Parte III:Le scoperte straordinarie a Pompei nel 2018

Pompei si estende per oltre 80 mila metri quadrati; circa 2/3 della città sono stati scavati. Le strade sono costruite in pietra poligonale nella tradizionale griglia romana. Case e negozi fiancheggiano entrambi i lati delle strade. Le case più ricche si trovano nel nucleo centrale della città, o potrebbero occupare un’intera insula (un isolato). Pompei è stata divisa in nove regioni, ciascuna chiamata “Regio”; mappe, come la Bellum Catilinae,rappresentano in dettaglio le 17 insulae all’interno della Regie così come le case, i negozi e gli appartamenti in ogni insula (vedete http://users.ipa.net/~tanker/pompeii.htm).  Il forum, i bagni, alcune case e alcune ville all’esterno della città come la Villa dei Misteri, rimangono ben conservati. Altre strutture avevano un disperato bisogno di restauro.

Il Grande Progetto Pompei prevedeva il restauro di molte case, in particolare nel Regio VI, un’area di circa 8 ettari nel settore nordovest di Pompei. Alla fine del 2016 è stata riaperta la Casa dei Vettii. Questa era una domus o casa appartenente a due famiglie di schiavi liberati. Un celebre affresco di Priapo con un fallo gigantesco si trova nel vestibolo d’ingresso per tenere lontano il malocchio dalla casa. (Le immagini erotiche erano piuttosto comuni in quest’epoca). Nell’atrio due casseforti rialzate su blocchi in pietra, rivestite di ferro confermavano che ci si trovava nella casa di una famiglia ricca. Nel triclinio (sala da pranzo formale) ci sono diversi affreschi, tra cui la famosa “Arianna abbandonata da Teseo a Nasso”. Altre case riaperte nel Regio VI sono la Casa degli Adone ferito, in cui spicca un grande affresco con Adone morente soccorso da Venere, e la Casa dell’Ancora, che prende il nome da un bellissimo mosaico in bianco e nero.

Ma era durante il 2018 che molte nuove scoperte sono state riportate sui giornali internazionali, per lo più in Regio V, che era un’area in gran parte non scavata nel settore nordest di Pompei. La prima vittima nella zona è stata scoperta a maggio – lo scheletro di un uomo che è sopravvissuto all’esplosione iniziale del Vesuvio, ma che poi è stato schiacciato da una masso mentre tentava di fuggire. La squadra ha anche trovato la cavità lasciata dal corpo di un cavallo ed è stata in grado, per la prima volta, di realizzare un cast completo del corpo di un cavallo ucciso nell’eruzione. Gli esperti pensano che il cavallo, rimpicciolito dagli standard odierni, fosse eccezionalmente grande per il suo tempo. Tracce di un’imbracatura in ferro e bronzo sono state trovate nelle vicinanze, il che suggerisce che l’animale fosse un cavallo da parata appositamente allevato, probabilmente di notevole valore.

In ottobre, gli scavi hanno scoperto un antico santuario, noto come larario, incastonato nel muro di una casa fiancheggiato da immagini di divinità romane e circondato da idilliaci dipinti di piante, serpenti e un pavone realistico. Sotto il santuario, l’altare offre tracce di offerte bruciate da quasi 2.000 anni fa. Ogni casa aveva un larario di qualche tipo, ma questa casa aveva anche un giardino e una piccola piscina che suggerivano che il proprietario fosse particolarmente agiato. Secondo Massimo Osanna, il soprintendente di Pompei, la Casa del Giardino era eccezionale non solo per l’incredibile decorazione della pittura murale, ma anche perché era molto ben conservata.

Una settimana dopo ci fu una scoperta straordinaria nella Casa del Giardino. Sul muro di una stanza in ristrutturazione all’epoca, c’era un’iscrizione in carboncino con una data corrispondente al 17 ottobre. Pertanto, l’eruzione del Vesuvio non poteva essere avvenuta in agosto come è stato creduto per secoli, ma forse in ottobre o novembre del 79 d.  Una prova ulteriore si trova negli indumenti più pesanti indossati dalla gente che furono sepolti nella cenere. La frutta e la verdura fresca nei negozi sono tipici di ottobre, e la frutta estiva era già venduta secca. Le monete trovate nella borsa di una donna non potevano essere state coniate prima della metà di settembre.

Una settimana dopo … un’altra scoperta nella Casa del Giardino: i resti di cinque persone, molto probabilmente due donne e tre bambini che si erano rifugiati in una camera da letto nel disperato tentativo di salvarsi dalla pioggia di cenere e pomice. Hanno cercato di sigillare la porta posizionandoci un mobile davanti. È un’altra scena drammatica, testimonianza delle ultime ore terribili a Pompei.

