Welcome to Olivo Santa Barbara

L’Olivo Santa Barbara is a blog about cultural similarities and differences between Italy and the United States, with some emphasis on Santa Barbara, California.  The blog addresses history, travel, film, music, art, food, and people and animals.  Following an introduction in English, you can choose to read each post in Italian or English.  Comments are welcome, as are ideas for future posts.

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I Misteri dei Bronzi di Riace

Il sommozzatore, che era un chimico romano, li ritrovò il 16 agosto 1972.  A trecento metri under-waterdalla costa di Riace, ad otto metri di profondità, il subacqueo prima vide un braccio.  Pensò che appartenesse a un cadavere.  A quel tempo, non sapeva che questo sarebbe stato uno dei più straordinari ritrovamenti archeologici del secolo.  E non sapeva del mistero che sarebbe seguito.

Chi erano quei due ragazzi di bronzo tirati fuori dalle acque cinque giorni dopo dai carabinieri sommozzatori di Messina?  Da dove provenivano?  Chi li aveva creati?  Erano statue trafugate e affondate in un naufragio?  Molte domande emersero nei giorni e negli anni seguenti e non hanno mai avuto risposta.  Ecco alcune delle questioni.

i-bronzi-1I due bronzi—a volte chiamati Il Giovane e l’Adulto –sono stati ribattezzati dal paese della Calabria dove furono portati a riva: Riace.  Non sono gemelli e non furono opera della stessa mano.  Chi li immaginò e ne definì i lineamenti creando un modello di cera per farne uno stampo di argilla su cui far colare il bronzo fuso (la cosiddetta fusione a cera persa) furono due artisti diversi.  Ancora oggi non sappiamo i loro nomi.

A causa dell’argilla che rimase all’interno dei bronzi, gli esperti oggi credono che fossero prodotti ad Argo e ad Atene, nelle botteghe dei migliori artisti dell’antichità durante il quinto secolo a.C.  Il Giovane sembra appartenere allo stile detto Severo, tra il 480 e il 450 a.C.  L’Adulto sembra appartenere, invece, allo stile Classico, trent’anni più tardi.  Ci sono molte ipotesi sugli autori di questi capolavori.  Secondo alcuni, Ageladas di Argo, bronzista della Scuola del Peloponneso, creò il Giovane mentre l’Adulto fu opera del discepolo più celebre di Ageladas, Policleto, con cui scrisse il Canone, che definisce per gli artisti rinascimentali e per sempre le proporzioni geometriche con cui ricreare la bellezza.  Secondo altri, il primo fu opera di Fidia, il più straordinario artista chiamato da Pericle alla realizzazione dell’Acropoli di Atene, e il secondo fu creato da Alcamene, un allievo di Fidia.

Chi o che cosa i bronzi rappresentano?  Alcuni storici dell’arte pensano che l’atteggiamento testealtero del Giovane è simile a quello di Agamennone.  L’Adulto è più maturo, e la calotta che copre il capo riproduce una cuffia in cuoio indossata sotto l’elmo dagli strateghi.  Secondo un’altra ipotesi invece i due guerrieri sarebbero un Greco e un trace.  Possiamo vedere che impugnavano uno scudo nella sinistra e, secondo la maggior parte delle ipotesi, una lancia nella destra, mentre in testa, reclinato all’indietro, come usavano nei momenti di riposo, portavano un elmo corinzio.

Ma nessuno può dire dove siano finite l’elmo, la lancia, e gli scudi.  Erano stati persi in un naufragio?  Fu un vero naufragio?  O la nave che li portava se ne sbarazzò quando il pericolo del mare rese il carico insopportabile?  Il fondale di Riace, esplorato accuratamente solo un anno dopo la scoperta, non ha restituito nulla.  E dove si dirigevano allora i bronzi, quando si inabissarono?  Probabilmente arrivavano dalla Grecia e andavano a Roma nell’epoca in cui i Romani, sedotti dalla bellezza che i Greci avevano creato, cercavano di adornare le loro case con pezzi di arte che si sarebbero affannati a riprodurre in copie di marmo.  I bronzi greci erano costosi, magnifici e unici, benché all’epoca innumerevoli sono arrivati solo attraverso le riproduzioni in marmo.  Ci furono epoche in cui l’ignoranza spinse a fondere il bronzo per ricavare tutto fuorché arte, soprattutto armi.

