Tre medici e un ospedale: Così una malattia salvò gli Ebrei durante il seconda guerra mondiale

Era il 16 ottobre 1943, poco dopo le 5.00 del mattino.  Di turno nell’Ospedale Fatebenefratelli, sull’isola Tiberina a Roma, c’erano Giovanni Borromeo, il primario, Vittorio Sacerdoti, un giovane medico praticante ed Adriano Ossicini, uno studente di medicina.  Dal vicino Ghetto ebraico, giunsero rumori di spari e grida: era cominciato il “sabato della vergogna”.    Era il rastrellamento degli ebrei da parte delle truppe naziste, che portò alla cattura di quasi 1.200 uomini, donne e bambini; furono stipati dentro 18 vagoni piombati con destinazione Auschwitz-Birkenau, dove moltissimi vennero immediatamente uccisi nelle camere a gas.

Più tardi, nella sua testimonianza, Ossicini raccontò, “Ricordo ancora lo straziante grido di una madre all’alba, in via delle Reginella, che urlava al suo piccolo ‘Scappa via, bello de mamma, scappa!’”  Ossicini e il suo amico, un combattente antifascista, corsero al Ghetto.  Riuscirono a portare all’ospedale quasi 20 giovani ebrei prima che fossero caricati sui camion.  Altri fuggiaschi arrivarono di propria iniziativa.

 Non erano i primi ospiti segreti all’Ospedale Fatebenefratelli.  Sotto la direzione di Borromeo, l’ospedale accolse e si prese cura dei partigiani, degli aviatori feriti e degli ebrei durante la guerra. Infatti, Borromeo aveva installato una radio trasmittente illegale nel seminterrato per aiutare i partigiani. Ma l’ottobre 1943 era diverso. Per ricoverare gli ebrei dovevano compilare le loro cartelle cliniche. Dovevano scrivere qualcosa per distinguerli dagli altri pazienti come misura protettiva contro una ricerca nazista. Sacerdoti ebbe l’idea della “sindrome K” non solo perché varie malattie iniziano con la lettera K, ma anche come allusione ironica all’ufficiale nazista Kesselring e a Kappler, il primo guidava l’occupazione italiana e il secondo era stato nominato capo della polizia di Roma. Il “morbo di K” era presumibilmente una malattia altamente contagiosa i cui sintomi includevano convulsioni, paralisi, demenza e infine la morte per asfissia.

Verso sera, i nazisti arrivarono sull’isola.  I tre medici li accolsero con una mascherina sulla bocca, perché nell’ospedale fu scoppiata una gravissima epidemia di Morbo K, una malattia terribile, mortale e contagiosissima.  Avevano istruito i pazienti a tossire forte e apparire molto malati. Mentre i nazisti setacciavano l’ospedale in cerca di persone da arrestare, evitavano accuratamente qualsiasi stanza di pazienti affetti dalla malattia K. Poi se ne andarono rapidamente.

Questo atto di coraggio da parte dei medici non è venuto alla luce per più di 50 anni. E a quel tempo, i loro resoconti risultavano differenti l’uno dall’altro: ognuno attribuiva l’idea del morbo K a uno degli altri medici. Mentre il conteggio finale del numero degli ebrei salvati era incerto, l’ingegnosità di questi medici offrì un barlume di speranza all’umanità in un momento in cui le storie a lieto fine erano scarsi. Nel 2004, Borromeo ha ricevuto il riconoscimento postumo come “Giusto fra le nazioni” dallo Yad Vashem, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele. Nel 2016, l’Ospedale Fatebenefratelli è stato riconosciuto come “Casa di Vita” dalla Fondazione internazionale Raoul Wallenberg.

Alcune note personali sui tre medici: Borromeo, un antifascista convinto, aveva rifiutato la gestione di altri ospedali perché gli avevano richiesto l’iscrizione al partito fascista. L’Ospedale Fatebenefratelli, gestito da frati cattolici, era privato e quindi esente da questo tipo di richiesta. Borromeo assunse altri medici che erano stati discriminati, come il dott. Sacerdoti, che essendo ebreo non poteva lavorare in altri ospedali. Il dott. Ossicini era psichiatra e un severo antifascista; lui e il dott. Sacerdoti fornirono assistenza medica ai combattenti della resistenza. Anche se era comunque in pericolo, il dott. Sacerdoti andava spesso nei boschi intorno a Roma per curare i partigiani feriti. Fornì anche assistenza e medicine agli ebrei nel ghetto.

La radio illecita nel seminterrato? Quando i medici si resero conto che i nazisti erano sulle loro tracce, gettarono via le attrezzature nel Tevere.

