Tutti noi sappiamo che gli spaghetti con le polpette non sono un piatto italiano. Gli spaghetti sono italiani e le polpette sono italiane. Ma gli spaghetti con le polpette enormi sono un piatto Italo-Americano, che è una cucina diversa.
I 7,5 milioni di Italiani che emigrarono in American tra il 1876 e la prima guerra mondiale erano, in generale, poveri e affamati. In Italia, erano sopravvissuti grazie a alimenti come la polenta e il pane nero in salamoia. La carne, il formaggio, e anche la pasta venivano consumati solo in tempi di benessere o in occasioni speciali. Negli Stati Uniti, però, gli immigranti guadagnavano più soldi e quindi potevano permettersi di comprare gli alimenti più ricchi. Ma era difficile trovare alcuni prodotti, come l’olio d’oliva, e dovevano modificare le loro ricette e crearne di nuove.
C’era un altro fattore importante. Il cibo italiano, ancora oggi, è molto regionale. Al cambio del secolo, gli italiani negli Stati Uniti, che provenivano da regioni diverse, mangiavano e cucinavano insieme nei vicinati come in una “Little Italy.” Scambiavano ricette, utilizzavano i prodotti che potevano trovare, e diventavano creativi…e una nuova cucina nacque. Tutte le nuove ricette si fondavano sulle tradizioni del sud Italia, dove la maggior parte degli immigranti provenivano.
Ecco i 15 piatti italo-americani che non troverete in Italia (eccetto in località turistiche che soddisfano il palato degli americani). Questi piatti non hanno mai visto la luce del giorno per gli italiani nella terra che li ha ispirati.
- Gli spaghetti con le polpette: Ho discusso questo piatto prima.

- Il pane all’agio: Prima, i piatti italiani non avevano troppo aglio (lo stesso per le cipolle). E, poi, nel paese d’olio di oliva, è considerato molto strano mettere il burro sul pane. Si crede che il pane all’aglio fu inventato negli Stati Uniti negli anni ’40.
- Le fettucine Alfredo: Questo piatto è stato creato nel 1920
in un ristorante a Roma dallo chef, Alfredo, per gli utenti americani. Ma non c’è niente in questo piatto che agli italiani piace. Mettere la panna sulla pasta non era quasi mai stato fatto. A Roma, la città della pasta alla carbonara, la ricetta non ha una goccia di panna. E, ancora, c’è il problema del burro. - La pizza ai pepperoni: In Italia, la pizza classica è la margherita, ma altre pizze
hanno molti diversi condimenti come le acciughe, le salsicce, le patate, i funghi, i carciofi, e forse anche i peperoni…ma non i pepperoni. Forse questo salame è stato ispirato dal salame piccante del sud Italia—per esempio, la soppressata della Calabria. - Il pollo sulla pasta: Gli italiani dicono “che schifo”. La pasta è un primo piatto; il pollo è un secondo. Fine della storia.
- Il condimento “Italiano” per l’insalata: Con troppo aceto e molte erbe, “Italian dressing” è un condimento preferito nei molti ristorante americani. Non esiste in Italia. Lì, le insalate hanno l’olio d’oliva e l’aceto, o l’olio e il limone (nel Sud), o semplicemente, l’olio d’oliva.

- Il cioppino: Agli italiani piace il pesce sulla pasta. Tra i piatti prelibatissimi ci sono quelli della Sicilia dove la gente utilizza pesce locale e fresco, come pesce spada e sarde. Ma il cioppino fu inventato dai pescatori Italo-Americani di San Francisco. È una zuppa e non generalmente servita con la pasta.

- Il pollo o la cotoletta parmigiana: Non vedrete questo piatto nei ristorante che gli italiani frequentano. Così come mettendo il pollo sulla pasta, l’idea di mettere il formaggio sulla carne fa nauseare gli italiani. Invece, provate melanzane alla parmigiana.
- L’aragosta fra diavolo: Questo piatto, che è ricco e
piccante, è stato probabilmente servito per la prima volta a New York o, forse, in Long Island all’inizio del ventesimo secolo. Una pasta con salsa pesante di pomodoro con peperoncini e frutti di mare non è la cucina italiana. Il piatto esiste grazie alle aragoste americane, quasi impossibili da trovare in Italia. - La salsa marinara: La salsa alla marinara esiste in Italia, ma è di solito preparata con frutti di mare o olive o tutti e due. Negli Stati Uniti, “marinara” si riferisce alla salsa semplice di pomodori, che è comune nella cucina Italo-Americana e che è piena di tutto, dalla pasta alla carne.

