Welcome to Olivo Santa Barbara

L’Olivo Santa Barbara is a blog about cultural similarities and differences between Italy and the United States, with some emphasis on Santa Barbara, California.  The blog addresses history, travel, film, music, art, food, and people and animals.  Following an introduction in English, you can choose to read each post in Italian or English.  Comments are welcome, as are ideas for future posts.

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Thomas Becket ed oggi

“Nessuno mi sbarazzerà di questo prete turbolento?” Questa è una delle citazioni più famose che ci è pervenuta attraverso la tradizione orale. Oggi è spesso adattata nella moderna vita politica e nella lotta politica. Sebbene apocrifa, è originariamente attribuita al re Enrico II nel suo conflitto con l’arcivescovo di Canterbury che alla fine portò all’omicidio del prelato.

Ecco la storia e la cronologia. Nel 1162, il re Enrico II nominò il suo amico Thomas Becket arcivescovo di Canterbury supponendo che sarebbe stato ragionevole nelle battaglie in corso del re con la Chiesa Cattolica. Ma Becket trovò la sua vocazione ecclesiastica e si schierò contro gli interessi del re, che includevano il tentativo di stabilire la giurisdizione dei tribunali secolari sul clero. Il conflitto si intensificò e Becket scomunicò il clero che si opponeva a lui. Frustrato, il re pronunciò le parole apocrife che portarono quattro dei suoi cavalieri ad accoltellare a morte l’arcivescovo nella cattedrale di Canterbury nel 1170.

Il delitto scosse l’Europa Cattolica del tempo.  Papa Alessandro III proclamò Becket santo nel 1173, e la cattedrale di Canterbury, con il suo santuario al martire, divenne meta di pellegrinaggi.  Alla fine del ‘400 il re inglese Enrico VII donò al Vaticano la tunica insanguinata dell’arcivescovo, con l’obiettivo di ingraziarsi l’allora pontefice affinché canonizzasse Enrico VI.  Ma poi Enrico VIII nel 1532 proclamò lo scisma da Roma.  Il santuario di Becket a Canterbury venne distrutto e le ossa del santo disperse.  La tunica rimase per secoli a Roma, fino ad oggi, nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

Oggi la Chiesa d’Inghilterra chiede in prestito a Roma la tunica sanguinante in preparazione per l’850esimo anniversario dell’uccisione dell’arcivescovo. Una serie di celebrazioni è prevista per il 2020, tra cui una grande messa interconfessionale fra gli anglicani e cattolici e una mostra di oggetti e reliquie appartenuti a Becket.  Un giornale britannico ha riferito che la Basilica è in favore di prestare la reliquia all’Inghilterra, ma l’approvazione finale deve venire dal Ministro della Cultura del Vaticano.

La storia del re Enrico II e Thomas Becket è stata fonte di ispirazione artistica e letteraria che inizia nel 1392 con “Canterbury Tales” di Geoffrey Chaucer, una raccolta di 24 storie sui pellegrini che viaggiarono da Southwark al santuario di Thomas Becket nella Cattedrale di Canterbury.  Nel 1884 il poeta inglese, Alfred, Lord Tennyson, scrisse l’opera teatrale, Becket,sulla famosa relazione.  L’opera di Jean Anouilh, Becket,fu scritto nel 1959.  Altri adattamenti moderni includono il film del 1964 con Richard Burton e Peter O’Toole, e il romanzo di Ken Follett, The Pillars of the Earth.

Molte interpretazioni includono la supposta richiesta retorica del re Enrico II. Uno che non era il dramma in versi di T.S. Eliot, Murder in the Cathedral, eseguito per la prima volta nel 1935. Si tratta dell’’opposizione di un individuo all’autorità, lo spettacolo è stato scritto al tempo del fascismo in aumento in Europa centrale. Eliot attinse pesantemente dalla scrittura di Edward Grim in latino, un biografo che fu testimone oculare dell’evento nel 1170. Secondo Grim, scrivendo in latino, le parole del re erano “quali miserabili droni e traditori ho nutrito e allevato nella mia famiglia chi lascia che il loro signore sia trattato con un tale disprezzo da parte di un chierico di basso livello? ” Anche se questa citazione non ha lo spirito di quella tramandata dalla tradizione orale, quello che rimane oggi come spunto di riflessione è come le parole senza pensieri dei potenti possano armare la mano dei fanatici.

