Welcome to Olivo Santa Barbara

L’Olivo Santa Barbara is a blog about cultural similarities and differences between Italy and the United States, with some emphasis on Santa Barbara, California.  The blog addresses history, travel, film, music, art, food, and people and animals.  Following an introduction in English, you can choose to read each post in Italian or English.  Comments are welcome, as are ideas for future posts.

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Pizza pazza

Quando si tratta di cibo, non provate a scherzare con gli italiani. Quando si parla di pizza, sappiate che qualsiasi interpretazione creativa può generare indignazione… e non solo tra i napoletani. La pizza, infatti, è tra l’altro uno degli alimenti più discussi in rete. È risaputo che gli italiani ritengono gli americani responsabili di orrori come l’ananas sulla pizza; infatti gli italiani vorrebbero approvare una legge internazionale che vieti questa barbare pratiche culinarie come questa. Inoltre, di recente sono venute alla luce altre atrocità, che fanno sembrare l’ananas sulla pizza come il male minore.

L’ultimo scandalo è una pizza per la colazione di Fong’s Pizza, nello stato americano dell’Iowa. Chiamata “Fruit Loops Pizza”, è preparata con uno strato di mozzarella e crema dolce al formaggio, poi uno strato cui cereali dolci e colorati, ed è infine ricoperta da una salsa di latte condensato e yogurt greco. I commenti oscillavano tra lo sconcertato e il disgustato, con un intervistato in particolare che si lamentava dicendo: “Come italiano, dichiaro formalmente guerra all’Iowa”. Fong’s Pizza offre altre combinazioni di gusti non convenzionali come “Crab Rangoon”, che surimi (una pasta a base di pesce), cipolla verde, mozzarella, asiago, wonton croccanti e salsa di peperoncino dolce. Mamma mia!


Trasferitosi in Europa, un cittadino svedese ha creato una pizza con i kiwi.  Ha attirato oltre 400 commenti sui social media, incluso uno che l’ha definita un “abominio contro natura”. Lo chef britannico Gordon Ramsay afferma che l’ananas, come il kiwi, è acido, così come la salsa di pomodoro: “Troppi cibi acidi contemporaneamente potrebbero veramente sciogliere le viscere”. Una calamita per le polemiche, come è suo solito,  Ramsay in passato, ha rilasciato anche commenti anti-vegani come “Sono un membro della PETA *, cioè, People who Eat Tasty Animals (persone che mangiano animali gustosi). Ora nel suo ristorante “Gordon Ramsay Street Pizza” a Londra, offre una pizza vegetale ricoperta di pinoli, pesto, salsa di pomodoro e melanzane. Su Internet sono comparsi  commenti da crisi di nervi, come: “Gordon, per favore smettila di fingere di conoscere la cucina italiana” e “Se sei tenuto in ostaggio da un vegano, facci segno”.

Anche in Italia allontanarsi dalla tradizione è rischioso. Il celebre chef Carlo Cracco serve la propria versione della Margherita nel suo bistrot, nella famosa Galleria di Milano. Cracco ha osato aggiungere cereali integrali alla pasta, perché più sani e più buoni per la crosta, ha lasciato il basilico e tutto al prezzo di 16 euro. La pizza è stata immediatamente ribattezzata “Scraccorella” e come ha osservato un commensale: “Ogni volta che Cracco cuoce la sua pizza Margherita, un pizzaiolo napoletano muore di crepacuore”. Altri hanno chiesto un intervento di San Gennaro. Il prezzo della pizza più pazzo di tutti appartiene a Sirani, pizzeria di Brescia. Per 95 euro, puoi prendere un “4 + 4”, preparato con gamberi Carabineros, un raro crostaceo considerato il migliore al mondo. Rossi e lunghi quasi 30 centimetri, i quattro gamberi stesi sulla pizza possono pesare fino a mezzo chilo.

