Mitologia greca e romana

La mitologia greca è un insieme di storie sull’origine del mondo, sulle vite e le attività di divinità, eroi e creature mitologiche e i rituali degli antichi greci. La mitologia romana raccoglie storie tradizionali incentrate sulle antiche origini e sulla religione dell’Impero Romano. La mitologia romana fu largamente influenzata da quella greca; l’altra fonte di ispirazione rilevante per i romani fu la civiltà etrusca. Sebbene le storie nella mitologia romana non fossero così estese come nella mitologia greca, entrambi produssero immagini rispettivamente famose come: Romolo e Remo allattati dalla lupa e il cavallo di Troia.

I romani erano desiderosi di identificare i propri dei e di reinterpretare le storie delle divinità greche con i nomi delle loro controparti romane.  Divinità greche come Zeus, Poseidone e Ade erano conosciute a Roma come Giove, Nettuno e Plutone; Atena divenne Minerva e Afrodite divenne Venere. Tuttavia, un dio mantenne lo stesso nome in entrambe le civiltà: Apollo, dio della Sole, della medicina, della musica, della poesia, del tiro con l’arco e della giustizia. Apollo aveva molte responsabilità. Nella sua transizione alla mitologia romana, era più concentrato sulla guarigione e sulla profezia, piuttosto che sul Sole. Tuttavia, la gemella di Apollo, Artemide, divenne Diana nel mito romano.

Entrambe le mitologie ci vengono dalla letteratura, da opere come l’Iliade e l’Odissea di Omero e l’Eneide di Virgilio, e attraverso le arti visive. Poiché la letteratura latina era più ampiamente conosciuta in Europa durante il Medioevo e il Rinascimento, l’interpretazione dei miti greci da parte dei romani spesso ebbe un’influenza maggiore sulle rappresentazioni narrative e pittoriche rispetto alle fonti greche. In effetti, le versioni dei miti greci nelle Metamorfosi di Ovidio, scritte durante il regno di Augusto, vennero considerate iconiche. I miti romani furono ampiamente utilizzati da molti artisti dal tardo Rinascimento, al Neoclassicismo, al Romanticismo.

 La mitologia greca e romana hanno avuto un impatto duraturo sulla nostra cultura in modi: nella denominazione dei nostri pianeti, delle stelle, dei mesi dell’anno e dei giorni della settimana. Nella Via Lattea, la maggior parte dei pianeti prende il nome da divinità romane: Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e persino Plutone (che non è più considerato un pianeta). Solo la Terra non ha un nome derivante dalla mitologia romana. I nomi delle costellazioni invece derivano da creature e animali mitologici greci, come Toro, Orsa Maggiore e Minore, Cintura di Orione, Pleiadi (Sette Sorelle) e Pegaso.

I mesi dell’anno invece hanno diverse origini sia in italiano che in inglese. Gennaio (January) prende il nome dal dio romano Giano, che aveva due facce per poter vedere il futuro e il passato. Febbraio (February) prende il nome dalla festa romana della purificazione. Marzo (March) prende il nome da Marte, il dio romano della guerra. Aprile (April) prende il nome dalla parola latina aperire, che significa “aprirsi” come fiori in primavera. Maggio (May) prende il nome dalla dea greca Maia e giugno (June) prende il nome dalla dea romana Giunone. Luglio (July) e agosto (August) prendono il nome da Giulio Cesare e dal primo imperatore di Roma, Augusto. Infine, settembre (September), ottobre (October), novembre (November) e dicembre (December) hanno preso il nome dai numeri romani 7, 8, 9 e 10: originariamente erano il settimo, l’ottavo, il nono e il decimo mese di l’anno romano, che iniziava a marzo. Dopo una riforma del calendario, furono aggiunti gennaio e febbraio.

Per i giorni della settimana, i nomi italiani derivano direttamente dagli dei latini.  In italiano, lunedì è il giorno della luna, martedì è il giorno di Marte, mercoledì è il giorno di Mercurio, giovedì è il giorno di Giove, venerdì è il giorno di Venere e sabato è il giorno di Saturno. In inglese, sabato, domenica e lunedì derivano rispettivamente dai nome latini di Saturno, del sole e della luna. Gli altri quattro giorni prendono il nome da altri dei germanici che gli anglosassoni adoravano probabilmente prima di migrare in Inghilterra.

