Welcome to Olivo Santa Barbara

L’Olivo Santa Barbara is a blog about cultural similarities and differences between Italy and the United States, with some emphasis on Santa Barbara, California.  The blog addresses history, travel, film, music, art, food, and people and animals.  Following an introduction in English, you can choose to read each post in Italian or English.  Comments are welcome, as are ideas for future posts.

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Il mistero della lettera di Galileo

Galileo modificò la sua lettera a Castrelli per moderare le sue opinioni sulla chiesa e la sua visione “eretica” eliocentrica dell’universo? O qualcuno inviò una falsa lettera all’Inquisizione contro lo scienziato? O la chiesa modificò la sua lettera per provare la sua colpevolezza durante l’Inquisizione? In altre parole, Galileo stava facendo “controllo del danno” (nel linguaggio di oggi) o, come sosteneva Galileo, era questa “falsa notizia” concepita dai suoi nemici a causa di “cattiveria e ignoranza”?

Una nuova copia della lettera di Galileo è venuta alla luce per risolvere questo mistero. La lettera è stata scoperta nell’agosto 2018 a Londra nella biblioteca della Royal Society. Un giovane ricercatore bergamasco, Salvatore Ricciardo, alla fine della giornata stava sfogliando un catalogo e l’ha scoperta per caso. Era stata datata erroneamente e quindi era stata “persa” per più di 250 anni. L’origine della lettera è stata verificata.

Iniziamo con un contesto storico e una cronologia degli eventi. Fu nel 1543 che l’astronomo polacco Nicolao Copernico pubblicò un libro in cui proponeva che la terra non fosse al centro dell’universo ma che i pianeti orbitassero attorno al sole. Nel 1600 l’Inquisizione a Roma condannò un frate e matematico domenicano, Giordano Bruno, di eresia per aver supportato, oltre ad altre case, il modello copernicano. Bruno fu bruciato sul rogo. Poi nel 1610 Galileo pubblicò un libro basato sulle sue scoperte con il suo nuovo telescopio che supportava la tesi copernicana.

Poi nel 1613 Galileo scrisse una lettera all’amico Benedetto Castelli, un matematico dell’Università di Pisa. Nella missiva di 7 pagine firmata “GG”, Galileo non solo sosteneva che i pianeti ruotassero attorno al sole, ma sosteneva anche per la prima volta che la ricerca scientifica dovesse essere liberata dalla dottrina teologica. Furono fatte circolare copie della lettera.

E ora inizia il putiferio. Il frate domenicano Niccolò Lorini inviò la lettera di Galileo all’Inquisizione a Roma nel 1615. (Una copia di questa lettera è conservata nell’Archivio dei Segreti Vaticani). Una settimana dopo Galileo scrisse al suo amico Piero Dini, suggerendo che la versione inviata da Lorini era stata alterata.  Allegò una versione meno urgente della lettera originariamente inviata a Castrelli, presentandola come la versione originale, e gli chiese di portarla ai teologi vaticani. Nei successivi 15 anni, nonostante gli avvertimenti della chiesa, Galileo continuò a esprimere le sue opinioni sul Sistema Solare.

Poi nel 1632 l’Inquisizione convocò Galileo a Roma per essere processato. La lettera Lorini fu usata come prova per condannare Galileo di “veemente sospetto di eresia”. Fu condannato a una pena detentiva, che fu poi commutata agli arresti domiciliari, in base ai quali visse gli ultimi nove anni della sua vita.

Allora, cosa mostra la lettera appena scoperta? Sotto gli emendamenti di proprietà di Galileo, la copia firmata scoperta da Ricciardo a Londra è la stessa copia di Lorini. Galileo la modificò per evitare l’ira dell’Inquisizione. Ma le modifiche sono piuttosto lievi, intese ad ammorbidire le parole più aspre. Ad esempio, Galileo a un certo punto si riferiva a certe affermazioni della Bibbia come “false” ma le sostituiva con “sembra diverso dalla verità”. In un’altra sezione, cambiò il suo riferimento alle Scritture “nascondendo” i suoi dogmi più basilari, a il più morbido “velando”.

Chi può incolpare Galileo per le sue modifiche? In un momento in cui gli eretici venivano bruciati sul rogo, fu fortunato a ricevere gli arresti domiciliari. Per ora, i ricercatori sono stupiti dalla loro scoperta. L’importanza della lettera di Galileo a Castrelli non può essere sopravvalutata. È uno dei primi manifesti secolari a richiedere la libertà della scienza dall’interferenza religiosa.

