Welcome to Olivo Santa Barbara

L’Olivo Santa Barbara is a blog about cultural similarities and differences between Italy and the United States, with some emphasis on Santa Barbara, California.  The blog addresses history, travel, film, music, art, food, and people and animals.  Following an introduction in English, you can choose to read each post in Italian or English.  Comments are welcome, as are ideas for future posts.

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Il pesce d’aprile

Un po’ di umorismo in questi tempi difficili

Il pesce d’aprile è una tradizione seguito da diversi paesi nel mondo, ormai già da molti anni, in cui persone fanno scherzi ad altre persone.  Gli scherzi possono essere di varia natura, ma si spera che siano comunque bonari.  La tradizione ha caratteristiche simili ad altre festività legate all’equinozio di primavera, come l’Hilaria dell’antica Roma.

Molte teorie sono state proposte sulle sue origini. Uno delle più antiche riguarda il beato Bertrando di San Genesio, il vescovo di Aquileia che nel quattordicesimo secolo, liberò miracolosamente un papa da una spina di pesce che lo soffocava in gola.  Per gratitudine il pontefice decretò che ad Aquileia, il primo aprile, non si mangiasse pesce.  Forse la teoria più accreditata colloca le origini nel sedicesimo secolo in Francia.   Il Capodanno era celebrato tra il 25 marzo—la vecchia data dell’equinozio di primavera—e il 1° aprile.  Con l’avvento del calendario gregoriano il capodanno fu spostato al primo di gennaio, ma la novità non fu immediatamente recepita da tutti: per ignoranza o per amore della tradizione, alcuni continuarono a festeggiare il primo d’aprile.  Furono così  additati da tutti come sciocchi di aprile.

In Francia e in Italia oggi, il primo aprile si chiama poisson d’avril e, ovviamente, pesce d’aprile. I bambini attaccano un pesce di carta alle spalle dei loro ignari amici e gridano “poisson d’avril” o “pesce d’aprile” quando scoprono lo scherzo.  Oltre la storia del vescovo, perché il pesce?  Una spiegazione ci riporta indietro nel tempo fino a Cleopatra e alla burla sul suo amante romano Marco Antonio durante una gara di pesca.  Antonio, per non correre il rischio di una umiliante sconfitta, aveva incaricato uno schiavo di attaccargli di nascosto le prede all’amo, che stava sott’acqua. Quando la Regina d’Egitto scoprì l’inganno, fece attaccare all’amo un gigantesco pesce finto rivestito di pelle di coccodrillo, un pesce non tipico del fiume Nilo.

Ecco i dieci migliori scherzi della storia:

1857: I cittadini di Londra sono invitati a recarsi alla Torre di Londra, il primo aprile, per assistere al lavaggio dei leoni bianchi che vivono lì. Si raduna una grande folla … e così lo scherzo viene ripetuto per secoli.

1957: Un documentario della BBC rivela agli spettatori una notizia sensazionale: gli spaghetti crescono sugli alberi.  Mostra una piantagione di spaghetti a Lugano in Svizzera, dove i contadini stendevano sul terreno enormi fili di pasta da essiccare. Gli agricoltori erano preoccupati per un gelo imminente. Gli spettatori, incuriositi, chiamano l’emittente britannica per chiedere istruzioni su come far crescere questo speciale albero.

1961: Il quotidiano “La Notte” scrive che a Milano è stata approvata una legge che obbliga tutti coloro che possiedono un cavallo a dotarlo di targa, in modo da essere riconoscibile quando cammina per le strade…

1992: Tutti i passeggeri che arrivati all’aeroporto di Los Angeles vengono accolti da una scritta enorme: “Benvenuti a Chicago”!

1995: Per tradizione, le gondole veneziane sono nere, in ricordo dei morti delle peste nera che colpì la laguna nel sedicesimo secolo.  Venticinque fa, il Gazzettino di Venezia annuncia che sarebbero state tutte dipinte a colori sgargianti dietro decisione del consiglio comunale, in modo da rispondere meglio ai gusti dei turisti, secondo una fantomatica ricerca.

1998: Il quotidiano USA Today riporta la sensazionale notizia che Burger King ha trovato la soluzione per quasi un milione e mezzo di clienti mancini che si recano al ristorante ogni giorno: il Whopper per sinistrorsi, più facile da impugnare e mangiare con l’altra mano, e con meno sgocciolature.

