Welcome to Olivo Santa Barbara

L’Olivo Santa Barbara is a blog about cultural similarities and differences between Italy and the United States, with some emphasis on Santa Barbara, California.  The blog addresses history, travel, film, music, art, food, and people and animals.  Following an introduction in English, you can choose to read each post in Italian or English.  Comments are welcome, as are ideas for future posts.

Flag_USAClick here to read in English Flag_ItalyFai click qui per leggere in Italiano
Posted in English, Italiano | 2 Comments

Quanto sapete di Venezia?

Ogni giorno ricevo domande curiose nella nella mia casella di posta elettronica. Ecco un recente quiz di Trivia Genius per soddisfare una della vostre curiosità, 10 domande con relative risposte.

Venezia è nota per i suoi contributi a quale industria artigianale?

  1. Vetro soffiato
  2. Scultura
  3. Orologeria
  4. Ricamo

Risposta: La soffiatura del vetro è stata l’attività prevalente a Venezia e nella vicina isola di Murano fin dal 1200, quando gli artigiani veneziani hanno rivoluzionato il campo della lavorazione del vetro, scoprendo nuove tecniche per creare vetri incolori e specchi perfettamente lisci. Oggi, le bellissime creazioni in vetro di Venezia sono anche souvenir popolari per i turisti.

Quale delle seguenti affermazioni NON è vera per le gondole?

  1. Gareggiano in regate
  2. Sono perfettamente simmetriche
  3. Fanno uso di un unico remo
  4. Contengono otto diversi tipi di legno

Risposta: essendo ogni gondola asimmetrica, deve essere stabilizzata dal peso del suo gondoliere. Ogni gondola è realizzata su misura del proprio gondoliere, garantendo così la massima stabilità di ogni imbarcazione.

Quale delle seguenti affermazioni NON è vera riguardo a Piazza San Marco, la principale piazza pubblica di Venezia?

  1. È il punto più basso della città e si allaga facilmente
  2. Ospita il Caffè Florian, uno dei bar più antichi d’Italia
  3. Fu originariamente costruita nel 900 d.C. circa
  4. È una delle oltre 100 piazze di Venezia

Risposta: sebbene Venezia sia la patria di molte piazze chiamate “campos” o “piazzales”, Piazza San Marco è tecnicamente l’unica piazza di tutta Venezia. È così magnifica che Napoleone una volta la definì “il più bel salotto del mondo”.

Quale materiale usavano i primi veneziani per costruire le fondamenta dei loro edifici?

  1. Granito
  2. Marmo
  3. Legno
  4. Metallo

Risposta: gli edifici di Venezia furono costruiti su un fondale fangoso, sabbioso e paludoso. Per le fondamenta usarono il legno, ancora oggi solide perché si sono pietrificate a causa della mancanza di ossigeno nel terreno soffice e paludoso. Il legno utilizzato per la costruzione di Venezia proveniva dalle foreste della Slovenia.

Quale famoso esploratore nacque a Venezia e ora presta il suo nome al principale aeroporto di Venezia?

  1. Marco Polo
  2. Amerigo Vespucci
  3. Cristoforo Colombo
  4. Ferdinand Magellano

Risposta: gli scritti di Marco Polo sui propri viaggi in Cina (dove visse per 17 anni) furono enormemente popolari. Nato a Venezia nel 1254, Polo tornò a Venezia, dove compilò il suo famoso libro: “Il Milione”.  Morì a Venezia nel 1324.

Qual è il nome del ponte più antico di Venezia, che attraversa il famoso Canal Grande della città?

  1. Ponte della Costituzione
  2. Ponte degli Scalzi
  3. Ponte dell’Accademia
  4. Ponte di Rialto

Risposta: Il Ponte di Rialto, o Ponte di Rialto, fu costruito tra il 1588 e il 1591 per coprire in larghezza il Canal Grande. Realizzato in pietra, fu progettato e costruito per sostituire un ponte di legno instabile che era crollato ed era stato bruciato.

