Cicerone

Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C.) fu statista, avvocato, studioso, oratore e politico romano. La sua influenza sulla lingua latina fu immensa: scrisse più di tre quarti della letteratura latina sopravvissuta. La scoperta da parte di Petrarca nel 1345 delle epistole di Cicerone è spesso ritenuta essere di grande rilevanza per il Rinascimento del XV secolo. A causa della sua padronanza della prosa latina, a volte si usa la parola “Cicerone” non per identificare un uomo, ma per nominare le capacità di qualcuno nell’eloquenza stessa.

Sebbene fosse esperto in molti campi, Cicerone riteneva  la sua carriera politica il suo risultato più importante. Tanto che arrivò persino ad ispirare i padri fondatori degli Stati Uniti e i rivoluzionari della rivoluzione francese. John Adams disse: “Tutte le età del mondo non produssero uno statista e un filosofo più forti di Cicerone”.  Thomas Jefferson riteneva Cicerone così importante che basò la bozza della Dichiarazione di indipendenza e modellò la comprensione americana del “buon senso” base per il diritto di rivoluzione, sulle idee di Cicerone.

Nel suo libro del 2001, “Cicero: The Life and Times of Rome’s Greatest Politician”, Anthony Everitt scrive che nessuno ha influenzato i padri fondatori più dello statista romano Cicerone:

“Quasi duemila anni dopo il suo tempo, Cicerone è divenuto un inconsapevole architetto di costituzioni che ancora governano le nostre vite. Per i padri fondatori degli Stati Uniti e le loro controparti politiche in Gran Bretagna, gli scritti di Cicerone furono il fondamento della loro educazione. Il primo libro di John Adams e il possesso più orgoglioso erano gli scritti di Cicerone.

“Cicerone scrisse di come dovrebbe essere organizzato uno stato e i responsabili delle decisioni del diciottesimo secolo lessero e assimilarono ciò che aveva da dire. La sua grande idea, che pubblicizzava instancabilmente, era quella di una costituzione mista o equilibrata. Favoriva non la monarchia, né l’oligarchia, né la democrazia, ma una combinazione di tutte e tre. Il suo modello era la stessa Roma, ma migliorata. Il suo esecutivo aveva poteri quasi reali. Fu frenato in parte dall’uso diffuso dei veti e in parte da un Senato, dominato da grandi famiglie politiche. I politici erano eletti dal popolo.

“Questo modello non è molto distante dalla costituzione originale degli Stati Uniti con l’attento equilibrio tra l’esecutivo e il legislativo, e i vincoli, ora in gran parte svaniti, che erano imposti alla democrazia pura senza freni”. I padri fondatori dell’America furono attenti ad evitare di costruire la Costituzione come una democrazia diretta, poiché erano preoccupati che la democrazia diretta sarebbe stata equivalente al governo della massa. Invece, i cittadini di ogni stato votarono per gli elettori, che a loro volta votarono il presidente. I senatori furono selezionati dalle legislature statali e i membri della Camera dei rappresentanti furono eletti direttamente.

Molti aspetti del modello originale sono cambiati nel tempo. Adesso è un buon momento per rivisitare la filosofia politica di Cicerone non solo per difendere la nostra forma di democrazia ma anche per migliorarla… cioè per riequilibrare i poteri del nostro governo e per cambiare la struttura del collegio elettorale.

Posted in Italia, Italiano, Politica, Roma, Storia, Uncategorized | Leave a comment

Cicero

Marcus Tullius Cicero (106 – 43 BC) was a Roman statesman, lawyer, scholar, orator and politician.  His influence on the Latin language was immense: he wrote more than three-quarters of surviving Latin literature.  Petrarch’s discovery of Cicero’s letters is often credited for initiating the 14th-century Renaissance in public affairs, humanism, and classical Roman culture.  Because of his mastery of Latin prose, it is sometimes said that “Cicero” was not the name of a man, but of eloquence itself.

Although he was accomplished in many fields, Cicero believed that his political career was his most important achievement.  He inspired the Founding Fathers of the United States and the revolutionaries of the French Revolution.  John Adams said, “All the ages of the world have not produced a greater statesman and philosopher united than Cicero” and Thomas Jefferson names Cicero as a major figure that informed his draft of the Declaration of Independence and shaped American understanding of “the common sense” basis for the right of revolution.

In his 2001 book, “Cicero: The Life and Times of Rome’s Greatest Politician,” Anthony Everitt writes that no one influenced the founding fathers more than the Roman statesman Cicero:

“Nearly two thousand years after his time, [Cicero] became an unknowing architect of constitutions that still govern our lives.  For the founding fathers of the United States and their political counterparts in Great Britain, the writings of [Cicero] were the foundation of their education.  John Adams’s first book and proudest possession was his Cicero.

“Cicero wrote about how a state should be organized, and decision makers of the eighteenth century read and digested what he had to say.  His big idea, which he tirelessly publicized, was that of a mixed or balanced constitution.  He favored not monarchy, nor oligarchy nor democracy, but a combination of all three.  His model was Rome itself, but improved.  Its executive had quasi-royal powers.  It was restrained partly by widespread use of vetoes, and partly by a Senate, dominated by great political families.  Politicians were elected to office by the people.