2000: The Independent, un editore online britannico, riporta una notizia decisamente stramba: il Viagra per i conigli.

2010: Google introduce Google Translate for Animals, un servizio di traduzione da qualsiasi lingua umana a qualsiasi linguaggio animale e viceversa.

2013: La Saclà lancia sul mercato anglosassone un tipo di pasta chiamato Twitteroni: pasta forma di lettere e di hastag.

2015: YouTube offre un video del Reclinomax, una rivoluzionario modo di fare fitness da una comoda poltrona in cui allenarsi mentre si dorme.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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April Fool’s Day

April Fool’s Day is a tradition followed in many countries throughout the world.  Jokes or pranks are played on people, usually with good-natured intent.  The tradition has characteristics similar to holidays, such as Hilaria of ancient Rome, which are related to the spring equinox.

Many theories have been proposed on its origins.  One of the oldest concerns the Blessed Bertrando of San Genesio, bishop of Aquileia (at the top of the Adriatic) in the 14th century, who miraculously saved a pope who was suffocating on a fish bone.  Out of gratitude, the pontiff decreed that fish should not be eaten in Aquileia on April 1st.   Perhaps the most accredited theory places the origins in 16th century France.  Under the Julian calendar, the new year had been celebrated between March 25 and April 1, at the time of the spring equinox.  With the advent of the Gregorian calendar, the New Year was moved to January 1st, but the news was not immediately understood by everyone.  Whether out of ignorance or for the sake of tradition, some people continued to celebrate April 1st.  They were viewed as April fools.

In France and Italy, April Fool’s Day or April 1st is called, respectively, poisson d’avril and pesce d’aprile (April fish).   Kids stick a paper fish to the backs of their unsuspecting friends and yell “Poisson d’avril” or “Pesce d’aprile” when they discover the prank.  Besides the story of the bishop, why fish?  One theory takes us back to the time of Cleopatra and her roman lover Mark Anthony.  During a fishing competition, to avoid a humiliating defeat, he had secretly instructed a slave to dive underwater and put fish on his hook.  Discovering his deception, Cleopatra, as a hoax, arranged to have a giant fish covered in crocodile skin attached to his line.   (Crocodiles are not denizens of the Nile.)

Here are 10 favorite pranks over time:

1857:  The citizens of London were invited on April 1 to visit the Tower of London to attend the washing of the white lions who lived there.   A large crowd gathered…the joke was repeated over the centuries.

1957:  A BBC documentary revealed sensational news:  Spaghetti grows on trees.  It showed a spaghetti plantation in Lugano, Switzerland, where farmers laid out huge strands of pasta on the ground to dry.  Farmers there were worried about an impending frost.  Viewers called the British broadcaster to ask for instructions on how to grow the special tree.

1961:  The newspaper, La notte, announced that Milan had passed a law requiring everyone who owned a horse to affix a license plate that would be recognizable when the horse was trotting about the streets.

1992:  All passengers who arrived at the Los Angeles airport were greet with a huge sign saying, “Welcome to Chicago.”

1995:  Traditionally, Venetian gondolas are black, in memory of the dead from the plague that struck the lagoon in the 16th century.  Twenty-five years ago, on April 1, the Gazzettino di Venezia announced that they would all be painted in bright colors by decision of the city council, in order to better meet the taste of tourists.

1998:  The American newspaper, USA Today, published a full-page ad of Burger King’s announcement that it had found a solution for the nearly 1.5 million left-handed clients who visit the chain’s locations every day:  The Whopper for southpaws, easier to hold and eat with the left hand, and with less spillage.

2000: The Independent, a British online publisher, reported strange news:  Viagra for rabbits.

2010: Google introduced Google Translate for Animals, a translation service from any human language to any animal language, and vice versa.

2013: Saclà, an Italian pasta maker introduced Twitteroni to the British market:  a pasta in the form of letters and hashtags

2015:  YouTube offered a video of the Reclinomax, a revolution in fitness, which features a comfortable armchair in which you train while sleeping.

 

 

 

 

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Le guerre dei biscotti

Sono le due superpotenze alimentari italiane: Ferrero e Barilla. Entrambe condividono una lunga storia di redini tramandate ai membri della famiglia da generazioni. Entrambe si sono allargate ed hanno acquisito molte altre attività lungo gli anni. Entrambe hanno strategie di marketing aggressive. E ora potrebbero essere in rotta di collisione.

