I Due Leonardo

Leonardo DiCaprio – attore, produttore, e attivista ambientale – è stato un protagonista di molti diversi film, ma lui non ha mai interpretato un italiano o un italo-americano.  È stato il protagonista di film molto celebri, come Wolf of Wall Street, The Aviator, Titanic, e The Great Gatsby; all’inizio della sua carriera, ha lavorato per un breve periodo in una soap opera chiamata Santa Barbara.  Ha vinto il suo primo Oscar per il miglior attore l’anno scorso (2016) per The Revenant.  Nonostante molte collaborazioni con Martin Scorsese, DiCaprio ha recitato nel ruolo di un irlandese sanguinario in The Gangs of New York e di un paranoico “Southie” (dal lato sud di Boston) in The Departed.

Ora DiCaprio non solo ritrarrà un italiano famoso, ma sarà anche il protagonista di un film biografico su Leonardo Da Vinci.  All’asta nell’agosto 2017, la Paramount ha sconfitto l’Universal per i diritti d’autore per realizzare un film basato in parte su un libro di Walter Isaacson (che ha scritto la biografia di Steve Jobs) che sarà pubblicato in ottobre.  Isaacson ha raccolto informazioni sul pittore, ingegnere, e scienziato italiano utilizzando i diari personali e i taccuini del genio.

Oltre al protagonista, DiCaprio sarà anche uno dei produttori del lungometraggio con la società di produzione che ha fondato, l’Appian Way.  I suoi collegamenti con l’Italia risalgono a prima della sua nascita.  Secondo sua madre, ha scelto il nome “Leonardo” in onore di Leonardo da Vinci proprio durante una visita nel 1974 al museo degli Uffizi di Firenze.  Era incinta del piccolo; mentre stava guardando uno dei disegni dell’artista, sentì il primo piccolo calcio nella pancia.

Ed ora Leonardo DiCaprio renderà omaggio al suo omonimo.

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The 2 Leonardos

Leonardo DiCaprio –actor, producer, and environmental activist – has played many different roles in his life, but he has never played an Italian or an Italian-American.  He has starred in well-known films, such as Wolf of Wall Street, The Aviator, Shutter Island, Titanic, the Great Gatsby; very early in his career he had a brief stint in a soap opera called Santa Barbara.  He won his first best actor Oscar last year (2016) in The Revenant.   Despite many collaborations with Martin Scorsese, DiCaprio played a bloodthirsty Irishman in Gangs of New York and a paranoid “Southie” (from the south side of Boston) in The Departed.

Now DiCaprio will not only portray a very famous Italian, but he will star in a biopic about his namesake: Leonardo Da Vinci.  Paramount edged out Universal for the rights in August 2017 to make the film based in part on a book by Walter Isaacson (who wrote the biography of Steve Jobs) that will be published in October.  Isaacson collected information on the painter, engineer, and scientist using the personal diaries and notebooks of the genius.

Besides starring in the film, DiCaprio will also be one of the producers of the feature-length film through the production company that he founded, Appian Way.  His connections to Italy date back to before his birth in 1974.  According to his mother, she chose the name Leonardo in honor of Leonardo da Vinci during a visit to the Uffizi Gallery in Florence.  She was pregnant with the little one; while she was looking at one of the artist’s designs and reading the narrative, she felt the first little kick in her stomach.

And now Leonardo DiCaprio will pay homage to his namesake.

 

 

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Domande Pazze

Recentemente, i giornali italiani hanno spesso riferito al comportamento cafone dei turisti nel Bel Paese—quelli che provano ad entrare in chiesa indossando solo i bikini, quelli che deturpano i preziosi monumenti storici, e quelli che urinano nelle fontane famose.  Loro sono turisti che provengono da molti paesi (tra cui l’Italia) e non sono solo “brutti” americani.

Le guide turistiche, inoltre, hanno accumulato alcune domande e commenti sorprendenti da parte dei turisti.  Ecco degli esempi da Roma:

  • “Mosè ha posato per Michelangelo?”
  • “Gesù ha posato per la “Pietà?”
  • Dentro la Cappella Sistina: “Ma perché siamo qui?”
  • Dentro San Pietro: “Dove l’ultima cena?”
  • “Michelangelo ha assistito all’Ultimo Giudizio?”
  • Al Foro Romano: “È solo un mazzo di pietre, perché non costruire un grattacielo moderno?”
  • Al Colosseo: “Questo sarà fantastico quando verrà completato!”
  • Uno studente: “Il mio professore mi ha detto di leggere Dan Brown prima di arrivare a Roma.”

È facile capire perché le guide turistiche siano un po’ stufe.  Molti sono archeologi e storici dell’arte che sono appassionati della città e del lavoro.  Quando accompagnano i gruppi di stranieri a visitare i monumenti simbolo della Capitale, cercano di insegnare la storia dei capolavori.  Loro vogliono che i turisti scoprano la Roma imperiale e che vedano la grande bellezza dell’arte rinascimentale e barocca.  Ma le domande che ricevono li demotivano a continuare.

Speriamo che queste domande provengano da giovani turisti nella loro prima visita a Roma.  Speriamo che sia solo la loro prima tappa sul “The Grand Tour”.  Abbiamo fede che forse le lunghe file sotto il sole fuori dei musei, monumenti, e chiese abbiano causato a queste persone un leggero giramento di testa.  Speriamo che il fatto che abbiano assunto una guida significhi che vogliono imparare di più.  Speriamo che questi turisti siano “una goccia nel mare” delle masse che vengono ogni anno in Italia.

 

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