Renzi e l’Italia nella strutture di potere in Europa

L’Italia ha dato all’Europa molte cose, ma in questa epoca moderna raramente la leadership politica.  Tra i paesi dell’Unione Europea, l’Italia è importante ma non sempre influente, in parte a causa della disfunzione decennale della sua politica.  La Francia e la Germania tradizionalmente impostano l’ordine del giorno, mentre l’Italia è spesso un partner minore, e a volte un baraccone di fumetti.

Così comincia un articolo del New York Times dal titolo:  “Matteo Renzi, il premier Renziitaliano, preme per un posto al tavolo del potere dell’Europa.”  L’articolo è stato pubblicato nel gennaio 2016 proprio nel giorno del faccia a faccia a Berlino tra il presidente del Consiglio e la Cancelliera tedesca Angela Merkel.  Il quotidiano USA descrive l’evoluzione dei rapporti politici tra l’Italia e l’Ue.  L’analisi parte dall’”approccio conflittuale” (in parte a causa della frustrazione) del premier che “ha portato nuove tensioni nell’area” e dal fatto che il segretario dem esiga che “la voce dell’Italia debba essere ascoltata e presa seriamente in considerazione”.  “L’improvvisa rivendicazione di Renzi”—afferma il quotidiano statunitense—“lo ha lasciato in sospeso dall’accusa di essere un ostruzionista e di mettersi in mostra per ottenere punti politici in patria”.

Merkel“Io sono il leader di un grande paese,” il signor Renzi ha detto in un intervisto la settimana prima.  “Io ho le mie idee”—idee che ha senza dubbio condiviso con la Cancelliera Merkel quando i due leader si sono incontrati.  Il leader più potente in Europa sta Hollandeaffrontando la più grave crisi della sua carriera dall’afflusso di rifugiati.  Il New York Times ricorda le parole del presidente del Consiglio in un quotidiano tedesco:  “Se si cerca una strategia complessiva per la soluzione dei profughi, non può bastare se Angela prima chiama Hollande e poi chiama il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, e io apprendo del risultato sulla stampa”.   E ancora: “Dopo due anni ad ascoltare, ora parlo io”.

Il signor Renzi sostiene che l’Europa manca di una grande visione positiva sulla lotta contro la disoccupazione e stimolare la crescita.  Sostiene che l’Europa ha bisogno di una strategia di politica estera nel Medio Oriente e in Africa per frenare la migrazione.  Dice che i burocrati a Bruxelles devono concentrarsi più sul combattere i governi nazionali sulla flessibilità di bilancio e raggiungere riduzioni del deficit.

Avvicinando il suo anniversario di due anni come primo ministro, il signor Renzi dice che la credibilità italiana ha sofferto nel passato a causa di una disfunzione politica.  Sostiene che sotto la sua guida, l’Italia ha ormai guadagnato il diritto di essere presa sul serio, dato che il suo governo ha approvato una serie di politiche, sindicali, di pubblica amministrazione e di reforme economiche.  “Non siamo il bambino problema dell’Europa…in effetti, contribuiamo più alle casse europee di quanto riceviamo in cambio”.

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