Le Risposte al sondaggio sui gatti

Ecco le risposte al sondaggio della scorsa settimana.  Dal Focus.it.

1. a. Quando il gatto si strofina sulle vostre gambe o appoggia la sua testa alla vostra sta manifestando la sua felicità nel vedervi.  Sarebbe insomma una dimostrazione di affetto e una richiesta di coccole.  Alcuni proprietari di felini interpretano erroneamente questo comportamento come una richiesta di cibo.  Si tratta però di un convincimento errato: i gatti che vivono con altri animali si strofinano spesso contro le loro gambe, pur non ottenendo, ovviamente, nulla in cambio.  Diverso il caso, invece, dello strofinio della mascella sulle mani di chi lo accarezza.

2. c. Gli occhi del gatto dicono molto del suo stato d’animo, eppure i suoi sguardi sono uno dei segnali che i proprietari trascurano più spesso.  Quando vi guardano sbattendo lentamente le palpebre, una o tutte e due, vi stanno dicendo che in quel momento, lì con voi, sono assolutamente a loro agio e rilassati.  Fate una prova: la prossima volta che siete sul divano a poltrire con il vostro amico peloso guardatelo negli occhi e fategli lentamente l’occhiolino.  Se sarete fortunati il gatto vi risponderà con lo stesso segnale.

3. a. Il gatto fissa la sua preda o un potenziale rivale con l’obiettivo di spaventarlo a morte, o per pietrificarlo dalla paura e poterlo catturare, oppure pe indurlo a non cercare la rissa.  Si tratta quindi di un comportamento minaccioso, che suggerisce di avvicinare il gatto con una certa prudenza.  È buona norma non fissare mai Micio con uno sguardo minaccioso se non si vuole scatenare in lui una reazione di difesa.

 Alcuni etologi si spingono a sostenere che chi porta gli occhiali farebbe bene a toglierli prima di avvicinare un gatto che non conosce: in questo modo si evita che il felino veda stranamente grandi e dilatati gli occhi dell’umano e si senta di conseguenza minacciato.

4. c. I movimenti e la posizione delle orecchie del gatto sono uno dei suoi principali strumenti di comunicazione.  Quando si muovono nervosamente in tutte le direzioni e continuano a contrarsi come se il nostro amico avesse un tic vuol dire che qualche cosa nell’ambiente circostante le sta infastidendo.  Può essere un rumore o la presenza di qualcuno non troppo gradito nelle vicinanze, per esempio un altro gatto che ha invaso il suo territorio.

Il fatto che voi non sentite nulla è poco significativo: i gatti possono udire frequenze fino a 60.000 hertz, contro i 20.000 dell’uomo e i 40.000 dei cani.  Che cosa fare in questi casi?  Conviene lasciare Micio da solo senza disturbarlo e provare a tornare dopo qualche tempo, quando si sarà calmato.

5. a. Prestando attenzione ai segnali che il nostro gatto ci invia, possiamo evitare spiacevoli (e dolorosi) incidenti e instaurare con lui un ottimo rapporto di amicizia.  Quando le orecchie di Micio si girano verso l’esterno significa che qualcosa lo sta infastidendo e potrebbe reagire con una zampata o con un morso.  Se le orecchie puntano invece in direzioni diverse significa che il gatto sta cercando di individuare la direzione dalla quale proviene un rumore.  Una volta individuato il punto esatto, molto probabilmente trotterellerà a vedere cosa sta succedendo.

 6. c. Tutti i felini hanno le vibrisse, lunghi baffi spessi circa il triplo degli altri peli che servono per esplorare l’ambiente circostante.  Queste crescono su una zona del muso particolarmente ricca di vasi sanguigni e permettono ai gatti di captare le vibrazioni dell’aria prodotte dal movimento di una preda, anche di piccolissime dimensioni.

La maggior parte dei gatti domestici ha quattro file di baffi poste su ciascun lato del muso, accanto al naso: osservandone attentamente la posizione e i movimenti possiamo capire molto dello stato d’animo del nostro amico miagolante.

7. b. Un gatto con i baffi rivolti in avanti non va mai sottovalutato: che sia spaventato o nel bel mezzo di una caccia, è comunque sovraeccitato e potrebbe attaccare, anche solo per difendersi da qualche cosa.  Le vibrisse rivolte in avanti servono al felino per captare ogni segnale proveniente dall’ambiente circostante, sia un pericolo che il movimento di una preda.