E poi nel novembre del 2018 è arrivato l’annuncio di un’altra straordinaria scoperta: un affresco eccezionalmente ben conservato raffigurante la scena mitologica di Leda e il cigno. Mostra lo stupro della regina di Sparta da parte di Giove (Zeus ai Romani) nella forma di un cigno. È stato dissotterrato nella camera da letto di una casa in corso di scavo sulla Via del Vesuvio. Osanna disse che l’affresco suggeriva che il proprietario volesse mostrare il potere della sua famiglia.

E infine, a dicembre è stato scoperto un altro cavallo di razza; indossava una sella militare placcata in bronzo e sembrava pronta a partire non appena iniziata l’eruzione. Insieme ai resti di altri due cavalli, questo cavallo fu scoperto nei resti di una scuderia collegata a una sontuosa villa suburbana a Civita Giuliana, fuori dalle mura di Pompei. Secondo Osanna, la villa aveva stanze riccamente affrescate e arredate, ed un quartiere di servizio. Un’aia e magazzini di olio e vino erano anche situati sulle terrazze in pendio di fronte al Golfo di Napoli e Capri.

 

 

 

 

 

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Part 3: Extraordinary Discoveries in Pompeii in 2018

Pompeii is spread out over 110 acres; about 2/3 of the city has been excavated.  The streets are laid out in polygonal stone in the traditional Roman grid pattern.  Houses and shops line both sides of the streets.  Wealthier homes are contained in the interior or could occupy up to an entire insula, or city block.  Pompeii has been divided into nine regions called Regio; maps, like the Bellum Catilinae,detail the 17 insulae within the regions as well as the houses, shops, and apartments in each insula (see http://users.ipa.net/~tanker/pompeii.htm).  The forum, baths, some houses, and some out-of-town villas like the Villa of the Mysteries, remain well preserved.  Others were in dire need of restoration.

The Great Pompeii Project included the restoration of many houses, particularly in Regio VI, an area of about 20 acres in the northwest sector of Pompeii.  In late 2016 the House of the Vettii was reopened.  This was a domus or house of the union of two families of freed slaves.  A famous fresco of Priapus with a giant phallus is in the entrance vestibule to keep the evil eye away.  (Erotic imagery was quite common in this era.)  In the atrium there are two safes raised on stone blocks and covered with iron; they confirmed to the visitor that one was in the home of a rich family.  In the triclinium (formal dining room) are several frescoes, including the famous “Ariadne abandoned by Theseus at Naxos.”  Other houses reopened in Regio VI are the House of Adonis, in which there is a large fresco of the dying Adonis rescued by Venus, and the House of the Anchor, which takes its name from a beautiful black and white mosaic.

But it was during 2018 that many new discoveries were made mostly in Regio V, which was a largely unexcavated area in the northeastern sector of Pompeii.  The first victim was discovered in May – the skeleton of a man who survived the initial explosion of Mount Vesuvius but was then crushed by a massive rock as he attempted to flee.  The team also found the cavity left by a horse’s body and was able, for the first time, to make a complete cast of the body of a horse killed in the eruption.  The experts think the horse, short by today’s standards, was exceptionally large for its time.  Traces of a harness in iron and bronze were found nearby, which suggests that the animal was a specially bred parade horse, probably of considerable value.

In October excavators uncovered an ancient shrine, known as a lararium, embedded in the wall of a house flanked by images of Roman gods and surrounded by idyllic paintings of plants, snakes, and a lifelike peacock.   Beneath the shrine, the altar has traces of burned offerings from almost 2,000 years ago.  Every house had a lararium of some kind, but this house also had a garden and a small pool suggesting the wealth of the owner.  According to Massimo Osanna, the superintendent of Pompeii, the House of the Garden was exceptional not only because of the incredible decoration of the wall painting but also because it was all very well preserved.

A week later there was an extraordinary discovery in the House of the Garden.  On the wall of a room under renovation at the time, there was an inscription in charcoal with a date corresponding to October 17. Therefore, the eruption of Mount Vesuvius could not have occurred in August as has been reported for centuries, but perhaps in October or November of 79 A.D.  Further support for a later eruption is found in the heavier clothing that the people buried in the ash were wearing.  The fresh fruit and vegetables in the shops are typical of October, and summer fruit was already being sold in dried form.  Coins found in a woman’s purse could not have been minted before the middle of September.

A week later…another discovery in the House of the Garden:  the remains of five people, most likely two women and three children who had taken refuge in a bedroom in a desperate attempt to save themselves from the rain of ash and pumice.  They tried to seal the door by placing a piece of furniture in front of it.  It’s another dramatic scene, testimony of the last terrible hours in Pompeii.