museoBei bronzi sono, infatti, abbastanza rari nel mondo d’oggi.  Ma i Bronzi di Riace sono ora in mostra nel nuovo Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.  Ha aperto nell’aprile 2016.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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The Mysteries of the Riace Bronzes

The deep-sea diver, who was a Roman chemist, found them in August of 1972.  At 300 under-watermeters from the coast of Riace, at 8 meters deep, the diver first saw an arm.  He thought it belonged to a cadaver.  At that time, he did not know that this would be one of the most extraordinary archeological finds of the century.  And he certainly didn’t anticipate the mysteries that would follow.

Who were these two bronze youths retrieved from the water five days later by carabinieri scuba divers from Messina?  Where did they come from?  Who created them?  Were they smuggled statues that sunk in a ship wreck?  Many questions would emerge in the days and years following that have never been answered.  Here are some of the issues and theories.

i-bronzi-1The two bronzes—at times called the Youth and the Adult—were “baptized” by the town in Calabria where they were brought ashore: Riace.  They are not twins and they are not the work of the same hand.  Whoever imagined them and defined their features by creating a wax model to make a clay mold in which to pour the molten bronze (the so-called lost wax casting) were two different artists.  Even today we do not know their names.

Because of the clay that remained inside the bronzes, experts today believe that they were created in Argos and Athens, in the workshops of the best artists of antiquity during the fifth century BC.  The Youth seems to be in the style called “Severe” between 480 and 450 BC.  The Adult seems to be in the Classical style, 30 years later.  There are many theories about the authors of these masterpieces.  According to some, Ageladas of Argos, a bronze artist from the School of Peloponnesus, created the Youth, while the Adult was the work of the more famous disciple of Ageladas, Polyclitus, with whom he wrote the Canon, defining for Renaissance artists and those who followed the geometric proportions with which to recreate beauty.  According to others, the first was the work of Phidias, the most extraordinary artist called by Pericles to create the Acropolis of Athens.  And the second was created by Alcamene, a student of Phidias.

Who or what do these bronzes represent?  Some art historians think that the haughty testeattitude of the Youth is similar to that of Agamemnon.  The Adult is more mature, and the shell that covers the head is like the leather cap worn under the helmet by those in battle.  According to another theory, instead of two warriors, they could be a Greek and a trace (a type of gladiator).  We can surmise that they were holding a shield in the left hand, and, according to most hypotheses, a spear in the right, while on his head, leaning back as in moments of rest, they wore a Corinthian helmet.

But no one can say where the helmet, the spear, and the shields ended up.  Were they lost in a shipwreck?   Was there, in fact, a shipwreck?  Or did the ship that brought them dump them when the sea conditions made them an unbearable burden?  The backdrop of Riace, thoroughly explored only a year after the discovery, turned up nothing.  And where were the bronzes headed when they sank?  Most likely they started from Greece and were heading to Rome at a time when the Romans, seduced by the beauty that the Greeks created, sought to adorn their houses with art that they would have strived to reproduce in marble.  The Greek bronzes, in fact, were expensive, beautiful and unique, and countless have come to us only through marble reproductions.  There were times, too, in which the ignorance of such beauty led to the melting of the bronze to gain other things, notably weapons.

museoBeautiful bronzes are, in fact, rare in the world today.  But the Bronzes of Riace are now on display at the new National Archeological Museum of Reggio Calabria, which opened in April of 2016.

 

 

 

 

 

 

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Attraverso gli occhi d’Italia: Un giro di Santa Barbara, in California

Tutto comincia qui…all’angolo delle strade di Olive e Cota.  All’inizio del ventesimo secolo, come gli immigrati italiani inondarono la costa orientale degli Stati Uniti, poche persone sapevano che sulla costa occidentale a Santa Barbara, una città di solo circa 20.000 persone a quel tempo e circa 90.000 di oggi, ci fu anche una “Little Italy”.  Fu costruita per lo più dai tagliapietre che venivano in origine dal Veneto.  La loro arte può essere notata su edifici e mura in tutta la città.  Come la sua controparte a New York, non molto rimane della “Little Italy” a Santa Barbara…eccetto un ristorante.p1160495