Tornando in Nord America, Rocky’s Pizzeria a New York offre una pizza speciale con penne, panna e vodka, soprannominata “un’orgia di carboidrati” e “il solito americano …”. Rocky’s ne offre anche una con ananas e prosciutto. Forse perché le Hawaii producono molti ananas e forse in parte perché la pizza all’ananas era una delle preferite del presidente Barack Obama (che veniva dalle Hawaii), la maggior parte delle persone pensa che questa versione spesso ridicolizzata della pizza abbia avuto origine negli Stati Uniti. In realtà, ha avuto origine in Canada. È Sam Panopoulos, cuoco canadese di origine greca, proprietario di un ristorante nell’Ontario, che nel 1962 ebbe l’idea di aggiungere l’ananas in scatola alla pizza. Si è guadagnato il disprezzo dei puritani della pizza. Persino il presidente islandese, nel 2017, ha suggerito che dovrebbe essere vietata l’aggiunta di ananas. Il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha twittato: “Ho un ananas. Ho una pizza. E io sono parte integrante di questa deliziosa creazione dell’Ontario sudoccidentale “

Indovina un po’? In un ristorante milanese di tutto rispetto, Crosta, lo chef Simone Lombardi e il panettiere Giovanni Mineo hanno deciso di sfidare i pregiudizi gastronomici offrendo la loro audace pizza all’ananas, alla ventricina e al coriandolo. Commenti? “Davvero equilibrato”, “Fantastico” e “Beh, odio ammetterlo, ma la pizza è davvero interessante”.

*Il nome ufficiale: People for the Ethical Treatment of Animals (Persone per il trattamento etico degli animali)

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Crazy Pizza

When it comes to food, don’t mess with the Italians.  When it comes to pizza, know that any creative interpretation can generate outrage … and not just among Neapolitans.  In fact, pizza is one of the most discussed foods on the web.  It is common knowledge that Italians blame Americans for horrors like pineapple on pizza; in fact, Italians would probably like to pass an international law banning this barbaric culinary practice.  But other atrocities have recently come to light, which makes pineapple on pizza seem like the minor leagues.

The latest scandal is a breakfast pizza from Fong’s Pizza in Iowa.  Called “Fruit Loops Pizza,” it is made with a base of mozzarella and sweet cream cheese, followed by the sugary, multicolored breakfast cereal, and covered by a sauce of condensed milk and Greek yogurt.  Comments ranged from the bewildered to the disgusted with one respondent lamenting, “As an Italian, I am formally declaring war on Iowa.”  Fong’s Pizza offers other unconventional taste combinations like “Crab Rangoon,” which combines surimi (a paste made from fish), green onion, mozzarella, asiago, crispy wonton and sweet chili sauce.  Mamma mia.

Moving to Europe, a Swedish citizen created a pizza with kiwifruit which drew over 400 comments on social media including one that called it an “abomination against nature.”  British Chef Gordon Ramsay says that pineapple, like kiwi, is acidic and so is tomato sauce: “Too many acidic foods at once and you might melt your insides.”  A magnet for controversy, Ramsay in the past stirred up a hornet’s nest with vegan-shaming comments like “I am a member of PETA*, that is, People Eating Tasty Animals. Now at his “Gordon Ramsay Street Pizza” restaurant in London, he offers a plant-based pizza covered in pine nuts, pesto, tomato sauce and eggplant.  The internet had a meltdown with comments like “Gordon, please stop pretending to know Italian cuisine” and “If you’re being held hostage by a vegan, give us a signal.”

Even in Italy, straying from the tried and true is risky.  Celebrated chef Carlo Cracco serves his version of a margherita at his bistro in Milan’s famous Galleria.  Cracco dared to add healthier whole grains to the crust, left off the requisite basil, and charged 16 euros for the honor.  The pizza was immediately renamed “Scraccorella” and as one diner noted, “Every time Cracco bakes his pizza Margherita, a Neapolitan pizza maker dies of a broken heart.”  Others pleaded for an intervention from San Gennaro (the patron saint of Naples).  The craziest pizza price of all belongs to Sirani, a gourmet pizzeria in Brescia.  For 95 euros (about $115), you can get a “4+4,” which is garnished with Carabineros prawns, a rare crustacean considered the best in the world.  Red and almost 30 centimeters (about 12 inches) in length, the four prawns on the wedges can weigh up to half a kilo (about 1 pound).

Returning to North America, Rocky’s Pizzeria in New York offers a penne, cream and vodka specialty, dubbed “an orgy of carbohydrates,” and “the usual American….” Rocky’s offers a pineapple and ham specialty too.  Maybe because Hawaii produces many pineapples and maybe because pineapple pizza was a favorite of President Barack Obama (who came from Hawaii), most people think this often-ridiculed version of pizza originated in the United States.  In fact, it originated in Canada.  Sam Panopoulos, a Greek-born Canadian cook, is credited with the idea of adding canned pineapple to pizza at his Ontario restaurant in 1962.  It has earned the disdain of pizza puritans. When Iceland’s president suggested it should be banned in 2017, Canadian Prime Minister Justin Trudeau tweeted: “I have a pineapple.  I have a pizza.  And I stand behind this delicious Southwestern Ontario creation.”

