Welcome to Olivo Santa Barbara

L’Olivo Santa Barbara is a blog about cultural similarities and differences between Italy and the United States, with some emphasis on Santa Barbara, California.  The blog addresses history, travel, film, music, art, food, and people and animals.  Following an introduction in English, you can choose to read each post in Italian or English.  Comments are welcome, as are ideas for future posts.

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La Gioconda di Montecitorio

Ci sono relativamente pochi dipinti sopravvissuti sino a noi di Leonardo da Vinci. Solo circa 8 grandi opere gli sono universalmente attribuite; alcune sono state attribuite alla sua bottega, ai suoi assistenti e alle sue pennellate. Molte altre sono opere incomplete, altre ancora risultano di complessa attribuzione, come il Salvator Mundi, che ha fatto scalpore negli ultimi anni, sia per la storica vendita all’asta, sia per la rivelazione dell’acquirente era il principe saudita Mohammed bin Salman (vedi il post del 9 dicembre 2021: “Salvator Mundi: La saga in corso”).

Ora, a Roma è iniziata una nuova storia: il caso della Gioconda di Montecitorio. Ci sono molte copie del capolavoro che oggi è appeso al Louvre. La Gioconda di cui parliamo era nella collezione di Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati italiana. Misura 70 cm x 50 cm, quindi più piccolo della sorella del Louvre. Ma quando e da chi sia stata dipinta rimangono ancora questioni controverse in quanto non ci sono documenti per ricostruire le origini del dipinto.

Il dipinto fu menzionato per la prima volta nell’inventario di Torlonia del 1814 come “copia della ‘Monna Lisa’ di Leonardo da Vinci”. Denominato la Gioconda Torlonia, era di proprietà di una nobile famiglia romana (vedi post del 1° luglio 2021: “I Marmi di Torlonia”). Ad un certo punto il dipinto fu attribuito a Bernardo Luini, che lavorò con Leonardo; infatti, alcuni studiosi ritengono che il Luini abbia creato il Salvator Mundi. Nel 1892 il dipinto entrò a far parte della collezione della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini. L’opera fu concessa alla Camera dei Deputati nel 1927 dove rimase per molti anni appesa in un ufficio sopra un termosifone. Oggi si trova nella sala Aldo Moro al primo piano di Palazzo Montecitorio.

La polemica di oggi è iniziata nel 2019 quando la Torlonia Gioconda restaurata è stata protagonista della mostra “Leonardo a Roma: Influenze ed Eredità” all’Accademia dei Lincei per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo. I curatori della mostra affermano che la copia romana potrebbe essere stata realizzata nella bottega di Leonardo e che gli smalti, l’effetto chiaroscurale e la raffinata tecnica pittorica suggeriscono un possibile intervento del maestro stesso.

Cinzia Pasquali, restauratrice del dipinto, è una delle restauratrici d’arte più famose al mondo. Ha lavorato per 25 anni al Louvre e ha condotto il “restauro del secolo” nel dipinto di Leonardo, La Vergine col Bambino e Sant’Anna. Secondo lei il dipinto risale alla prima metà del XVI secolo e non è di Leonardo ma potrebbe essere stato realizzato nel suo studio.

Storici dell’arte, critici d’arte e persino parlamentari avevano opinioni forti sul dipinto, dal “modesto” al “valore decorativo dei mobili” a “mi toglie il fiato quanto sia brutto questo dipinto. Non una goccia di Leonardo”. Un’espressione più misurata è arrivata da un ex sovrintendente di Roma: “non sembra avere l’impronta di una mano eccellente come quella di Leonardo”.

Un membro della Camera dei Deputati italiana ha annunciato che sarà effettuato uno studio completo sul dipinto.

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The Mona Lisa of Montecitorio

There are relatively few known surviving paintings by Leonardo da Vinci.  Only about 8 major works are universally attributed to him; there are some that are attributed to his workshop, assistants, and his brushstrokes. There are many incomplete works, and many whose attributions are quite complicated like the Salvator Mundi, which has made headlines in the last few years, first for its historic sale at auction, and then for the revelation that the buyer was Saudi Prince Mohammed bin Salman (see the post of December 9, 2021: “Salvator Mundi: The ongoing saga”).

Now a new story unfolds in Rome: It is the case of the Mona Lisa of Montecitorio.  There are many copies of the masterpiece that today hangs in the Louvre, and this one had been known to exist in the collection of the Palazzo Montecitorio, the seat of the Italian Chamber of Deputies.  It measures 70 cm x 50 cm (less than 28” by 20”), which is smaller than its sister in the Louvre.  But when it was painted and by whom remains controversial as there are no documents to reconstruct the origins of the painting. 

The painting was first mentioned in the Torlonia inventory in 1814 as “a copy of Leonardo da Vinci’s ‘Mona Lisa.’” Called the Torlonia Gioconda, it was owned by a noble Roman family (see the post of July1, 2021: The Torlonia Marbles).  At some point, the painting was attributed to Bernardo Luini, who worked with Leonardo; in fact, some scholars believe that Luini created the Salvator Mundi.  In 1892, the painting became part of the collection of the National Gallery of Ancient Art at Palazzo Barberini.  The work was granted to the Chamber of Deputies in 1927 where it hung for many years in an office above a radiator.  Today it is in the Aldo Moro room on the first floor of the Palazzo Montecitorio.

