Opinione: La Caduta dei Tiranni, Parte 2

Come accade alla maggior parte dei dittatori, la caduta di Caligola fu determinata da molteplici fattori. Le sue spese sconsiderate e i suoi spettacoli stravaganti prosciugarono l’erario imperiale. Per rimediare, impose tributi vessatori e confiscò i beni di cittadini facoltosi. Il risentimento si diffuse anche tra i senatori romani, che lui derideva e umiliava. Al minimo sospetto di tradimento, giustiziava i membri della propria famiglia e i suoi rivali politici. Infine, arrivò a insultare la Guardia Pretoriana, il corpo scelto incaricato della sua stessa protezione.

In particolare, lui derideva spesso pubblicamente il pretoriano Cassio Cherea per via della sua voce acuta. (Un monito, questo, per JD Vance.) Stanco di tali angherie, Cherea strinse un’alleanza con altri pretoriani, senatori e diverse persone che vivevano nel costante timore dell’imperatore e del suo comportamento sempre più imprevedibile. Nel 41 d.C., durante i Ludi Palatini — un festival che comprendeva gare sportive e spettacoli teatrali — Cherea si avvicinò all’imperatore in un corridoio sotterraneo. Quando Caligola lo prese nuovamente in giro, Cherea lo colpì con la spada. Un gruppo di congiurati si precipitò sul posto, pugnalando l’imperatore quasi trenta volte fino a ucciderlo. Un contingente di guardie diede poi la caccia ai suoi familiari. Caligola fu il primo imperatore romano a essere assassinato.

Fattori analoghi portarono alla caduta di Nerone nel 68 d.C. Le sue spese sconsiderate lo spinsero a svalutare la moneta e ad aumentare drasticamente le tasse. L’esecuzione di membri della propria famiglia e di rivali politici diffuse il timore ovunque. L’aver alienato il Senato romano e la sua crescente tirannia provocarono rivolte militari nelle province. Alla fine, anche la Guardia Pretoriana lo abbandonò.

Il Senato romano dichiarò Nerone nemico pubblico (hostis publicus), il che significava che poteva essere ucciso non appena fosse state avvistato. Ormai in fuga e non volendo affrontare l’esecuzione, Nerone si suicidò pugnalandosi alla gola.

In epoca moderna, Hitler si suicidò nel suo bunker sotterraneo due giorni dopo aver appreso che Mussolini era stato giustiziato e poi appeso a testa in giù in una piazza di Milano, dove il popolo italiano sputò sul suo cadavere e lo oltraggiò. 

Le vite dei tiranni finiscono bene? Uno studio sui governanti dotati di potere assoluto, come Caligola o Nerone, ha rilevato che il 69% di loro finisce in prigione, in esilio o ucciso. Una serena pensione è un’eventualità estremamente rara.

Quale sarà il destino di Trump? Questo capitolo deve ancora essere scritto. Nel nostro Paese non giustifichiamo la violenza. Crediamo, tuttavia, nella responsabilità e in indagini complete ed eque.  Secondo i sostenitori di questa tesi, un simile obiettivo è raggiungibile solo attraverso un “tsunami blu”.

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