L’Andrea Doria

Era una notte nebbiosa nelle acque al largo di Nantucket, Massachusetts, 60 anni fa (nel luglio 1956).  Una lussuosa nave da crociera italiana che portava 1.700 passaggeri e l’equipaggio si stava dirigendo verso il porto di New York.  Alle 23:10, un transatlantico, la Stoccolma, che si stava dirigendo verso l’Europa, colpì l’Andrea Doria su un lato, creando un squarcio profondo di 40 piedi.  Sirene e urla penetrarono la notte tranquilla.  Si tratta di uno di più famosi disastri nella storia marittima, ma è anche uno dei più grandi salvataggi di mare.download

Per un paese che si stava ricostruendo dopo la seconda guerra mondiale, l’Andrea Doria era un’icona di orgoglio italiano.  Fu battezzata con il nome di Andrea Doria, un ammiraglio Genovese del sedicesimo secolo.  Fu tra le più grandi, più veloce, e presumibilmente più sicure navi sui mari. Misurava 700 piedi di lunghezza con un doppio scafo e l’altre caratteristiche di sicurezza.  Fu spesso chiamata “la galleria d’arte galleggiante” a causa della sua impressionante collezione.  In quella notte fatale, l’Andrea Doria stava facendo la sua centesima traversata transatlantica.

download (1)Dopo che la Stoccolma (circa la metà delle dimensioni dell’Andrea Doria) perforò il suo fianco, l’Andrea Doria cominciò a sbandare gravemente, rendendo la metà delle scialuppe di salvataggio inutilizzabili.  Ma la progettazione tecnicamente avanzata mantenne a galla la nave per 11 ore.  Sette navi risposero alle chiamate del SOS e salvarono tutti eccetto 46 persone sull’Andrea Doria.  Cinque morirono sulla Stoccolma.

Le indagini iniziali del disastro posero la maggiore colpa sulla nave italiana per diverse ragioni, tra cui c’era una velocità non sicura nella nebbia.  Ma le scoperte successive indicarono che una lettura errata del radar sulla nave svedese avviò la rotta di collisione.

Negli anni dopo che l’Andrea Doria affondò a 250 piedi di profondità nell’oceano, essa è download (2)diventata una calamita per i cercatori di tesori.  Ma 16 di quei sommozzatori sono morti, tra cui uno l’anno scorso, a causa della profondità, le temperature dell’acqua, e delle correnti.  L’Andrea Doria si è guadagnata il soprannome, “il Monte Everest delle immersione subacquee.”  Recentemente le immagini dalla prima immersione sommergibile alla nave hanno dimostrato che la nave era deteriorata più di quanto inizialmente previsto.  Un’altra spedizione è prevista il prossimo anno con l’obiettivo di creare un’immagine completa in 3-D del relitto.

 

 

 

 

 

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The Andrea Doria

It was a foggy night in the waters off Nantucket, Massachusetts, 60 years ago (July 1956).  An Italian luxury liner with 1,700 passengers and crew steamed toward New York Harbor from Genoa, Italy.  At 11:10 pm, a Europe-bound liner, the Stockholm, rammed into the Andrea Doria’s starboard side, slicing a 40-foot gash.  Sirens and screams pierced the quiet night.  It is one of the most famous disasters in maritime history, but it is also one of the greatest sea rescues.download

For a country rebuilding after WWII, the Andrea Doria was an icon of Italian national pride.  Named after the 16th century Genovese admiral, the Andrea Doria was among the largest, fastest, and supposedly safest on the seas.  It was 700’ long with a double hull and other safety features.  It was often called “the floating art gallery” because of its impressive collection.  On that fateful night, the Andrea Doria was making its 100th transatlantic crossing.

After the Stockholm (at roughly half the size of the Andrea Doria) pierced its side, the download (1)Andrea Doria listed severely to the starboard, making half of its lifeboats unusable.  But its advanced technical design kept the ship afloat for 11 hours.  Seven vessels responded to the SOS calls and saved all but 46 on the Andrea Doria.  Five perished on the Stockholm.

Original investigations into the crash placed greater blame on the Italian liner for several reasons, including an unsafe speed in the fog.  But subsequent discoveries indicated that a misreading of radar on the Swedish ship initiated the collision course.

download (2)Over the years after the Andrea Doria sank 250 feet to the bottom of the ocean, it became a magnet for treasure seekers.  But 16 of those scuba divers have died, including one last year, because of the depth, water temperature, and currents.  It has earned the Andre Doria the nickname, the “Mount Everest of scuba diving.”  Recently, images from the first submersible dive to the ship showed that it had deteriorated more than initially anticipated.  Another expedition is planned next year with the goal of creating a comprehensive, 3-D image of the wreck.

