Opinione: Tiranni, parte 1

Durante l’Impero Romano (circa 27 a.C. – 476 d.C.), vi furono diversi sovrani generalmente considerati “buoni”, come Augusto, Vespasiano, Nerva, Traiano, Adriano e Antonino Pio. I loro regni sono spesso associati a concetti quali “pace”, “stabilità” e “benessere sociale”. Al contrario, vi furono imperatori ben meno virtuosi, la cui eredità è segnata da crudeltà, omicidi, cattiva gestione delle finanze, estremismo, esibizionismo e narcisismo. Tra i peggiori figurano Caligola, che regnò dal 37 al 41 d.C., e Nerone, che governò dal 54 al 68 d.C.  Questi ultimi offrono un interessante termine di paragone con Donald John Trump, a duemila anni di distanza; un confronto che, pur tenendo conto delle differenze nelle strutture di governo, rivela analogie di natura metaforica.

Caligola, soprannominato il sovrano “folle”, iniziò il suo governo sotto buoni auspici; tuttavia, si ritiene che una grave malattia gli abbia causato danni cerebrali, rendendolo paranoico e instabile. Ordinò esecuzioni arbitrarie di senatori e insultò il Senato Romano, minacciando di nominare il suo cavallo, Incitatus, console romano. Si proclamò dio vivente, fece erigere templi in proprio onore, appariva in pubblico vestito da varie divinità ed esigeva di essere venerato. Inoltre, svuotò l’erario con progetti stravaganti. Fortunatamente, il suo regno si limitò a quattro brevi ma terrificanti anni.

Le atrocità di Nerone furono più calcolate ed estese. Nel corso dei suoi quattordici anni di regno, questo sovrano “malvagio” assassinò i propri familiari, tra cui la madre e la moglie incinta. Fece inoltre giustiziare rivali politici e filosofi. Dopo il Grande Incendio di Roma del 64 d.C., Nerone si appropriò di suolo pubblico per edificare la sua Domus Aurea, che includeva un’enorme statua che lo raffigurava. Questo colosso dorato superava i 30 metri d’altezza e ritraeva Nerone nelle vesti di Sol, la divinità romana del sole. Per sviare i sospetti e creare un diversivo, perseguitò brutalmente i cristiani, usandoli come torce umane. Al pari di Caligola, mandò in bancarotta l’erario e si alienò completamente il favore della classe senatoria.

Sebbene non vi siano prove che Trump abbia ucciso direttamente qualcuno, le sue politiche fallimentari lo hanno fatto, e continuano a farlo. Secondo un rapporto del Bulletin of the Atomic Scientists, la sua cattiva gestione della pandemia di COVID-19 ha contribuito al decesso evitabile di oltre 100.000 americani. Uno studio della rivista medica The Lancet ha stimato che circa il 40% dei decessi per COVID-19, nel primo anno di pandemia, avrebbe potuto essere evitato se i tassi di mortalità negli Stati Uniti fossero stati in linea con la media degli altri paesi del G7. Inoltre, l’approccio aggressivo di Trump in materia di immigrazione ha causato la morte di 52 persone sotto la custodia dell’ICE, oltre a infliggere sofferenze e crudeltà incalcolabili a innumerevoli altri individui. Non dimentichiamo Alex Pretti e Renée Nicole Good, rimasti uccisi durante le proteste contro l’ICE a Minneapolis nel gennaio del 2026. Infine, si stanno perdendo vite umane nella sconsiderata guerra contro l’Iran, avviata senza valutarne le conseguenze e con il solo scopo di dimostrare che Trump è un “duro”.

Trump condivide con i due imperatori l’ossessione per lo spettacolo e la vanità. Organizza comizi roboanti ed eventi pubblici di cattivo gusto – come spettacoli di combattimento in aree di proprietà governativa – e si vanta spesso dei suoi arredi e delle sue architetture impreziositi dall’oro. Cerca di erigere monumenti a se stesso, tenta di apporre il proprio nome sul Kennedy Center for Performing Arts e imprime costantemente il suo marchio su altri progetti volti all’autoesaltazione. Ha persino pianificato di trasmettere in televisione un’esecuzione capitale tramite fucilazione“.  quasi si trattasse di uno spettacolo nel Colosseo romano. Al pari di Caligola, sembra provare piacere nell’umiliare le persone.