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Thomas Becket and today

“Will no one rid me of this turbulent (or, meddlesome) priest?” This is one of the most famous quotations that has come down to us through oral tradition.  Today it is often adapted in modern political life and strife.  Although apocryphal, it is originally attributed to King Henry II in his conflict with the Archbishop of Canterbury that ultimately led to the prelate’s murder.

Here is the story and the timeline.  In 1162, King Henry II nominated Thomas Becket as the Archbishop of Canterbury assuming he would be compliant in the king’s ongoing battles with the Catholic Church.  But Becket found his calling on the ecclesiastical side and aligned himself against the king’s interests, which included trying to establish jurisdiction of secular courts over the clergy.  The conflict escalated, and Becket excommunicated clergy who opposed him. In frustration, the king uttered the apocryphal words that led four of his knights to stab the archbishop in Canterbury Cathedral in 1170.

The crime shook the Catholic Europe of the time.  Pope Alexander III proclaimed Becket a saint in 1173, and the cathedral in Canterbury, with its shrine to the martyr, became a destination for pilgrimages.  At the end of the 14thcentury, King Henry VII donated the archbishop’s bloodstained tunic to the Vatican with the aim of ingratiating himself with the pontiff so that he would canonize Henry VI.  But then Henry VIII in 1532 proclaimed the schism from Rome.  The shrine of Becket in Canterbury was destroyed and the bones of the saint dispersed.  But the tunic remained in Rome in the Basilica of Santa Maria Maggiore.

Today the Church of England is asking Rome to borrow the bloody tunic in preparation for the 850thanniversary of the killing of the archbishop. A series of celebrations is scheduled for 2020, including a large inter-confessional mass between Anglicans and Catholics and an exhibition of objects and relics linked to Becket.  A British newspaper has reported that the Basilica is in favor of loaning the relic to England, but the final approval must come from the Vatican’s Minister of Culture.

The story of King Henry II and Thomas Becket has been a source of extensive artistic and literary inspiration beginning in 1392 with Geoffrey Chaucer’s The Canterbury Tales, a collection of 24 stories about the pilgrims who made their way from Southwark to the shrine of St. Thomas Becket in Canterbury Cathedral.  In 1884, England’s poet laureate, Alfred, Lord Tennyson wrote his play, Becket,about the famous relationship.  Jean Anouilh’s play Becket was written in 1959. More modern adaptations include the 1964 film starring Peter O’Toole and Richard Burton and Ken Follett’s novel The Pillars of the Earth. 

Many interpretations include the supposed rhetorical plea of King Henry II.  One that did not was T.S. Eliot’s verse drama Murder in the Cathedral, first performed in 1935.  Dealing with an individual’s opposition to authority, the play was written at the time of rising fascism in Central Europe.  Eliot drew heavily on the writing of Edward Grim, a clerk and contemporary biographer who was an eyewitness to the event in 1170. According to Grim writing in Latin, the king’s words were “what miserable drones and traitors have I nourished and brought up in my household, who let their lord be treated with such shameful contempt by a low-born cleric?”  While this quotation doesn’t have the spin of the one handed down through oral tradition, what does remain as food for thought today is how the thoughtless words of the powerful can arm the hand of fanatics.

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Starbucks: Cerchio completo

Sulla targa commemorativa sulla parete si trova un omaggio a Milano: “La città che ha ispirato i nostri sogni.  Ogni caffè che abbiamo mai servito ci ha portato qui”. Si riferisce ad una visita del 1983 di Howard D. Schultz, presidente emerito di Starbucks, che ha più volte citato i bar milanesi come fonte d’ispirazione per la catena di caffetterie che ha aperto a Seattle e ora ha più di 27.000 sedi in tutto il mondo.

Nel settembre 2018, Starbucks ha aperto la sua prima caffetteria a Milano – in un elegante ex ufficio postale nel cuore della città – non lontana dal Duomo e dal castello Sforzesco.  Questa non è uno Starbucks ordinaria, ma un Reserve Roastery con torrefazione in loco, un piano bar di marmo toscano lungo 30 piedi, diversi stazione caffè, e più di 115 bevande (ed una mappa sede per i clienti).  Questa è il terzo Reserve Roastery, seguente le sedi a Seattle e Shangai, apparentemente progettato per un’entrata d’effetto nel paese del caffè e nella capitale della moda e del design in Italia.