Barilla fu fondata nel 1877 come negozio di panetteria a Parma da Pietro Barilla. Ora il pronipote Guido dirige la multinazionale, che è il più grande produttore di pasta al mondo. Con 120 diversi tipi e forme di pasta, Barilla controlla il 40-45% del mercato italiano ed il 35% del mercato statunitense. (In realtà, la maggior parte della Barilla negli Stati Uniti viene prodotta in Iowa o New York utilizzando prodotti locali.)

Il pasticciere Pietro Ferrero fondò la sua azienda nel 1946 ad Alba, in Piemonte. Il nipote Giovanni ora è alla guida del secondo maggiore produttore di cioccolato e azienda dolciaria al mondo. Pietro ha gettato le basi per l’attuale Nutella.  In Italia dopo la seconda guerra mondiale, il cioccolato era molto costoso. Pietro decise di preparare del cioccolato per i bambini ad un prezzo accessibile. Combinò il cioccolato e le nocciole per creare una delizia che lui chiamava “gianduia”. Successivamente divenne una crema spalmabile chiamata “Supercrema”. La ricetta venne modificata e ribattezzata, e il primo barattolo di Nutella uscì dalla fabbrica Ferrero nel 1964. Fu un successo istantaneo.

Nel frattempo, Barilla ha lavorato duramente sulle sue linee di prodotti. Nel 1974 Barilla lanciò Mulino Bianco, una filiale che produce gli iconici biscotti per la colazione. Con nomi di biscotti come Taralucci, Batticuori, Abbracci, Galletti e Girotondi, Mulino Bianco afferma che gli italiani consumano più biscotti degli americani!  Dopotutto se si intinge un biscotto nel proprio cappuccino mattutino e se ne accoppia uno all’espresso pomeridiano, e poi un altro con lo spuntino dei bambini, potrebbe esserci della verità in questa affermazione.

Nel 1983 Barilla e Mulino Bianco lanciarono il Pan di Stelle come biscotti al cioccolato per la colazione. Ma non è stato fino al 2018 che le cose hanno iniziato a scaldarsi. Barilla ha introdotto vasetti di Crema di Pan di Stelle, una crema spalmabile fatta con 100% di nocciole e cioccolato. Fino a quel momento, le due società avevano rispettato lo spazio altrui. Ora il gigante di Nutella non se ne sta con le mani in mano ed ha deciso di contrattaccare questa invasione di campo.

Ferrero tiene alla riservatezza per proteggersi dallo spionaggio industriale. Il fondatore dell’azienda ha rilasciato due interviste in tutta la sua vita; una è stata pubblicata postuma. La società non ha mai tenuto una conferenza stampa e non consente ai media di visitare i suoi impianti. I prodotti Ferrero sono realizzati con macchine progettate da un dipartimento di ingegneria interno.  Non sorprende quindi la mossa successiva. Ferrero ha testato tranquillamente il suo nuovo prodotto in altri paesi. Quindi ha attraversato il confine italiano e ha lanciato il suo nuovo biscotto alla Nutella in Francia per iniziare a diffondere il brusio e domande tra gli italiani che vivono e viaggiano all’estero. Poi, dopo aver scatenato una grande campagna pubblicitaria con enormi annunci nelle stazioni della metropolitana, sugli schermi televisivi e cartelloni pubblicitari appesi nella principale stazione ferroviaria di Roma, Ferrero ha portato i biscotti Nutella a casa in Italia nel novembre 2019. La campagna è stata un enorme successo: quasi 6 milioni di pacchi sono stati venduti nelle prime quattro settimane. I biscotti volavano dagli scaffali ed erano difficili da tenere in magazzino.

Ma Barilla ha risposto subito.  Grazie alla sua società Mulino Bianco e il suo marchio Pan di Stelle, ha svelato Pan di Stelle Biscocrema durante una conferenza stampa in un bar sul tetto a Milano. L’evento è stato servito con biscotti e il bar è stato decorato con luci a forma di stella che riflettono i biscotti che sono sormontati da una solida stella di crema.

Ironia della sorte, entrambe le società competono anche a livello ambientale. Ad esempio, Barilla ha investito in una fondazione dedicata alla sostenibilità ambientale e promuove i suoi rifiuti di olio di palma, un grasso saturo di Nutella, che ha portato a una deforestazione devastante. I prodotti Nutella utilizzano un quarto della fornitura mondiale di nocciole. E mentre i noccioli sono resistenti alle malattie e alla siccità, gli ambientalisti italiani danno la colpa ad entrambe le aziende per la piantagione aggressiva di nocciole che riduce la biodiversità del paese. È anche ironico che in un paese al quale associamo a pomodori maturi, pasta fresca, olio d’oliva e una sana dieta mediterranea, le merende stanno diventando più diffuse insieme a corpi più corpulenti, specialmente tra i bambini.

