La Search Dog Foundation

Nel febbraio 2018, in seguito alle frane di Montecito, ho scritto un post sui cani da ricerca. Ho confrontato la struttura di addestramento italiana, che si chiama la Scuola Nazionale di Volpiano, vicino a Torino, con la National Disaster Search Dog Foundation (SDF) a Santa Paula, in California. A quel tempo, non avevo visitato nessuna delle due strutture. Ma quest’anno ho avuto l’onore di incontrare la fondatrice di SDF, Wilma Melville, e il Direttore Esecutivo, George Haynes, e di visitare la struttura e incontrare sia i cani che altri umani impegnati a salvare vite umane durante un disastro. Ho anche imparato che l’Operations and Systems Manager di SDF, Dave Lindee, insieme a sua moglie, è vissuto e ha lavorato a Napoli ed a Roma per molti anni. Così abbiamo organizzato un tour SDF di amici di lingua italiana di Santa Barbara. Sia Dave che George hanno condotto il tour. Abbiamo parlato sia in italiano che in inglese. Il gruppo è rimasto particolarmente affascinato dal modo in cui vengono selezionati e addestrati i cani da ricerca.

Dave Lindee, Jacopo Giacopuzzi, Susie Montpas, e Luca e Stephanie Castellarin

Ci vuole un cane molto speciale per soddisfare le esigenze del programma di addestramento SDF e alla fine unirsi ai ranghi dei migliori cani da ricerca della nazione. Il programma di screening di SDF inizia con la ricerca di cani da rifugio in tutto il paese di età compresa tra uno e due anni. I cani da caccia e da pastore tendono ad avere i tratti desiderati; le migliori razze includono Labrador Retriever, Golden Retriever, Pastori tedeschi, Malinois belgi, Border Collie e Pastori australiani. Anche un mix di razze funziona bene.

I cani da ricerca devono avere una risposta ossessiva e viscerale a un giocattolo e un desiderio insaziabile di inseguire, cacciare e possedere il loro ambito premio. SDF cerca i cani con intensità, concentrazione e perseveranza… cioè, un cane che non solo vuole lavorare, ma ha bisogno di lavorare. Questi cani sono solitamente troppo impegnativi per abitare con una famiglia e sono spesso consegnati in rifugi a causa del loro alto livello di energia. Un cane da ricerca deve essere atletico e non mostrare alcuna esitazione a cacciare su superfici instabili. I siti di disastro sono spesso scoscese e difficili, quindi il cane deve essere agile.

Inoltre, i candidati ai cani da ricerca devono avvicinarsi agli estranei umani e agli altri cani con un atteggiamento neutrale o curioso, ma gradevole. Non possono essere aggressivi o timorosi. Sul lavoro, incontrano molte distrazioni mentre cercano i sopravvissuti: persone, animali, cibo, spazzatura e rumori forti. Durante tutto questo, devono rimanere intensamente concentrati sul lavoro da svolgere. E, naturalmente, i cani da ricerca devono essere in ottima salute e vengono sottoposti a esami approfonditi durante il processo di screening. 

Dopo aver superato il programma di valutazione di SDF, i cani completano da otto a dodici mesi di addestramento presso il National Training Center di SDF, che è una delle poche strutture in America specificatamente progettate per l’addestramento dei cani da disastri. Il Canine Pavilion può ospitare fino a 30 cani contemporaneamente e include servizi di strigliatura, arricchimento, esercizio e condizionamento, e strutture veterinarie. Dopo un lungo addestramento, è il momento per i cani di essere abbinati ai loro nuovi conduttori (di solito vigili del fuoco) durante il corso di due settimane per addestratori. Insieme, tornano a casa e dopo mesi di legame e addestramento con il loro conduttore, i cani da ricerca sono pronti per la certificazione. Anche dopo che una squadra è stata certificata, deve continuare la formazione per mantenere la concentrazione, la forma fisica e le abilità necessarie per essere una squadra di ricerca di disastri.

Anche se un cane non è in grado di completare l’addestramento del cane da ricerca, SDF si prende cura di ogni cane che ha reclutato. La SDF non riporta mai un cane in un canile; assicura la cura degli oltre 210 cani in pensione o che hanno cambiato carriera. Entrano tutti a far parte del Lifetime Care Program di SDF. 