Il Caffè di Arnoldi è il più antico ristorante italiano a Santa Barbara.  Dal suo esterno in pietra sgrossata, si entra in un vivace bar e la sala da pranzo rivestita con vecchie foto e altri cimeli.  Poi si vede e sente l’odore meraviglioso del cibo: le linguine con vongole, le trenette al pesto, e gli gnocchi con una scelta di salse Tricolori.  Si può cenare all’aperto o sorseggiare un aperitivo sotto una pergola su un patio con luci scintillanti, e guardare i giocatori di bocce competere sui due campi all’aperto.  È da Arnoldi che ogni lunedì sera un gruppo di italofili si riuniscono in “Parliamo!”  Praticano l’italiano, scambiano consigli di viaggio, spettegolano, e, naturalmente, banchettano con la pasta.

Non lontano da Arnoldi, nel cuore di Santa Barbara, c’era il vecchio negozio di riparazione di scarpe di Salvatore Ferragamo.  Dalle sue umili origini nella regione della Campania, emigrò negli Stati Uniti all’età di 16 anni all’inizio del 1900 e si stabilì a Santa Barbara.  Il suo negozio ebbe molto successo in questa città, dove anche uno dei primi studi cinematografici fiorì.  Salvatore lasciò il negozio per trasferirsi a Hollywood per seguire la sua nuova vocazione—la progettazione di calzature per i film…e, infine, per i ricchi e i famosi in tutto il mondo.

Ma il collegamento tra l’Italia e Santa Barbara risale ben al di là del ventesimo secolo.  Dopo tutto, il nome che abbellisce la nostra città, provincia, canale, e missione proviene dalla santa che si venera in molte religioni, tra cui il cattolicesimo romano.  Anche se i fatti della sua vita non sono ufficialmente documentati, si ritiene che morì in Italia.  La festa di Santa Barbara è il 4 dicembre, il giorno in cui fu martirizzata perché si era convertita al cristianesimo.  Santa Barbara è la patrona in molte città italiane, tra cui Colleferro (nel Lazio), Bellano (nella Lombardia), Paternò (nella Sicilia), e Salento (nella Campania).  A Santa Barbara, una bella statua di legna che la rappresenta, adorna l’altare maggior della missione; la rappresentazione più antica conosciuta di lei è un affresco dell’ottavo secolo nella chiesa di Santa Maria al Foro Romano.p1160500

Sotto l’occhio vigile di Santa Barbara, I Madonnari, una festa che celebra i pittori dei marciapiedi (artisti di gesso), ha luogo vicino alle scale della Missione ogni maggio.  Questa pratica antica probabilmente risale al tredicesimo secolo, quando gli artisti che avevano completato il loro lavoro nelle cattedrali italiane riproducevano le immagini della Madonna sulla terra battuta o sulle piazze lastricate con gesso, mattoni, carbone, e pietre colorate.  Negli anni, la pratica quasi scomparve.  È stata ripresa nel 1973 a Grazie di Curtatone, una piccola città italiana a sud est di Milano.  E la sua prima apparizione nell’emisfero occidentale è stato, infatti, alla Missione di Santa Barbara nel 1987.

Dalla missione, andiamo a un altro punto di riferimento—il Palazzo di Giustizia di Santa Barbara, uno straordinario capolavoro architettonico in stile coloniale spagnolo, che è molto diffuso in tutta la città.  Particolarmente drammatiche sono le grandi porte di legno intagliate agli ingressi—alcuni imbellite da rame martellato.  All’interno ci sono graziosi archi, scale a chiocciola, e le gallerie che si aprono su balconi.  I corridoi sono rivestiti con piastrelle provenienti dalla Tunisia, i pavimenti con piastrelle in cotto e piastrelle decorative da Siviglia, Spagna; griglie in ferro battuto, ringhiere, e illuminazione anche in stile spagnolo.p1160485-1

Eppure due dei principali artisti che decorarono il palazzo di giustizia erano italiani.  Giovanni Battista Smeraldi (1868-1947) nacque in Sicilia, dipinse tutti i soffitti colorati ed elaborati.  La magia del suo pennello ha toccato le pareti di alcuni degli edifici più famosi del mondo, tra cui il Vaticano, la Casa Bianca, la Grand Central Station a New York, il Biltmore Hotel a Los Angeles, e il Breakers a Palm Beach, in Florida.

