Una Breve Storia della Mafia

La mafia si è evoluta nel corso dei secoli in Sicilia, un’isola nel Mar Mediterraneo tra il Nord Africa e la penisola italiana.  Fino alla metà del diciannovesimo secolo, la Sicilia era governata da una lunga serie di invasori stranieri, tra cui i Fenici, i Romani, gli Arabi, i Normanni, e gli Spagnoli.  I residenti formarono gruppi per proteggersi dagli invasori ostili. Questi gruppi svilupparono un proprio sistema di giustizia e di retribuzione.

Dal diciannovesimo secolo, nelle condizioni caotiche in Sicilia, la mafia si è evoluta in eserciti privati che estorsero il pizzo dai proprietari terrieri.  La mafia siciliana diventò una collezione di clan criminali o famiglie che svolgevano le loro azioni in segreto.  Tutti crederono nell’omertà, che è un antico codice siciliano di condotta.  Secondo l’omertà si dice che una persona non debba mai andare alle autorità di governo per chiedere giustizia e che non debba mai collaborare con le autorità che stanno indagando su un crimine.

mattarellaAll’inizio degli anni ‘80, i tempi stavano cambiando.  Piersanti Mattarella—il fratello di Sergio Mattarella, l’attuale Presidente della Repubblica – è stato il presidente del governo regionale della Sicilia all’epoca.  Ha voluto ripulire gli appalti pubblici che avevano beneficiato Cosa Nostra.  Ha approvato una legge che ha richiesto che le stesse norme edilizie vengano utilizzate in Sicilia, come nel resto d’Italia.  Fu assassinato dalla mafia a Palermo nel 1980.

falcone-e-borsellinPoi, magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, hanno iniziato una campagna contro Cosa Nostra.  Una grande svolta è arrivata quando un mafioso fu arrestato è divenne un informatore; altri lo hanno seguito.  Alla fine del 1980, 474 mafiosi sono stati messi sotto processo in un tribunale fortificato a Palermo; 342 sono stati condannati.

La mafia si vendicò con violenza.  Falcone e Borsellino sono stati uccisi dalle bombe nel 1992.  Anche altri antimafia procuratori, giudici, e uomini d’affari sono stati uccisi.  Ciò ha portato a una protesta pubblica e un massiccio giro di vite del governo.  La mafia ha espanso il loro terrorismo alle località turistiche sulla terraferma.  Quando la Chiesa Cattolica ha condannato apertamente la mafia, le chiese sono state bombardate e i sacerdoti sono stati uccisi.

father-puglisiNel 1990 Padre Giuseppi “Pino” Puglisi è tornato al suo ex quartiere pericoloso, Brancaccio, a Palermo ed è diventato sacerdote della parrocchia di San Gaetano.  Ha aperto un riparo, una scuola, e un parco giochi per i bambini per portarli fuori dalla strada dove la mafia li reclutava.  Ha cercato di cambiare la mentalità della gente, che era stata condizionata dalla paura, passività e omertà.  Ha rifiutato i soldi della mafia durante le feste tradizionali e non le avrebbe permesso di marciare alla testa di processioni religiose.

Ha rifiutato di aggiudicare un appalto ad una ditta di costruzione della mafia per il restauro della chiesa, il cui tetto stava crollando.  Al suo cinquantaseiesimo compleanno, Padre Puglisi è stato sparato a bruciapelo davanti alla sua parrocchia.  Uno dei sicari ha poi confessato e ha rivelato le ultime parole del prete: “Vi stavo aspettando.”

La gente di Palermo adora Padre Puglisi, che è stato beatificato nel 2013.  Più di 80.000 persone hanno partecipato alla cerimonia.  Si sta cercando di fare il prete martire un patrono di Palermo.  Sulle pareti di Brancaccio è scritta la frase preferita del sacerdote: “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto.”pino

Oggi, con leggi più severe, accuse intense, e l’aiuto di informatori, la mafia si è molto indebolita.  Inoltre, c’è stato un movimento sociale tra la gente per denunciare le azioni della mafia.  I bambini di 6 anni imparano a scuola la storia dei crimini e della violenza della mafia.  Vanno anche in gita sui luoghi degli omicidi.  Ex famiglie mafiose stanno cambiando i loro nomi per attenuare lo stigma.  Nonostante la mafia non è stata completamente eliminata, molti progressi sono stati fatti cercando di distruggerla.

 

 

 

 

 

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A Brief History of the Mafia

The Mafia evolved over centuries in Sicily, an island in the Mediterranean Sea between North Africa and the Italian mainland.  Until the mid nineteenth century, Sicily was ruled by a long line of foreign invaders, including the Phoenicians, Romans, Arabs, Normans, and Spanish.  The residents of the island formed groups to protect themselves from the hostile invaders.  These groups developed their own system of justice and retribution.