 

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The Cookie Wars

They are the two superpower Italian food companies:  Ferrero and Barilla.  Both share long histories with the reins of the business passed down to family members for generations.  Both have expanded and acquired many other businesses along the way.  Both have aggressive marketing strategies.  And now they may be on a collision course.

Barilla was founded in 1877 as a bakery shop in Parma by Pietro Barilla.  Now great grandson Guido heads the multi-national corporation and the world’s leading pasta maker.  With 120 different types and shapes of pasta, Barilla commands 40-45% of the Italian market and 35% of the U.S. market.  (In reality, most of the American pasta is made in Iowa or New York using local products.)

Pastry maker Pietro Ferrero founded his company in 1946 in Alba in the Piedmont region of Italy.  Grandson Giovanni now leads the second largest chocolate producer and confectionary company in the world.  Pietro laid the groundwork for present-day Nutella.  In post-war Italy, chocolate was very expensive.  Pietro set out to make a chocolate treat for children that was affordable.  He put chocolate and hazelnuts together to make a treat that he called “gianduia.”  Later it became a spread called “supercrema.”  The recipe was modified and renamed, and the first jar of Nutella left the Ferrero factory in 1964.  It was an instant success.

Meanwhile, Barilla was hard at work on its product lines.  In 1974 Barilla launched Mulino Bianco, a subsidiary that makes iconic breakfast cookies.  With cookie names like Taralucci, Batticuori, Abbracci, Galletti, and Girotondi, Mulino Bianco claims that Italians consume more biscotti than Americans!  I guess if one dunks a cookie in your morning cappuccino and alongside your afternoon espresso, and then feed the kids snacks, there may be some truth to this.

In 1983, Barilla and Mulino Bianco launched Pan di Stelle as chocolate breakfast biscuits.  But it wasn’t until 2018 that things started to heat up.  Barilla introduced jars of Pan di Stelle Crema, a spread made from 100% hazelnuts and chocolate.  Up until this time, the two companies had respected each other’s borders.  Now the juggernaut of Nutella was not about to let this encroachment go unanswered.

Ferrero places great emphasis on secrecy to guard against industrial espionage.  The company’s founder gave two interviews in his life; one was published posthumously.  The company has never held a press conference and does not allow the media to visit its plants.  Ferrero’s products are made with machines designed by an in-house engineering department.  So, its next move is not surprising.  Ferrero quietly tested its new product in other countries.  Then it dipped across the Italian border and rolled out its new Nutella Biscuit in France to start spreading the buzz and the demand among Italians living and traveling abroad.  Then as it unleashed a widespread publicity campaign with huge ads in subway stations, on television screens, and hanging in Rome’s main train station, Ferrero brought Nutella Biscuits home to Italy in November 2019.  The campaign was a huge success:  nearly 6 million boxes were sold in the first four weeks.  The cookies flew off the shelves and were difficult to keep in stock.

But Barilla had an answer.  Through its Mulino Bianco company and its Pan di Stelle brand, it unveiled Pan di Stelle Biscocrema during a press conference at a rooftop venue in Milan.  The event was catered with cookies, and the bar was decorated with star-shaped lights reflecting the cookies that are topped with a solid star of cream.

Ironically, both companies also compete on an environmental level.  For example, Barilla has invested in a foundation dedicated to environmental sustainability and promotes its rejection of palm oil, a saturated fat in Nutella, that has led to devastating deforestation.  Nutella products use one-quarter of the world’s hazelnut supply.  And while hazelnut trees are disease resistant and drought tolerant, Italian environmentalists blame both companies for the aggressive planting of hazelnut trees that reduces the country’s biodiversity.   It is also ironic that in a country we associate with ripe tomatoes, fresh pasta, olive oil and a healthy Mediterranean diet, snack food is becoming more prevalent along with more corpulent bodies, especially among the children.