- Le penne alla vodka: È difficile sapere come o quando o dove questo piatto ha avuto origine. Ovviamente, la vodka non è un tradizionale super alcolico italiano. E, di nuovo, una pasta con la panna (insieme con i pomodori, le cipolle, e la vodka) è molto difficile da trovare nel paese vecchio. La vodka non ha molto sapore. È meglio a provare la grappa o il limoncello … dopo la cena.
- I gamberi scampi: In questo piatto, gamberoni sono saltati con l’aglio, il vino, il
burro, le erbe, e i peperoncini, e poi sono serviti sulla pasta o sul riso. È un alimento base nei ristoranti Italo-americani e probabilmente è un discendente di una ricetta italiana che utilizza langostini che sono saltati nel vino, nell’olio d’oliva, nelle cipolle, e nell’aglio. Langostini sono un tipo di piccolissima aragosta, che si chiama “scampi” in italiano. I cuochi Italo-americani hanno adatatto la ricetta ma hanno conservato il nome vecchio. - Il sugo di Domenica: Nelle comunità Italo-americane, mangiare un sugo rosso—o “gravy”—insieme con le carni diverse e le salsicce è una tradizione sacra di Domenica. La ricetta deriva dal ragù napoletano. Ma non troverete “Sunday gravy” a Napoli…o qualche cosa con la parola “gravy” o sugo.
- Per i bambini e i ragazzi: Bastoncini di mozzarella (mozzarella sticks)
provengono direttamente da “Little Italy”. In Italia, c’è solo un luogo dove trovare questo piatto – da McDonald. I maccheroni e formaggio (che sono comunemente chiamati “mac ‘n cheese”) sono di solito fatti con il formaggio cheddar negli Stati Uniti. C’è la pasta con I formaggi in Italia ma non con il cheddar. Ci anche sono panini in Italia con affettati misti. Ma in America, facciamo il panino eroe italiano (Italian hero sandwich) su cui si ammucchiano vari salumi, formaggi, sottaceti, e verdure. In Italia, la carne va mangiata da solo. - I dolci: I biscotti di arcobaleno (rainbow cookies), che sono anche conosciuti come
i biscotti tricolori o torte a sette strati, erano popolari nella “Little Italy” e per gli eventi come La Festa di San Gennaro, ma non in Italia. Sono stati inventati a New York da immigrati italiani che li hanno prodotti per imitare la bandiera della patria. Allo stesso modo, la torta al formaggio (cheesecake) non sono si trova sui in Italia. Miscele dolci di ricotta riempono sfogiatelle, cannoli, e altri dolci, soprattutto a Napoli e in Sicilia, ma non sono così dolci e pesanti come la torta al formaggio.
circa 7 chilometri da Palinuro. Descritta come “il tipico paesino costiero dell’Italia meridionale, con vicoli stretti e case color pastello”, il centro storico si trova su una collina e scende fino al mare. Qui incontri persone anziane con i loro cappelli in testa che giocano a carte o semplicemente contemplano il mondo che passa”.
I turisti che visitano l’Italia settentrionale si fermano sicuramente a Milano, a Venezia e nella zona dei laghi, ma dimenticano di visitare la bellissima Bergamo, definita come la più bella città collinare della Lombardia. È una metà affascinante, circondata da alte mura e con stradine tortuose. La zona circostante è così romantica e sembra fatta apposta per una breve vacanza primaverile.
Comune di quasi 6.000 anime in provincia di Pesaro e Urbino, Gabicce Mare è una deliziosa eccezione rispetto ai territori turistici sull’Adriatico, il parco-giochi delle famiglie italiane in vacanza. I villeggianti più intrepidi possono scovare remote spiagge oltre la zona dove imperversano gli ombrelloni e preziose insenature nelle vicine frazioni di Fioenzuola di Focara e Casteldimezzo.
quest’anno si è ipotizzato di ospitare un numero massimo di turisti. Eppure Portovenere, bellissimo paesino costiere ligure, poco distante dalle Cinque Terre e idealmente sesto villaggio del celebre luogo turistico, è praticamente sconosciuta agli stranieri.