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The Mystery of Galileo’s Letter

Did Galileo edit his letter to Castrelli to moderate his views on the church and his “heretical” heliocentric view of the universe?  Or did someone send a false letter to the Inquisition against the scientist?  Or did the church amend his letter to prove his guilt during the Inquisition?  In other words, was Galileo doing “damage control” (in today’s parlance) or, as Galileo maintained, was this “fake news” conceived by his enemies out of “wickedness and ignorance”?

A new copy of Galileo’s letter has come to light solving this mystery.  The letter was discovered in August 2018 in London at the library of the Royal Society.  A young researcher from Bergamo, Salvatore Ricciardo, at day’s end was leafing through a catalogue and stumbled upon it.  It had been incorrectly dated and therefore had been “lost” for more than 250 years.  The origin of the letter has been verified.

Let’s start with a little background and a timeline.  It was in 1543 that the Polish astronomer Nicolaus Copernicus published a book in which he proposed that the earth was not the center of the universe but that the planets orbit the sun.  In 1600 the Inquisition in Rome convicted a Dominican friar and mathematician, Giordano Bruno, of heresy for, among other counts, supporting the Copernican model. Bruno was burned at the stake. Then in 1610 Galileo published a book based on his discoveries with his new telescope that supported the Copernican thesis.

Then in 1613 Galileo wrote a letter to his friend Benedetto Castelli, a mathematician at the University of Pisa.  In the 7-page missive signed “GG,” Galileo not only maintained that the planets revolved around the sun, but also claimed for the first time that scientific research must be free from theological doctrine.  Copies of the letter were circulated.

And now the ruckus begins. Dominican friar Niccolò Lorini sent Galileo’s letter to the Inquisition in Rome in 1615.  (A copy of this letter is kept in the Vatican Secrets Archives.) A week later Galileo wrote to his friend Piero Dini, suggesting that the version sent by Lorini had been altered. He attached a less inflammatory version of the letter originally sent to Castrelli, presenting it as the original version, and asked him to get it to the Vatican theologians.  Over the next 15 years, despite warnings from the church, Galileo continued to put forth his views of the Solar System.

Then in 1632 the Inquisition summoned Galileo to Rome to stand trial.  The Lorini letter was used as evidence to convict Galileo of “vehement suspicion of heresy.”  He was given a prison sentence, which was later commuted to house arrest, under which he lived the last nine years of his life.

So what does the newly discovered letter show?  Underneath the amendments in Galileo’s hand, the signed copy discovered by Ricciardo in London is the same as the Lorini copy.  Galileo made the changes to avoid the wrath of the Inquisition.  But the changes are rather minor, meant to soften harsher words.  For example, Galileo at one point referred to certain statements in the Bible as “false” but replaced it with “appears different from the truth.”  In another section, he changed his reference to the Scriptures “concealing” its most basic dogmas, to the softer “veiling.”

Who can blame Galileo for his edits?  At a time when heretics were burned at the stake, he was lucky to receive house arrest.  For now, researchers are amazed by their discovery.  The importance of Galileo’s letter to Castrelli cannot be overestimated.  It is one of the first secular manifestos to call for the freedom of science from religious interference.

 

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Il fastidio del marciapiede

In passato, camminare per le strade cittadine era un percorso ad ostacoli.  Invece di ammirare l’architettura o le vetrine, dovevate guardare dove stavate camminando o rischiavate di portarvi a casa un piccolo omaggio sulla suola della scarpa.  Le leggi urbane hanno notevolmente migliorato la situazione, ma non tutti i padroni di cani sono diligenti e spesso non ripuliscono durante la passeggiata mattutina.  Le città hanno provato tutto dall’utilizzo del servizio postale (un sindaco spagnolo ha spedito la cacca ai padroni dei cani) alla vergogna (alcune città hanno pubblicizzato i nomi dei padroni abusivi) alla corruzione (alcuni parchi nella Città del Messico hanno offerto la connessione WiFi gratuita in cambio dei rifiuti).

