Lui è un campione italiano di tennis noto per la sua costanza, l’equilibrio e lo spirito sportivo dentro e fuori dal campo. Come riportato recentemente dai giornali italiani, anche Andreas Seppi, trentacinquenne tennista italiano, è diventato vittima di uno schema finanziario fraudolento che in Italia è detto schema Ponzi, in cui gli investitori sono pagati, non con i profitti di un sottostante bene, ma con i fondi di investitori più recenti. Perché è chiamato schema “Ponzi”?
Charles Ponzi (1882–1949) nacque a Lugo in Italia. I suoi antenati erano benestanti, ma la famiglia aveva vissuto momenti difficili. All’età di 21 anni, lui emigrò in America. In
seguito dichiarò al New York Times: “Sono atterrato in questo paese con 2,5 di dollari in contanti e 1 milione di dollari di speranza”. Imparò rapidamente l’inglese e fece molti lavoretti. Diversi anni dopo si trasferì da Boston a Montreal; la sua personalità affascinante e allegra gli permise di trovare lavoro in una banca, prima come cassiere, poi come manager, apprendendo per la prima volta lo schema di “derubando Pietro per pagare Paolo”. La banca pagava il 6% di interessi sui depositi bancari, il doppio del tasso corrente all’epoca. A causa di prestiti immobiliari poco oculati, la banca era in difficoltà finanziaria; stava pagando gli interessi, non attraverso i profitti sugli investimenti, ma attraverso il denaro depositato nei conti di nuova apertura. Alla fine la banca fallì.
Dopo una serie di truffe, Ponzi tornò a Boston, dove ebbe l’idea di vendere tagliandi postali. Era un tipo di arbitraggio, in cui si poteva acquistare la posta a un prezzo inferiore in un paese e poi rivenderla in un altro paese ad un prezzo più alto. Aveva bisogno di raccogliere fondi per attuare questo piano e promise agli investitori che avrebbe raddoppiato i loro soldi in 90 giorni; in seguito, lo ridusse a 45 giorni con il 50% di interesse. A quel tempo, le banche pagavano un tasso di interesse del 5%.
Ponzi fondò la sua compagnia nel gennaio 1920. Nel giro di un mese raccolse 18 investitori. Mentre si passava parola, la frenesia aumentava. A maggio di quell’anno aveva
ricevuto 420.000 dollari (circa 5 milioni di dollari nel 2017) e il mese successivo la gente aveva investito 2,5 milioni di dollari (circa 30 milioni nel 2017 dollari). Le persone stavano ipotecando le loro case e investendo i risparmi di una vita. Da ragazzi dei giornali ai ricchi bramini di Boston, tutti erano desiderosi di salire a bordo. A questo ritmo, Ponzi fu in grado di rimborsare i suoi investitori come promesso, ma la maggior parte voleva reinvestire. Ponzi non riuscito mai a capire come convertire i buoni postali in denaro.
Nell’estate dello stesso anno, nacquero molti sospetti sulla rapida ascesa di Ponzi e il giornale di Boston iniziò una serie di investigazioni. Sosteneva che era tutto uno schema e che Ponzi era irrimediabilmente insolvente. Questo scatenò il panico e una massiccia corsa alla compagnia. Ad agosto tutto fallì, non solo per Ponzi, ma anche per 6 banche. Gli investitori hanno persero 20 milioni di dollari (quasi 40 milioni nel 2017). A titolo di paragone, lo schema simile a quello di Bernard Madoff, crollata con la recessione del 2008, costando ai suoi investitori circa 18 miliardi di dollari, circa 53 volte le perdite dello schema di Ponzi.
Certamente, Ponzi non fu il primo a tentare di perpetrare questa frode. Nel 1880 a Boston Sarah Howe creò il “Deposito delle signore” in cui offriva alla clientela un tasso di interesse mensile dell’80%; alla fine rubò i soldi. I romanzi di Charles Dickens, Martin Chuzzlewit e Little Dorrit, presentano questo schema. Ma poiché Charles Ponzi diventava così famoso in tutti gli Stati Uniti, il suo nome è legato allo schema.
Che mi dici di Andreas Seppi? Ha perso il suo investimento di 500.000 euro, più gli interessi promessi. Era come buttare via i premi in denaro dei tornei più importanti della sua carriera (giocati a Mosca, a Eastbourne e a Belgrado). Fortunatamente, non è andato in rovino.
Anche le persone molto intelligenti possono essere vittime di questi schemi. Bernie Madoff ha adottato un approccio leggermente diverso da Charles Ponzi. Piuttosto che offrire alti
ritorni a tutti, offriva ritorni modesti, ma costanti, a una clientela esclusiva. La sua metodologia di investimento era “troppo complicata da comprendere per gli estranei”. Offriva investimenti per lo più al benestante circuito ebraico, che incontrava nei country club di Long Island e a Palm Beach. Ma si rifiutava di incontrare gli investitori; questo gli ha dato un’aura di “Oz” e ha aumentato il fascino del suo “fondo”. Tra le sue vittime c’era la squadra di baseball, The New York Mets. Poiché la frode del 2008 è la più grande della storia, forse lo schema merita un nuovo nomignolo, lo schema “Made-Off” (cioè, Portato Via).
spread, the frenzy began building. By May he had received $420,000 (about $5 million in 2017 dollars) and by the next month people had invested $2.5 million (about $30 in 2017 dollars). People were mortgaging their homes and investing their life savings. Newspaper boys to rich Boston Brahmins were eager to get on board. At this rate, Ponzi was able to pay back his investors as promised but most wanted to reinvest. But Ponzi was never able to figure out how to convert postal coupons into cash.
Su un pilastro della facciata della Basilica di Sant’Antonio vi è la rappresentazione di Sant’Antonio, realizzata nella prima metà del XIV secolo. A grandezza poco inferiore al naturale, quasi fosse fisicamente presente con un gesto benedicente che sembra sottolineare l’interazione tra la figura dipinta e il fedele che si avvicinava. Regge un libro col braccio sinistro, simbolo della propria dottrina.
Poiché l’affresco ha bisogno di essere restaurato, è stato inaugurato una collaborazione tra l’ente Veneranda Arca, che dal 1396 cura la conservazione della Basilica, e LoveItaly, un’associazione no-profit che attraverso il crowdfunding raccoglie fondi per la protezione e il restauro del patrimonio artistico italiano. Il progetto, chiamato “RestaurAntonio”, ha l’obiettivo di superare il semplice meccanismo di raccolta risorse, poiché tutti i membri coinvolti sono invitati a rimanere aggiornati su come vengono impiegati i propri contributi. Ogni donazione riceve un riconoscimento e verrà ricambiata con attività o degli omaggi per la Basilica, dal ringraziamento pubblico sul web, fino all’iscrizione del nome sulla targa dei donatori, dai biglietti dei Musei Antoniani fino alle visite riservate alle parti generalmente non accessibili della Basilica.
La Basilica di Sant’Antonio a Padova, anche conosciuta come “il Santo”, è uno degli otto santuari riconosciuti dalla Santa Sede. Fu completato nel 1310 con molte modifiche nel corso degli anni. Oggi è un edificio senza uno stile architettonico unico. Fu inizialmente realizzata come chiesa a navata unica, come quella di San Francesco d’Assisi. Lo stile esterno è un misto di elementi romanici e bizantini, con alcune caratteri gotici. La Cappella del Tesoro fu costruita nel XVII secolo in stile barocco. Le cupole, come le cupole della Basilica di San Marco, furono sollevate in altezza esternamente, conferendo all’edificio un aspetto bizantino.