Ettore Cadorin (1876-1952), nacque a Venezia, scolpì la famosa fontana dei delfini, che è chiamata “Lo Spirito del Mare,” all’ingresso del tribunale.  Il Cadorin fu professore di arte e letteratura alla Columbia Università prima di fondare il suo studio a Santa Barbara.  I suoi lavori includono anche sculture architettoniche, monumenti e statue in pietra, bronzo, e avorio.  La sua statua in bronzo di Padre Serra rappresenta lo stato della California nel campidoglio di Washington, DC.fontana

Un giro di Santa Barbara non sarebbe completo senza una visita alle sue bellissime spiagge che ai miei amici italiani ricordano le spiagge del Bel Paese.  Qui A Santa Barbara c`e` molta polemica riguardo le navi da crociera giganti che entrano nel porto…proprio come a Venezia, dove i segni di protesta leggono “No Grandi Navi”.  Sono le spiagge, le montagne, il clima, e la vegetazione che attirano tanti italiani in questa bella città.  Infatti, abbiamo tre organizzazioni di servizio italo-americani qui…e stiamo tutti lavorando per aiutare la gente di Amatrice.ocean

Una volta iniziato questo giro in un ristorante italiano, si finisce in un altro stabilimento culinario con un forno a legna per la pizza.  Ecco un autentico forno a legna che riscalda a 800 gradi Fahrenheit e cuoce la pizza margherita in circa un minuto.  È stato progettato da Giuseppe Crisà, un ingegnare siciliano di Palermo, che possiede un attività qui a Santa Barbara, e spedisce forni in tutto il mondo.  In realtà, se posso vantarmi del mio amico, penso che sia il miglior produttore di forni in tutto il mondo!11834700_1129385910410600_4639632809536436118_o-1

 

 

 

 

 

 

 

 

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Through the Eyes of Italy: A Tour of Santa Barbara, California

It all began here…at the corner of Olive and Cota Streets.  At the turn of the 20th century, as Italian immigrants flooded into the east coast of the United States, few people knew that on the west coast in Santa Barbara, California, a town of only about 20,000 then and about 90,000 today, there also was a “Little Italy.”  It was built mostly by stone masons originally from the Veneto; their artistry can be seen on edifices and walls throughout the city.  Like its counterpart in New York City, not much remains of Santa Barbara’s Little Italy…except for one restaurant.p1160495

Arnoldi’s Café is the oldest Italian restaurant in Santa Barbara.  From its rough-cut stone exterior, you enter into a bustling bar and dining room lined with old photos and other memorabilia.  You are immediately greeted by the sights and aromas of linguine alle vongole, trenette al pesto, and the signature gnocchi dishes with a choice of “tricolore” sauces.  One can dine al fresco or sip an aperitivo under a pergola on a patio with shimmering lights, and watch bocce players compete on the 2 outdoor courts.  It is at Arnoldi’s every Monday evening that a group of Italophiles join in “Parliamo!” (let’s talk).  We practice our Italian, exchange travel tips and gossip, and, of course, feast on pasta.

Not far from Arnoldi’s in the heart of Santa Barbara was the old shoe repair shop of Salvatore Ferragamo.  From his humble beginnings in the region of Campania, he emigrated to the United States at the age of 16 in the early 1900s and settled in Santa Barbara.  His shop was very successful in this city where one of the first film studios flourished.  Ferragamo eventually went to Hollywood to pursue his new calling–designing footwear for the movies–and eventually for the rich and famous throughout the world.

But the connection between Italy and Santa Barbara dates back much further than the 20th century.  After all, the name that graces our city, county, channel, and Mission comes from the Saint who is venerated in many religions, including Roman Catholicism.  Although the facts of her life are not officially documented, it is believed that she died in Italy.  Santa Barbara’s feast day is December 4, the day she was martyred because she had converted to Christianity.  Santa Barbara is the patron saint (“la patrona”) in many Italian cities, including Colleferro (Lazio), Bellano (Lombardy), Paternò (Sicily), and Salento (Campania).  In Santa Barbara, a beautiful wooden statue of her adorns the main altar of the Mission; the earliest known representation of her is from an eighth century fresco in the old Church of Saint Mary at the Roman Forum.p1160500