Le città italiane sembrano essere particolarmente lungimiranti nella campagna di pulizia e stanno usando la tecnologia per aiutare.  È iniziata cinque anni fa a Napoli, una città che lotta con ironia a raccogliere la spazzatura umana.  (In realtà, in seguito al successo della vicina isola turistica di Capri).  Il terreno di prova è stato Vomero, un quartiere ricco, dove ogni cane doveva sottoporsi ad un esame del sangue per la determinazione del Dna al fine di creare un database di cani e padroni.  Poi, quando veniva scoperto un mucchio incriminato, veniva in seguito testato. Se veniva trovata un’accoppiate, il padrone doveva pagare una multa fino a 500 euro.  I primi risultati indicavano che la campagna di pulizia stava funzionando.

Poi nel 2016 è entrata in scena la città di Malnate (provincia di Varese, regione della Lombardia).  La città è conosciuta per la sua sensibilità ambientale.  È iniziato con un microchip nella spazzatura; in un solo anno la differenziata è passata dal 55 al 77 per cento, e il paese di 16 mila abitanti ha vinto un premio per essere tra i sette comuni più virtuosi d’Italia.  Adesso i padroni di cani sono stati sfidati, e i loro amici a quattro zampe devono fornire un contribuito di saliva per la potenziale analisi del Dna.  Queste iniziative non sono prive di critiche.  La lega anti-vivisezione ha attaccato il nuovo esperimento: “Si tratta di un’idea semplicemente ridicola.  L’impegno tecnico e finanziario che sarebbe necessario per realizzare tale progetto è assolutamente spropositato rispetto alla supposta gravità del problema”.  Ma il comune ha perseguito incontri con cittadini e gruppi.  Hanno notato che l’esperimento del Vomero ha portato alla riduzione del 70 per cento delle deiezioni canine in strada.  Analoghi progetti sono partiti a Livorno e Trieste. E i costi?  La campagna per il prelievo del Dna sarà pagata dalla ditta che cura la raccolta della spazzatura.  I proprietari di cani dovranno portare Fido in una clinica veterinaria per un contributo di saliva (gratuito per il padrone del cane) che sarà pagato dall’azienda che esegue l’igiene ambientale in città. Quella compagnia, a sua volta, vedrà risparmi nelle ore di lavoro dalla riduzione degli escrementi per strada. Inoltre, i proprietari avranno informazioni utili per definire il pedigree o la razza di origine e per tracciare e prevenire l’insorgenza della malattia nei loro animali domestici.

Poi nel 2017 a Savona (in Liguria), è stata proposta una nuova iniziativa che richiede ai proprietari di cani, sotta pena di una multa fino a 500 euro, di ripulire sia i rifiuti solidi che liquidi nelle aree pedonali, e sulle facciate degli edifici, colonne dei portici, pali e paline, aiuole, panchine, cestini raccogli rifiuti, ecc.  La polemica sta contrapponendo i commercianti agli animalisti.  Da un lato, i negozianti sostengono che per loro è una spesa onerosa fare ciò che le persone farebbero da sole.  Le organizzazioni per il benessere degli animali affermano che “impedire agli animali di fare i bisogni rasenta il maltrattamento”.

E nel 2018 le città di Chivasso e Carmagnola (provincia di Torino, regione del Piemonte) hanno approvato le leggi riguardo questo problema.  A Chivasso, per quelli che ha un cane, una paletta e un sacchetto non bastano più.  Devono portare una bottiglietta d’acqua per lavare il marciapiede.  Le violazioni prevedono sanzioni da 25 a 150 euro. Carmagnola invece fornisce l’esame del Dna di tutti i cani nel comune.  Il direttore dell’Istituto Zooprofilattico spiega, “Il nostro contributo scientifico è quello di mettere l’analisi genetica al servizio della lotta alle malattie degli animali in particolare quelle trasmissibili all’uomo, come le parassitosi, in significativo aumento”.  La raccolta del Dna dei cani dalla saliva sarà gratuita per i proprietari per un anno. L’assessore all’Igiene di Carmagnola conclude dicendo “Il problema della mancata raccolta delle deiezioni canine è molto sentito dai cittadini, in particolare nei parchi giochi per bambini e nelle vie del centro storico.  Abbiamo deciso di intervenire con una soluzione straordinaria, innovativa ed efficace, creando un metodo che potrà essere facilmente adottato da ogni comune italiano che ne senta l’esigenza”.

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The Sidewalk Nuisance

Walking down city streets used to be an obstacle course. Instead of admiring the architecture or shop windows, you had to watch where you were walking or you would take home a little gift on the bottom of your shoe.  Urban laws have greatly improved the situation, but not all dog owners are dutiful about cleaning up during the morning walk.  Cities have tried everything from using the postal service (a Spanish mayor mailed the stuff back to dog owners) to shaming (some cities have publicized the names of offending owners) to bribery (some parks in Mexico City offered free WiFi in exchange for bags of waste).