Venezia ospita il pubblico più antico del mondo cosa, per cosa?

  1. Casinò
  2. Teatro dell’opera
  3. Zoo
  4. Negozio di scarpe

Risposta: il Teatro Saint Moisé era un teatro aperto nel 1638, comprendeva anche un’area in cui i clienti potevano giocare d’azzardo durante l’intervallo. Il casinò si è rivelò enormemente popolare e dette il via a una nuova mania, che culminò con ben più di 120 casinò aperti a Venezia nel solo1744.

Il famoso Ponte dei Sospiri di Venezia collega due edifici, quali?

  1. Cimiteri
  2. Teatri
  3. Prigioni
  4. Panifici

Risposta: Il Ponte dei Sospiri collega una vecchia prigione, all’interno di Palazzo Ducale, a una più recente prigione attraverso il Rio di Palazzo. Prendeva il nome dal fatto che i prigionieri che attraversavano il ponte avrebbero sospirato mentre si godevano il loro ultimo respiro di libertà. 


Quale animale è considerato il simbolo di Venezia?

  1. Orso
  2. Leone
  3. Pesce
  4. Tigre

Risposta: il Leone di San Marco è un simbolo popolare di Venezia che compare in tutta la città. Il simbolo onora San Marco, che è il santo patrono di Venezia e può essere trovato sulla bandiera ufficiale di Venezia.

Il Palazzo Contarini Fasan di Venezia è tradizionalmente considerato la dimora di quale eroina shakespeariana?

  1. Giulietta
  2. Portia
  3. Ofelia
  4. Desdemon

Risposta: si ritiene tradizionalmente che il Palazzo Contarini Fasan sia la casa di Desdemona, la moglie condannata di Otello nell’opera di Shakespeare “Otello”. Shakespeare scrisse due opere teatrali che si svolgono a Venezia: “Otello” e “Il mercante di Venezia”.

Posted in Architecture, Arte, Foto, Italia, Italiano, Storia, Veneto, Venezia | Leave a comment

How Much Do You Know About Venice?

Every day I receive trivia questions in my email.  Here is a recent quiz from Trivia Genius – 10 questions and answers about Venice, La Serenissima.

Venice is well-known for its contributions to what artisanal industry?

  1. Glassblowing
  2. Sculpture
  3. Clockmaking
  4. Embroidery

Answer: Glassblowing has been prevalent in Venice and the neighboring island of Murano since at least the 1200s, when Venetian artisans revolutionized the field of glass-making by discovering new techniques to create colorless glass and perfectly smooth mirrors. Today, Venice’s beautiful glass creations are popular souvenirs for tourists.

Which of the following is NOT true about gondolas?

  1. They are often raced in regattas
  2. They are perfectly symmetrical
  3. They are rowed with a single oar
  4. They contain eight different types of wood

Answer: In fact, each gondola is asymmetrical, so it can be stabilized by the weight of its gondolier. Every gondola is custom-made for its specific gondolier, resulting in the maximum stability of each boat.

Which of the following is NOT true about the Piazza San Marco, Venice’s main public square?

  1. It is the lowest point in the city and floods easily
  2. It is home to Caffè Florian, one of Italy’s oldest bars
  3. It was originally constructed ca. 900 A.D.
  4. It is one of over 100 piazzas in Venice

Answer: Although Venice is home to many squares called “campos” or “piazzales,” the Piazza San Marco is technically the only piazza in all of Venice. It is so magnificent that Napoleon once called it “the world’s most beautiful drawing room.”

What material did early Venetians use to construct the foundations of their buildings?

  1. Granite
  2. Marble
  3. Wood
  4. Metal

Answer: Venice’s buildings were built on marshy mud and sand. They have foundations of timber, which are still strong because they have become petrified due to the lack of oxygen in the soft, marshy soil. The wood used in the construction of Venice was delivered by boat all the way from the forests of Slovenia.