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I diari di Oris Origo

Si dice che i migliori diari della seconda guerra mondiale siano stati scritti da donne.  Vissero in un momento cruciale della storia, così sentirono l’urgenza di metterla nero su bianco.  Infatti, Guerra in Val d’Orcia di Iris Origo, pubblicato per la prima volta nel 1947, è considerato come uno dei grandi diari del ventesimo secolo.  Descrive il caos e la sofferenza del popolo italiano tra alleati e tedeschi durante fra il 1943 e il 1944.  Solo di recente è stato pubblicato (2017) l’altro diario di Origo: A Chill in the Air: An Italian War Diary, 1939-1940, scritto prima del suo noto lavoro.

La storia della Origo comincia nel 1902.  Nacque a Londra da un’aristocratica donna britannica e da un ricco uomo americano.  Quando Iris aveva solo 7 anni, suo padre morì; nel suo testamento lasciò scritto che voleva che lei vivesse in Italia, paese da lui molto amato.  Fino a 18 anni lei visse a Villa Medici, a Fiesole, sopra Firenze.  Poi, si innamorò e sposò Antonio Origo, un nobile italiano che aveva dieci anni più di lei.

Nel 1923 acquistarono e gestirono La Foce, una fatiscente tenuta toscana di circa 2.832 ettari, che si trova vicino alle città di Montepulciano, Chiusi e Chianciano Terme in Val d’Orcia, a metà strada tra Firenze e Roma.  Gli Origo restaurarono la villa del cinquantesimo secolo e crearono degli splendidi giardini.  Dettero lavoro a venticinque famiglie e costruirono una scuola per insegnare i centocinquanta bambini locali.  Costruirono anche trentacinque abitazioni, negli anni ’20 e ’30, destinate agli agricoltori.

La guerra in Val d’Orcia è un resoconto quotidiano di ciò che accadde, quando questa pacifica valle agricola divenne un campo di battaglia durante la seconda guerra mondiale. Il racconto inizia con l’arrivo dei primi bambini rifugiati inviati dai genitori in risposta al bombardamento alleato delle città italiane, in particolare Genova e Torino. A grande rischio personale, gli Origo diedero anche cibo e riparo a partigiani, ebrei, disertori, rifugiati, prigionieri di guerra e altri antinazisti e antifascisti. Mentre la battaglia tra tedeschi e alleati si infuocava e gli scontri si avvicinavano, gli abitanti de La Foce abbandonarono tutto; la coppia portò in salvo a Montepulciano circa sessanta persone fra adulti, bambini e anziani. La villa sopravvisse, ma non il suo contenuto.

Quasi 80 anni dopo, il primo diario di Iris Origo venne alla luce. A Chill in the Air: An Italian War Diary, 1939-1940.  Registra i mesi precedenti all’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale e la crescente infatuazione del governo fascista verso la Germania nazista, mentre l’esercito di Hitler marciava trionfalmente in tutta Europa. Già scrittrice e biografa nella primavera del 1939, la Origo era profondamente turbata dal conflitto tra Inghilterra e Italia, e decise di annotare nel suo diario “il più semplicemente e sinceramente possibile” gli eventi del mondo, mentre li osservava e li analizzava.

Iris seguiva i discorsi di Mussolini, leggeva la stampa italiana, ascoltava la BBC e altre trasmissioni radiofoniche straniere, parlava con amici e colleghi in Italia e altrove, nel tentativo di capire informazioni contrastanti. Le fu chiaro che Mussolini stava organizzando un programma di propaganda e intimidazione. A Firenze vide che su ogni vetrina c’era il seguente manifesto: “Il Duce ha sempre ragione”.  Capì che la propaganda stava prendendo una direzione economica, in cui i paesi democratici abbienti stavano bloccando permanentemente la strada ai paesi non abbienti, per ottenere potere e dominio economico. Si rese conto che i fascisti vedevano l’imminente guerra come una lotta tra ricchi e poveri, come un movimento rivoluzionario. Seguì e riferì dell’invasione italiana in Albania e dell’invasione tedesca in Polonia.

Per anni il popolo italiano ha confidato che Mussolini, nella speranza che avrebbe tenuto l’Italia fuori dalla guerra. Ma nel giugno del 1940 Mussolini divenne lo sciacallo di Hitler, dichiarando guerra alla Gran Bretagna e alla Francia, proprio mentre i tedeschi erano pronti a entrare a Parigi. Nell’autunno del 1940, dopo la nascita di sua figlia, Origo iniziò a lavorare per la Croce Rossa Italiana e non ebbe così più il tempo di continuare il suo diario. Qualche anno dopo iniziò il suo secondo diario Guerra in Val d’Orcia, lo nascondeva ogni notte le assi del pavimento per evitare che fosse scoperto dai nemici.