Italian cities seem to be especially aggressive in the clean-up campaign and are using technology to help.  It started about 5 years ago in Naples, a city that ironically struggles to collect the garbage.  (Actually, the city drew on the success of the nearby resort island of Capri.)  The testing ground was Vomero, an affluent neighborhood, where every dog was required to have a blood test for DNA profiling in order to create a database of dogs and owners.  Then when an offending pile was discovered, it was tested. If a match was found, the owner faced a fine of up to 500 euros (about $685).  Early results indicated that the cleanup campaign was working.

Then in 2016 the city of Malnate (province of Varese, region of Lombardy) got in the act for the following year.  The city is known for its environmental sensitivity.  It started with a microchip in the trash; in one year, citizens who differentiated the trash increased from 55 to 77%.  The city of 16,000 inhabitants won an award for being among the 7 most virtuous municipalities in Italy.  Now dog owners are being challenged and their four-legged friends have to make a saliva contribution for potential DNA analysis.  These initiatives are not without critics.  The Anti-Vivisection League attacked the new experiment: “It is simply a ridiculous idea.  The technical and financial commitment that would be necessary is absolutely disproportionate to the supposed gravity of the problem.”  But the city pursued meetings with citizens and groups. They noted that the Vomero experiment led to the reduction of 70% of canine debris in the street, and that similar projects have started in Livorno and Trieste.  And the costs?  The campaign to collect the DNA will be paid by the company that takes care of garbage collection.  Dog owners will be required to take Fido to a veterinary clinic for a saliva contribution (free to the dog owner) that will be paid for by the company that performs environmental hygiene in the city.  That company, in turn, will see savings in work hours from the reduction of droppings in the street.  Moreover, owners will have useful information to define the pedigree or breed of origin, and to trace and prevent the onset of disease.

Then in 2017 in Savona (Liguria region), a new controversial initiative was proposed which requires dog owners, under penalty of a fine up to 500 euros, to clean up both solid and liquid waste in pedestrian areas, and on facades of buildings, columns of porticoes, poles, flowerbeds, benches, waste bins, etc.  The controversy is pitting tradespeople against animal rights advocates.  On the one hand, the shopkeepers maintain that for them it is a burdensome expense to do what the people should do by themselves.  Animal welfare organizations say that “preventing animals from taking care of their needs borders on maltreatment.”

And in 2018 the cities of Chivasso and Carmagnola (province of Turin in the Piedmont region) have passed laws regarding this issue.  In Chivasso, for those who have a dog, a scoop and a bag are not enough.  They must also carry a bottle of water to rinse away the pee-pee.  Penalties range from 25 to 150 euros.  Carmagnola instead provides DNA examination of all dogs in the municipality.  The Director of the Zoo Prophylactic Institute explains, “Our scientific contribution is to put genetic analysis of the service of the fight against animal diseases, in particular those that can be transmitted to humans, such as parasites, which are significantly increasing.”  The collection of dogs’ DNA from saliva will be free to owners for a year. The Council for Hygiene concludes by saying, “The problem of lack of collection of dog waste is felt by all citizens, especially in playgrounds for children and in the streets of the historic center.  We decided to intervene with an extraordinary, innovative and effective solution, creating a method that can easily be adopted by every Italian municipality.”

 

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Parte III:Le scoperte straordinarie a Pompei nel 2018

Pompei si estende per oltre 80 mila metri quadrati; circa 2/3 della città sono stati scavati. Le strade sono costruite in pietra poligonale nella tradizionale griglia romana. Case e negozi fiancheggiano entrambi i lati delle strade. Le case più ricche si trovano nel nucleo centrale della città, o potrebbero occupare un’intera insula (un isolato). Pompei è stata divisa in nove regioni, ciascuna chiamata “Regio”; mappe, come la Bellum Catilinae,rappresentano in dettaglio le 17 insulae all’interno della Regie così come le case, i negozi e gli appartamenti in ogni insula (vedete http://users.ipa.net/~tanker/pompeii.htm).  Il forum, i bagni, alcune case e alcune ville all’esterno della città come la Villa dei Misteri, rimangono ben conservati. Altre strutture avevano un disperato bisogno di restauro.