And then in November 2018 came the announcement of another extraordinary discovery:  an exceptionally well-preserved fresco depicting the mythological scene of Leda and the swan.  It shows the rape of the queen of Sparta by Jupiter (Zeus to the Romans) in the form of a swan.  It was unearthed in the bedroom of a house being excavated on the Via del Vesuvio. Osanna said that the fresco suggested that the owner was most likely showing off his family’s power.

And finally, in December another purebred horse was discovered; wearing a bronze-plated military saddle and appeared ready to go when the eruption occurred.  Along with the remains of two other horses, this horse was discovered in the remnants of a stable attached to a sumptuous suburban villa in Civita Giuliana, outside the walls of Pompeii.  According to Osanna, the villa had richly frescoed and furnished rooms and a servant’s quarter.  A farmyard, and olive oil and wine warehouses were also situated on the sloping terraces facing the Gulf of Naples and Capri.

 

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Parte 2: Il Grande Progetto Pompei

È considerato uno dei progetti archeologici più ambiziosi della storia. L’obiettivo del Grande Progetto Pompei è quello di trasformare un sito in grave rovina in una vetrina impareggiabile e di costruire una raffigurazione dettagliata, sfaccettata, quasi fotografica dell’Italia romana. Nel 2012 le autorità del sito hanno ricevuto una sovvenzione di emergenza di 75 milioni di euro dall’Unione europea e altri 30 milioni di euro dal governo italiano. Il professor Massimo Osanna, un archeologo visionario, è stato nominato sovrintendente nel 2014. Sta applicando un approccio chiamato “archeologia globale”, che arruola un vasto team interdisciplinare di competenze scientifiche, accademiche e pratiche nello studio di siti antichi.

Considerando che solo circa 3 archeologi avevano lavorato a Pompei in passato, ora ci sono più di 200 esperti al lavoro, inclusi 12 architetti e 12 archeologi. Il team comprende anche muratori, elettricisti, idraulici, pittori, carpentieri, fotografi, dentisti, antropologi, radiologi, biologi, geologi, tecnici di mappatura, informatici, ingegneri medici, idro-ingegneri ed esperti nel restauro artistico.

Insieme stanno restaurando ed analizzando l’opera pioneristica di Giuseppe Fiorelli, un sovrintendente ottocentesco di Pompei, che ha iniettato gesso nei blocchi di cenere che racchiudevano i morti, creando dei movimenti evocativi dei loro cadaveri. Oggi usano una resina invece del gesso perché è più resistente e non distrugge le ossa, permettendo ulteriori analisi. Gli esperti oggi usano anche tecnologie avanzate per compilare i profili genetici delle vittime – non solo sesso ed età, ma anche dove sono nati e quali occupazioni hanno tenuto. Studiano i resti del cibo per ottenere ulteriori indizi sulle abitudini alimentari e stanno studiando case e affreschi restaurati per ricostruire la vita quotidiana degli abitanti.  Stanno anche raggruppando risultati medici con altri dati per costruire un censimento della comunità scomparsa.

Quello che sta emergendo è uno straordinario ritratto della città e dei suoi cittadini, che combina nuove scoperte con prove che confermano le teorie precedenti. Come New York e altre città moderne, la Pompei del primo secolo era una comunità molto dinamica con quartieri multiculturali e persone che parlavano molte lingue. Osanna dice anche che sono stati trovati elenchi di nomi e “molti sono riconoscibilmente quelli del liberti”, che erano schiavi liberati con origini in tutto l’impero romano: Grecia, Nord Africa, persino la Gallia Celtica. Pompei era una comunità benestante di cittadini romani, stranieri naturalizzati e liberti che divennero molto attivi nel commercio internazionale.

Pompei potrebbe essere uno specchio dei nostri tempi anche in altri modi. Le loro diete erano simili a quelle della California di oggi con cereali, tra cui grano, avena e orzo, accompagnate da ceci, frutta e noci, e accentuate da spezie e prelibatezze importate da aree lontane come l’Egitto e la penisola arabica. Eppure i locali spesso pranzavano nei ristoranti “fast-food” nei negozi chiamati thermopolia, che avevano banconi in pietra con recipienti di terracotta scavata che contenevano pasti precotti.

L’analisi continua e produrrà risultati più incredibili. Nel frattempo, il Grande Progetto Pompei sta anche puntellando le facciate erose e installando tubi di drenaggio in tutto il sito. L’illuminazione perimetrale e la videosorveglianza sono state installate ovunque, così come la copertura wifi. Le mostre e gli eventi si svolgono ora sul posto e gli alloggi fuori sede sono migliorati per il comfort dei visitatori.

La prossima volta: Scoperte straordinarie nel 2018.

 

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