Nel loro insieme, entrambi i diari mostrano l’intelligenza di Iris Origo e il profondo affetto che nutriva per il suo paese adottivo. I diari sono anche una storia elettrizzante di una formidabile trasformazione di una donna da osservatrice ad attrice, a un punto di svolta nella storia dell’Europa e degli Stati Uniti. “Chill” non è solo una prefazione al suo successivo diario, ma è anche una storia di ammonimento per i noi lettori contemporanei, riguardo al nostro difficile e pericoloso tempo.

 

 

 

 

 

 

 

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Iris Origo’s Diaries

It is said that the best diaries of the second world war were written by women.  They sensed that they were living through a crucial time in history, and they felt the duty to record it.  In fact, War in the Val d’Orcia by Iris Origo, first published in 1947, was hailed as the one of the great diaries of the twentieth century.  It describes the chaos and suffering of the Italian people caught between the Allies and the Fascists and the Germans in 1943 and 1944.  Only recently Origo’s other diary was published (2017):  A Chill in the Air: An Italian War Diary, 1939-1940, which is set earlier than her established and well-known work.

Origo’s story begins in 1902.  She was born in London to a British aristocrat mother and to a wealthy American father.  When Iris was only 7, her father died; he stipulated in his will that he wanted her to live in Italy, a country he loved.  She grew up in the Villa Medici, in Fiesole, above Florence.  At 18, she fell in love with and married Antonio Origo, an Italian nobleman who was ten years her senior.

In 1923, they bought and managed La Foce, a dilapidated Tuscan estate of about 7,000 acres (c. 2832 hectares), which lies close to the towns of Montepulciano, Chiusi and Chianciano Terme in the Val d’Orcia, midway between Florence and Rome.  The Origos restored the 15th century villa and planted beautiful gardens.  They employed 25 families and built a school to teach 50 local children.  They also built 35 dwellings in the 20s and 30s for tenant farmers.

War in the Val d’Orcia is a daily account of what happened when this peaceful farming valley became a battleground during the war.  The account begins with the arrival of the first refugee children sent by parents in response to the Allied bombing of Italian cities, particularly Genoa and Turin.  At great personal risk, the Origos also gave food and shelter to partisans, Jews, deserters, refugees, prisoners-of-war, and other anti-nazis and anti-fascists.  As the battle between the Germans and the Allies heated up and the fighting drew near, the inhabitants of La Foce abandoned everything; the couple shepherded about 60 adults, children and the elderly through artillery fire to safety in Montepulciano.  The villa survived but not its contents.

Nearly 80 years later, Iris Origo’s first diary came to light.  A Chill in the Air: An Italian War Diary, 1939-1940 records the months before Italy’s descent into the Second World War, and the Fascist government’s growing infatuation with Nazi Germany as Hitler’s armies marched triumphantly across Europe.  Already a writer and biographer in the spring of 1939, Origo was deeply troubled by the conflict between England and Italy and decided “to steady herself” by setting down “as simply and truthfully as I can” the world’s events as she observed and analyzed them.

She followed Mussolini’s speeches, read the Italian press, listened to the BBC and other foreign radio broadcasts, and talked with friends and associates in Italy and beyond in an attempt to sort through conflicting information.  It became clear to her that Mussolini was mounting a program of propaganda and intimidation.  She noted that in Florence every shop window was covered with notices that read, “Il Duce ha sempre ragione,” or “The Duce is always right.”  She records that the propaganda was taking the form of an economic problem where the democratic countries, the “haves,” were permanently blocking the way of the “have nots” to gain economic expansion.   She notes that the Fascists saw the impending war as a struggle between the rich and poor—as a revolutionary movement.  She follows and reports on Italy’s invasion of Albania and Germany’s invasion of Poland.

For years the Italian people hoped and trusted that Mussolini would keep Italy out of war.  But by June 1940 Mussolini had become the jackal to Hitler’s lion, declaring war on Britain and France just as the Germans were poised to enter Paris.  By the fall of 1940 after the birth of her daughter, Origo began to work in the Prisoner’s Branch of the Italian Red Cross and no longer had time to continue her diary.  A few years later she began her journal that would become War in Val d’Orcia, hiding it under the floorboards every night to prevent it from falling into enemy hands.