L’Italia ha bisogno di Starbucks?  Sopravvivrà?  Il giorno di apertura c’erano persone in attesa almeno da un’ora in una coda che serpeggiava attorno all’edificio.  Questa era una novità, un evento che molti italiani attenti alla moda hanno accolto, insieme alle venti tazze – uno status symbol per i giovani che le esibivano mentre passeggiano per la città. Accoglieranno anche bevande americane come il latte speziato alla zucca con salsa di noci di acero?

Bere caffè è una questione di abitudine. Per molti italiani che ripudiano l’acqua sporca di caffè americano e amano le loro dosi di caffeina nei bar della zona, le cose non cambieranno. Inoltre, molti italiani in America rimangono attaccati ancora al loro Lavazza e trovano il caffè da Starbucks “bruciato e troppo tostato”. E Starbucks non è economico: un espresso nella sede milanese costa 1.8 euro rispetto a 1 euro in un caffè di una zona tipica. Il cappuccino a 4.5 euro è tre volte il prezzo locale.

I bar affermati non sembrano preoccupati da questo nuovo invasore nel mercato del caffè. Sono fiduciosi nella loro clientela e nel loro caffè di qualità e nel loro prodotto, che include anche il cibo, un’atmosfera rilassata, un luogo di incontro sociale, e il conforto dell’abitudine. Secondo il direttore di Starbucks, la torrefazione offre “un’esperienza” che non compete con i caffè milanesi, che hanno le loro tradizioni e storie. Invece, offrirà servizi tipici di quelli negli Stati Uniti, tra cui la connessione Wi-Fi gratuita e “la possibilità di venire, sedersi, comprare niente, e fare riunioni di lavoro”. I clienti possono anche venire a bersi rapidamente un espresso al bar, il solito approccio italiano.

Starbucks prevede di aprire 3 caffetterie regolari a Milano entro la fine dell’anno. C’è spazio per tutti? Chi vivrà, vedrà.

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Starbucks: Full Circle

On a plaque on the wall is an homage to Milan: “The city that inspired our dreams.  Every coffee that we have ever served brought us here.” It refers to a 1983 visit by Howard D. Schultz, Starbucks’ chairman emeritus, who has repeatedly cited Milanese bars as the inspiration for the coffeehouse chain that began in Seattle and now has more than 27,000 sites worldwide.

In September 2018, Starbucks opened its first coffeehouse in Milan—in an elegant converted post office in the heart of the city—not far from the Duomo on one side and the Sforza Castle on the other.  This is no ordinary Starbucks, but a Reserve Roastery with an in-house coffee roastery, a 30-foot-long Tuscan marble bar, various coffee stations, and more than 115 beverages (plus a map to guide customers around the store).   This is the company’s third Reserve Roastery, after locations in Seattle and Shanghai, apparently designed to make a splash in the country of coffee and the design capital of Italy.

Does Italy need Starbucks and will it survive?  Opening day saw people waiting for at least an hour in a line that snaked around the building.  This was a novelty, an event that many fashion-conscious Italians welcomed, along with the venti cups—a status symbol for young people who boast them while walking around town.  But will they welcome American fare like pumpkin spice latte with maple pecan sauce?

Drinking coffee is a matter of habit.  For many Italians who spurn the acqua sporca (dirty water) of American coffee and love their caffeine fixes at neighborhood bars, things won’t change.  Moreover, many Italians in America still cling to their Lavazza and find the coffee of Starbucks “burned and over roasted.”  And Starbucks isn’t cheap: an espresso at the Milanese location costs 1.8 euro compared to 1 euro at a typical neighborhood café.  The cappuccino at 4.5 euro is three times the going rate locally.

The established bars and cafes do not seem worried by this new invader in the coffee market.  They are confident in their clientele and their quality coffee and product, which includes food, a relaxed atmosphere, a social meeting place — and the comfort of habit.  According to the Starbucks’ manager, the new roastery offers “an experience” that does not compete with Milanese coffeehouses, which have their own traditions and histories.  Instead, it will offer amenities typical of those in the United States, including free Wi-Fi and “the possibility to come, sit, buy nothing, and hold business meetings.” Customers can also come and knock back an espresso standing at the bar, the usual Italian approach.

