Welcome to Olivo Santa Barbara

L’Olivo Santa Barbara is a blog about cultural similarities and differences between Italy and the United States, with some emphasis on Santa Barbara, California.  The blog addresses history, travel, film, music, art, food, and people and animals.  Following an introduction in English, you can choose to read each post in Italian or English.  Comments are welcome, as are ideas for future posts.

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La rinascita dello sport italiano

Stadio di Wembley, Londra, 11 luglio 2021. Gli Europei di calcio 2020 sono stati ritardati di un anno a causa della pandemia. Adesso è arrivato il giorno della finale. Il rumore allo stadio di Wembley è assordante. Il pubblico dei tifosi probabilmente è 5 a 1 per l’Inghilterra. Per resistere alla concorrenza in territorio nemico, la squadra di calcio italiana dovrebbe concentrarsi esclusivamente sul compito da svolgere. Eppure, nei primi minuti, l’Inghilterra ha segnato. Solo nel secondo tempo l’Italia ha segnato per andare al pareggio. Nei tempi supplementari nessuno ha messo a punto. Ma gli azzurri hanno vinto ai rigori, 3 a 2. Lo stadio in silenzio. Il trofeo di Euro 2020 va a Roma.

I Campionati Europei si tengono ogni quattro anni dal 1960, per nominare una squadra campione d’Europa. L’Inghilterra non ha mai vinto e l’Italia ha vinto una volta nel 1968. Anche la Coppa del Mondo si tiene ogni quattro anni e la prossima si terrà nel 2022. Il Brasile detiene il maggior numero di titoli con 5 Coppe, ma Italia e Germania ne hanno vinte 4 ciascuna; L’Italia ha prevalso nel 1934, nel 1938, nel 1982 e nel 2006.  Nell’ultimo Campionato Mondiale del 2018 l’Italia non si è nemmeno qualificata, sollevando preoccupazioni e dubbi sulla sua preparazione calcistica. Invece, sotto la guida dell’allenatore Roberto Mancini, si è trasformato in campione in soli tre anni. La squadra quest’anno ha mostrato verve, brio, grinta e nervi; la pazienza e la perseveranza sono state ripagate.

A inizio giornata del 16 luglio, a 16 kilometri a sud dello stadio di Wembley, l’All England Club di Wimbledon era al completo per il campionato di tennis maschile. Il venticinquenne esordiente, Matteo Berrettini, affrontava il serbo Novak Djokovic, 34 anni, un campione maturo, che ha già vinto 19 tornei del Grande Slam. Il pubblico più raffinato ha mostrato grande simpatia per l’italiano con cori ripetuti al suon di “Mat-te-o”, intonanti mentre cartelli con su scritto “Wimblettini” si agitavano in aria. Con una battuta di servizio a 146 miglia orarie, Berrettini è arrivato da dietro e ha prevalso nel primo set. Tuttavia, ha perso il campionato in quattro set. Djokovic ha guadagnato il suo 20° Grande Slam pareggiando sia lo spagnolo Rafael Nadal, che lo svizzero Roger Federer. Ma Djokovic ha ammesso che non è stato facile affrontare Berrettini e ha predetto che un giorno Matteo sarebbe diventato un grande campione.

Ciò che rende la sua performance particolarmente notevole è come Matteo sia cresciuto così rapidamente. Il suo dritto è sempre stato un’arma, ma fino a quest’anno il suo rovescio era debole. E non aveva praticamente mai giocato su erba fino a tre anni fa. Il suo allenatore, Vincenzo Santopadre, crede di non essere solo veloce ad apprendere, ma che siaanche un giovane umile con i giusti valori e la buona testa sulle spalle. Ciò che rende storica la sua prestazione è che è il primo italiano in assoluto ad andare in finale a Wimbledon. Nicola Pietrangeli ha raggiunto le semifinali 61 anni fa. Adriano Panatta ha vinto l’Open di Francia nel 1976, ma nessun italiano è mai stato in finale né agli Australian Open né agli US Open, gli altri due Tornei che compongono i Big Four.

Nel giugno 2021, il New York Times ha pubblicato un articolo in cui sosteneva che i giovani italiani avrebbero conquistato il Roland Garros. Tra coloro che hanno giocato in questo torneo oltre a Berrettini c’erano Gianluca Mager, Lorenzo Sonego, Andreas Seppi, Fabio Fognini, Marco Cecchinato e una coppia di diciannovenni, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Cosa rende l’Italia così capace nel tennis proprio in  questo momento storico? L’articolo dice: “Rispondere a questo è un po’ come chiedere indicazioni a Roma: molte risposte possibili, nessuna apparentemente migliore delle altre”. Alcuni giocatori ipotizzano che l’Italia stia organizzando un numero significativamente maggiore di tornei di livello inferiore per i professionisti; altri accreditano allenatori italiani più esperti di altri stranieri. I paesi a volte producono ondate di top player, come hanno fatto i tedeschi negli anni ’80 e gli americani negli anni ’90. Come conclude l’articolo, il futuro del tennis maschile “sembra improvvisamente molto italiano”. 