Today’s controversy started in 2019 when the restored Torlonia Gioconda was featured in an exhibition, Leonardo in Rome: Influences and Legacy at the Accademia dei Lincei to celebrate the 500th anniversary of Leonardo’s death.  The exhibition’s curators claim that the Roman copy could have been created in da Vinci’s studio and that the glazes, the chiaroscuro effect and the refined painting technique suggest a possible intervention by the master himself. 

Cinzia Pasquali, the painting’s restorer, is one of the most famous art restorers in the world.  She has worked for 25 years at the Louvre and conducted the “restoration of the century” in Leonardo’s painting, The Virgin with Child and St. Anne. According to her, the painting dates from the first half of the 16th century and is not by Leonardo but it could have been created in his studio.

Art historians, art critics, and even parliamentarians had their strong opinions about the painting, from “modest” to “the decorative value of furniture” to “it takes my breath away how ugly this painting is.  Not a drop of Leonardo.”  A more measured expression came from a former superintendent of Rome: “it does not seem to have the imprint of an excellent hand like that of Leonardo.”

A member of the Italian Chamber of Deputies announced that a comprehensive study will be carried out on the painting.

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Fenicotteri rosa

I fenicotteri rosa sono recentemente apparsi sulle pagine dei notiziari sia italiani, che americani. In Italia, gli uccelli migratori tornano a frotte dall’Africa durante i mesi primaverili ed estivi, diretti in località sparse lungo tutta la penisola. Negli Stati Uniti, un fenicottero fuggito da uno zoo del Kansas nel 2005 è stato avvistato a marzo 2022 in Texas, uno stato generalmente non frequentato da questa specie di uccello.

Il nome inglese “flamingo” deriva dalla parola portoghese o spagnola flamengo, che rimanda al “colore della fiamma”. Il nome latino Phoenicopterus deriva dal greco e significa cremisi o piume rosse. I fenicotteri si nutrono di artemia salina e alghe azzurre, oltre a insetti, molluschi e crostacei; la loro colorazione, che va dal rosa brillante al rosa pallido, deriva dalla quantità di beta-carotene nel loro apporto alimentare.

Una caratteristica distintiva di questo trampoliere è la suo stare in piedi su una sola zampa, tenendo l’altra nascosta sotto il corpo. Il motivo di questo comportamento non è del tutto chiaro. Una teoria è che ciò consenta agli uccelli di conservare il calore corporeo; tuttavia, è un comportamento che si osserva negli uccelli che stanno in acqua sia fredda che calda, sia fuori dall’acqua. Un’altra teoria afferma che ciò riduca il dispendio energetico.

Esistono sei specie di fenicotteri: quattro nelle Americhe e due in Africa e in Europa. I più grandi sono alti fino ad 1,4 metri e possono pesare fino a 3,5 kg.  L’apertura alare varia da 94 cm a 150 cm. Poiché i fenicotteri sono volatori molto abili, quelli in cattività richiedono il taglio annuale delle ali (una procedura indolore simile a un taglio di capelli negli esseri umani) per prevenire la fuga.

È stato proprio questo mancato trattamento che ha permesso al Flamingo n. 492 e n. 347 (numeri di identificazione posti sulle fascette attorno alle zampe) di fuggire dallo zoo del Kansas in una ventosa giornata del 2005. Il n. 347 è volato a nord e non è stato più visto. Il numero 492, successivamente soprannominato Pink Floyd, si diresse a sud il giorno dell’Indipendenza e trovò un ambiente favorevole  in Texas, per le zone umide con acque poco profonde e salate, per le temperature adeguate e per le buone fonti di cibo. Nonostante i molteplici avvistamenti del n. 492, in particolare in primavera, non è chiaro se il Texas sia una dimora permanente o parte di una zona migratoria.

Ciò che è chiaro in Italia è che migliaia di questi maestosi uccelli che migrando dall’Africa si dirigono in diverse regioni dall’habitat favorevole: dalla Puglia al Delta del Po, dalla Sicilia alla Sardegna. I fenicotteri sono uccelli molto socievoli e formano forti legami di coppia; sono state segnalate anche coppie dello stesso sesso. Vivono in colonie che possono essere migliaia. Si ritiene che le colonie servano a tre scopi: evitare i predatori, massimizzare l’assunzione di cibo e utilizzare in modo più efficace gli scarsi siti di nidificazione. Ecco le zone italiane, dove si possono avvistare le maggiori colonie di fenicotteri:

• In Puglia, nelle Saline della Riserva Naturale Margherita di Savoia nei pressi di Trinitapoli, sul Mare Adriatico, colonia considerata la più grande d’Europa;

• In Calabria, nell’Oasi Naturale del Pantano di Saline Joniche;

• In Sardegna, a cominciare dagli stagni di Molentargius e Santa Gillia a Cagliari, nei pressi di San Teodoro, vicina alla celebre spiaggia La Cinta;

• In Emilia Romagna, nel Parco del Delta del Po, anche nelle Valli di Comacchio e nelle Saline di Cervia;

• In Sicilia, nella Riserva Naturale delle Saline di Priolo Gargallo vicino a Siracusa.

La mia amica ed editrice Eleonora Vieri, che vive a Castiglione del Lago in Umbria, mi ha detto che i fenicotteri rosa arrivano al Lago Trasimeno ogni anno per alcuni giorni. Se rimangono più a lungo, a volte diventano grigi perché non trovano i gamberetti rosa che donano loro quelle eleganti nuance. Sono comunque bellissimi da vedere.

In natura, i fenicotteri possono vivere fino a 50 anni. Pink Floyd, che si stima abbiano 25 anni, si sono sicuramente guadagnati le ali e la libertà.

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