Starbucks plans to open 3 regular coffeehouses in Milan by the end of the year.  Is there room for everyone?  Time will tell.

 

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Le Superstizioni

Le superstizioni sono credenze o azioni che sono contrarie alla scienza ma sono ampiamente accolte tutto il mondo.  Sono insegnate fin dalla tenera età e sono parte della tradizione popolare.  Si trova il primo uso della parola Latina superstitio nella scrittura degli storici Livio e Ovidio (il primo secolo a.C.).  A quel tempo il termine “superstizione” venne usato in Italia per la maggior parte per caratterizzare un eccesivo terrore degli dei.  Attraverso la storia, la cultura italiana era ricca di superstizioni di buone e cattive.  Le origini sono tra le più disparate, dall’antica Roma alle tradizioni dei nonni che sono tramandate di generazione in generazione.

Malocchio:Il malocchio è una delle più antiche superstizioni in Italia; è anche menzionato in uno dei canti del Purgatorio di Dante.  Ogni regione in Italia ha la propria versione della maledizione e alcune la prendono su più seriamente di altre.  Universalmente, però, si dice che la fonte sia l’invidia che può causare mal di testa, stanchezza, e vertigini.  Ci sono due modi per allontanare il malocchio.  Il primo è quello di indossare un corno, che è un amuleto rosso, dorato, o d’argento a forma di fallo o peperoncino.  (È anche indossato dagli uomini per scongiurare le maledizioni della loro virilità.)  Per allontanare il malocchio, si puntano le dita giù.  Un gesto maleducato è quello di puntare le corna direttamente contro qualcuno per maledire quella persona o per dire che sua moglie o la sua fidanzata non è fedele.

La seconda abitudine per scongiurare il malocchio è una cerimonia specialeeseguita di solito da una nonna che è stata consacrata in questo antico rituale.  Alla presenza dell’individuo afflitto, lei mescola olio d’oliva e acqua in un piatto poco profondo. Se l’olio forma una grande goccia nel mezzo, è un sicuro segno della presenza del malocchio. Dopo i canti e gli appelli ai santi appropriati, lei induce l’olio a disgregarsi in goccioline ed a disperdersi, rompendo la maledizione.

Numeri fortunati e sfortunati: Il numero tredici è fortunato in Italia, soprattutto in un contesto di gioco d’azzardo.  Tuttavia, 13 persone a tavola sono sfortunate. C’erano 13 persone all’Ultima Cena—i 12 apostoli e Gesù.  Si dice che Giuda Iscariota, che tradì Gesù, fosse il tredicesimo uomo a prendere posto al tavolo.

Il numero diciassette è considerato sfortunato in Italia; infatti, alcuni alberghi non hanno un diciassettesimo piano.  Quando 17 è scritto nei numeri romani XVII, può essere riorganizzato per scrivere la parola romana XIVI che significa “ho vissuto”, che si trova su antiche lapidi ed è associato alla morte. Quando 17 è scritto in numeri arabi, è sfortunato perché assomiglia a un uomo (1) appeso alla forca (7).

Olio d’oliva e sale: Nell’antichità l’olio d’oliva e il sale erano molto preziosi e rovesciarli significava perdere soldi. (Il termine “salario” deriva dal sale). Se un cuoco ha mani di ricotta e sparge l’olio d’oliva, un rimedio oggi è di versare il sale sull’olio.

Lenticchie: Ogni cultura ha le proprie tradizioni di Capodanno, come mangiare l’uva in Spagna non appena l’eccitazione si avvicina a mezzanotte.  In Italia si devono mangiare le lenticchie dopo lo scoccare delle 12 di notte per evitare la sfortuna.  Le lenticchie sono cotte in modi diversi a seconda della regione o della città, ma sempre presenti.  La tradizione risale ai tempi romani quando venivano regalate borse piene di lenticchie, proprio come azione di buon auspicio per l’anno seguente. Infatti, la loro forma ricorda quella delle monete.

I Brindisi:Ci sono molti tabù e tradizioni che accompagnano il brindisi celebrativo.   Innanzitutto, non sollevate mai un bicchiere pieno d’acqua e non incrociate le braccia con la persona di fianco a voi quando fate tintinnare i bicchieri. Ricordate di bere un sorso prima di appoggiare il vostro drink sul tavolo. Ma prima di tutto, ricordate di guardare negli occhi gli ospiti durante il “cin-cin”. La leggenda narra che durante il Medioevo fosse consuetudine a guardare negli occhi gli altri per impedire loro di versare veleno nella bevanda.