Non dimentichiamo altri due traguardi. Nel 2015 due donne italiane sono state nella finale degli US Open, garantendo una vittoria italiana. Flavia Pennetta ha battuto Roberta Vinci, ma entrambe le tenniste hanno festeggiato a New York con il Primo Ministro italiano all’epoca. E quest’anno ha visto un’altra sorta di vittoria: sebbene Luna Rossa Prada Pirelli abbia perso a marzo contro Emirates Team New Zealand nell’America’s Cup 2021, la barca italiana ha mostrato vera grinta e molto talento nella rincorsa che ha portato a vincere la Coppa di Prada, guadagnandosi il diritto di sfidare la Nuova Zelanda. 

Prossime tappe: gli US Open e la Coppa del Mondo 2022.

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The Renaissance of Italian Sport

Wembley Stadium, London, July 11, 2021.  The Euro 2020 soccer competition was delayed one year because of the pandemic.  Now the day of the final had arrived.  The noise in Wembley Stadium was deafening.  The crowd was probably 5-1 for England.  To withstand the competition in enemy territory, the Italian soccer team would have to focus solely on the task at hand.  Yet, within the first few minutes, England scored.  It wasn’t until the second half that Italy scored to tie the game.  Overtime didn’t produce any goals.  But the Azzurri won the shootout, 3-2.  The stadium fell silent.  The Euro 2020 trophy was going to Rome.

The European Championships have been held every four years since 1960 to determine the continental champion of Europe.  England has never won, and Italy won once in 1968.  The World Cup is also held every four years and will be held in 2022.  Brazil holds the most titles at 5, but Italy and Germany each have 4; Italy prevailed in 1934, 1938, 1982 and 2006.  But Italy didn’t even qualify for the World Cup in 2018, raising concerns that its soccer culture had grown stale.  Instead, under the leadership of coach Roberto Mancini, it was transformed into a champion in just three short years.  The team this year showed verve, panache, grit and sinew; its patience and persistence paid off.

Earlier in the day, 10 miles south of Wembley Stadium, the All England Club at Wimbledon was packed for the gentlemen’s tennis championship.  The 25-year-old newcomer, Matteo Berrettini, was facing 34-year-old Novak Djokovic of Serbia, a seasoned champion who had already won 19 Grand Slams.  The more refined audience showed plenty of support for the Italian:  Chants of “Mat-te-o” could be heard continuously as fans waved signs saying “Wimblettini.”  With a hammer of a serve clocked as high as 146 miles per hour, Berrettini came from behind and prevailed in the first set.  However, he lost the championship in four sets.  Djokovic earned his 20th grand slam to tie both Rafael Nadal of Spain and Roger Federer of Switzerland.  But Djokovic admitted that it wasn’t easy facing Berrettini and he predicted that one day Matteo would be a great champion.

What makes his performance especially remarkable is how Matteo has grown so quickly.  His forehand has always been a weapon, but until this year his backhand was weak.  And he had practically never played on grass until three years ago.  His coach, Vincenzo Santopadre, believes he is not only a quick learner but is also a humble young man with the right values and a good head on his shoulders.  What makes his performance historical is that he is the first Italian man ever to reach the finals at Wimbledon.  Nick Pietrangeli reached the semifinals 61 years ago.  Adriano Panatta won the French Open in 1976, but no Italian men have been in the finals of either the Australian Open or U.S. Open, which are the final two in the Big Four.

In June 2021, the New York Times ran an article maintaining that young Italian men were taking over the French Open.  Among those playing in this tournament besides Berrettini were Gianluca Mager, Lorenzo Sonego, Andreas Seppi, Fabio Fognini, Marco Cecchinato and a pair of 19-year-olds, Jannik Sinner and Lorenzo Musetti.  What makes Italy so good at this moment in tennis history?  The article says, “Answering that is a bit like asking for directions in Rome—plenty of possible answers, none seemingly any better than the rest.”  Some players posit that Italy is holding significantly more lower-level tournaments than in the past for pros to “cut their teeth”; others credit more seasoned Italian coaches.  Countries do sometimes produce waves of top players like the Germans did in the 1980s and the Americans did in the 1990s.  As the article concludes, the future of men’s tennis “suddenly feels very Italian.”