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Greek and Roman Mythology

Greek mythology is the set of stories about the origin of the world, the lives and activities of deities, heroes, and mythological creatures, and the rituals of ancient Greeks.  Roman mythology is the body of traditional stories centered on the ancient origins and religion of the Roman Empire.  Roman mythology was largely influenced by the Greek one; the other relevant source of inspiration for the Romans was the Etruscan religion.  While the stories in Roman mythology were not as extensive as in Greek mythology, they both produced famous images like Romulus and Remus suckling the she-wolf for the Romans and the Trojan Horse for the Greeks.

The Romans were eager to identify their own gods and to reinterpret stories about Greek deities under the names of their Roman counterparts.  Greek gods such as Zeus, Poseidon and Hades were known as Jupiter, Neptune and Pluto in Rome; Athena became Minerva and Aphrodite became Venus.  However, one god kept the same name in both iterations—Apollo, god of light, medicine, music, poetry, archery and justice.   Apollo had many responsibilities.  In his transition to Roman mythology, he focused more on healing and prophecy, rather than light.  However, Apollo’s twin, Artemis, became Diana in Roman myth.

Both sets of mythology come to us from literature, such as Homer’s Iliad and Odyssey and Virgil’s Aeneid, and through the visual arts.  Because Latin literature was more widely known in Europe throughout the Middle Ages and into the Renaissance, the interpretation of Greek myths by the Romans often had a greater influence on narrative and pictorial representations of “classical mythology” than Greek sources.   In fact, the versions of Greek myths in Ovid’s Metamorphoses, written during the reign of Augustus, came to be regarded as canonical.  The Roman myths were used extensively by many artists from the late Renaissance through Romanticism, to Neoclassicism.

Greek and Roman mythology have had a lasting impact on our culture in other ways—in the naming of our planets, stars, months of the year, and days of the week.  In the Milky Way Galaxy, most of the planets are named after Roman deities:  Mercury, Venus, Mars, Jupiter, Saturn, Uranus, Neptune, and even Pluto (which is no longer considered a planet).  Only Earth does not have a name based on Roman mythology.  The names of constellations, on the other hand, are based on Greek mythological creatures and animals, such as Taurus, Orsa Major and Minor, Orion’s Belt, the Pleiades (Seven Sisters) and Pegasus.

For months of the year, there are several origins both in Italian and English.  Gennaio (January) is named after the Roman god Janus who had two faces so that he could see the future and the past.  Febbraio (February) is named after the Roman festival of purification.  Marzo (March) is named after Mars, the Roman god of war.  Aprile (April) takes its name from the Latin word aperire, which means ‘to open’ like flowers in the spring.  Maggio (May) is named after the Greek goddess Maia, and giugno (June) is named after the Roman goddess Juno.  Luglio (July) and agosto (August) were named after Julius Caesar and Rome’s first emperor, Augustus.  And finally, settembre (September), ottobre (October), novembre (November) and dicembre (December) were named after the Roman numbers 7, 8, 9, and 10 as they were originally the seventh, eighth, ninth and tenth months of the Roman year, which originally began in March.  After a calendar reform, January and February were added.

For days of the week, the Italian origins primarily lie with the Romans, who named their days of the week after the planets, which in turn were named after the Roman gods.  In Italian, lunedì is the day moon, martedì is the day of Mars, mercoledì is the day of Mercury, giovedì is the day of Jupiter, venerdì is the day of Venus, and sabato is the day of Saturn.  In English, Saturday, Sunday and Monday are named for Saturn, the sun and the moon, respectively, following the Latin.  The other four days are named for other gods that the Anglo-Saxons probably worshipped before they migrated to England. 

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Carenza di pasta

All’inizio della pandemia, le carenze alimentari o di altri prodotti sembravano sorprendenti. Dopotutto, non avevamo mai sentito dire che le fabbriche di pasta, di carta igienica o di pomodori in scatola avevano chiuso o che c’erano state interruzioni nella filiera. Ma con il 2020, gli scaffali vuoti dei supermercati hanno rivelato quali merci i consumatori apprezzano di più per la sicurezza e il comfort che ne ricevono.  Ecco quindi come la “nuova normalità” ha cambiato le abitudini alimentari e quanto velocemente i produttori hanno risposto al cambiamento delle richieste.