I Gatti Neri: I gatti erano adorati dagli Antichi Egizi, ma persero il loro prestigio nel Medioevo in Italia.  Di notte i cavalli venivano spaventati dagli occhi gialli dei gatti, e la leggenda narra che venivano paragonati al demonio.  Poi Papa Gregorio IX, nella sua guerra culturale contro i simboli pagani, li marcò come servi di Satana.  Cominciarono ad essere sterminati.  Secondo alcuni storici, fu la causa delle malattie portate dai ratti, come la peste bubbonica del 1348.  Anche i puritani nel 1600 erano convinti che i gatti neri fossero dei demoni soprannaturali.  In alcuni paesi oggi, come il Giappone, l’Inghilterra e la Scozia, i gatti neri sono un simbolo di prosperità.

Le Scale: La scala è un simbolo che risale agli Egizi. In alcune tombe, furono ritrovate delle piccole scale a nove pioli, che simboleggiavano gli dei.  Insieme a Osiride, dio dell’oltretomba, indicavano la chiusura del ciclo vitale. Per gli antichi Cristiani, per i quali ogni triangolo rappresentava la Trinità, passare sotto una scala significava rompere il simbolo santo.  Oggi, la fobia ha un significato molto più pratico: Chi vuole rischiarare di essere colpito alla testa con vernice, strumenti o detriti?

Cappello sul Letto: Mettere un cappello ai piedi del letto è considerato sventura.  I medici e i preti che andavano dai morenti per amministrare gli ultimi diritti, spesso abbandonavano i loro cappelli sul letto.

Altri: Ci sono molte altre superstizioni troppo numerose per essere nominate, per esempio, rompere uno specchio o aprire un ombrello in casa. Negli Stati Uniti, si bussa sul legno per evitare una sorte cattiva.  Ma in Italia si tocca ferro.  E ricordate che in Italia dovete evitare di dire “good luck”.  È meglio dire “in bocca al lupo”, nato tra i cacciatori che si auguravano l’un l’altro di ritrovarsi in situazioni pericolose.  Poi è diventato un idioma che è stato usato nell’opera e nel teatro per augurare fortuna agli attori.  È come dire “rompere una gamba” nell’ambiente del teatro in America. Dopo aver augurate “in bocca al lupo”, la risposta dovrebbe essere “crepi il lupo”.  (Questi sono i consigli per gli americani).

 

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Superstitions

Superstitions are beliefs or actions that are contrary to science but are widely held throughout the world.  They are taught from an early age and are part of popular tradition.  The first use of the Latin superstitio is found in the writing of historians Livy and Ovid (1stcentury BC).  At that time the term “superstition” was used in Italy mostly to characterize an excessive fear of gods or an unreasonable religious belief, as opposed to religio,the reasonable awe of the gods.  Throughout history, Italian culture has been rich with superstitions for good or evil.  The origins are disparate, from ancient Rome to the traditions of grandparents that are passed down from generation to generation.

Evil Eye (Malocchio): This is one of the most ancient superstitions in Italy; it is even mentioned in one of the Purgatory cantos in Dante.  Every region in Italy has its own version of the curse and some take it more seriously than others.  Universally, however, the source is said to be envy directed at you, which can cause headache, fatigue, and dizziness.  There are two ways to ward off the evil eye. The first is to wear a corno,or devil’s horn, which is a twisted phallic- or chili-shaped red, gold, or silver amulet.  (It is also worn by men to ward off curses of their manliness.) Related to the corno is a hand gesture where you extend only the pinkie and index finger like a pair of horns.  To ward off malocchio, you point the fingers down.  A rude gesture is to point those fingers directly at someone to either curse that person or to suggest that his wife or girlfriend is straying.

The second custom to ward off the evil eye is a special ceremony performed by someone, usually a grandmother, who has been ordained in this ancient ritual.  In the presence of the afflicted individual, she mixes olive oil and water in a shallow platter.  If the oil forms one large drop in the middle, it’s a sure sign of the presence of the evil eye.  After chants and appeals to the appropriate saints, she induces the oil to break up into droplets and disperse, breaking the curse.

