In passato ci sono stati diversi studi scientifici che mostrano che conoscere due lingue protegge il cervello dalla demenza. Ora uno studio italiano ha messo in luce come questa attività modifichi la funzione cerebrale e protegga dall’Alzheimer.
Lo studio è stato condotto dai ricercatori del San Raffaele di Milano ed è stato pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences.” Hanno studiato 85 pazienti dall’Alto Adige affetti da Alzheimer di cui metà italiani monolingua e metà bilingue.
Come gli altri studi, questo studio ha mostrato che i pazienti bilingue affetti da demenza erano in media 5 anni più vecchi rispetto ai monolingua. Gli studi hanno anche mostrato che i bilingue hanno ottenuto punteggi più alti in alcuni test cognitivi volti a valutare la capacità di riconoscere luoghi e volti.
Lo studio italiano ha utilizzato la tecnica di imaging per esaminare l’attività metabolica frontale e la connettività tra specifiche aree del cervello per compensare i danni prodotti dalla malattia. I dettagli sono troppo complicati da spiegare, ma i risultati sono impressionanti. Secondo il leader di ricerca, “Abbiamo scoperto che i bilingue hanno una maggior riserva cerebrale. Studiando anche i bilingue che sviluppano una demenza, abbiamo scoperto che i loro i circuiti del controllo cognitivo sono più forti.”
I ricercatori hanno usato un questionario sull’uso delle lingue. Hanno stabilito che gli effetti positivi del bilinguismo dipendono anche dal livello di esposizione e di utilizzo delle due lingue: più le due lingue sono utilizzate, maggiori sono gli effetti a livello cerebrale e migliore è la performance.
Il punto non è quindi conoscere due lingue, ma usarle in maniera attiva e durante tutto l’arco della vita. È importante promuovere e mantenere l’uso delle lingue e dei dialetti nella popolazione italiana. Se i dialetti non fossero scoraggiati, molti italiani conoscerebbero automaticamente due lingue: l’italiano e un dialetto.
Per altri post sul questo argomento, vedete, Una Lingua o un Dialetto? (il 4 agosto 2016), Dialetti e il bilinguismo (l’8 settembre 2016) e Maria Crisà (il 12 gennaio 2017).
Sant’Erasmus e le Vignole sono piccole isole nella laguna
veneziana, a nord del Lido. Sant’Erasmus era un porto attaccato a Murano nel VIII secolo. Oggi queste isole sono conosciute come “giardini di isola”. Forniscono a Venezia i loro famosi carciofi cucinati in molti stili. Le isole hanno una piccola popolazione; la maggior parte degli abitanti sono in pensione o lavorano in agricoltura.
Normalmente, a Pasqua, gli italiani si riversano a Venezia e dintorni. Ma sembra che questa Pasqua né i visitatori né gli abitanti delle isole non avessero la Resurrezione in mente. Così Don Mario ha attaccato un cartello sul portone della sua chiesa con scritto “La messa è sospesa per mancanza di fedeli”. Ha aggiunto “Don Mario è disponibile su richiesta” insieme al suo numero di telefono.
In questa frazione di circa 40 residenti, di solito la domenica, almeno una decina di persone frequentano la chiesa. Ma in inverno a volte non c’è nessuno, secondo il parroco, “perché fa freddo, la gente si ammala e non esce di casa”. Don Mario è rassegnato alla crescita di secolarizzazione in Italia. Quindi per evitare di essere da solo sull’altare questa Pasqua, ha messo il cartello sul portone dicendo che non ci sarebbe stata la Messa. “Sono qui a fare il parroco da oltre 15 anni e non era mai successo che fossi costretto a chiudere, ma così vanno i tempi. Non ci si può fare niente. Quando i fedeli torneranno, io sarò qui ad aspettarli”.