Dave Lindee of SDF; Susie Montpas, Jacopo Giacopuzzi; Luca, Alessandro e Stephanie Castellarin; e George Haynes of SDF

Fondata nel 1996, SDF è la più antica organizzazione non profit negli Stati Uniti che recluta cani salvati, offre loro una formazione professionale continua e li abbina con i primi soccorritori a livello nazionale. SDF fornisce questa risorsa salvavita senza alcun costo ai vigili del fuoco o alle task force, fornendo al personale di emergenza una risorsa di fondamentale importanza che altrimenti sarebbe una sfida per loro. 

Fondatrice Wilma Melville e 2 Eroi

Per ulteriori informazioni, leggi il libro di Wilma Melville, “Hero Dogs” (disponibile su Amazon e altri punti vendita) e vai su https://searchdogfoundation.org o chiama il numero (805) 646-1015 per vedere come puoi supportare questa straordinaria organizzazione.

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Search Dog Foundation

In February 2018, following the Montecito mudslides, I wrote a post on search dogs. In it, I compared the Italian training facility, called the National School of Volpiano, near Turin with the National Disaster Search Dog Foundation (SDF) in Santa Paula, California.  At that time, I had not visited either facility.  But this year I had the honor of meeting SDF’s founder, Wilma Melville, and its Executive Director, George Haynes, and to tour the facility and meet both canines and other humans dedicated to saving lives during a disaster.  I also discovered that SDF’s Operations and Systems Manager, Dave Lindee, along with his wife, lived and worked in Naples and Rome for many years.  So, we arranged for an SDF tour of Italian-speaking friends from Santa Barbara.  Both Dave and George led the way.  We spoke in both Italian and English.  The group was particularly fascinated by how search dogs are selected and trained.

Dave Lindee, Jacopo Giacopuzzi, Suzie Montpas, Luca and Stephanie Castellarin

It takes a very special dog to meet the demands of the SDF Training Program and to eventually join the ranks of the nation’s top search dogs.  SDF’s screening program starts with finding shelter dogs throughout the country between one and two years of age.  Hunting and herding dogs tend to have the desired traits; top breeds include Labrador Retrievers, Golden Retrievers, German Shepherds, Belgian Malinois, Border Collies, and Australian Shepherds.  A mix of breeds works well too. 

Search dogs must have an obsessive, visceral response to a toy—and an insatiable desire to chase, hunt and possess their coveted prize.  SDF looks for dogs with intensity, focus and perseverance…that is, a dog that not only wants to work, but needs to work.  These dogs are usually very challenging in a family home and are often turned into shelters because of their high energy level.  A search dog must be athletic and show no hesitation hunting on unstable surfaces.  Disaster sites contain challenging footing, so the dog must be agile.

Moreover, search dog candidates need to approach human and canine strangers with a neutral or curious, yet agreeable attitude.  They cannot be aggressive or fearful.  On the job, they encounter many distractions while they search for survivors: people, animals, food, trash, and loud noises.  Through it all, they must remain intensely focused on the job at hand.  And, of course, search dogs must be in excellent health and are given thorough exams during the screening process. 

After passing SDF’s evaluation program, dogs complete eight to twelve months of training at SDF’s National Training Center, which is one of few facilities in America specifically designed for disaster search dog training.  The Canine Pavilion can house up to 30 dogs at one time, and includes specialized grooming, enrichment, exercise and conditioning, and veterinary facilities.  After extensive training, then it’s time for the dogs to be paired with their new handlers (usually firefighters) during the two-week Handler Course.  Together, they return home and after months of bonding and training with their handler, search dogs are ready for certification.  Even after a team is certified, it must continue training to maintain the focus, fitness, and skills necessary to be a Canine Disaster Search Team.

Even if a dog is unable to complete the search dog training, SDF cares for every canine that it has recruited.  SDF never returns a dog to a shelter; it ensures care for the more than 210 canines who are retired or who have made a career change.  They all become part of SDF’s Lifetime Care Program.