By the nineteenth century amidst chaotic conditions in Sicily,  the mafia evolved into private armies that extorted protection money from landowners.  The Sicilian Mafia became a collection of criminal clans or families carrying out their actions in secret.  They all shared omertà, an ancient Sicilian code of conduct, which says that a person never goes to govenment authorities to seek justice and never cooperates with authorities investigating a crime.

mattarellaBy the early 1980s, times were changing.  Piersanti Mattarella — the brother of Sergio Mattarella, the current President of the Republic — was the President of the Regional Govenment of Sicily at the time.    He wanted to clean up public contracts that benefited Cosa Nostra.  He passed a law requiring that the same building standards be used in Sicily as in the rest of Italy.  He was assassinaed by the Mafia in Palermo in 1980.

falcone-e-borsellinThen magistrates, such as Giovanni Falcone and Paolo Borsellino, initiated a campaign against Cosa Nostra.  A big break came when when an arrested mafioso became an informant; others followed.  In the late 1980s, 474 mafiosi were put on trial in a fortified courthouse in Palermo; 342 were convicted.

The mafia retaliated violently.  Falcone and Borsellino were killed by bombs in 1992.  Other anti-mafia prosecutors, judges, and businessmen were also murdered.  This led to a public outcry and a massive government crackdown.  The mafia took their terrorism campaign to tourist locations on the mainland.  When the Catholic Church openly condemned the mafia, churches were bombed and priests were murdered.

In 1990 Father Giuseppi “Pino” Puglisi returned to his former, dangerous neighborhood, father-puglisiBrancaccio, in Palermo and became the priest of San Gaetano’s Parish.  He opened a shelter, school, and playground for children to take them off the street where the mafia had recruited them.  He tried to change the mindset of the people, which was conditioned by fear, passivity, and omertà.  He refused money from the Mafia on traditional feast day celebrations and would not let them march at the head of religious processions.

He declined to award a contract to a construction firm of the mafia for the restoration of the church where the roof was collapsing.  On his 56th birthday, Father Puglisi was shot at point-blank range in front of his parish church.  One of the hitmen later confessed and revealed the priest’s last words:  “I’ve been expecting you.”

The people of Palermo adore Father Puglisi who was beatified in 2013.  More than 80,000 people attended the ceremony.  Efforts are underway to make the martyred priest a patron saint of Palermo.  On the walls of Brancaccio are written the priest’s favorite saying:  “If everyone does something, then we can do a lot.”pino

Today, with stricter laws, intense prosecution, and the help of informants, the Mafia is greatly weakened.  In addition, there has been a social movement among the people to decry the work of the mafia.  Children as young as 6 are taught in school about the crime and violence of the mafia.  They even go on field trips to locations of murders.  Former mafioso families are changing their  names to mitigate the stigma.  While the mafia has not been eradicated, the progress is indeed impressive.

 

 

 

 

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Obama e l’ultima cena del stato

Nel 18 ottobre del 2016, il Presidente Obama e la First Lady Michelle Obama hanno ospitato la quattordicesima e ultima visita di stato ufficiale in onore del Premier Matteo Renzi e sua moglie, la signora Agnese Landini.  Le Cene di Stato sono belle espressioni di amicizia e di diplomazia.  Il Presidente Obama ha voluto riconoscere la profondità e l’ampiezza delle relazioni tra America ed Italia.unknown

Oltre 400 ospiti si sono riuniti sotto un grande tendone nel giardino della Casa Bianca.  Tra gli ospiti c’erano Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi, Paolo Sorrentino,benigni Giorgio Armani, John Turturro, Bebe Vio, medaglia d’oro in scherma alle paraolimpiadi, e John Elkann, il presidente di Fiat Chrysler Automobili, oltre a molti esponenti politici di entrambi i paesi.

Michelle si è vestita in abito oro rosa Versace e Agnese indossava un abito di pizzo in argento lavorato del fiorentino Scervino.  Il tocco menuitaliano era presente in tutto, tra cui oggetti di vetro fatti a mano, sottopiatti neo-fiorentino, e la musica che comprendeva un brano d’opera di Puccini.  Naturalmente, il menu, con il contributo dello chef Mario Batali, includeva molti sapori italiani: agnolotti di patata dolce, insalata di zucca con il pecorino di New York, braciole con cremolata di rafano e friarielli, il tutto annaffiato da Vermentino e Sangiovese.  Il dolce consisteva in  una crostata di mele verdi con gelato al timo caramello e latticello.

obama-toastIl buon umore aleggiava nell’aria.  Quando Obama ha salutatorenzi-toast Renzi (che indossava uno smoking di Armani) presso il portico della Casa Bianca, ha scherzato dicendo: “Non preoccuparti di come si siamo vestiti, tutti sono interessati solo agli abiti delle signore”.  Durante la cena, Obama ha rassicurato gli ospiti che “Benigni ha promesso di non saltare sui tavoli”.  E Renzi si è complimentato con Michelle per le verdure dall’orto e ha aggiunto “il tuo ultimo discorso di sostegno a Hillary Clinton è stato ancora meglio dei tuoi pomodori”.

I capi di stato hanno anche discusso questioni serie.  Come ha detto il Presidente, “L’Italia è uno dei nostri più stretti alleati.  Collaboriamo su una serie di interessi comuni, a partire dal cambiamento climatico e la crisi globale dei rifugiati, alla promozione della sicurezza globale e la crescita economica inclusiva”.

 

 

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