Il Santo Graal dei Monumenti Uomini

La settimana scorsa ho descritto la serie di francobolli che l’Italia ha emesso per onorare Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (Tpc). Cinque dei sei francobolli rappresentano opere recuperate da questo Comando speciale—uno per ogni decennio dalla sua fondazione nel 1969.  I francobolli sono in un foglio con uno sfondo che mostra La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come Caravaggio.  Il dipinto scomparve dall’Oratorio della Compagnia di San Lorenzo a Palermo nel 1969, sei mesi prima che il Comando dei Carabinieri fosse istituiti. Il dipinto rimane il Santo Graal dei Carabinieri ed è fra le 10 opere più ricercate dal Federal Bureau of Investigation e ha catturato l’immaginazione di appassionati d’arte e teorici della cospirazione.

Ci sono investigazioni sul fatto che il dipinto fosse stato mangiato dai ratti o che Totò Riina, il defunto capo dei capi della mafia, lo usasse come tappeto da letto.  Seguendo il percorso della mafia, gli investigatori hanno scoperto che la tela sarebbe stata usata come merce di scambio.  Per un lungo tempo, si credeva che fosse andata distrutta, forse seppellita nelle campagne di Palermo o bruciata dai mafiosi o persino passata ai camorristi e poi tragicamente scomparsa durante il terremoto del 1980 in Irpinia.

Dopo 50 anni, le speranze di risolvere uno dei crimini più infami della storia dell’arte sono state riaccese, quando gli investigatori hanno dichiarato che il dipinto era probabilmente in Svizzera. Un informatore della mafia ha detto che il dipinto era stato posseduto da Gaetano Badalamenti, un boss siciliano, noto come un trafficante di eroina e che lo stesso Badalamenti aveva organizzato il trasferimento del dipinto a Lugano. Fu quindi consegnato ad un antiquario svizzero che, presumibilmente, scoppiò in lacrime la prima volta che lo vide. L’inchiesta è ancora in corso ed è top secret.

Nonostante il record di successo dei Carabinieri, che hanno recuperato più di 3.000 oggetti d’arte e di reperti archeologici,  ancora oggi più di un milione rimangono da trovare.  Secondo un bollettino dei Carabinieri, nel 2018 sono scomparsi oltre 8.000 oggetti, tra cui reperti archeologici, armi antiche e testi medievali oltre ai dipinti e alle statue sempre più popolari. La metà di questi furti proveniva da luoghi di culto, secondo Lt. Col. Massimiliano Quaglierella dei carabinieri: “Molte chiese italiane sono bona fide musei, che sono luoghi di culto accessibili e non sempre dotati di sufficienti misure di sicurezza”.

Gli oggetti rubati sono venduti illegalmente, passano attraverso diversi proprietari e spesso finiscono nelle case di persone facoltose o nei musei. Non è insolito che passino 30 anni prima che un oggetto rubato raggiunga un proprietario, il quale spesso inconsapevole del fatto che il pezzo sia stato rubato.

I “Monuments Men” d’Italia hanno molti strumenti investigativi e armi nella lotta contro l’arte rubata. Ogni giorno 300 carabinieri lavorano a questi difficili progetti; hanno a disposizione un database con circa 6 milioni di opere. I loro metodi variano: per esempio, nel marzo 2019 i ladri hanno fracassato una teca nella chiesa di Santa Maria Maddalena nel comune di Castelnuovo Magra (Liguria) per rubare la Crocifissione di Bruegel il Giovane. Ma i Carabinieri erano stati avvisati e lo avevano sostituito con un falso. L’originale rimane in custodia. Vedete il post, “The Trap” (27 giugno 2019). Per quanto riguarda la Natività di Caravaggio presa dalla chiesa di Palermo,  Quagliarella ha dichiarato: “Non ci arrenderemo, la Natività è la nostra priorità assoluta”.

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