Dave Lindee of SDF; Susie Montpas, Jacopo Giacopuzzi and Luca, Alessandro and Stephanie Castellarin; and George Haynes of SDF

Founded in 1996, SDF is a nonprofit, non-government organization.  SDF is the oldest nonprofit in the U.S. that recruits rescued dogs, gives them ongoing professional training, and partners them with first responders nationwide.  SDF provides this life-saving resource at no cost to fire departments or task forces, providing emergency personnel with a critically important asset that would be a challenge for them to otherwise afford. 

Founder Wilma Melville with two heroes

For more information, read Wilma Melville’s book, “Hero Dogs” (available through Amazon and other outlets) and go to https://searchdogfoundation.org or call (805) 646-1015 to see how you can support this remarkable organization.

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Una giornata storica per Venezia

La Serenissima, Venezia così nominata perché la Serenissima era l’organo di suprema sovranità, poi repubblica marinara, grande impero commerciale, e oggi detto anche “la Regina dell’Adriatico”, “Città dei Ponti”, “Città delle Maschere”. Un impareggiabile patrimonio mondiale dell’UNESCO, ma una designazione in pericolo.

Da decenni va avanti la polemica sulle navi da crociera che arrivano a Venezia. Da un lato, ci sono gli ambientalisti che sostengono che Venezia sia troppo fragile per supportare l’intrusione di questi colossi dell’oceano. Temono sempre di più i danni agli edifici storici di Venezia dovuti agli allagamenti, ma anche alle vibrazioni sott’acqua, che danneggerebbero le strutture dei piloni. Il profilo di queste navi, inoltre, non rende giustizia alla bellezza della città. E i turisti stessi intasano calli e ponti.

Dall’altro lato, è il settore delle crociere che afferma che la grande città insulare italiana è una delle destinazioni più importanti del mondo… un luogo che aggiunge eleganza e la storia a un lungo viaggio. Molti abitanti locali dicono che le navi da crociera hanno bisogno di Venezia durante i loro lunghi viaggi, per rifornirsi di cibo, acqua e tante altre cose. Le imprese locali e il governo beneficiano sia dei turisti che arrivano, che delle tariffe applicate alle navi.

Anni, anzi decenni, di proteste, incomprensioni, divieti, divieti ribaltati, attese e ritardi. Nel 2014, Venezia ha imposto limiti alle navi da crociera per dimensione e numero, ma nel gennaio 2015 il divieto è stato annullato, perché il Tribunale ha dichiarato che qualsiasi restrizione ai viaggi sulle navi da crociera poteva essere emanata solo dopo che fossero previste rotte alternative. Poi, nel 2019, l’UNESCO ha avvertito Venezia riguardo a “i danni causati da un flusso costante di navi da crociera”. Venezia ha vissuto una tregua con la pandemia nel 2020. 

Nell’aprile 2021, il governo del primo ministro Mario Draghi ha annunciato che intendeva vietare le grandi navi da crociera nel bacino di San Marco, nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca. Nessuna data è stata fissata e il divieto è legato alla costruzione di un nuovo porto, dove i turisti potranno sbarcare per visitare la città, un progetto che potrebbe richiedere anni. Ma con l’imminente riunione del Comitato del patrimonio mondiale dell’UNESCO che potrebbe mettere Venezia nella lista nera dei siti in pericolo, il governo italiano il 13 luglio ha rimosso la condizione di un nuovo porto e ha vietato le grandi navi da crociera a partire dal 1° agosto 2021. Ha anche dichiarato la laguna un monumento nazionale. 

Il divieto si applica alle navi più pesanti, cioè di 25.000 tonnellate o più lunghe di 180 metri o più alte di 35 metri, o che utilizzano più di una quantità predeterminata di carburante in manovra. Anche i grandi yacht potrebbero essere interessati da questo divieto. Il governo sta inoltre conferendo all’autorità portuale regionale il potere di determinare come costruire cinque banchine temporanee a Marghera, un vicino porto industriale. Nello spirito del compromesso, la nuova legge prevede anche un risarcimento non solo per gli sbarchi provvisori a Marghera, ma anche per coloro che possono subire danni dalla nuova iniziativa. 

Quest’anno a Venezia dovrebbero arrivare solo 20 navi. Ma l’industria crocieristica spera che i nuovi punti di attracco siano pronti nel 2022, quando i turisti dovrebbero tornare in massa alle crociere e alla Regina dell’Adriatico.

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