Ma tutto ciò impallidisce di fronte al suo sistematico smantellamento della democrazia. Egli attacca norme e istituzioni restando impunito: prende di mira altri rami del governo, università, studi legali, organi di informazione, alleati internazionali e qualsiasi impresa o individuo che ostacoli la sua corsa verso un potere senza freni. Troppo spesso la paura conduce a una capitolazione delle istituzioni, mentre egli scava alle fondamenta della Costituzione, dello stato di diritto e della convivenza civile. Inoltre, le sue pratiche di arricchimento illecito e la sua corruzione non conoscono limiti. Esistono innumerevoli esempi di stratagemmi concepiti per frodare i cittadini, monetizzare il proprio nome, manipolare i mercati e stringere accordi con leader stranieri, a tutto svantaggio del popolo americano. 

Andate a votare.

Che fine fanno i tiranni come lui? Scopritelo nella seconda parte, la prossima settimana.

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“The Muse and the Philosopher,” and “The Painted City”

Many international publications have reported on the September 2026 opening in Rome of the new Museum of the Baths of Trajan.  Built on the Oppian Hill overlooking the Colosseum, the underground museum displays what are believed to be the largest ancient wall mosaic and the largest wall fresco ever discovered from the Roman era.  These are truly amazing archaeological discoveries.  But first, let’s look at the back story.

During the 1990s, archaeologists began exploring beneath the Baths of Trajan in Rome for two primary reasons: to search for the remains of Emperor Nero’s legendary Domus Aurea (Golden House) and to understand the complex engineering behind the Trajan Baths’ architecture.  They did indeed uncover structural infrastructure, including massive lead pipes believed to deliver water to the baths from aqueducts and stamped with Emperor Trajan’s name.

They also uncovered parts of the Domus Aurea, which was a vast complex that included Nero’s ultra-luxurious palace that he created after the Great Fire of 64 CE.  He had seized  huge portions of the burned city—including massive areas of public land—to build a private pleasure palace for himself.  Gold everywhere:  The interior and exterior walls were heavily gilded, rooms were encrusted in precious stones, and the entryway featured a 120-foot-tall bronze statue of Nero himself as the sun god, Sol.  Sound familiar?

Then (and now), the public was outraged at the self-indulgent, megalomaniac tyrant.  Decades after Nero, Emperor Trajan built in 109 CE a massive public bath complex over the Domus Aurea, covering about 15 acres (80,000 square meters), which included bathing and athletic facilities and libraries; it was the first Roman bath to create an outdoor park for people to use.  The Domus Aurea complex was filled in with dirt and served as the foundation of the Trajan Baths.  The Romans wanted to erase all traces of the hated emperor and give the land back to the people.

Ironically, by burying the Domus Aurea complex and sealing it in darkness, Trajan’s engineers preserved Nero’s rooms and art, allowing modern-day archaeologists to begin to uncover the past.  The Muse and the Philosopher, the wall mosaic in the museum, measures 33’ tall and 52.5’ wide (10 meters by 16 meters) and depicts a theatrical background with columns, walls with inlaid marble, figures and statues of muses, centaurs, a poet and a bearded philosopher.  Some tesserae—the cubes of stone, ceramic, and glass used to construct the mosaic—are missing; they may have been used or repurposed in the construction of the baths.

More recent excavations reveal a new section: a view of maritime villas on a Roman port.  It is not yet known whether it represents an actual port or an imaginary one.

The Painted City is a wall fresco in the same structure.  It shows a view of a city encircled by walls and towers.  The town is complete with a theatre and a temple topped by a statue of Apollo.  Included is a residential neighborhood of “insulae,” which are ancient Roman blocks of flats.  The buildings are painted in perspective.