Nel 2014 la storia di Borromeo è diventata parte di un documentario intitolato “My Italian Secret: The Forgotten Heroes”, narrato da Isabella Rossellini, un’attrice e cineasta italiana, figlia dell’attrice svedese Ingrid Bergman e del regista neorealista italiano Roberto Rossellini.

 

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3 Doctors and a Hospital:  How a disease saved Jews during WWII

It was October 16, 1943, shortly after 5:00 a.m.  On duty at the Fatebenefratelli Hospital, on the Tiber Island in Rome, were Giovanni Borromeo, the head physician, Vittorio Sacerdoti, a young practicing physician, and Adriano Ossicini, a medical student.  From the nearby Jewish ghetto, the sounds of shouts and gunshots arrived.  The “Saturday of Shame” had begun.  It was the round-up of Jews by Nazi troops, which led to the capture of about 1,200 men, women and children; they were crammed into 18 wagons bound for Auschwitz-Birkenau where many were immediately murdered in the gas chambers.

In his later testimony, Ossicini said, “I still remember the heartbreaking cry of a mother on that dawn morning exhorting her little son, ‘Run away, beautiful mamma’s baby, run away!’”  Ossicini and his fascist-fighter friend ran to the Ghetto.  They managed to bring about 20 young Jews, before they were loaded onto trucks, back to the hospital.  Many other fugitives arrived there on their own initiative.

This was not the first time that Fatebenefratelli Hospital served as a sanctuary for Jews.  Under Borromeo’s direction, the hospital sheltered and cared for partisans, wounded airmen and Jews throughout the war.  In fact, Borromeo had an illegal radio transmitter installed in the basement to aid the partisans.  But October 1943 was different.  To hospitalize the Jews, they needed to fill out their medical records.  They had to write something on the chart to distinguish them from other patients as a protective measure from a Nazi search.  Sacerdoti came up with the idea of the “K syndrome” not only because various diseases begin with the letter K, but also as an ironic allusion to the Nazi officer Kesselring, who led the Italian occupation, and Kappler, who had been appointed Rome’s chief of police.  “Syndrome K” was purported to be a highly contagious disease whose symptoms included convulsions, paralysis, dementia and ultimately death by asphyxiation.

That night the Nazis arrived on the island.  The three doctors welcomed them with masks over their mouths, explaining that a serious epidemic of the K-disease had broken out and that it was highly contagious and deadly.  They had instructed patients to cough loudly and appear very ill.  While the Nazis combed the hospital looking for people to round up, they carefully avoided any rooms of patients with the K-disease.  Then they quickly departed.

This act of bravery on the part of the physicians did not come to light for more than 50 years.  And by that time, their accounts varied somewhat—each attributed the idea of the K syndrome to one of the other doctors.  While the final tally on the number of Jews who were saved is uncertain, the ingenuity of these doctors offered a glimmer of hope for humankind at a time when happy endings were in short supply.  In 2004, Borromeo received recognition posthumously as “Righteous Among Nations” by Yad Vashem, a World Holocaust Remembrance Center in Israel.  In 2016, Fatebenefratelli Hospital was recognized as a “House of Life” by the International Raoul Wallenberg Foundation.

A few personal notes about the three physicians:  Dr. Borromeo, a staunch anti-Fascist, had turned down stewardship of other hospitals because they required him to join the Fascist Party.  Fatebenefratelli Hospital, which was run by Catholic friars, was considered private and exempt from this requirement.  Borromeo hired other physicians who had been discriminated against, like Dr. Sacerdoti, who was a Jew and who was unable to practice at other hospitals but was able to practice at Fatebenefratelli under a different name.  Dr. Ossicini was a psychiatrist and staunch anti-fascist; he and Dr. Sacerdoti provided medical assistance to resistance fighters.  Because he was in danger anyway, Dr. Sacerdoti often went to the woods around Rome to tend to wounded partisans.  He also provided care and medicine to the Jews in the ghetto.

The illicit radio in the basement?  When the doctors realized that the Nazis were on their trail, they jettisoned the equipment into the Tiber.

In 2014 Borromeo’s story became part of a documentary called “My Italian Secret: The Forgotten Heroes,” narrated by Isabella Rossellini, Italian actress and filmmaker, who is the daughter of Swedish actress Ingrid Bergman and Italian neorealist film director Roberto Rossellini.