Treviso si trova a poco più di 35 chilmetri da Venezia e il suo centro è una piccolo città circondata da mura, con porte medievali, strade strette e acciottolate. Chi si fermerà nella città veneta non si pentirà della sosta.
centro etrusco, borgo medievale e rinascimentale. È poco più di una sola strada, ma vanta ottimi hotel e ristorante, un antica chiesa parrocchiale, e altri splendidi edifice medievali.
È il meno famoso degli splendidi laghi che bagnano l’Italia settentrionale, tuttavia è molto apprezzato dagli escursionisti e ospita Monte Isola, la più grande isola lacustre d’Europa. Il Lago d’Iseo è più piccolo del Lago di Como, ma notevolmente più silenzioso e più affascinante. Ha un minor numero di turisti ed è situato a nord della città di Brescia e Bergamo. È la gemma ignorata del nord Italia.
invece, anche gli stranieri si sono inoltrati nella “California d’Italia” che può vantare un mare cristallino e spettacolare. Porto Selvaggio, a poche chilometri a ovest dalla città di Nardò, è un’incantevole enclave costiera incontaminata che gode dello status di area protetta dal 1980.
L’Abruzzo è una regione tutta da scoprire. Coniuga un ottimo mare e splendidi monti e parchi naturali dove vagano orsi e lupi. Sulmona è una città che diede i natali al poeta latino Ovidio e che sembra riportarci negli anni ’50 e i Monti della Laga sono un gruppo di picchi vicino al confine dell’Umbria, spesso sconosciuto anche alla maggior parte degli italiani.
stipate nei suoi celebri Sassi. Questi ultimi negli anni ’60 sono stati praticamente abbandonati dai cittadini e solo recentemente, grazie al turismo e allo sviluppo, circa 2.000 persone sono tornati a vivere nei Sassi. i nuovi caffè, le gallerie, i ristoranti e, soprattutto, gli alberghi, hanno provocato la rinascita delle fortune di Matera.
Molti turistici che invadono la costiera amalfitana, visitano Amalfi e Positano, ma dimenticano di ammirare Ravello, un nido d’aquila al di sopra del paesaggio vertiginoso della costa, la località più tranquilla e incantevole della costiera, che in passato ha ospitato personaggi del calibro di Greta Garbo, Jacqueline Kennedy e Tennessee Williams.
visitano l’Italia. Eppure questa splendida città di mare può vantare i più bei caffè del Belpaese ed è la sede di un glorioso miscuglio di influenze architettoniche ed etniche. I triestini abbracciano la vita con una passione che è palpabile e contagiosa.
Il Gargano è un parco nazionale, con lunghe spiagge sabbiose, grandi foreste di pini e una posizione geografica che tempera la calura estiva con le brezze che soffiano dal mare su tre lati. Il territorio è ancora poco conosciuto al di fuori dell’Italia.
Gli stranieri visitano il Piemonte solo per le sue splendide stazioni sciistiche. Eppure questa è una regione che può pretendere di essere il più bel centro gastronomico d’Italia, il luogo di nascita del movimento Slow Food, con le sue splendide colline delle Langhe.
bizantini; è purtroppo fuori dai sentieri più battuti dai turisti. In estate Ravenna si anima con concerti, bancarelle alimentari, fuochi d’artificio e spettacoli di suoni e di luci.
Questa piccola isola dell’arcipelago delle isole Egadi, in Sicilia, è un autentico gioiello che i suoi residenti custodiscono con grande gelosia. In genere, non vogliano né visitatori né turistici. Al largo della costa occidentale della Sicilia è un posto per clienti abituali, che soggiornano per un lungo periodo e non per vacanzieri mordi e fuggi.
scavi di Ercolano e Oplontis, a pochi chilometri dalla città campana, sono perfettamente conservati, ma non attirano lo stesso numero di appassionati. Eppure chi realmente vuole godere di uno scorcio della vita romana antica in relative pace e tranquillità e senza spintoni, dovrebbe programmare una visita a in questi due siti poco noti ai piedi del Vesuvio.
Genova è stata una delle città più importanti del Rinascimento italiano, è ricca di tesori antichi e ha un magnifico porto rivitalizzato negli ultimi anni (vedete il post su Renzo Piano). Eppure anche essa è fuori dai circuiti turistici internazionali.