I Misteri dei Bronzi di Riace

Il sommozzatore, che era un chimico romano, li ritrovò il 16 agosto 1972.  A trecento metri under-waterdalla costa di Riace, ad otto metri di profondità, il subacqueo prima vide un braccio.  Pensò che appartenesse a un cadavere.  A quel tempo, non sapeva che questo sarebbe stato uno dei più straordinari ritrovamenti archeologici del secolo.  E non sapeva del mistero che sarebbe seguito.

Chi erano quei due ragazzi di bronzo tirati fuori dalle acque cinque giorni dopo dai carabinieri sommozzatori di Messina?  Da dove provenivano?  Chi li aveva creati?  Erano statue trafugate e affondate in un naufragio?  Molte domande emersero nei giorni e negli anni seguenti e non hanno mai avuto risposta.  Ecco alcune delle questioni.

i-bronzi-1I due bronzi—a volte chiamati Il Giovane e l’Adulto –sono stati ribattezzati dal paese della Calabria dove furono portati a riva: Riace.  Non sono gemelli e non furono opera della stessa mano.  Chi li immaginò e ne definì i lineamenti creando un modello di cera per farne uno stampo di argilla su cui far colare il bronzo fuso (la cosiddetta fusione a cera persa) furono due artisti diversi.  Ancora oggi non sappiamo i loro nomi.

A causa dell’argilla che rimase all’interno dei bronzi, gli esperti oggi credono che fossero prodotti ad Argo e ad Atene, nelle botteghe dei migliori artisti dell’antichità durante il quinto secolo a.C.  Il Giovane sembra appartenere allo stile detto Severo, tra il 480 e il 450 a.C.  L’Adulto sembra appartenere, invece, allo stile Classico, trent’anni più tardi.  Ci sono molte ipotesi sugli autori di questi capolavori.  Secondo alcuni, Ageladas di Argo, bronzista della Scuola del Peloponneso, creò il Giovane mentre l’Adulto fu opera del discepolo più celebre di Ageladas, Policleto, con cui scrisse il Canone, che definisce per gli artisti rinascimentali e per sempre le proporzioni geometriche con cui ricreare la bellezza.  Secondo altri, il primo fu opera di Fidia, il più straordinario artista chiamato da Pericle alla realizzazione dell’Acropoli di Atene, e il secondo fu creato da Alcamene, un allievo di Fidia.

Chi o che cosa i bronzi rappresentano?  Alcuni storici dell’arte pensano che l’atteggiamento testealtero del Giovane è simile a quello di Agamennone.  L’Adulto è più maturo, e la calotta che copre il capo riproduce una cuffia in cuoio indossata sotto l’elmo dagli strateghi.  Secondo un’altra ipotesi invece i due guerrieri sarebbero un Greco e un trace.  Possiamo vedere che impugnavano uno scudo nella sinistra e, secondo la maggior parte delle ipotesi, una lancia nella destra, mentre in testa, reclinato all’indietro, come usavano nei momenti di riposo, portavano un elmo corinzio.

Ma nessuno può dire dove siano finite l’elmo, la lancia, e gli scudi.  Erano stati persi in un naufragio?  Fu un vero naufragio?  O la nave che li portava se ne sbarazzò quando il pericolo del mare rese il carico insopportabile?  Il fondale di Riace, esplorato accuratamente solo un anno dopo la scoperta, non ha restituito nulla.  E dove si dirigevano allora i bronzi, quando si inabissarono?  Probabilmente arrivavano dalla Grecia e andavano a Roma nell’epoca in cui i Romani, sedotti dalla bellezza che i Greci avevano creato, cercavano di adornare le loro case con pezzi di arte che si sarebbero affannati a riprodurre in copie di marmo.  I bronzi greci erano costosi, magnifici e unici, benché all’epoca innumerevoli sono arrivati solo attraverso le riproduzioni in marmo.  Ci furono epoche in cui l’ignoranza spinse a fondere il bronzo per ricavare tutto fuorché arte, soprattutto armi.

museoBei bronzi sono, infatti, abbastanza rari nel mondo d’oggi.  Ma i Bronzi di Riace sono ora in mostra nel nuovo Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.  Ha aperto nell’aprile 2016.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Posted in Arte, Foto, Italia, Italiano, Storia | Leave a comment

The Mysteries of the Riace Bronzes

The deep-sea diver, who was a Roman chemist, found them in August of 1972.  At 300 under-watermeters from the coast of Riace, at 8 meters deep, the diver first saw an arm.  He thought it belonged to a cadaver.  At that time, he did not know that this would be one of the most extraordinary archeological finds of the century.  And he certainly didn’t anticipate the mysteries that would follow.