It is not known yet whether the mosaic and the fresco came from Nero’s Domus Aurea or a luxury residence in the complex.  Digging continues. 

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“La Musa e il filosofo” e “La città dipinta”

Molte pubblicazioni internazionali hanno riferito dell’apertura a Roma del nuovo Museo delle Terme di Traiano. Costruito sul Colle Oppio con vista del Colosseo, il museo sotterraneo espone quello che si ritiene sia il più grande mosaico parietale antico e il più grande affresco parietale di epoca romana mai scoperti.  Si tratta di scoperte archeologiche davvero straordinarie. Ma prima, vediamo il retroscena.

Nel corso degli anni Novanta, gli archeologi iniziarono a esplorare il sottosuolo delle Terme di Traiano a Roma per due ragioni principali: cercare i resti della leggendaria Domus Aurea dell’imperatore Nerone e comprendere la complessa ingegneria alla base dell’architettura delle terme stesse. Vennero effettivamente portate alla luce infrastrutture strutturali, tra cui imponenti condutture in piombo – recanti il ​​nome dell’imperatore Traiano – che si ritiene convogliassero l’acqua dagli acquedotti all’impianto termale.

Portarono alla luce anche parti della Domus Aurea, un vasto complesso che comprendeva la sfarzosissima residenza fatta costruire da Nerone dopo il Grande Incendio del 64 d.C. L’imperatore aveva requisito vaste porzioni della città devastata dalle fiamme — incluse ampie aree di suolo pubblico — per edificare una residenza privata destinata al proprio svago. Oro ovunque: le pareti interne ed esterne erano riccamente dorate, le stanze tempestate di pietre preziose e l’ingresso era dominato da una statua in bronzo alta circa 36 metri che raffigurava Nerone stesso nelle vesti del dio del sole, Sol. Vi ricorda qualcosa?

Allora (come oggi), l’opinione pubblica era indignata per la figura di quel tiranno megalomane e dedito agli eccessi. Decenni dopo Nerone, nel 109 d.C., l’imperatore Traiano fece costruire un imponente complesso termale pubblico sopra la Domus Aurea; esteso su una superficie di circa 80.000 metri quadrati, esso comprendeva strutture per la balneazione e l’attività fisica, oltre a biblioteche, e fu il primo impianto termale romano a includere un parco all’aperto a disposizione della cittadinanza. Il complesso della Domus Aurea venne interrato e trasformato nella base su cui poggiavano le Terme di Traiano: i Romani volevano cancellare ogni traccia dell’odiato imperatore e restituire l’area al popolo. 

Ironicamente, seppellendo il complesso della Domus Aurea e sigillandolo nell’oscurità, gli ingegneri di Traiano preservarono le sale e le opere d’arte di Nerone, consentendo agli archeologi moderni di iniziare a riportare alla luce il passato. Il mosaico parietale conservato nel museo, raffigurante “La Musa e il Filosofo”, misura 10 metri di altezza per 16 di larghezza e ritrae una scenografia teatrale con colonne, pareti rivestite di marmi intarsiati, figure e statue di muse, centauri, un poeta e un filosofo barbuto. Alcune tessere — i piccoli elementi cubici in pietra, ceramica e vetro che compongono il mosaico — risultano mancanti; è possibile che siano state utilizzate o reimpiegate durante la costruzione delle terme.

Scavi più recenti hanno portato alla luce una nuova sezione: una veduta di ville marittime affacciate su un porto romano. Non è ancora chiaro se si tratti di un porto reale o immaginario. 

La “Città Dipinta” è un affresco murale situato nella stessa struttura; raffigura una città cinta da mura e torri, completa di teatro e di un tempio sormontato da una statua di Apollo. È presente anche un quartiere residenziale composto da insulae, ovvero gli antichi condomini romani. Gli edifici sono dipinti in prospettiva.

Non è ancora noto se il mosaico e l’affresco provengano dalla Domus Aurea di Nerone o da una residenza di lusso all’interno del complesso. Gli scavi sono tuttora in corso.

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