Lucky and Unlucky Numbers:  The number 13 is lucky in Italy, particularly in a gambling setting.  The number is also associated with the Goddess of Fertility and lunar cycles; it is believed to bring prosperity.  However, 13 people at the dinner table is unlucky. There were 13 at the Last Supper—the 12 apostles and Jesus.  It is said that Judas Iscariot, who betrayed Jesus, was the 13thman to take his place at the table.

The number 17 is considered unlucky in Italy; in fact, some hotels don’t have a 17th floor. When 17 is written in the Roman numerals XVII, it can be rearranged to spell the Roman word XIVI meaning “I have lived,” which is found on ancient tombstones and is associated with death. When 17 is written using Arabic numerals, it is unlucky because it resembles a man (1) hanging from the gallows (7).

Olive Oil and Salt: In ancient times olive oil and salt were very precious and spilling either meant losing money.  (The term salary derives from salt.)  If a cook has mani di ricotta (ricotta hands) and spills olive oil, one remedy today is to pour salt over it.

Lentils: Every culture has its New Year’s traditions, like eating grapes in Spain as the clock strikes down.  In Italy one must eat lentils after the clock strikes midnight to avoid bad luck.  Lentils are cooked in many different ways depending on the region or city but they will always be served on New Year’s Eve or Day.  The tradition dates back to Roman times when bags full of lentils were given as a good omen for the new year.  In fact, their shape reminds one of coins.

Toasting: There are many taboos and traditions surrounding your “cin-cin.” First, never raise a glass that is full or water and don’t cross arms with the person next to you when you clink glasses.  Remember to take a sip before setting your drink down, but first of all, remember to look into each other’s eyes during the cin-cin.  Legend has it that during the Middle Ages it was customary to look into guests’ eyes to prevent them from pouring poison into your drink.

Black Cats: Cats were adored by the Ancient Egyptians but lost their status in the Middle Ages.  Horses were frightened by the yellow eyes of cats at night and legend grew that they were somehow tied to the devil.  Then Pope Gregory IX, in his cultural war against pagan symbols, called them Satan’s servants.  They began to be exterminated.  According to some historians, this caused the spread of diseases carried by rats, such as the bubonic plague of 1348.  Even the Puritans in 1600 were convinced that black cats were supernatural demons.  In some countries today, such as Japan, England, and Scotland, black cats are a sign of prosperity.

Ladders: The ladder is a symbol that dates back to the Egyptians.  In some tombs, small nine-peg stairs were found, symbolizing the gods.  Together with Osiris, god of the underworld, they indicated the closure of a life cycle.  For the ancient Christians, for whom every triangle represented the Trinity, to pass under a ladder was to break the holy symbol.  Today, the phobia has a more practical meaning: who wants to risk being hit on the head by paint, tools, or debris?

Hat on the Bed:Putting a hat at the foot of the bed is considered unlucky.  Doctors, or priests who visited the dying to administer last rights, often abandoned their hats on the bed.

Others:  There are many other superstitions too numerous to name.  Think of breaking mirrors or opening umbrellas in the house. In the United States we knock on wood to avoid tempting fate.  But in Italy you tocca ferro or “touch iron.” And remember in Italy you should avoid saying “good luck.”  It’s better to say “in bocca al lupo” (literally, “into the wolf’s mouth”), which originated among hunters who wished each other to be in dangerous situations.  It then became an idiom used in opera and theatre to wish the actors good luck.  It is like saying “break a leg.”   After you wish in bocca al lupo,the response should be “crepi il lupo,” which means “let the wolf die!”

 

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Cibo pieno di buchi

Quanti cibi puoi nominare che hanno dei buchi? Il cibo “bucato” è più comune di quanto probabilmente si possa pensare in molte cucine. In alcuni casi, i fori hanno uno scopo culinario; in altri, sono simbolici. Come per molti piatti italiani, la storia del cibo e / o il suo nome sono piuttosto interessanti. Iniziamo con la pasta (vedete anche “Un giro d’Italia attraverso la pasta”, un post del novembre 2015).