Il Grande Progetto Pompei prevedeva il restauro di molte case, in particolare nel Regio VI, un’area di circa 8 ettari nel settore nordovest di Pompei. Alla fine del 2016 è stata riaperta la Casa dei Vettii. Questa era una domus o casa appartenente a due famiglie di schiavi liberati. Un celebre affresco di Priapo con un fallo gigantesco si trova nel vestibolo d’ingresso per tenere lontano il malocchio dalla casa. (Le immagini erotiche erano piuttosto comuni in quest’epoca). Nell’atrio due casseforti rialzate su blocchi in pietra, rivestite di ferro confermavano che ci si trovava nella casa di una famiglia ricca. Nel triclinio (sala da pranzo formale) ci sono diversi affreschi, tra cui la famosa “Arianna abbandonata da Teseo a Nasso”. Altre case riaperte nel Regio VI sono la Casa degli Adone ferito, in cui spicca un grande affresco con Adone morente soccorso da Venere, e la Casa dell’Ancora, che prende il nome da un bellissimo mosaico in bianco e nero.

Ma era durante il 2018 che molte nuove scoperte sono state riportate sui giornali internazionali, per lo più in Regio V, che era un’area in gran parte non scavata nel settore nordest di Pompei. La prima vittima nella zona è stata scoperta a maggio – lo scheletro di un uomo che è sopravvissuto all’esplosione iniziale del Vesuvio, ma che poi è stato schiacciato da una masso mentre tentava di fuggire. La squadra ha anche trovato la cavità lasciata dal corpo di un cavallo ed è stata in grado, per la prima volta, di realizzare un cast completo del corpo di un cavallo ucciso nell’eruzione. Gli esperti pensano che il cavallo, rimpicciolito dagli standard odierni, fosse eccezionalmente grande per il suo tempo. Tracce di un’imbracatura in ferro e bronzo sono state trovate nelle vicinanze, il che suggerisce che l’animale fosse un cavallo da parata appositamente allevato, probabilmente di notevole valore.

In ottobre, gli scavi hanno scoperto un antico santuario, noto come larario, incastonato nel muro di una casa fiancheggiato da immagini di divinità romane e circondato da idilliaci dipinti di piante, serpenti e un pavone realistico. Sotto il santuario, l’altare offre tracce di offerte bruciate da quasi 2.000 anni fa. Ogni casa aveva un larario di qualche tipo, ma questa casa aveva anche un giardino e una piccola piscina che suggerivano che il proprietario fosse particolarmente agiato. Secondo Massimo Osanna, il soprintendente di Pompei, la Casa del Giardino era eccezionale non solo per l’incredibile decorazione della pittura murale, ma anche perché era molto ben conservata.

Una settimana dopo ci fu una scoperta straordinaria nella Casa del Giardino. Sul muro di una stanza in ristrutturazione all’epoca, c’era un’iscrizione in carboncino con una data corrispondente al 17 ottobre. Pertanto, l’eruzione del Vesuvio non poteva essere avvenuta in agosto come è stato creduto per secoli, ma forse in ottobre o novembre del 79 d.  Una prova ulteriore si trova negli indumenti più pesanti indossati dalla gente che furono sepolti nella cenere. La frutta e la verdura fresca nei negozi sono tipici di ottobre, e la frutta estiva era già venduta secca. Le monete trovate nella borsa di una donna non potevano essere state coniate prima della metà di settembre.

Una settimana dopo … un’altra scoperta nella Casa del Giardino: i resti di cinque persone, molto probabilmente due donne e tre bambini che si erano rifugiati in una camera da letto nel disperato tentativo di salvarsi dalla pioggia di cenere e pomice. Hanno cercato di sigillare la porta posizionandoci un mobile davanti. È un’altra scena drammatica, testimonianza delle ultime ore terribili a Pompei.

E poi nel novembre del 2018 è arrivato l’annuncio di un’altra straordinaria scoperta: un affresco eccezionalmente ben conservato raffigurante la scena mitologica di Leda e il cigno. Mostra lo stupro della regina di Sparta da parte di Giove (Zeus ai Romani) nella forma di un cigno. È stato dissotterrato nella camera da letto di una casa in corso di scavo sulla Via del Vesuvio. Osanna disse che l’affresco suggeriva che il proprietario volesse mostrare il potere della sua famiglia.