Persino i consumatori che non sono accaparratori o non complottisti hanno cambiato le loro abitudini di acquisto. Dopotutto non sempre in tempi di pandemia si può sapere quando si può andare in un negozio, quindi una scatola in più di pasta nel carrello non farebbe del male a nessuno.  Perché proprio la pasta?  È poco costosa, facile da preparare, ha una lunga durata ed è il massimo “comfort food” in tempi incerti. Moltiplicando una scatola per famiglia a settimana per un intero paese, i supermercati sono stati costretti a limitare le vendite (“solo una per cliente”), perché faticavano a rifornire gli scaffali. Oltre alla pasta, gli articoli molto richiesti durante la pandemia sono i prodotti in scatola, le biciclette o parti di biciclette, i prodotti da forno, come farina e lievito, i prodotti per la pulizia, asciugamani di carta e disinfettante per le mani

Il problema è aggravato per diversi prodotti di uso commerciale e consumer. Per quel che riguardo il cibo, circa un quarto del consumo, che avveniva nei ristoranti prima della pandemia, si è spostato sugli acquisti nei supermercati.  Così i ristoranti, chiusi o aperti con restrizioni, si sono ritrovati con i magazzini pieni. Alcuni di loro hanno quindi offerto un rotolo di carta igienica gratuito per ogni ordine da asporto. Perchè no? Senza pranzi al coperto, i ristoranti non usano la carta. Ciò si è rivelato molto attraente per i consumatori e una creativa mossa di marketing.

I cambiamenti della domanda e dell’offerta hanno portato a un altro problema, quello degli imballaggi. La chiusura di luoghi pubblici, come stadi e ristoranti ha fatto diminuire la domanda di imballaggi sfusi per cibo e altri prodotti. Per l’uso domestico, i consumatori hanno bisogno degli stessi prodotti in grandi quantità, ma in piccole confezioni. I produttori dovuto ridurre la produzione di imballaggi di grandi dimensioni e velocizzare la produzione imballaggi più piccoli. Questo non è stato facile per quei produttori che hanno dovuto acquistare apparecchiature nuove di zecca o aggiornare unità più vecchie a un costo elevato. La produzione alimentare può soddisfare la domanda, se la produzione di imballaggi va di pari passo: scatole di cartone, lattine, bottiglie e contenitori di plastica, tappi, ugelli e pompe di erogazione. Tutto questo influirà nelle proiezioni di mercato per il 2021 e oltre.

Torniamo alla pasta. Non solo alcuni scaffali dei supermercati erano quasi sprovvisti di questo amato prodotto, ma alcuni tipi di pasta erano a malapena disponibili in tutta l’America. Prendiamo ad esempio i bucatini, la pasta lunga con il buco al centro. Un giornalista di New York, che adora questo tipo di pasta, ha indagato sul perché di questa carenza, sia per la Barilla, che per la De Cecco. Durante questo periodo di carenza, i pastifici italiani e statunitensi hanno prodotto per prima la pasta più richiesta: spaghetti e penne in America. A questo, per la produzione di bucatini si aggiunga la maggiore complessità di produzione, perché sono bucati. Quindi è uno dei formati di pasta che ha maggiori probabilità di soffrire durante una carenza. E questo, nonostante sia nata una “mania dei bucatini”, dovuta ai contributi caritatevoli di Amatrice (città del Lazio colpita da terremoto qualche anno fa), e anche alla popolarità odierna dei bucatini usati al posto delle cannucce di plastica per proteggere l’ambiente.

Aggiungete a questo un piccolo “singhiozzo” della FDA (la US Federal Drug Administration). Molti anni fa, il governo federale ha imposto che la pasta fosse prodotta con “farine arricchite”, cioè con livelli minimi e massimi di determinate vitamine e sostanze nutritive. La FDA ha rilevato che i livelli di ferro dei bucatini di De Cecco erano più bassi … di 2,1 milligrammi, che è un quattordicesimo di un millesimo di oncia. Apparentemente, la FDA non controlla regolarmente i livelli di ferro della pasta. Quindi è possibile che un’azienda di concorrenza abbia ceduto questi dati. Ma non entriamo nelle teorie del complotto. Speriamo che la FDA si concentri sulle questioni odierne più grandi di oggi e permetta agli amanti della pasta di trovare quella che più preferiscono.

 
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