Ci sono molti tipi della pasta tubolare; il più comune sono le penne. La forma tubolare consente alla salsa di entrare nella pasta e coprire una superficie più ampia. Originarie della Campania in Italia, le penne vengono tagliate con un angolo che assomiglia alla punta di una penna. Gli ziti sono più grandi delle penne; il nome deriva probabilmente da una variante per maccheroni di zita, letteralmente, i maccheroni della sposa. Più grandi ancora sono i rigatoni, che vengono tagliati in diverse lunghezze e diametri. Il nome deriva dalla parola italiana, rigato, che significa increspato o foderato. Le paste increspate (tra cui sono le penne rigate) tendono a contenere più salsa rispetto alle paste lisce. Due altre paste bucate sono degne di nota. Uno delle più popolari a Roma sono i bucatini, che assomigliano a grandi spaghetti ma hanno un piccolo buco nel mezzo della sua lunghezza (vedete il post del 5 marzo 2015 per una ricetta con i bucatini all’amatriciana). Gli anelletti provengono da Palermo ed è l’unica pasta originaria della Sicilia. Gli anelletti vengono spesso serviti in famiglie (piuttosto che in ristoranti), soprattutto nelle giornate di festa.

A proposito di anelli, che dire dei cheerios? Un prodotto americano per la colazione nato nel 1941, il buco in questo prodotto è stato progettato per migliorare il gusto dei cereali imbevuti di latte. La forma consente al latte di passare all’interno, conferendo maggiore morbidezza rispetto ai cereali tradizionali. E gli anelli di cipolla? Negli Stati Uniti vengono serviti pesantemente impanati e fritti nei ristoranti fast-food; ricevono un trattamento più delicato nei ristoranti di fascia alta. E poi ci sono anelli di calamari fritti. È diventato un comune antipasto nei ristoranti americani. Risale a un articolo del New York Times del 1975, che stimolò la sua popolarità negli anni ’80 e oltre. Prima di allora, era un piatto offerto solo in ristoranti esclusivi in ​​città come New York e Boston.

Comuni negli Stati Uniti e in Italia sono le ciambelle. Da giovane, mi ricordo che le ciambelle venivano fritte in Mulberry Street durante il Festival di San Gennaro a New York. Provengono dall’Italia medievale, anche se diverse regioni d’Italia rivendicano le sue origini. Il significato può essere ricondotto a una tradizione pasquale perché la sua forma rappresenta il cerchio della vita e la rinascita del Signore. Un ciambelloneè una torta italiana semplice e solare con la scorza di limone cotta in una teglia. In America, la ciambella è un alimento per la colazione molto calorico, spesso decorato con più sostanze zuccherine. La sua origine è dibattuta: alcuni sostengono che l’inventore fosse il capitano della marina, Hansen Gregory, alla fine del diciannovesimo secolo. L’idea era di forare semplicemente un impasto per torte per renderlo più maneggevole.

Un altro cibo per la colazione comune negli Stati Uniti e nell’Europa centro-settentrionale è il bagel, che risale al lavoro di una comunità ebraica a Cracovia, in Polonia, nel 1610. Il pane era dato in omaggio alle donne che hanno partorivano perché la forma circolare rappresenta il cerchio della vita che inizia con la nascita di un bambino.

Il pretzel fu molto probabilmente inventato nei monasteri italiani e nel sud della Francia. Ma è associato alla tradizione tedesca ed è generalmente accompagnato da tipiche salsicce tedesche. Il significato simbolico dei pretzel è che i tre fori tipici rappresentano la Santissima Trinità, mentre la sua forma richiama le braccia incrociate dei monaci. Inizialmente consumato quasi crudo, la leggenda vuole che l’attuale preparazione in cottura sia dovuta a un fornaio che si è addormentato al lavoro.

Simile alla consistenza di un bagel, pretzel o grissini sono i taralli italiani, uno spuntino comune nel sud Italia, in particolare in Puglia. Hanno la forma di anelli o ovali, da 1 pollice a 5 e possono essere dolci o salati. I taralli salati possono essere aromatizzati con cipolla, aglio, semi di sesamo o di papavero, finocchio, pepe o sale. I taralli dolci e semplici vengono spesso immersi nel vino.

Terminiamo con una nota dolcissima: Lifesavers, in particolare il prodotto britannico Polo, che è diventato famoso per il suo motto: “Polo, il buco con la menta intorno”. Il bonbon è stato appositamente progettato con questa particolare forma per far entrare l’aria che dà un senso di freschezza a tutta la bocca. Nel 2010 è stata probabilmente la caramella più venduta nel Regno Unito.

 

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