Antiche terme romane

Mentre molte culture occidentali contemporanee vedono il bagno come un’attività privata praticata in casa, nell’antica Roma fare il bagno era un’attività pubblica. I bagni erano i centri culturali della vita quotidiana. Le prime descrizioni delle pratiche da bagno occidentali provenivano dalla Grecia, ma i Romani elevarono la pratica a una forma d’arte. Furono aiutati dalla costruzione degli acquedotti, che fornivano acqua a sufficienza per usi domestici, agricoli e industriali … così come per occupazioni tranquille.

I bagni romani variavano per dimensioni, disposizione, decorazione e servizi aggiuntivi. In generale, un bagnante procedeva attraverso una serie di stanze esponendosi a temperature crescenti. Quindi, molti stabilimenti contenevano un apodyterium in cui il bagnante depositava i suoi vestiti. Poi, il bagnante entrava nel frigidarium con la sua acqua fredda; poi procedeva nel tepidarium (stanza tiepida), e infine nel caldarium (stanza calda). Il bagnante avrebbe poi potuto tornare nel tepidarium per un massaggio con oli e una rasatura con un attrezzo metallico chiamato strigile. C’erano spesso stabilimenti separati per donne e uomini, anche se una volta il bagno misto era comune.

All’interno dei bagni pubblici, i mosaici di marmo rivestivano gli eleganti pavimenti. Affreschi di alberi, uccelli e altre immagini adornavano le pareti di stucco, e le immagini celesti ornavano le cupole. Fontane e statue decoravano gli spazi interni ed esterni.

Le terme romane spesso contenevano un cortile, o Palestra, che era un giardino all’aperto usato per fare esercizio. Biblioteche, aule, sale di lettura, palcoscenici per spettacoli teatrali e musicali, giardini formali e palestre facevano parte di alcuni complessi, così come saune, bagni turchi, parrucchieri e luoghi per comprare e mangiare cibo. Per questo, questi luoghi diventarono le terme e i centri comunitari della vita quotidiana romana.

Dopo il lavoro, il mattino, molti romani si divertivano a passare il pomeriggio al bagno pubblico. Godevano non solo dei poteri purificatori e rigenerativi delle acque, ma anche del tempo per passato con gli amici, per fare esercizio o leggere in biblioteca. Venivano condotti affari, così come ci si divertiva con pettegolezzi e campagne politiche locali.

I Romani credevano che la buona salute fosse frutto dei bagni, di mangiare, massaggi ed esercizio fisico. Le terme erano i centri di tutte queste attività. Il bagno era praticato in un’ampia varietà di classi sociali (le tasse erano molto modeste), sebbene i ricchi portassero spesso i loro schiavi a trasportare e vegliare gli asciugamani, oli e strigile, poiché era noto che ladri e borseggiatori frequentassero i bagni. Uno dei bagni più famosi di Roma erano le Terme di Caracalla; le più grandi erano le Terme di Diocleziano, che potevano contenere fino a 3.000 bagnanti. Un catalogo di edifici a Roma documentò 952 bagni nella città nel 354 d.C.

Con l’espansione dell’Impero Romano, il concetto di bagno pubblico si diffuse in tutte le parti del Mediterraneo e nelle regioni dell’Europa e del Nord Africa. I Romani approfittarono delle sorgenti termali naturali in Europa per costruire bagni ad Aix e Vichy in Francia, Bath e Buxton in Inghilterra, e Aquisgrana e Wiesbaden in Germania, tra le altre località.

Quando li fosse chiesto perché facessero il bagno una volta al giorno, si crede che un imperatore romano abbia detto: “Perché non ho il tempo di fare il bagno due volte al giorno”. I romani hanno lasciato in eredità alla società contemporanea non solo il concetto di spa e uno standard di pulizia, ma anche un tipo di centro comunitario che ospitava una biblioteca, una galleria d’arte, un centro commerciale, un ristorante, una palestra … e una spa.