“This model is not so very distant from the original constitution of the United States with the careful balance it set between the executive and the legislature, and the constraints, now largely vanished, which it placed on pure untrammeled democracy.”  America’s founding fathers were careful to avoid constructing the Constitution as a direct democracy, since they were concerned that direct democracy would be tantamount to mob rule.  Instead, citizens of each state voted for electors, who in turn elected the president.  Senators were selected by the state legislatures and members of the House of Representatives were directly elected. 

Many aspects of the original model have changed over time.  Now is a good time to revisit the political philosophy of Cicero not only defend our form of democracy but also to improve on it…that is, to rebalance the powers of our government and to change the structure of the electoral college.

Posted in educazione, English, Italia, Politica, Roma, Storia, Uncategorized | Leave a comment

Le Risposte al sondaggio sui gatti

Ecco le risposte al sondaggio della scorsa settimana.  Dal Focus.it.

1. a. Quando il gatto si strofina sulle vostre gambe o appoggia la sua testa alla vostra sta manifestando la sua felicità nel vedervi.  Sarebbe insomma una dimostrazione di affetto e una richiesta di coccole.  Alcuni proprietari di felini interpretano erroneamente questo comportamento come una richiesta di cibo.  Si tratta però di un convincimento errato: i gatti che vivono con altri animali si strofinano spesso contro le loro gambe, pur non ottenendo, ovviamente, nulla in cambio.  Diverso il caso, invece, dello strofinio della mascella sulle mani di chi lo accarezza.

2. c. Gli occhi del gatto dicono molto del suo stato d’animo, eppure i suoi sguardi sono uno dei segnali che i proprietari trascurano più spesso.  Quando vi guardano sbattendo lentamente le palpebre, una o tutte e due, vi stanno dicendo che in quel momento, lì con voi, sono assolutamente a loro agio e rilassati.  Fate una prova: la prossima volta che siete sul divano a poltrire con il vostro amico peloso guardatelo negli occhi e fategli lentamente l’occhiolino.  Se sarete fortunati il gatto vi risponderà con lo stesso segnale.

3. a. Il gatto fissa la sua preda o un potenziale rivale con l’obiettivo di spaventarlo a morte, o per pietrificarlo dalla paura e poterlo catturare, oppure pe indurlo a non cercare la rissa.  Si tratta quindi di un comportamento minaccioso, che suggerisce di avvicinare il gatto con una certa prudenza.  È buona norma non fissare mai Micio con uno sguardo minaccioso se non si vuole scatenare in lui una reazione di difesa.

 Alcuni etologi si spingono a sostenere che chi porta gli occhiali farebbe bene a toglierli prima di avvicinare un gatto che non conosce: in questo modo si evita che il felino veda stranamente grandi e dilatati gli occhi dell’umano e si senta di conseguenza minacciato.

4. c. I movimenti e la posizione delle orecchie del gatto sono uno dei suoi principali strumenti di comunicazione.  Quando si muovono nervosamente in tutte le direzioni e continuano a contrarsi come se il nostro amico avesse un tic vuol dire che qualche cosa nell’ambiente circostante le sta infastidendo.  Può essere un rumore o la presenza di qualcuno non troppo gradito nelle vicinanze, per esempio un altro gatto che ha invaso il suo territorio.

Il fatto che voi non sentite nulla è poco significativo: i gatti possono udire frequenze fino a 60.000 hertz, contro i 20.000 dell’uomo e i 40.000 dei cani.  Che cosa fare in questi casi?  Conviene lasciare Micio da solo senza disturbarlo e provare a tornare dopo qualche tempo, quando si sarà calmato.

5. a. Prestando attenzione ai segnali che il nostro gatto ci invia, possiamo evitare spiacevoli (e dolorosi) incidenti e instaurare con lui un ottimo rapporto di amicizia.  Quando le orecchie di Micio si girano verso l’esterno significa che qualcosa lo sta infastidendo e potrebbe reagire con una zampata o con un morso.  Se le orecchie puntano invece in direzioni diverse significa che il gatto sta cercando di individuare la direzione dalla quale proviene un rumore.  Una volta individuato il punto esatto, molto probabilmente trotterellerà a vedere cosa sta succedendo.

 6. c. Tutti i felini hanno le vibrisse, lunghi baffi spessi circa il triplo degli altri peli che servono per esplorare l’ambiente circostante.  Queste crescono su una zona del muso particolarmente ricca di vasi sanguigni e permettono ai gatti di captare le vibrazioni dell’aria prodotte dal movimento di una preda, anche di piccolissime dimensioni.

La maggior parte dei gatti domestici ha quattro file di baffi poste su ciascun lato del muso, accanto al naso: osservandone attentamente la posizione e i movimenti possiamo capire molto dello stato d’animo del nostro amico miagolante.