Who were these two bronze youths retrieved from the water five days later by carabinieri scuba divers from Messina?  Where did they come from?  Who created them?  Were they smuggled statues that sunk in a ship wreck?  Many questions would emerge in the days and years following that have never been answered.  Here are some of the issues and theories.

i-bronzi-1The two bronzes—at times called the Youth and the Adult—were “baptized” by the town in Calabria where they were brought ashore: Riace.  They are not twins and they are not the work of the same hand.  Whoever imagined them and defined their features by creating a wax model to make a clay mold in which to pour the molten bronze (the so-called lost wax casting) were two different artists.  Even today we do not know their names.

Because of the clay that remained inside the bronzes, experts today believe that they were created in Argos and Athens, in the workshops of the best artists of antiquity during the fifth century BC.  The Youth seems to be in the style called “Severe” between 480 and 450 BC.  The Adult seems to be in the Classical style, 30 years later.  There are many theories about the authors of these masterpieces.  According to some, Ageladas of Argos, a bronze artist from the School of Peloponnesus, created the Youth, while the Adult was the work of the more famous disciple of Ageladas, Polyclitus, with whom he wrote the Canon, defining for Renaissance artists and those who followed the geometric proportions with which to recreate beauty.  According to others, the first was the work of Phidias, the most extraordinary artist called by Pericles to create the Acropolis of Athens.  And the second was created by Alcamene, a student of Phidias.

Who or what do these bronzes represent?  Some art historians think that the haughty testeattitude of the Youth is similar to that of Agamemnon.  The Adult is more mature, and the shell that covers the head is like the leather cap worn under the helmet by those in battle.  According to another theory, instead of two warriors, they could be a Greek and a trace (a type of gladiator).  We can surmise that they were holding a shield in the left hand, and, according to most hypotheses, a spear in the right, while on his head, leaning back as in moments of rest, they wore a Corinthian helmet.

But no one can say where the helmet, the spear, and the shields ended up.  Were they lost in a shipwreck?   Was there, in fact, a shipwreck?  Or did the ship that brought them dump them when the sea conditions made them an unbearable burden?  The backdrop of Riace, thoroughly explored only a year after the discovery, turned up nothing.  And where were the bronzes headed when they sank?  Most likely they started from Greece and were heading to Rome at a time when the Romans, seduced by the beauty that the Greeks created, sought to adorn their houses with art that they would have strived to reproduce in marble.  The Greek bronzes, in fact, were expensive, beautiful and unique, and countless have come to us only through marble reproductions.  There were times, too, in which the ignorance of such beauty led to the melting of the bronze to gain other things, notably weapons.

museoBeautiful bronzes are, in fact, rare in the world today.  But the Bronzes of Riace are now on display at the new National Archeological Museum of Reggio Calabria, which opened in April of 2016.

 

 

 

 

 

 

Posted in Arte, English, Foto, Italia, Storia | 2 Comments

Attraverso gli occhi d’Italia: Un giro di Santa Barbara, in California

Tutto comincia qui…all’angolo delle strade di Olive e Cota.  All’inizio del ventesimo secolo, come gli immigrati italiani inondarono la costa orientale degli Stati Uniti, poche persone sapevano che sulla costa occidentale a Santa Barbara, una città di solo circa 20.000 persone a quel tempo e circa 90.000 di oggi, ci fu anche una “Little Italy”.  Fu costruita per lo più dai tagliapietre che venivano in origine dal Veneto.  La loro arte può essere notata su edifici e mura in tutta la città.  Come la sua controparte a New York, non molto rimane della “Little Italy” a Santa Barbara…eccetto un ristorante.p1160495

Il Caffè di Arnoldi è il più antico ristorante italiano a Santa Barbara.  Dal suo esterno in pietra sgrossata, si entra in un vivace bar e la sala da pranzo rivestita con vecchie foto e altri cimeli.  Poi si vede e sente l’odore meraviglioso del cibo: le linguine con vongole, le trenette al pesto, e gli gnocchi con una scelta di salse Tricolori.  Si può cenare all’aperto o sorseggiare un aperitivo sotto una pergola su un patio con luci scintillanti, e guardare i giocatori di bocce competere sui due campi all’aperto.  È da Arnoldi che ogni lunedì sera un gruppo di italofili si riuniscono in “Parliamo!”  Praticano l’italiano, scambiano consigli di viaggio, spettegolano, e, naturalmente, banchettano con la pasta.

Non lontano da Arnoldi, nel cuore di Santa Barbara, c’era il vecchio negozio di riparazione di scarpe di Salvatore Ferragamo.  Dalle sue umili origini nella regione della Campania, emigrò negli Stati Uniti all’età di 16 anni all’inizio del 1900 e si stabilì a Santa Barbara.  Il suo negozio ebbe molto successo in questa città, dove anche uno dei primi studi cinematografici fiorì.  Salvatore lasciò il negozio per trasferirsi a Hollywood per seguire la sua nuova vocazione—la progettazione di calzature per i film…e, infine, per i ricchi e i famosi in tutto il mondo.