Under Santa Barbara’s watchful eye, I Madonnari, a festival celebrating street chalk artists, is held by the steps of the Mission each May.  This ancient practice possibly dates back to as early as the 13th century when artists who had completed their work in the Italian cathedrals reproduced images of the Madonna on packed dirt or paved public squares using chalk, brick, charcoal, and colored stones.  Over the years the practice nearly disappeared.  It was revived in 1973 in Grazie di Curtatone, a small Italian town southeast of Milan.  And its very first appearance in the Western Hemisphere was, in fact, at the Mission Santa Barbara in 1987.

From the Mission we go to another magnet landmark — the Santa Barbara Courthouse (“Il Palazzo di Giustizia”), a stunning architectural masterpiece in the Spanish Colonial Style that is so prevalent throughout the city.  Particularly dramatic are the large carved wooden doors at the entrances—some embellished with hammered copper.  Inside are graceful arches, spiral staircases, and galleries that open onto balconies.  The corridors are lined with tiles from Tunisia, the floors with terracotta tiles and decorative tiles from Seville, Spain; wrought-iron grill work,  railings, and lamp fixtures complete the Spanish style.p1160485-1

And yet two of the major artists who adorned the courthouse were Italian!  Giovanni Battista Smeraldi (1868-1947), who was born in Sicily, painted all the colorful and intricately designed ceilings.  He is considered by many critics to be the best decorative artist since the Renaissance.  The magic of his brush has touched the walls of some of the most famous buildings in the world, including the Vatican, the White House, Grand Central Station in New York City, the Biltmore Hotel in Los Angeles, and the Breakers in Palm Beach, Florida.

Ettore Cadorin (1876-1952), who was born in Venice, sculpted the famous dolphin fountain at the entrance to the Courthouse called “The Spirit of the Ocean.”  Cadorin had been a professor of art and literature at Columbia University before setting up his studio in Santa Barbara.  His works also included architectural sculptures, monuments, and statuary in stone, bronze, and ivory.  His bronze statue of Father Serra represents the state of California in the Capitol in Washington, DC.fontana

A tour of Santa Barbara would not be complete without a visit to the beautiful beaches here that remind my Italian friends of the beaches of Bel Paese.  We even have a little controversy here about the giant cruise ships that enter the harbor…just like in Venice where protest signs read “No grandi navi.”  It is the beaches, the mountains, the weather, and the vegetation that attract so many Italians to this beautiful city.  In fact, we have 3 “Italo-Americano” service organizations here—and we are all working on earthquake relief for the people of Amatrice.ocean

Since we started this tour at an Italian restaurant, let us end at another culinary establishment:  a pizza oven. Here is an authentic wood-burning oven that cranks up to 800 degrees Fahrenheit and cooks your margherita pizza in about 1 minute!  It was designed by Giuseppe Crisà, a Sicilian engineer from Palermo, who owns a business and workshop here in Santa Barbara and ships ovens all over the world.  In fact, if I can brag a little about “il mio amico,” I think he is equal to or better than any oven maker in Italy and certainly the best pizza oven maker outside of Italy!11834700_1129385910410600_4639632809536436118_o-1

 

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Un gatto eccezionale: Una storia commovente

Nell’agosto 2015, Bella, un abitante di Scandicci, un comune a 6 chilometri sudest di Firenze, è andata in vacanza in Maremma, in Toscana vicino al mare.  Bella non poteva trovare nessuno che potesse guardare il suo gatto, Ogghy, mentre lei era via.  Per non lasciarlo solo a casa, lo ha portato con lei da sua cugina, che abitava a Grosseto, che è a 14 vhilometri dal Mar Tirreno.

Ogghy non si trovava bene lontano da casa.  Un giorno ha spostato la zanzariera della finestra e se ne è andato.  Bella lo ha cercato ovunque.  Ha messo cartelli nel quartiere, ha pubblicato post sui social network, e ha chiamato i gattili della zona.  Nessuna traccia di Ogghy.  Bella aveva avuto il cuore spezzato.  Ma non ha perso la speranza.