7. b. Un gatto con i baffi rivolti in avanti non va mai sottovalutato: che sia spaventato o nel bel mezzo di una caccia, è comunque sovraeccitato e potrebbe attaccare, anche solo per difendersi da qualche cosa.  Le vibrisse rivolte in avanti servono al felino per captare ogni segnale proveniente dall’ambiente circostante, sia un pericolo che il movimento di una preda.

8. a. Come per molti animali, anche per i gatti battere in ritirata di fronte a un pericolo può essere difficile: significa voltare le spalle al nemico ed esporsi così al rischio di essere inseguiti e catturati comunque.  Così, per sembrare più grosso dell’avversario e tentare di metterlo in fuga, il gatto gonfia il pelo e la coda.

 9. a. Movimenti e posizione della coda sono uno dei più efficaci strumenti di comunicazione del gatto.  Una coda che si muove in tutte le direzioni e frusta l’aria senza sosta è tipica di un gatto nervoso e frustrato.  Potrebbe aver visto un altro gatto che sta invadendo il suo territorio, o alcuni uccellini in giardino che non riesce a cacciare perché chiuso in casa.  Spesso questo comportamento si associa ad altri segnali di impazienza, come le orecchie rivolte all’esterno.  Un consiglio: non tentate di prendere in braccio un gatto in questo stato d’animo e, se già l’avete sulle ginocchia, lasciatelo andare.

10. b. Una coda diritta e tesa che punta verso l’alto è un segnale di apertura e voglia di fare amicizia, un po’ come la mano tesa di una persona che vi venga incontro pronta a presentarsi.  È un comportamento riservato di solito ai membri della propria famiglia e agli altri animali con i quali il gatto è abituato a convivere.  È comunque un modo di fare tipico dei gatti domestici: i felini selvatici lo manifestano solo da cuccioli, quando comunicano con la propria madre.

 11. a. A pensarci bene è la classica posizione in cui, nell’immaginario collettivo, si pensa al gatto: immobile, con la coda avvolta attorno al corpo.  Anche se il nostro amico sembra rilassato ed assorto in profonda meditazione, con questa postura ci sta trasmettendo un messaggio di chiusura e insicurezza.  Probabilmente non è a suo agio con le persone, o gli animali, con i quali sta condividendo la stanza, oppure la situazione lo preoccupa e quindi si immobilizza come una statua per provare a passare inosservato.

 12. b. Quando il vostro gatto batte i denti non cercate di metterlo al caldo o misurargli la febbre: piuttosto provate a rimuovere la causa dello stress o dell’eccessiva eccitazione.  Nella maggior parte dei casi i gatti che si comportano così hanno visto qualche potenziale preda fuori dalla finestra o dal recinto del giardino e sono frustrati dal non poterla catturare.  È un po’ come se noi, affamati, vedessimo passare fuori da una finestra chiusa i nostri piatti preferiti, senza poterli toccare.

 13. c. In natura i felini sotterrano gli escrementi per evitare di lasciare tracce del loro passaggio.  Un gatto che rifiuta deliberatamente questo comportamento, facendo i propri bisogni in posti dove non li può ricoprire, sta manifestando un disagio.  Potrebbe essere un problema di stress, un trasloco, l’arrivo di un nuovo membro della famiglia, oppure un problema di salute.  In ogni caso è bene farsi aiutare dal veterinario per capire le origini del disturbo.

14. b. Questo è uno dei segnali che è bene interpretare correttamente per evitare guai.  Un gatto con le orecchie piegate all’indietro è veramente molto spaventato: se lo osservate bene vedrete che tutti i suoi muscoli sono tesi, pronti a scattare, e i sensi sono all’erta.  In questa situazione il gatto potrebbe attaccare per difendersi.  Meglio quindi aspettare a distanza di sicurezza che si tranquillizzi.  Spesso questa posizione precede la possibile rissa con un altro gatto che ha invaso il suo territorio.  Ma non per tutti i gatti le orecchie abbassate sono indice di pericolo: i felini di razza Scottish Fold per esempio le hanno appiattite contro la testa fin dall’età di due settimane.

15. a. Come nell’uomo e in molti altri mammiferi, le pupille si dilatano e si restringono a seconda delle condizioni di luce.  Quelle dei gatti, quando l’illuminazione è molto intensa, assumono la forma di due spilli: il loro restringimento è un meccanismo di protezione della retina.  Ma se un gatto dovesse fissarvi con le pupille dilatate anche in piena luce, meglio girargli al largo: è molto spaventato o arrabbiato e potrebbe reagire in modo imprevedibile.

16. b. Esporre la pancia al proprio amico umano è una grande dimostrazione di affetto e fiducia da parte del gatto.  Ma attenzione a come interagite con lui in quel momento: non tutti i gatti amano essere toccati sulla pancia e la reazione potrebbe essere repentina e dolorosa.  Meglio quindi avvicinarsi al gatto e accarezzarlo sul muso o iniziare a farlo giocare con il suo giochino preferito.

Posted in Abitudini, Animali, Foto, Italiano | Leave a comment