Guess what?  At a highly respected Milanese restaurant, Crosta, chef Simone Lombardi and baker Giovanni Mineo decided to challenge gastronomic prejudices by offering their daring pineapple, ventricina (a pork sausage commonly found in Abruzzo) and cilantro pizza.  Comments?  “Really balanced,” “Fantastic,” and “Well, I hate to admit it, but the pizza is really interesting.”

*People for the Ethical Treatment of Animals is the official name of the organization.

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Gusto o sapore?

Quando scrivo in italiano, invariabilmente confondo la parola “gusto” con la parola “sapore”. Spesso sono usate come sinonimi e talvolta possono essere usate in modo intercambiabile, ma in realtà hanno due significati distinti, come in inglese. Grazie a Eleonora Vieri, esperta e insegnante di lingua italiana a stranieri, nonché  mia redattrice, che conosce la parola corretta per ogni contesto., mi ha aiutato anche questa volta. Per cercare di migliorare il mio italiano scritto e parlato, ho fatto un po’ di ricerca.

Quando mangiamo, molte sensazioni piacevoli percettivamente diverse provengono sia dal naso, che dalla bocca. La bocca rileva il gusto e il naso coglie gli aromi. È la combinazione tra gusto e aroma che costruisce un sapore. Esistono infatti solo cinque gusti: dolce, acido, salato, amaro e, più recentemente, umami. A differenza di quanto abbiamo appreso a scuola, i recettori del gusto non sono concentrati in zone specifiche della bocca ma sono sparsi in maniera casuale. La dolcezza è causata da una forma di zucchero o alcol. I cibi dolci, come torte, miele, frutta e succhi di frutta, sono spesso ricchi di carboidrati e forniscono carburante per il corpo. L’acidità è il gusto degli acidi presenti in alimenti come aceto, succo di limone e yogurt. La salinità deriva dal sodio presente nel sale da cucina, nella salsa di soia e nella carne lavorata. L’amarosi trova in cibi come caffè, vino, cioccolato fondente e rucola.

Il quinto gusto è saporito, che è tecnicamente chiamato “umami”. Gli scienziati hanno identificato i recettori del gusto umami sulla lingua umana nel 2002. È il gusto del glutammato, un amminoacido che è uno dei mattoni delle proteine. In effetti, l’umami è stato scoperto più di 100 anni fa in Giappone da uno scienziato di nome Dr. Kikunae Ikeda. Mentre stava gustando una ciotola di brodo di alghe, il dottor Ikeda notò che il gusto saporito era distinto dai quattro gusti fondamentali, cioè dolce, acido, amaro e salato. Ha chiamato questo gusto aggiuntivo “umami”, che significa “l’essenza della prelibatezza” in giapponese. Alla fine scoprì che il gusto dell’umami era attribuito al glutammato. Infatti si trova in alimenti come carne, formaggi stagionati, pesce, pomodori e funghi. 

Sebbene esistano solo 5 gusti, siamo capaci di rivelare migliaia di sapori a causa del nostro senso dell’olfatto. Infatti si dice spesso che si mangia prima con il naso e poi con la bocca. Si dice che una persona media sia in grado di riconoscere 10.000 aromi distinti. Quindi, la nostra sensibilità olfattiva fa sì che i profumi diventino una parte importante del nostro apprezzamento dei sapori. Se ci tappiamo il naso o prendiamo un raffreddore o un altro virus, tutto ciò che saremo in grado di rilevare sono i cinque gusti. In tali momenti i cibi sembrano quasi insapore. Capire cosa succede mentre assaggiamo e annusiamo il cibo ci aiuta ad analizzare un piatto e migliorare il modo in cui lo cuciniamo, trasformando la cucina in un ambiente ancora più interessante e divertente. 

Ma la domanda rimane: tutto ciò migliorerà l’uso corretto di “gusto” e “sapore”? Ne dubito. Sono ancora propenso a tradurre “i gusti del gelato …” come sapori, quando, appunto, dovrebbe essere “gusti”.

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