E infine, a dicembre è stato scoperto un altro cavallo di razza; indossava una sella militare placcata in bronzo e sembrava pronta a partire non appena iniziata l’eruzione. Insieme ai resti di altri due cavalli, questo cavallo fu scoperto nei resti di una scuderia collegata a una sontuosa villa suburbana a Civita Giuliana, fuori dalle mura di Pompei. Secondo Osanna, la villa aveva stanze riccamente affrescate e arredate, ed un quartiere di servizio. Un’aia e magazzini di olio e vino erano anche situati sulle terrazze in pendio di fronte al Golfo di Napoli e Capri.

 

 

 

 

 

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Part 3: Extraordinary Discoveries in Pompeii in 2018

Pompeii is spread out over 110 acres; about 2/3 of the city has been excavated.  The streets are laid out in polygonal stone in the traditional Roman grid pattern.  Houses and shops line both sides of the streets.  Wealthier homes are contained in the interior or could occupy up to an entire insula, or city block.  Pompeii has been divided into nine regions called Regio; maps, like the Bellum Catilinae,detail the 17 insulae within the regions as well as the houses, shops, and apartments in each insula (see http://users.ipa.net/~tanker/pompeii.htm).  The forum, baths, some houses, and some out-of-town villas like the Villa of the Mysteries, remain well preserved.  Others were in dire need of restoration.

The Great Pompeii Project included the restoration of many houses, particularly in Regio VI, an area of about 20 acres in the northwest sector of Pompeii.  In late 2016 the House of the Vettii was reopened.  This was a domus or house of the union of two families of freed slaves.  A famous fresco of Priapus with a giant phallus is in the entrance vestibule to keep the evil eye away.  (Erotic imagery was quite common in this era.)  In the atrium there are two safes raised on stone blocks and covered with iron; they confirmed to the visitor that one was in the home of a rich family.  In the triclinium (formal dining room) are several frescoes, including the famous “Ariadne abandoned by Theseus at Naxos.”  Other houses reopened in Regio VI are the House of Adonis, in which there is a large fresco of the dying Adonis rescued by Venus, and the House of the Anchor, which takes its name from a beautiful black and white mosaic.

But it was during 2018 that many new discoveries were made mostly in Regio V, which was a largely unexcavated area in the northeastern sector of Pompeii.  The first victim was discovered in May – the skeleton of a man who survived the initial explosion of Mount Vesuvius but was then crushed by a massive rock as he attempted to flee.  The team also found the cavity left by a horse’s body and was able, for the first time, to make a complete cast of the body of a horse killed in the eruption.  The experts think the horse, short by today’s standards, was exceptionally large for its time.  Traces of a harness in iron and bronze were found nearby, which suggests that the animal was a specially bred parade horse, probably of considerable value.

In October excavators uncovered an ancient shrine, known as a lararium, embedded in the wall of a house flanked by images of Roman gods and surrounded by idyllic paintings of plants, snakes, and a lifelike peacock.   Beneath the shrine, the altar has traces of burned offerings from almost 2,000 years ago.  Every house had a lararium of some kind, but this house also had a garden and a small pool suggesting the wealth of the owner.  According to Massimo Osanna, the superintendent of Pompeii, the House of the Garden was exceptional not only because of the incredible decoration of the wall painting but also because it was all very well preserved.

A week later there was an extraordinary discovery in the House of the Garden.  On the wall of a room under renovation at the time, there was an inscription in charcoal with a date corresponding to October 17. Therefore, the eruption of Mount Vesuvius could not have occurred in August as has been reported for centuries, but perhaps in October or November of 79 A.D.  Further support for a later eruption is found in the heavier clothing that the people buried in the ash were wearing.  The fresh fruit and vegetables in the shops are typical of October, and summer fruit was already being sold in dried form.  Coins found in a woman’s purse could not have been minted before the middle of September.

A week later…another discovery in the House of the Garden:  the remains of five people, most likely two women and three children who had taken refuge in a bedroom in a desperate attempt to save themselves from the rain of ash and pumice.  They tried to seal the door by placing a piece of furniture in front of it.  It’s another dramatic scene, testimony of the last terrible hours in Pompeii.

And then in November 2018 came the announcement of another extraordinary discovery:  an exceptionally well-preserved fresco depicting the mythological scene of Leda and the swan.  It shows the rape of the queen of Sparta by Jupiter (Zeus to the Romans) in the form of a swan.  It was unearthed in the bedroom of a house being excavated on the Via del Vesuvio. Osanna said that the fresco suggested that the owner was most likely showing off his family’s power.