8. a. Come per molti animali, anche per i gatti battere in ritirata di fronte a un pericolo può essere difficile: significa voltare le spalle al nemico ed esporsi così al rischio di essere inseguiti e catturati comunque.  Così, per sembrare più grosso dell’avversario e tentare di metterlo in fuga, il gatto gonfia il pelo e la coda.

 9. a. Movimenti e posizione della coda sono uno dei più efficaci strumenti di comunicazione del gatto.  Una coda che si muove in tutte le direzioni e frusta l’aria senza sosta è tipica di un gatto nervoso e frustrato.  Potrebbe aver visto un altro gatto che sta invadendo il suo territorio, o alcuni uccellini in giardino che non riesce a cacciare perché chiuso in casa.  Spesso questo comportamento si associa ad altri segnali di impazienza, come le orecchie rivolte all’esterno.  Un consiglio: non tentate di prendere in braccio un gatto in questo stato d’animo e, se già l’avete sulle ginocchia, lasciatelo andare.

10. b. Una coda diritta e tesa che punta verso l’alto è un segnale di apertura e voglia di fare amicizia, un po’ come la mano tesa di una persona che vi venga incontro pronta a presentarsi.  È un comportamento riservato di solito ai membri della propria famiglia e agli altri animali con i quali il gatto è abituato a convivere.  È comunque un modo di fare tipico dei gatti domestici: i felini selvatici lo manifestano solo da cuccioli, quando comunicano con la propria madre.

 11. a. A pensarci bene è la classica posizione in cui, nell’immaginario collettivo, si pensa al gatto: immobile, con la coda avvolta attorno al corpo.  Anche se il nostro amico sembra rilassato ed assorto in profonda meditazione, con questa postura ci sta trasmettendo un messaggio di chiusura e insicurezza.  Probabilmente non è a suo agio con le persone, o gli animali, con i quali sta condividendo la stanza, oppure la situazione lo preoccupa e quindi si immobilizza come una statua per provare a passare inosservato.

 12. b. Quando il vostro gatto batte i denti non cercate di metterlo al caldo o misurargli la febbre: piuttosto provate a rimuovere la causa dello stress o dell’eccessiva eccitazione.  Nella maggior parte dei casi i gatti che si comportano così hanno visto qualche potenziale preda fuori dalla finestra o dal recinto del giardino e sono frustrati dal non poterla catturare.  È un po’ come se noi, affamati, vedessimo passare fuori da una finestra chiusa i nostri piatti preferiti, senza poterli toccare.

 13. c. In natura i felini sotterrano gli escrementi per evitare di lasciare tracce del loro passaggio.  Un gatto che rifiuta deliberatamente questo comportamento, facendo i propri bisogni in posti dove non li può ricoprire, sta manifestando un disagio.  Potrebbe essere un problema di stress, un trasloco, l’arrivo di un nuovo membro della famiglia, oppure un problema di salute.  In ogni caso è bene farsi aiutare dal veterinario per capire le origini del disturbo.

14. b. Questo è uno dei segnali che è bene interpretare correttamente per evitare guai.  Un gatto con le orecchie piegate all’indietro è veramente molto spaventato: se lo osservate bene vedrete che tutti i suoi muscoli sono tesi, pronti a scattare, e i sensi sono all’erta.  In questa situazione il gatto potrebbe attaccare per difendersi.  Meglio quindi aspettare a distanza di sicurezza che si tranquillizzi.  Spesso questa posizione precede la possibile rissa con un altro gatto che ha invaso il suo territorio.  Ma non per tutti i gatti le orecchie abbassate sono indice di pericolo: i felini di razza Scottish Fold per esempio le hanno appiattite contro la testa fin dall’età di due settimane.

15. a. Come nell’uomo e in molti altri mammiferi, le pupille si dilatano e si restringono a seconda delle condizioni di luce.  Quelle dei gatti, quando l’illuminazione è molto intensa, assumono la forma di due spilli: il loro restringimento è un meccanismo di protezione della retina.  Ma se un gatto dovesse fissarvi con le pupille dilatate anche in piena luce, meglio girargli al largo: è molto spaventato o arrabbiato e potrebbe reagire in modo imprevedibile.

16. b. Esporre la pancia al proprio amico umano è una grande dimostrazione di affetto e fiducia da parte del gatto.  Ma attenzione a come interagite con lui in quel momento: non tutti i gatti amano essere toccati sulla pancia e la reazione potrebbe essere repentina e dolorosa.  Meglio quindi avvicinarsi al gatto e accarezzarlo sul muso o iniziare a farlo giocare con il suo giochino preferito.

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