Which famed explorer was born in Venice and now lends his name to Venice’s main airport?

  1. Marco Polo
  2. Amerigo Vespucci
  3. Christopher Columbus
  4. Ferdinand Magellan

Answer: Marco Polo’s writings about his travels to China (where he lived for 17 years) were enormously popular. Born in Venice in 1254, Polo returned to Venice after his travels were complete to compile his successful book, “ Il Milione.” He later died in Venice in 1324.

What is the name of the oldest bridge in Venice, which crosses the city’s famous Grand Canal?

  1. Constitution Bridge
  2. Scalzi Bridge
  3. Accademia Bridge
  4. Rialto Bridge

Answer: The Ponte di Rialto, or Rialto Bridge, was built between 1588 and 1591 to span the width of the Grand Canal. Made out of stone, it was designed and constructed to replace an unstable wooden bridge that had collapsed and been burnt.

Venice is home to the world’s oldest public what?

  1. Casino
  2. Opera house
  3. Zoo
  4. Shoe store

Answer: The Theatre Saint Moses was a theatre that opened in 1638 and featured an area where patrons could gamble during intermission. The casino proved to be enormously popular and kick-started a new craze, with more than 120 casinos opening in Venice by 1744.

Venice’s famed Bridge of Sighs connects two what?

  1. Cemeteries
  2. Theatres
  3. Prisons
  4. Bakeries

Answer: The Bridge of Sighs connects an old prison inside the Doge’s Palace to a newer one across the Rio di Palazzo. It was named after the fact that prisoners crossing the bridge would supposedly sigh upon enjoying their last glimpse of freedom.

What animal is considered to be symbolic of Venice?

  1. Bear
  2. Lion
  3. Fish
  4. Tiger

Answer: The Lion of St. Mark is a popular symbol of Venice that appears throughout the city. The symbol honors St. Mark, who is the patron saint of Venice and can be found on Venice’s official flag.

Venice’s Contarini Fasan Palace is traditionally believed to be the home of which Shakespearean heroine?

  1. Juliet
  2. Portia
  3. Ophelia
  4. Desdemona

Answer: Contarini Fasan Palace is traditionally believed to be the home of Desdemona, Othello’s doomed wife in Shakespeare’s play ”Othello.” Shakespeare wrote two plays that take place in Venice: ”Othello” and ”The Merchant of Venice.”

Posted in Architecture, Arte, English, Foto, Italia, Storia, Veneto, Venezia | 1 Comment

Per non dimenticare

La Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto è il 27 gennaio di ogni anno, ed è contrassegnata da speciali commemorazioni e tributi a coloro che sono morti, sopravvissuti e che hanno assistito le vittime durante la seconda guerra mondiale. Quest’anno (2021), l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles ha trasmesso online un video del 2006 per i suoi membri, Volevo Solo Vivere.* Diretto da Mimmo Calopresti e prodotto da Stephen Spielberg, questo documentario presenta gli innumerevoli orrori che nove cittadini italiani ebrai dovettero sopportare. Il film inizia con Mussolini e le leggi razziali italiane del 1938,  per poi raccontare i ricordi della deportazione e dell’internamento di questi nove persone nei campi di sterminio ad Auschwitz-Birkenau, la separazione, la sofferenza di tutti e la morte di tanti, fino agli ultimi giorni della loro liberazione, il 27 gennaio 1945.

Una delle storie più avvincenti è raccontata da una donna durante la liberazione: incredula osservaalcuni nazisti di Auschwitz mentre si tolgono le uniformi e cercano di mimetizzarsi con i prigionieri. Per un momento ha l’opportunità di prendere una pistola e sparare a una ex-guardia, ma il suo codice morale ha trionfa sul suo desiderio di vendetta. Descrive anche il primo cibo che mangiò al momento della liberazione: delle albicocche, offerte da un soldato americano. Ancora oggi associa il gusto delle albicocche alla gioia della libertà.

