ampiamente usata oggi per descrivere politici che non hanno scrupoli, che usano l’inganno e sono subdoli per raggiungere i propri scopi. Alcune delle idee di Machiavelli potrebbero essere state accettabili nel XVI secolo, ma si spera che non siano più accettabili oggi. Tuttavia, tristemente, vediamo ancora oggi attuarsi questi principi visibili nel mondo della nostra politica.

 

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“Keep your friends close but your enemies closer”

This is one of the top 100 movie quotations according to the American Film Institute.  It is spoken by Michael Corleone in a scene from The Godfather: Part II, when he reminisces about things he learned from his father.  The quotation, in fact, may be a paraphrase of a concept first proposed by Machiavelli in “The Prince.”

Niccolò Machiavelli (1469 – 1527) was a Renaissance statesman, historian, philosopher, writer, playwright and poet.  He is often called the father of modern political philosophy and political science.  For many years he served as a senior official in the Florentine Republic with responsibilities in diplomatic and military affairs.  He was renowned for his good humor and wit, but he was banished from political life when the Republic of Florence fell to the returning Medici and the old form of autocracy.  It was a tumultuous era in which popes waged acquisitive wars against Italian city-states, and people and cities often fell from power as France, Spain, and the Holy Roman Empire battled for regional influence and control.

Machiavelli was imprisoned and tortured but eventually released.  Even though he had written passionately in advocating republics over autocracies, he wrote “The Prince” in 1513 to curry favor with the Medici.  He hoped to show that he could be a worthy counselor to the new rulers—a spectacularly unsuccessful attempt to land a job.  The Medici family disregarded him.

In the slim volume of “The Prince,” which was published posthumously, Machiavelli wrote about what a leader should do to consolidate power.  “It is necessary for a prince, if he wants to maintain his realm, to learn to be able not to be good.”  He justifies the use of violence and military intervention.  Machiavelli writes that a prince should certainly hope to be considered merciful and kind but that cruelty could be ‘well-used.’  Further, while it is difficult to be loved and feared at the same time, “it is much safer to be feared than loved if one has to lack one of the two.”  He adds that princes who have readily broken their word have done great things and have triumphed over princes who have kept their word….in other words, he advocates for a prince who knows how to win.  He encouraged political leaders to engage in evil when it was necessary for political expediency.

The word Machiavellian is widely used today to characterize unscrupulous politicians who use deceit and deviousness for their own purposes.  Some of Machiavelli’s ideas might have been acceptable in the 16th century, but one would hope are no longer acceptable today.  Yet we still see these principles visible in how politics work today.

 

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Santiago, Italia

Nanni Moretti è un regista, produttore, sceneggiatore e attore italiano, probabilmente meglio conosciuto per i suoi film Caro diario e La stanza del figlio. Fa film umoristici ed eccentrici e non evita di esporre le proprie opinioni politiche di sinistra. Il suo film del 2018, Santiago, Italia non è né divertente né eccentrico; in realtà, è un documentario tradizionale, ma un punto di vista politico e una prospettiva unica su un periodo storico ben noto nel passato del Cile.

Il film si apre con il popolo cileno, euforico per l’elezione democratica del proprio presidente Salvador Allende nel 1970. Allende è stato un medico e un politico socialista-progressista, tra i cui progetti spiccano l’educazione gratuita per tutti i bambini, l’eliminazione dell’analfabetismo e una vita migliore per tutti i lavoratori. Ma, solo tre anni dopo, la gioia si è trasforma in uno shock, nel momento in cui le radio annunciano un colpo di stato militare. L’11 settembre, l’Aeronautica Cilena bombarda il palazzo presidenziale, La Moneda, e Allende muore … non si sa se per suicidio o per omicidio.

Attraverso interviste con lavoratori, professori, giornalisti, artigiani, traduttori, diplomatici e altri, Moretti ricostruisce un mosaico di racconti intrecciati con filmati d’archivio del tempo. Il film racconta il passaggio dalla democrazia alla dittatura, insieme a ricordi pieni di persecuzioni e torture sotto l’autoproclamato presidente Augusto Pinochet, a capo della giunta militare di governo. Per la maggior parte del film, Moretti è un intervistatore discreto, off-camera. In una sequenza, tuttavia, un ex-ufficiale militare che sta scontando una pena detentiva si lamenta che non si tratta di un colloquio imparziale. Infatti, all’improvviso Moretti appare davanti alla telecamera e zittisce l’ex-ufficiale, affermando severamente: “Ma io non sono imparziale”.

Il cuore del film è dopo la metà circa. L’attenzione si sposta sull’estesa e splendida ambasciata italiana a Santiago e sul ruolo chiave che ha svolto nel proteggere più di 250 persone che hanno cercato rifugio lì. Sentiamo parlare di cileni terrorizzati che fanno balzi audaci sopra i muri alti due metri, di bambini gettati sul muro tra le braccia di qualcuno dall’altra parte. Nessuno è stato abbandonato. Mentre altre ambasciate hanno offerto asilo all’inizio, nessuna ha fornito asilo a così tanti, per così tanto tempo.

L’ambasciata ha anche portato alcuni dei rifugiati in Italia, dove sono stati accolti, hanno trovato lavoro e si sono integrati nella società. È a questo punto del film che mi rendo conto perché molti di questi cileni dai capelli grigi parlavano un italiano fluente. E sono stati sempre grati all’Italia degli anni ’70, durante il triste sconvolgimento del loro paese.

Mille grazie alla mia amica, Beth Harris, che vive a New York e che mi ha consigliato questo film, trasmesso on-line dalla “Film at Lincoln Center” durante la quarantena della pandemia.

 

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