 

 

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Ancient Roman Baths

While many contemporary western cultures see bathing as a private activity conducted in the home, bathing was a communal activity in ancient Rome.  Bathhouses were the cultural centers of daily life.  The earliest descriptions of western bathing practices came from Greece, but the Romans raised the practice to an art form. They were aided by the construction of the aqueducts, which provided enough water for domestic, agricultural, and industrial uses…as well as for leisurely pursuits.

The Roman baths varied in size, layout, decoration, and added amenities.  In general, a bather proceeded through a series of rooms exposing himself to increasing temperatures.  Hence, most bathhouses contained an apodyterium where the bather stored his clothes.  Then, the bather entered the frigidarium with its cold water; he then proceeded to the tepidarium (warm room), and finally to the caldarium (hot room).  The bather might then return to the tepidarium for a massage with oils and a scraping with a metal implement called a strigil. There were often separate bathing facilities for women and men, although mixed bathing was common at one time.

Inside the bathhouses, marble mosaics tiled the elegant floors.  Frescoes of trees, birds, and other images adorned the stucco walls, and celestial imagery adorned the domes.   Fountains and statuary decorated the interior and exterior spaces.

Roman bathhouses often contained a courtyard, or Palestra, which was an open-air garden used for exercise. Libraries, lecture halls, reading rooms, stages for theatrical and musical performances, formal gardens, and gymnasiums were part of some complexes, as well as saunas, steam rooms, hair salons, and places to buy and eat food.  Hence, these places became the spas and community centers of Roman daily life.

After work in the morning, many Romans enjoyed spending the afternoon at the public bath.  They enjoyed not only the cleansing and restorative powers of the waters, but also the time to meet with friends, to exercise, or to read at the library.  Courtship and business deals were conducted, as well as local gossip and political campaigns.

The Romans believed that good health came from bathing, eating, massages, and exercise.  The baths were the centers for all of these activities.  Bathing was practiced across a wide variety of social classes (the fees were very modest), although the wealthy often brought their slaves to carry and watch over their towels, oils, and strigils, as thieves and pickpockets were known to frequent the baths.  One of the most famous baths in Rome was the Baths of Caracalla; the largest were the Baths of Diocletian, which could hold up to 3,000 bathers.  A catalogue of buildings in Rome documented 952 baths in the city in 354 AD.

As the Roman Empire expanded, the concept of the public bath spread to all parts of the Mediterranean and into regions of Europe and North Africa.  The Romans took advantage of natural hot springs in Europe to construct baths at Aix and Vichy in France, Bath and Buxton in England, and Aachen and Wiesbaden in Germany, among other locations.

When asked why he bathed once a day, one Roman emperor is believed to have said, “Because I do not have time to bathe twice a day.”  The Romans bequeathed to contemporary society not only the spa concept and a standard of cleanliness, but also a type of community center that housed a library, art gallery, mall, restaurant, gym…and spa.

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Qual è la colazione ideale?

Recentemente, ho letto un articolo in un giornale italiano che confrontava la colazione italiana con quella degli Stati Uniti e dell’Inghilterra.  La maggior parte delle informazioni e opinioni sono spiegate dal professor Giorgio Calabrese, docente di scienze dell’alimentazione all’Università Cattolica di Piacenza e commissario dell’Authority Europea per la sicurezza alimentare.  Inizia dicendo, “Prima di tutto bisogna ricordare due aspetti di solito sconosciuti ai più: con la colazione si devono introdurre nell’apparato digerente cibi liquidi e solidi.  I primi mettono in funzione l’attività gastrica; i secondi hanno il compito di svuotare la cistifellea dalla bile.  Quest’ultima funzione ha due finalità: quella di permettere una digestione migliore nel corso della giornata; e fare in modo di non accumulare troppa bile nella colecisti, situazione che potrebbe portare alla formazione di calcoli in futuro”.

Ora guardiamo le colazioni tipiche, prima in Italia.  La colazione all’italiana si fa con latte, caffè, fette biscottate, marmellata, yogurt e spremuta d’arancia.  Le sostituzioni accettabili includono il tè invece del caffè, pane tostato al posto delle fette, miele invece della marmellata, frutta fresca per lo yogurt.