Ho visto questo documentario con la mia amica Jean Perloff, che vive a Santa Barbara e parla correntemente l’italiano. In realtà, l’abbiamo visto ognuna a case propria a causa della pandemia, ma abbiamo parlato del film insieme dopo averlo visto.  Abbiamo anche discusso delle nostre esperienze nei musei dell’Olocausto. Jean ha raccontato la sua esperienza al museo di Gerusalemme: “Yad Vashem è il memoriale ufficiale di Israele per le vittime dell’Olocausto. È dedicato alla preservazione dei ricordi dei morti, onorando gli ebrei che si sono battuti contro i loro oppressori nazisti e coloro che hanno aiutato gli ebrei bisognosi. Costruito nel 1953, Yad Vashem si trova sul versante occidentale del Monte Herzl, noto anche come Monte della Rimembranza. Il memoriale si compone di due tipi di strutture: alcune dedicate allo studio scientifico dell’Olocausto e del genocidio in generale, altre dedicate ai memoriali e ai musei per il grande pubblico.

“Un obiettivo fondamentale dei fondatori di Yad Vashem era riconoscere i non ebrei che, a rischio personale e senza motivazioni finanziarie o evangelistiche, scelsero di salvare gli ebrei dal genocidio dell’Olocausto. Quelli riconosciuti da Israele sono onorati in una sezione di Yad Vashem, conosciuta come il Giardino dei Giusti tra le Nazioni. Questi, i Giusti protesseroo i loro vicini ebrei in un momento in cui prevalevano pregiudizi, ostilità e indifferenza “.

Ho condiviso con Jean le mie esperienze in due musei americani dell’Olocausto, uno a Washington, D.C. e l’altro a Los Angeles. Lo United States Holocaust Memorial Museum, che si trova sul National Mall, è l’istituzione nazionale americana per la documentazione, lo studio e l’interpretazione della storia dell’Olocausto e funge da memoriale americano per i milioni di persone uccise durante l’Olocausto. Dalla sua apertura nel 1993, il Museo ha accolto più di 40 milioni di visitatori, tra cui più di 10 milioni di bambini in età scolare. Una delle presentazioni più agghiaccianti e memorabili per me nel museo è l’esposizione di migliaia e migliaia di scarpe di coloro che sono morti. Sebbene questa sia un’immagine potente per gli adulti, il museo è vitale per insegnare a bambini e adulti i pericoli del pregiudizio e dell’odio e la necessità di coltivare un senso di responsabilità morale.

Il Museum of Tolerance — Beit HaShoah (House of the Holocaust) è un museo multimediale a Los Angeles progettato per esaminare il razzismo e il pregiudizio in tutto il mondo con una forte attenzione alla storia dell’Olocausto. Il Museo si occupa di atrocità e genocidio in tutti i continenti, insieme a questioni come il bullismo e i crimini d’odio. Istituito nel 1993, il museo accoglie circa 350.000 visitatori all’anno (prima della pandemia), circa un terzo dei quali sono bambini in età scolare. Nella sezione dell’Olocausto del museo, si scoprono i 6 milioni di ebrei assassinati, insieme a innumerevoli altri, tra cui omosessuali, polacchi, zingari e portatori di handicap. Per bilanciare le statistiche a livello individuale, ogni visitatore all’ingresso del museo riceve una scheda generata dal computer con il nome e l’immagine di un bambino ebreo. Alla fine dell’esperienza museale, si deposita nuovamente la carta nel computer, che poi stampa la carta con l’eventuale destino del bambino. Nel mio caso, ho ricevuto una carta di un ragazzo ebreo italiano … che è morto nell’olocausto. 

* Organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles e dalla Consulata Generale d’Italia a Los Angeles con il Museum of the Holocaust of Los Angeles, il Museum of Tolerance Los Angeles, Università di Southern California Shoah Foundation, AJC (American Jewish Committee) Los Angeles, ADL (Anti-Defamation League) Los Angeles e Milken Community School.

Posted in Uncategorized | 2 Comments