Nella mia classe italiana, l’insegnante Gabriella, gli altri studenti, ed io abbiamo giocato lo
Scrabble in italiano. È stato davvero divertente, ma non facile. Marilyn, un’amica ci ha prestato il gioco, e Lee, un studente nella classe, ho scritto le regole in italiano. Le regole sono molto simili a quelle in inglese. Ma giocando il gioco è differente—la distribuzione delle lettere è diverso e, ovviamente, si deve pensare in italiano! Ecco una storia breve del gioco, e anche alcune differenze tra la versione italiana e quella inglese.
Lo Scrabble è un gioco di parole in cui tra due a quattro giocatori ricevono punti mettendo tessere, ciascuna con una singola lettera, su un tabellone di gioco che è diviso in una griglia di 15 per 15 caselle. Le tessere devono formare parole, che, come in un cruciverba,
scorrono orizzontalmente or verticalmente. Le tessere hanno valori diversi, a seconda della loro frequenza o rarità in quella lingua. E alcune delle caselle sulla plancia di gioco hanno valori diversi che indicano quando raddoppiare o triplicare il valore di una lettera o della parola completa. L’obbiettivo del gioco è guadagnare quanti più punti possibile fino a quando tutte le lettere sono state usate, o quando non c’è la possibilità di formare più parole.
Il gioco è stato inventato nel 1938 da Alfred Mosher Butts, un architetto americano. Secondo un racconto popolare, Butts ha risolto la distribuzione e i valori dei punti di ogni lettera per effettuare un’analisi di frequenza delle lettere dalla prima pagina del New York Times. Ha chiamato il gioco “Criss-Crosswords.” Ha fatto alcuni set se stesso, ma non è riuscito a vendere il gioco a nessuna dei principali produttori di gioco del giorno.
Nel 1948, un uomo chiamato James Brunot, un residente di Newtown, Connecticut, ha
acquistato i diritti per la fabbricazione del gioco in scambio di una royalty su ogni unità che fosse venduta. Brunot ha apportato alcune modifiche nel gioco e ha anche cambiato il nome a quello di “Scrabble,” una vera parole che significa “grattare freneticamente”. L’anno seguente, Brunot e la sua famiglia avevano realizzato 2.400 set in un ex edificio scolastico, ma persero tutti i soldi.
Secondo la leggenda, il punto di svolta avvenne nel 1952 quando Jack Straus, il presidente
di Macy a New York, giocò il gioco in vacanza. Al suo ritorno, fu sorpreso di scoprire che il suo negozio non vendeva il gioco. Ha fatto una grande ordinazione ed entro un anno, “tutti nedovevano avere uno”. Non in grado di soddisfare la domanda, Brunot vendette i diritti di produzione a Selchow e Righter, una società della Long Island. Nel suo secondo anno, tale società vendette 4 milioni di set. Nel 1986, Selchow e Righter è stata venduta a Coleco, che poco dopo è andata in bancarotta. Hasbro ha acquistato i beni della società, tra cui lo Scrabble e il Parcheesi.
Oggi il nome di Scrabble è un marchio di Hasbro, Inc. negli Stati Uniti e in Canada ed è stato venduto dalla divisione Parker Brothers di Hasbro dal 1999. In altri paesi, Scrabble è un marchio di Mattel. Il gioco è venduto in 121 paesi ed è disponibile in 29 lingue. Circa 150 milioni di set sono stati venduti in tutto il mondo e circa un terzo delle case americane hanno un set.
Ci sono almeno due versioni di Scrabble sia in inglese che in italiano. L’edizione in inglese contiene 100 tessere. (C’è anche un gioco chiamato Super Scrabble che ha 200 tessere.) Le 2 versioni italiane hanno 120 tessere. Le lettere J, K, W, X, e Y sono assenti perchè queste lettere non esistono in italiano o esistono solo in linguaggio tecnico e in parole straniere.
Scarabeo è una variante italiana di Scrabble che è molto più popolare in Italia rispetto al
gioco originale. Si gioca con un bordo 17 x 17 e si utilizza 130 tessere.
La grandissima differenza tra il gioco inglese e quello italiano è il numero e la distribuzione delle vocali. La versione inglese ha 9 “A”, 12 “E”, 9 “I”, 8 “O” e 4 “U”. La versione italiana ha 14 “A”, 11 “E”, 12 “I” 15 “O” e 5 “U”. Ci sono anche differenze di consonanti. Per esempio, in inglese ci sono 2 “C”, 2 “M” e 1 “Z”. In italiano ci sono 4 “C”, 5 “M” e 2 “Z”.
Se provi di giocare il gioco italiano con tessere americane, sarà molto difficile!
serve dire altro: è l’Opening day il vero inizio della primavera. Chi invece non lo conosce e storce il naso—“troppo pause, è noioso, non è atletico, è troppo americano, ecc—potrebbe riflettere su questa teoria: il baseball non è lo sport dove non succede niente, ma quello dove succede molto.
In un certo senso, il baseball è un gioco di fallimento. Le migliori
squadre non vince 2 su 3 partite. Alla fine della stagione, una percentuale di vincite è di solito intorno 0,575. I battitori stelle colpiscono solo circa ,300 per cento – vale a dire, ottengono un successo 3 volte su 10 che arrivano al piatto. E il lanciatore medio vince meno della metà delle sue partenze.
I campioni in carica sono i Kansas City Royals che hanno vinto 95 partite l’anno scorso nella regular season. Divennero noti come una squadra con un grande atteggiamento, in parte perché è
2014, e gli americani si domandano ancora se siano una “dinastia vincente”. Hanno uno stadio bellissimo, sulla baia di San Francisco, con i tifosi in barca che aspettano di raccogliere nell’acqua le palle fuoricampo.
Ma la più grande rivalità possibilmente in tutti gli sport è tra i New York Yankees e i Boston Red Sox. I New York Yankees sono la Juventus del baseball con più titoli (27) e più tifosi in tutto il Paese. Li ami o li odi. I tifosi del Red Sox li chiamano “L’impero del male.” La rivalità risale ai primi anni del 1900. Il proprietario dei Red Sox ha venduto il giocatore stella, Babe Ruth, agli Yankees. Dato che i Red Sox non hanno vinto la World Series per più di 90 anni, questo è conosciuto come “la maledizione del Bambino”. Ora che i Red Sox hanno vinto 2 titoli nel ventunesimo secolo, la maledizione si è sollevata.
Combattimenti nello stadio (e fuori dallo stadio) sono brutti, così come sono i lanciatori che lanciano palle a 90 miglia all’ora alla testa di un battitore. Come tutto il resto, il nostro passatempo nazionale ha un lato cattivo.
Ci sono molti film riguardo il lato romantico del baseball. Tra i miei
preferiti è “Bull Durham,” in cui Susan Sarandon ogni anno esce con un giocatore della squadra della lega minore locale. Una delle sue migliori linee è: “Io sono in serie monogama”. Più di recente, “Moneyball”, interpretato da Brad Pitt è un film divertente e intelligente riguardo l’arte e la scienza moderna del baseball.