Fast forward…un anno e cinque mesi più tardi.  Bella ha aperto la porta e non poteva credere ai suoi occhi.  Lì seduto c’era Ogghy.  Era quasi irriconoscibile: Aveva perso peso, ed era tutto pelle e ossa.  Ma era chiaramente Ogghy con la sua pelle tigrata.

Come è riuscito a tornare a casa da solo?  Nessuno lo saprà mai.  Ma Ogghy aveva percorso 140 chilometri nell’arco di un anno e cinque mesi.  Ha viaggiato tutta la Toscana, attraverso campi, città, e strade trafficate.  Chissà quante ne ha viste e ne ha dovute affrontare per tornare a casa.  Sarebbe come se un gatto camminasse dalla stazione Union di Los Angeles a Santa Barbara.

La prima cosa che ha fatto mettendo la zampina in casa è stata andare alla lettiera, poi dirigersi verso la ciotola del cibo, e poi salire al piano di sopra per sdraiarsi sul pouf preferito.  Era molto debole, piccolo, e magro.  Ma Ogghy aveva avuto la tenacia di tornare.  Il legame tra le persone e gli animali può essere fortissimo.  Ogghy era un gatto eccezionale.

Purtroppo, alcuni giorni dopo che ho letto su Ogghy nel Corriere, ho letto che Ogghy era morto.  Nonostante gli sforzi della padrona e suo figlio, il povero Ogghy era troppo stanco e logorato dal suo calvario.  Ma aveva raggiunto il suo scopo.  Era a casa.

 

 

 

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An Exceptional Cat: A Moving Story

In August of 2015, Bella, who lives in Scandicci, a town 6 kilometers southeast of Florence, went on vacation to Maremma, which is near the sea in Tuscany.  Bella was not able to find someone to watch her cat, Ogghy, while she was away.  She couldn’t leave him alone at home, so she brought him with her to the house of her cousin, who was living in Grosseto, which is 14 kilometers from the Tyrrhenian Sea.

Ogghy was not comfortable being away from home.  One day he moved the screen from the window and left.  Bella searched everywhere for him.  She placed posters in the neighborhood, published posts on various social network sites, and called catteries and shelters in the area.  No trace of Ogghy.  She was heartbroken.  But she didn’t give up hope.

Fast forward…one year and 5 months later.  Bella opened the door of her house in Scandicci and couldn’t believe her eyes.  There sat Ogghy.  He was almost unrecognizable:  He had lost a lot of weight; he was all skin and bones.  But it was clearly Ogghy with his tiger-striped coat.

How did he manage to return home by himself?  No one will ever know.  Ogghy had traversed 140 kilometers in that year and 5 months.  He traveled throughout Tuscany, from south to north, through fields, cities, and congested streets.  Who knows what he saw and what he had to confront in order to come home.

The first thing that he did when he put his paw in the house was to go to the litter box, then he went to his bowl of food, and finally he went upstairs to lie down on his favorite ottoman.  He was very weak, small, and thin.  But Ogghy had the tenacity to return.  The bond between animals and people can be exceptionally strong.  Ogghy was an exceptional cat.

Unfortunately, several days after I read about Ogghy in Corriere della sera, I read that Ogghy had died.  Despite the efforts of the owner and her son, Ogghy was too tired and worn out from his ordeal.  But he had reached his goal.

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L’Italia e la Longevità (cioè, l’età,)

L’Italia può vantare di avere alcune delle persone più anziane del pianeta.  Infatti, il 29 emma-morananovembre 2016, Emma Morano ha festeggiato il suo 117mo compleanno.  Si crede che sia la persona più anziana del mondo.  Nata del 1899 nella provincia di Vercelli in Piemonte, la vita di Emma è passata attraverso tre secoli e ha guadagnato gli auguri più cordiali del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Emma abita attualmente a Pallanza, sul lago Maggiore.  Durante la sua vita, ha visto tre re d’Italia, 11 papi, e 12 presidenti della Repubblica.  In un’intervista ha spiegato che il segreto della sua longevità sono tre uova al giorno; è consapevole che la dieta che segue da decenni — a base di biscotti savoiardi, banane, pastina in brodo di carne, e fino a poco fa, i gianduiotti — non verrebbe sottoscritta da molti nutrizionisti.

accarioliPiù a sud in Italia ci sono due regioni e alcune città dove i ricercatori stanno studiando la dieta ed altri fattori nell’eccezionale longevità degli abitanti.   Acciaroli è una frazione balneare di Cilento (provincia di Salerno in Campania), dove tra i 700 residenti, quelli più di 80 anni superano il 10 per cento della popolazione.  Uno su 60 ha 90 anni o di più rispetto a uno su 163 americani (secondo il censimento del 2010).