 

 

 

 

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L’Eleganza del cibo

Carol Del Cielo è il nostro blogger ospite di questa settimana.  Il 19 maggio, ha riferito qui su Graffiti Virtuali, su come Firenze sta combattendo il vandalismo dei suoi monumenti con uno strumento innovativo—il computer tablet.  Questa volta riporta su una mostra che ha visto in una visita recente a New York City dove è cresciuta.  Carol è un anestesista a Santa Barbara, studia italiani, ed ha forti legami con i suoi parenti in Italia.

Mentre  ero a New York, ho visto una mostra che si chiama “L’Eleganza del Cibo”. Questa l_eleganza_del_cibo_largemostra  celebra  un amore italiano fra la moda e l’alimentazione. Dopo l’inaugurazione avvenuta al Museo dei Mercati di Traiano a Roma nel Maggio 2015, L’Eleganza del Cibo è arrivata a New York City.

La mostra è presentata dal Italian Trade Commission in collaborazione con l’Unindustria, la confederazione generale dell’industria italiana.   Il suo scopo è quello di esplorare la miscela tra le culture dell’alimentazione e della creatività  “Made in Italy”. La mostra comprende 58 vestiti e accessori scelti dai curatori Stefano Dominella e Bonizza Giordani Aragano. Comprende anche le immagini fotografiche e video lungo un percorso creativo contemporaneo dove la traduzione del “bello e ben fatto” Italiano si mischia  a suggestioni gastronomiche. La mostra è una dimostrazione di quanto la moda ha saputo trarre ispirazione dal buon cibo.

dress-with-apple-slice-the-elegance-of-food-RomeGli abiti realizzati dai piu grandi stilisti, dal 1950 ad oggi, insieme alle creazioni di designers emergenti, raccontano la storia inedita del connubio seducente tra “moda” e “gusto”. Gli stilisti includono Etro, Valentino, Gucci, Romeo Gigli, Gattinoni, Salvatore Ferragamo, Moschino e Laura Biagiotti. Per esempio,  Etro fa suo lo slogan “Noi siamo ciò che mangiamo” così le meravigliose stampe della Maison si animano di pasta e crostacei crudi, in composizioni grafiche create con immagini digitali in cui i pranzi, italianissimi nella loro rappresentazione, si trasformanoGattinoni-by-Mariotto in un caleidoscopio di colori e sapori. La mostra ha un aspetto surreale perché tutte le cose non sono quelle che la gente di solito vede sui vestiti.  Il primo vestito che la gente vede come entra nella mostra  è  il “bread dress” di Gattinoni. Il vestito  è composto di un bustier scolpito con vere spighe di grano e pantaloni  ricamati con biscotti e salatini glassati e cristalizzati. Un altro stilista, Tiziano Guardini, ha creato un vestito ispirato  dalla moda  di diciannovesimo secolo  che è accentato con rami di ulivo e foglie.

olive or bamboo?C’è un abito da Giorgio Armani che è ispirato al bamboo, pianta delicata e robusta al tempo stesso, sempre più in voga nell’industria ecosostenibile.   Salvatore Ferragamo, pioniere nell’utilizzo di materiali poveri come  il sughero,  la raffia e la canapa, ha scelto di esibire alcune delle sue calzature più famose tratte dal suo prezioso archivo storico  Ken Scott, il giardiniere della moda e unico stilista americano, ha scelto di inneggiare al cibo attraverso le vivaci stampe dei suoi abiti cioè, the-elegance-of-food-Rome_3piselli carciofi, mele  che diventanto “ un meraviglio orto” da indossare.

Questa mostra si intende di  rafforzare le esportazioni italiane. Con 67.7 miliardi di dollari delle esportazioni ogni anno, la moda e’ il leader del settore in Italia. Il cibo e’ terzo con 45 miliardi di dollari di cui 20 miliardi sono per il vino. L’ interior design e’ il secondo con 50 miliardi  di dollari di esportazioni.

Dichiara  il curatore, Stefano Dominella “ Mi sono interrogato spesso in questi ultimi anni circa il parossismo che sta focalizzando la nostra attenzione…da una parte l’edonismo, la cura del corpo, l’essere magri ed in forma ad ogni costo, sul gusto e sulla golosità in genere che scaturisce un’ansia alimentare. E’ in questo clima da “Dolce Vita” dell’alimentazione che ho maturato l’idea di una mostra che coniugasse moda e cibo. Per sorridere di questa strana coppia ma anche per approfondire e sensibilizzare le mille sfumature legate ad essa, non per ultimo il rispetto per la natura è per l’ambiente.”

 

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