And finally, in December another purebred horse was discovered; wearing a bronze-plated military saddle and appeared ready to go when the eruption occurred.  Along with the remains of two other horses, this horse was discovered in the remnants of a stable attached to a sumptuous suburban villa in Civita Giuliana, outside the walls of Pompeii.  According to Osanna, the villa had richly frescoed and furnished rooms and a servant’s quarter.  A farmyard, and olive oil and wine warehouses were also situated on the sloping terraces facing the Gulf of Naples and Capri.

 

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Parte 2: Il Grande Progetto Pompei

È considerato uno dei progetti archeologici più ambiziosi della storia. L’obiettivo del Grande Progetto Pompei è quello di trasformare un sito in grave rovina in una vetrina impareggiabile e di costruire una raffigurazione dettagliata, sfaccettata, quasi fotografica dell’Italia romana. Nel 2012 le autorità del sito hanno ricevuto una sovvenzione di emergenza di 75 milioni di euro dall’Unione europea e altri 30 milioni di euro dal governo italiano. Il professor Massimo Osanna, un archeologo visionario, è stato nominato sovrintendente nel 2014. Sta applicando un approccio chiamato “archeologia globale”, che arruola un vasto team interdisciplinare di competenze scientifiche, accademiche e pratiche nello studio di siti antichi.

Considerando che solo circa 3 archeologi avevano lavorato a Pompei in passato, ora ci sono più di 200 esperti al lavoro, inclusi 12 architetti e 12 archeologi. Il team comprende anche muratori, elettricisti, idraulici, pittori, carpentieri, fotografi, dentisti, antropologi, radiologi, biologi, geologi, tecnici di mappatura, informatici, ingegneri medici, idro-ingegneri ed esperti nel restauro artistico.

Insieme stanno restaurando ed analizzando l’opera pioneristica di Giuseppe Fiorelli, un sovrintendente ottocentesco di Pompei, che ha iniettato gesso nei blocchi di cenere che racchiudevano i morti, creando dei movimenti evocativi dei loro cadaveri. Oggi usano una resina invece del gesso perché è più resistente e non distrugge le ossa, permettendo ulteriori analisi. Gli esperti oggi usano anche tecnologie avanzate per compilare i profili genetici delle vittime – non solo sesso ed età, ma anche dove sono nati e quali occupazioni hanno tenuto. Studiano i resti del cibo per ottenere ulteriori indizi sulle abitudini alimentari e stanno studiando case e affreschi restaurati per ricostruire la vita quotidiana degli abitanti.  Stanno anche raggruppando risultati medici con altri dati per costruire un censimento della comunità scomparsa.

Quello che sta emergendo è uno straordinario ritratto della città e dei suoi cittadini, che combina nuove scoperte con prove che confermano le teorie precedenti. Come New York e altre città moderne, la Pompei del primo secolo era una comunità molto dinamica con quartieri multiculturali e persone che parlavano molte lingue. Osanna dice anche che sono stati trovati elenchi di nomi e “molti sono riconoscibilmente quelli del liberti”, che erano schiavi liberati con origini in tutto l’impero romano: Grecia, Nord Africa, persino la Gallia Celtica. Pompei era una comunità benestante di cittadini romani, stranieri naturalizzati e liberti che divennero molto attivi nel commercio internazionale.

Pompei potrebbe essere uno specchio dei nostri tempi anche in altri modi. Le loro diete erano simili a quelle della California di oggi con cereali, tra cui grano, avena e orzo, accompagnate da ceci, frutta e noci, e accentuate da spezie e prelibatezze importate da aree lontane come l’Egitto e la penisola arabica. Eppure i locali spesso pranzavano nei ristoranti “fast-food” nei negozi chiamati thermopolia, che avevano banconi in pietra con recipienti di terracotta scavata che contenevano pasti precotti.

L’analisi continua e produrrà risultati più incredibili. Nel frattempo, il Grande Progetto Pompei sta anche puntellando le facciate erose e installando tubi di drenaggio in tutto il sito. L’illuminazione perimetrale e la videosorveglianza sono state installate ovunque, così come la copertura wifi. Le mostre e gli eventi si svolgono ora sul posto e gli alloggi fuori sede sono migliorati per il comfort dei visitatori.

La prossima volta: Scoperte straordinarie nel 2018.

 

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