Taken together, both diaries show what a perceptive and intelligent writer Iris Origo was, and the deep affection she had for her adopted country.  The diaries also are a thrilling story of a formidable woman’s transformation from observer to actor at a turning point in the history of Europe and the United States.  “Chill” is not only a preface to her later diary but it is also a cautionary tale to our own perilous times.

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Un italiano di nome Kobe

Calcio, sì, ma basket? Raramente si associa questo sport all’Italia.  Era in Italia, tuttavia, che Kobe Bryant appreso i primi rudimenti di basket, si esercitava incessantemente e sognava di diventare un giocatore della NBA. Nel 1984, il padre di Kobe, Joe ‘Jellybean’ Bryant, si ritirò dalla NBA per giocare in Italia e si trasferì con la famiglia a Rieti, nel Lazio. Così, a partire dai 6 anni, Kobe saltava dal balcone di casa dei suoi genitori, attraversava una strada trafficata e correva nel cortile della chiesa per lanciare la palla nel canestro. La famiglia si trasferì più volte: a Reggio Calabria, poi a Pistoia (in Toscana) e infine a Reggio Emilia. Durante i suoi anni formativi, fino all’età di 13 anni, Kobe imparò fluentemente l’italiano, praticava il basket e aveva molti amici. Ricordi, soprattutto quelli di Reggio Emilia, che si porterà dietro per tutta la vita.

Più tardi Kobe si stabilì definitivamente nel sud della California, luogo in cui divenne uno dei famosi Los Angeles Laker. Ed è qui che è morto nel gennaio 2020, in un incidente in elicottero insieme alla figlia di 13 anni e altre sette persone. Stava andando ad allenare sua figlia e le sue compagne di squadra per una partita di basket. Kobe è ora in lutto in tutto il mondo, in particolare nel sud della California e in Italia.

L’Italia sembra essere sempre stata nel cuore di Kobe. Ritornava a Reggio Emilia ogni volta che poteva. Ha dato alle sue quattro figlie nomi italiani: Natalia Diamante (17 anni), Gianna ‘Gigi’ Maria-Onore (13 anni), Bianc(k)a Bella (4 anni) e Capri Kobe (7 mesi). Nel 2018, ha ricevuto un Oscar per il miglior cortometraggio animato chiamato “Dear Basketball”. Il suo discorso di ringraziamento si è concluso con un omaggio in italiano a sua moglie e alle sue figlie: “Vi amo con tutto il mio cuore”.

Kobe ha rilasciato numerose interviste ai media italiani in un italiano impeccabile. In un’intervista del 2011 su Radio Deejay, ha dichiarato: “Sono cresciuto qui in Italia, è un paese che sarà sempre vicino al mio cuore. Sempre. Qui mi sento in pace”. Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, ha recentemente scritto su Facebook, “Kobe Bryant è cresciuto qui ed è stato, per tutti noi, un ‘Reggiano’”.  Davide Giudici, un amico di vecchia data ed ex compagno di squadra di Kobe, ha scritto: “Quando si è trasferito a Reggio Emilia e ha iniziato a giocare nella mia squadra, è stato subito chiaro che proveniva da un altro pianeta, un palmo sopra di noi.  Quando ci diceva spesso che un giorno sarebbe diventato un giocatore professionista della NBA, lo prendevamo in giro. Ma lavorava per questo. Alla fine della nostra formazione, noi siamo semplicemente andati a fare altre cose. Kobe, invece, è tornato a casa e ha continuato ad allenarsi con il canestro che suo padre aveva preparato per lui nel suo giardino”.

Da adulto, Kobe spesso veniva a Santa Barbara dove i Lakers facevano un allenamento estivo e Kobe lavorava con bambini al Boys and Girls Club e alla “Kobe Basketball Academy”.  Santa Barbara era una delle città preferite al mondo perché gli ricordava di suoi giorni in Italia: “È tranquilla e orientata alla famiglia, quindi riporta molti ricordi”.   Un aneddoto personale: quando il nostro amico Giuseppe Crisà (ora uno dei principali produttori di forni a legna per la pizza) arrivò qui dalla Sicilia per unirsi a suo fratello, si perse in un giorno in città. Fermò la macchina per chiedere a un uomo se poteva aiutarlo. Quando quest’uomo sentì  l’accento di Giuseppe, rispose immediatamente in italiano e insieme trovarono la casa del fratello. Quel buon samaritano era Kobe.

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