 

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Nuove banconote in euro

Nel 20 ° anniversario anno dell’uscita sull’euro, la Banca centrale europea (Bce) ha emesso nuove banconote da 100 e da 200 euro. Completa la seconda serie di banconote, chiamate serie Europa, che sono state introdotte gradualmente negli ultimi due anni. Le banconote devono essere aggiornate di volta in volta per prevenire la contraffazione. La Bce ha smesso di stampare la banconota da 500 euro nel 2016, a volte chiamato il “Bin Laden”, dopo che la ricerca ha collegato il suo uso al riciclaggio di denaro, all’evasione fiscale e al finanziamento del terrorismo.

La nuova caratteristica di sicurezza sulle banconote da 100 e 200 euro è un ologramma con satellite, con piccoli simboli in euro che circondano il numero 100 o 200. Come la banconota da 50 euro, le nuove presentano anche immagini dell’Europa in un altro ologramma e nella filigrana. Nella mitologia greca, Europa era la consorte di Zeus che, sotto forma di toro, la rapì. Europa identificava nella mitologia greca le terre come figure femminili.

Un’altra nuova caratteristica delle banconote sta nell’angolo inferiore sinistro, il quale cambia colore da verde smeraldo a blu scuro quando si muove la banconota. Il Bce ha collaborato strettamente con persone con problemi di vista per facilitarne l’uso tra questi cittadini. Le nuove banconote hanno cifre grandi in toni più contrastanti per facilitare il loro riconoscimento basato sul colore. Lungo il bordo ci sono segni percepibili al tatto.

Le banconote sono anche più forti rispetto alla prima serie. Resistono ai picchi di temperatura, alle abrasioni, agli accartocciamenti e alla luce del sole. Possono anche essere lavati in lavatrice e stirate. Ciò significa che queste banconote dovranno essere sostituite meno frequentemente, riducendo così i costi e l’impatto sull’ambiente.

L’euro è stato lanciato il 1° gennaio 1999, inizialmente solo per le transazioni contabili e finanziarie.  Alla vigilia del debutto dell’euro, la Bce ha annunciò i tassi di cambio definitivi: un euro sarebbe valso 1.936,27 lire italiane, 1,95583 marchi tedeschi, 6,55957 franchi.  I negozi e altre istituzioni si prepararono ad esporre i prezzi in due valute.  La nuova valuta potrebbe essere utilizzata da 291 milioni di persone per i bonifici bancari e per i pagamenti tramite assegno e carta di credito.

Dal 1 ° gennaio 2002 l’euro ha formalmente sostituito le precedenti valute nazionali. All’inizio venne adottato dagli 11 paesi originari dell’Unione europea: l’Austria, il Belgio, la Finlandia, la Francia, la Germania, l’Irlanda, l’Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, il Portogallo e la Spagna.  Con gli anni l’Unione europea (Ue) si è allargata, quindi e aumenta nuovi stati che sono entrati nell’eurozona: La Grecia nel 2001, la Slovenia nel 2007, Cipro e Malta nel 2008, la Slovacchia nel 2009, l’Estonia nel 2011, Lettonia nel 2014 e Lituania nel 2015.

La Gran Bretagna ha sempre mantenuto la sterlina negoziando una “deroga” dal Trattato di Maastricht che ha dato le fondamenta all’UE. Anche la Danimarca e la Svezia hanno respinto la moneta unica. Invece per Andorra, il Principato di Monaco, San Marino e Città del Vaticano l’euro è la moneta ufficiale.  Ma viene utilizzata anche in Guadalupe, in Martinica e a Saint-Barthelemy nei Caraibi, a Mayotte e a Réunion nell’Oceano Indiano, e nelle Azzorre, alle Canarie, a Madeira, nel Kosovo e in Montenegro.

L’euro è la valuta internazionale più importante dopo il dollaro.  Inizialmente, il tasso di cambio era a 1,18, ma si sono state molte fluttuazioni nel corso degli anni, da un minimo di 0,83 nel 2001 a un massimo storico di 1,60 nel 2008 all’inizio della Grande Recessione.

Il passaggio all’euro ha innescato una serie di polemiche e sfide nel corso degli anni a partire dal tasso di cambio iniziale, che molti hanno considerato troppo oneroso per l’Italia. È stato accusato di aumentare il costo della vita e rimane il facile bersaglio di populisti e sovrani che accusano la moneta unica della crisi economica che ha messo a dura prova l’Italia e altri paesi europei. Si dispiacciono di non essere in grado di svalutare la moneta per migliorare la competitività; tuttavia, ciò comprometterebbe il potere d’acquisto delle famiglie. Finora, l’euro ha resistito ai suoi detrattori. Secondo i sondaggi, il 65% degli italiani preferisce la moneta unica.

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