Ma il collegamento tra l’Italia e Santa Barbara risale ben al di là del ventesimo secolo.  Dopo tutto, il nome che abbellisce la nostra città, provincia, canale, e missione proviene dalla santa che si venera in molte religioni, tra cui il cattolicesimo romano.  Anche se i fatti della sua vita non sono ufficialmente documentati, si ritiene che morì in Italia.  La festa di Santa Barbara è il 4 dicembre, il giorno in cui fu martirizzata perché si era convertita al cristianesimo.  Santa Barbara è la patrona in molte città italiane, tra cui Colleferro (nel Lazio), Bellano (nella Lombardia), Paternò (nella Sicilia), e Salento (nella Campania).  A Santa Barbara, una bella statua di legna che la rappresenta, adorna l’altare maggior della missione; la rappresentazione più antica conosciuta di lei è un affresco dell’ottavo secolo nella chiesa di Santa Maria al Foro Romano.p1160500

Sotto l’occhio vigile di Santa Barbara, I Madonnari, una festa che celebra i pittori dei marciapiedi (artisti di gesso), ha luogo vicino alle scale della Missione ogni maggio.  Questa pratica antica probabilmente risale al tredicesimo secolo, quando gli artisti che avevano completato il loro lavoro nelle cattedrali italiane riproducevano le immagini della Madonna sulla terra battuta o sulle piazze lastricate con gesso, mattoni, carbone, e pietre colorate.  Negli anni, la pratica quasi scomparve.  È stata ripresa nel 1973 a Grazie di Curtatone, una piccola città italiana a sud est di Milano.  E la sua prima apparizione nell’emisfero occidentale è stato, infatti, alla Missione di Santa Barbara nel 1987.

Dalla missione, andiamo a un altro punto di riferimento—il Palazzo di Giustizia di Santa Barbara, uno straordinario capolavoro architettonico in stile coloniale spagnolo, che è molto diffuso in tutta la città.  Particolarmente drammatiche sono le grandi porte di legno intagliate agli ingressi—alcuni imbellite da rame martellato.  All’interno ci sono graziosi archi, scale a chiocciola, e le gallerie che si aprono su balconi.  I corridoi sono rivestiti con piastrelle provenienti dalla Tunisia, i pavimenti con piastrelle in cotto e piastrelle decorative da Siviglia, Spagna; griglie in ferro battuto, ringhiere, e illuminazione anche in stile spagnolo.p1160485-1

Eppure due dei principali artisti che decorarono il palazzo di giustizia erano italiani.  Giovanni Battista Smeraldi (1868-1947) nacque in Sicilia, dipinse tutti i soffitti colorati ed elaborati.  La magia del suo pennello ha toccato le pareti di alcuni degli edifici più famosi del mondo, tra cui il Vaticano, la Casa Bianca, la Grand Central Station a New York, il Biltmore Hotel a Los Angeles, e il Breakers a Palm Beach, in Florida.

Ettore Cadorin (1876-1952), nacque a Venezia, scolpì la famosa fontana dei delfini, che è chiamata “Lo Spirito del Mare,” all’ingresso del tribunale.  Il Cadorin fu professore di arte e letteratura alla Columbia Università prima di fondare il suo studio a Santa Barbara.  I suoi lavori includono anche sculture architettoniche, monumenti e statue in pietra, bronzo, e avorio.  La sua statua in bronzo di Padre Serra rappresenta lo stato della California nel campidoglio di Washington, DC.fontana

Un giro di Santa Barbara non sarebbe completo senza una visita alle sue bellissime spiagge che ai miei amici italiani ricordano le spiagge del Bel Paese.  Qui A Santa Barbara c`e` molta polemica riguardo le navi da crociera giganti che entrano nel porto…proprio come a Venezia, dove i segni di protesta leggono “No Grandi Navi”.  Sono le spiagge, le montagne, il clima, e la vegetazione che attirano tanti italiani in questa bella città.  Infatti, abbiamo tre organizzazioni di servizio italo-americani qui…e stiamo tutti lavorando per aiutare la gente di Amatrice.ocean

Una volta iniziato questo giro in un ristorante italiano, si finisce in un altro stabilimento culinario con un forno a legna per la pizza.  Ecco un autentico forno a legna che riscalda a 800 gradi Fahrenheit e cuoce la pizza margherita in circa un minuto.  È stato progettato da Giuseppe Crisà, un ingegnare siciliano di Palermo, che possiede un attività qui a Santa Barbara, e spedisce forni in tutto il mondo.  In realtà, se posso vantarmi del mio amico, penso che sia il miglior produttore di forni in tutto il mondo!11834700_1129385910410600_4639632809536436118_o-1

 

 

 

 

 

 

 

 

Posted in Architecture, Arte, California, Foto, Italiano, Santa Barbara, Sicilia, Venezia | 2 Comments