Infatti, la longevità regna in tutta l’area del Cilento, ma Acciaroli è un caso unico.  In rosmarinoquesta zona, viene coltivata una varietà particolarmente pungente di rosmarino e viene utilizzata come una parte quotidiana della dieta.  “Usano rosmarino su tutto ciò che cucinano,” dice uno dei ricercatori della University of California, San Diego School of Medicine.  Alcuni studi hanno dimostrato che il rosmarino è in grado di sostenere alla funzione del cervello, ed i ricercatori pensano che la varietà coltivata ad Acciaroli potrebbe aiutare la microcircolazione – i piccoli capillari che forniscono le sostanze nutrienti ai tessuti e rimuovono i rifiuti.

La qualità della vita di quelli più anziani di 90 anni ad Acciaroli è alta: praticamente senza le-acciughela cataratta, pochissime fratture ossee, ottima salute del cuore, e una bassa incidenza di Alzheimer.  Quali fattori ambientali e altre scelte alimentari potrebbero contribuire allo stato di buona salute?  I residenti della frazione coltivano e consumano i propri conigli, e cenano con le acciughe pescate localmente.  Sole abbondante e aria pulita permettono alle persone di stare all’aperto, di nuotare nel mare, e di scalare le colline lungo la costa.  I ricercatori ritengono che questi fattori siano importanti.

Più a sud in Italia, anche un clima piacevole è creduto essere uno dei fattori che la-sardegnagarantiscono la longevità al popolo della Sardegna, un’isola nel Mar Mediterraneo.  Con una popolazione di 1,6 milioni, la Sardegna ha la più alta percentuale al mondo di persone che hanno superato il secolo.  Almeno 371 abitanti sardi hanno raggiunto i 100 anni – una proporzione 20 volte più alta di quella degli Stati Uniti.

La genetica può svolgere un ruolo chiave.  La longevità è più comune nella zona centro-gli-uomini-della-sardegnaorientale dove il terreno accidentato ha respinto gli invasori per secoli.  I ricercatori hanno identificato un gene nel cromosoma Y che può ridurre in modo significativo gli attacchi di cuore e l’ictus negli uomini.  Questo gene, tramandato da padre in figlio, potrebbe spiegare il rapporto di 1-1 maschi a femmine centenari della zona, mentre il rapporto è generalmente 1-4 in tutto il mondo.

La dieta sarda può anche essere cruciale.  È ricca di sostanze nutritive ottenute dalle verdure (di produzione locale), che sono semplicemente preparate con olio d’oliva, limone, le-verdureaglio, e altre spezie.  La dieta è anche ricca di proteine derivate dal latte e formaggio, e allo stesso tempo contiene bassa contenuto di zucchero e carne.  Molte persone mangiano carne—un piccolo pezzo di agnello, maiale magro, pesce azzurro, o frutti di mare—solo una o due volte alla settimana.  Un bicchiere di vino fa parte della cultura sarda.

E a proposito di cultura, in Sardegna, gli anziani vengono tenuti in grande considerazione e sono inclusi nella vita familiare.  Continuano a lavorare – nei caffè giardini, e in cucina.  Le loro vite hanno un grande significato, poiché non vivono in case di riposo, sono integrati nella vita quotidiana, e godono l’affetto di figli, nipoti, e altri.

Ma, come ho riportato in “L’Effetto Roseto” (il 10 settembre del 2015), quando la modernizzazione prende piede, molti vantaggi per la salute possono scomparire.  La crescente presenza di veicoli a motore in Sardegna ha notevolmente ridotto il sano esercizio che arriva dal camminare.  L’obesità, sconosciuta sull’isola prima del 1940, ora colpisce il 10 per cento della popolazione.  come un residente locale ha osservato, “I bambini vogliono le patatine fritte e la pizza.  Li vedono in televisione.  Il pane e pecorino sono considerati fuori moda”.

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