Il breakfast all’americana è molto diverso.  Per i liquidi, si beve solo caffè (lungo, ovviamente) oppure, il tè.  A volte, il latte viene consumato con i cereali.  Al posto del succo d’arancia mediterraneo, preparato con agrumi freschi spremuti, troppo spesso c’è l’orange juice, cioè liquido con sostanze disidratate. Aggiunte.  La parte solida è composta da pane e burro, a volte con dolce e torte.  Alcuni americani preferiscono i gusti salati: prosciutto cotto, pancetta o salsiccia, formaggio e uova accompagnati con del pane.

Cosa mangiano gli inglesi ed i tedeschi?  L’essenza della colazione in Gran Bretagna e Germania è “uova e pancetta”, sostanze ricche di proteine e grassi.  Per di più, gli inglesi e i tedeschi preferiscono le uova fritte in padella con brioche salate, cucinate insieme ai wurstel.

Quindi, quale colazione è migliore per il corpo umano? Secondo Calabrese, la colazione inglese (e tedesca) è “uno shock calorico, una terribile bomba di grassi saturi, presa al mattino, in un momento delicato del giorno dopo che l’apparato digerente ha lavorato tutta la notte per smaltire le ‘scorie’ di una cena abbondante”.  Con il tipo di colazione “bacon and egg”, la cistifellea si ricarica con la bile in  un’ora,  che causa alti livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, con molte possibilità di ictus, arteriosclerosi e infarto del miocardio. La colazione americana è migliore a meno che una colazione salata ricca di grassi non venga consumata frequentemente, il che innesca la produzione di insulina.

Il vincitore è la colazione all’italiana (seguito da quella all’americana e poi la colazione anglosassone). La colazione italiana punta sui cibi facilmente digeribili—quasi un’attesa fisiologica del pasto di metà giornata.  La colazione italiana è meno calorica, in media fra le 300 e le 400 calorie con la energia derivata da carboidrati complessi e semplici, che non esasperano la produzione di insulina.  Quest’ultima è prodotta in picchi—in seguito a grassi e zucchero assunti in abbondanza—dando origine ad altri grassi.

Ho un paio di commenti sulla conclusione. Innanzitutto, la colazione italiana è probabilmente la migliore per le persone che hanno un pasto di mezzogiorno di grandi dimensioni. Ma per gli americani che forse hanno un panino o un’insalata a pranzo, la colazione italiana probabilmente non sarebbe sufficiente. E, per quelli che hanno una tendenza all’ipoglicemia, la proteina al mattino è cruciale.

Calabrese dice che se proprio si preferisce il gusto salato, “una buona idea è optare per il pane tostato con prosciutto crudo o bresaola o formaggi magri”. Calabrese mette in guardia su un particolare fenomeno che sta prendendo piede in Italia: l’abbinamento di cappuccino e brioche.  Il croissant è composto da acidi grassi saturi, oli vegetali di cocco e di palma o strutto.  Una sola al mattino basta.

Calabrese distingue le esigenze della prima colazione di diversi gruppi.  Per esempio, per gli studenti, una colazione all’italiana è giusta: fette biscottate, miele, marmellata, frutta o yogurt, spremute, cereali sotto forma di “corn flakes” e caffè.  I centrifugati sono ricchi di fibra e sono sostanze in grado di aiutare a smaltire le scorie della cena precedente.  Per l’anziano lui raccomanda una colazione simile, con l’aggiunta di pane e formaggio fresco magro o una fetta di prosciutto crudo o cotto, sempre magro.  Per l’operaio che richiede più energia, suggerisce di cominciare la giornata con un cappuccino, un cornetto e 500 grammi di frutta aggiungendo un panino imbottito con miele or marmellata.

Mentre è importante sapere che cosa mangiare, secondo il dottor Oz, un famoso medico americano della TV, QUANDO mangiare è altrettanto importante. Dice che i nostri intestini non sono stati progettati per funzionare tutto il tempo. È importante non broare tutto il tempo ed è importante “digiunare” per almeno 12 ore durante la notte tra la cena e la colazione del mattino seguente.

 

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