Let’s not forget two other milestones.  In 2015 two Italian women were in the U.S. Open final guaranteeing an Italian victory.  Flavia Pennetta beat Roberta Vinci, but both tennis players celebrated in New York with the Italian Prime Minister at the time.  And this year saw another victory of sorts:  Although Luna Rossa Prada Pirelli lost in March to Emirates Team New Zealand in the 2021 America’s Cup, the Italian boat showed true grit and a lot of talent in the run-up that resulted in winning the Prada Cup, earning the right to challenge the incumbent.

Next stops:  the U.S. Open and the World Cup 2022.

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Ricci di mare: da Pompei a oggi

L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. coprì, nascose e conservò non solo i corpi dei ricchi antichi che vivevano a Pompei, ma anche molti loro aspetti legati alla vita quotidiana. Attraverso gli scavi, gli archeologi hanno scoperto case, negozi, arte, vestiti e cibo dell’epoca. Tra i resti conservati troviamo anche i gusci di ricci di mare, una prelibatezza culinaria, allora come oggi.

I ricci di mare sono animali rotondi e spinosi che vivono nei fondali marini, abitando tutti gli oceani e i mari a qualsiasi profondità. La dimensioni dei gusci varia da 3 a 10 centimetri. Non hanno occhi, gambe o mezzi di propulsione visibili, ma possono strisciare lentamente usando i piedi a tubo. A volte il segno di vita più visibile sono le spine, che sono attaccate ad enartrosi e possono puntare in qualsiasi direzione. Il tatto suscita una pronta reazione dalle spine, che convergono al punto toccato. Si nutrono di alghe.

La parola inglese “urchin” è una vecchia parola per riccio, a cui assomigliano i ricci di mare. In italiano e siciliano, la parola “riccio” si riferisce sia al mammifero detto anche porcospino, che al riccio di mare. Le gonadi (cioè le uova) dei ricci di mare, sia maschi che femmine, chiamate uova di pesce, sono una prelibatezza in molte parti del mondo, soprattutto in Giappone, dove sono conosciute come “uni” e vengono servito crude nel sashimi o nel sushi. Forse i ricci di mare di migliore qualità vengono raccolti nel sud della California e nel Mediterraneo, dove i piatti di pasta con i ricci sono gustati in tutte le regioni costiere italiane, in particolare in Puglia, in Sicilia e in Sardegna.

In California, i migliori ricci di mare si trovano al largo della costa di Santa Barbara. A causa delle correnti uniche e vorticose, calde e fredde, nelle acque del Canale di Santa Barbara vivono gli uni, ricci di mare di alta qualità. Vengono raccolti a 22 miglia dalla costa del porto. Il commercio è sbocciato dopo il 1997, quando l’abalone, un tipo di mollusco, era stato abbondantemente sfruttato; i subacquei quindi non sono stati più autorizzati a raccoglierli e hanno pensato di rifarsi con i ricci di mare, una nuova miniera d’oro. All’inizio, circa l’80% veniva esportato in Giappone. Ora sempre più vengono consumati localmente, in particolare nei ristoranti di sushi, poiché gli americani hanno affinato il gusto per le uova di pesce. Uni è costoso, ma una piccola quantità rende molto.

La raccolta dei ricci di mare è considerata uno dei lavori più pericolosi al mondo. I subacquei lavorano in un ambiente che non possono controllare e che può cambiare da un momento all’altro. Le correnti e il vento sono imprevedibili.  Le barche che usano possono incagliarsi fra gli scogli e gli apparecchi per la respirazione possono impigliarsi fra le alghe. A volte fa freddo. E poi ci sono gli squali. È stato girato persino un documentario del 2021, “The Delicacy”, che riprende i subacquei al largo della costa di Santa Barbara. Il film è stato presentato in anteprima al Santa Barbara Film Festival ed è ora disponibile su Prime Video.

Il sapore dei ricci di mare è difficile da descrivere perché nessun altro pesce ha il sapore di queste uova. È stato descritto come salato, dolce e cremoso; sembra assumere sapori diversi man mano che si mangiano. È stato anche descritto come umami e “burro dell’oceano di panna cotta”. Le uova tendono ad avere un colore oro brillante, giallo o arancio. 

In Italia, i ricci sono una prelibatezza della stagione fresca, non dell’estate. In Sicilia di solito si comincia a trovare venduti da metà novembre fino ad aprile inoltrato. Esistono varie ricette per la pasta ai ricci di mare. Per la salsa ai ricci, la maggior parte delle ricette usa aglio o cipolla (mai entrambi), una piccola quantità di polpa di pomodoro fresco, prezzemolo fresco, sale, pepe macinato al momento e olio extravergine di oliva. Il principio guida è che nulla deve sopraffare il sapore della carne di riccio. La pasta deve essere lunga e possono essere spaghetti, vermicelli o linguine.

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