La polemica sulle navi da crociera

Venezia.  La più potente e ricca repubblica marinara nel Mediterraneo.  La regina dell’Adriatico.  Un sito di eredità mondiale dell’UNESCO.  Venezia è anche  una meta la nave di crocieramolto frequentata dalle navi da crociera di tutto il mondo.   La città, che sopravvisse inondazioni, peste, e guerra per più di 13 secoli, potrà sopravvivere la controversia che circonda queste enormi navi?  È diventato uno dei più controversi argomenti nel mondo dei viaggi.

San MarcoDa un lato sono gli ambientalisti che sono appoggiati da una lunga lista di celebrità.  Dicono che Venezia è troppo fragile per sopportare l’intrusione di questi giganti dell’oceano.  Temono sempre di più i danni agli edifici storici di Venezia causati dagli allagamenti.  Le vibrazioni sott’acqua danneggiano le strutture dei piloni.  Il profilo di queste navi fa sembrare questa bella città ancora piu` piccola.  E poi ci sono i turisti che intasano la calle e ponti.

Dall’altro lato è il settore delle crociere che dice che Venezia è una delle maggiori giudeccadestinazioni nel mondo; è un luogo che aggiunge l’eleganza e la storia di un lungo viaggio.   Mia sorella Maria, che ha viaggiato innumerevoli volte a Venezia con suo marito, dice che le cittadine dicono che le navi da crociera hanno bisogno di Venezia per gli approvigionamenti—acqua e cibo—per lunghi viaggi.  E le imprese locali e il governo certamente beneficiano dalle tariffe delle navi e dei turisti che arrivano.

L’anno scorso Venezia ha imposto limiti per le navi da crociera.  Le navi di oltre 96.000 tonnellate di stazza lorda, che equivale a circa 2.260 passeggeri, non possono andare lungo il Canale della Giudecca e il bacino di San Marco per arrivare al terminale dei passeggeri delle navi da crociera.  Il divieto anche ha limitato il numero delle navi da 40.000 tonnellate  a non più a 5 navi al giorno.

Nel gennaio 2015 il TAR di Venezia ha annullato il divieto.  Ha affermato che qualsiasi restrizione sui viaggi di navi da crociera sarebbe dovuta essere adottata solo dopo  che i percorsi alternativi sono stati stabiliti.  Un suggerimento è stato il canale di Contorta-Sant’Angelo, che è uno scavo proposto da Porto Marghera a Venezia.  La valutazione dell’impatto ambientale della proposta di un nuovo percorso sarà completato nel mese di marzo.  Il progetto richiederà circa 18 mesi per il completamento.   no grandi navi Nel frattempo, navi da crociera stanno accondiscendendo volontariamente il divieto.  L’anno scorso il numero di navi da crociera a Venezia è stata chiuso a 708, rispetto a 809 nel 2012.   Per Venezia non e` prevista nessuna nave da crociera di oltre 96.000 tonnellate di stazza lorda quest’anno, causando una prevista perdita di oltre 300.000 passeggeri.

La polemica continua.  In un post futuro,  scriverò riguardo le navi da crociera a Santa Barbara, situazione non delle stesse proporzioni ma altrettando controversa.

 

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The Controversy over Cruise Ships

Venice:  the richest and most powerful marine republic of the Mediterranean. the Queen of the Adriatic, an unparalleled UNESCO World Heritage site.  Venice also is a very popular la nave di crocieradestination of cruise ships from around the world.  Can the city that survived flood, pestilence, and war for more than 13 centuries survive the controversy surrounding these huge cruise ships?  It has become one of the most controversial topics in the world of travel.

San MarcoOn one side are environmentalists supported by a huge list of celebrities.  They say that Venice is too fragile to withstand the intrusion of these ocean goliaths.  They fear more flooding of Venice’s historic buildings.  The underwater vibrations harm the structures’ pilings.  The profile of these ships dwarfs this beautiful city.  And then there are the tourists themselves who clog the calle and bridges.

On the other side is the cruise industry that says that the great Italian island city is one of giudeccathe world’s foremost destinations—a place that adds elegance and history to a long voyage. Many locals say that the cruise ships need Venice for provisioning—food, water, and supplies—on their lengthy travels.  And local businesses and government certainly benefit from the rates charged to the ships and the tourists who arrive.

Last year Venice imposed limits on the cruise ships:  No ships over 96,000 gross tons, which roughly equates to 2,260 passengers, can sail along the Giudecca Canal and St. Mark’s basin to the city’s main cruise terminal.  The ban also limited the number of ships of 40,000 tons or more to five per day.

In January 2015 Venice’s Regional Administrative Tribunal overturned the ban.  It stated that any restriction on cruise ship travel would be enacted only after alternate routes had been established.  One that is suggested is Contorta-Sant’Angelo canal, which is a proposed excavation from port Marghera to Venice.  The environmental impact assessment of the proposed new route will be released in March.  The project would require an estimated 18 months for completion.no grandi navi

In the meantime, cruise ships are voluntarily complying with the ban as they didn’t know it would be overturned.  Last year the number of cruise ships sailing through Venice was capped at 708, compared to 809 in 2012.  Venice is not expecting any cruise ships over 96,000 gross tons this year, resulting in a predicted loss of about 300,000 passengers.

The controversy continues.  In a future post, I will talk about cruise ships in Santa Barbara harbor—not the same scale, for sure, but controversial as well.

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Pregare per parcheggiare o parcheggiare e pregare?

Nelle grandi città americane, e anche nelle piccole città, il parcheggio è spesso limitato.  È possibile girare per blocchi “pregando” di trovare uno spazio.  Ebbene, in un piccolo borgo italiano, è il contrario:  si parcheggia e poi si prega.

Ecco la storia.  San Lorenzo di Rovetta  è un posto tranquillo nella Valle Seriano, situata panoramic view S. Lorenzonella provincia di Bergamo e nella regione della Lombardia.     Non c’è molto parcheggio per i 1.300 abitanti, e per chi la visita.   Così, don Guido Rottigni, al timone della parrocchia dal 2008, motivato dalla dura crisi economica e la sua missione pastorale, chiesa_sanlorenzoha messo sul tavolo una proposta:  lasciare a disposizione del pubblico il parcheggio di proprietà  della parrocchia.

Ma non gratuitamente.  Il prezzo per il parcheggio è più spirituale che economico.  Come il segno legge, “Ogni sosta, 1 Ave Maria.”    È un segno officiale che è installato dalla parrocchia e aderisce al codice della strada.     Come previsto, il metodo innovativo di “caricare” ha avuto un successo enorme.  Infatti,  il parroco ha annunciato dei possibili adeguamenti:  “In effetti per i furgoni più grande le Ave Maria dovrebbero essere almeno due.”il parcheggio della parrocchia

Forse don Rottigni ha voluto salvare le anime tramite questa iniziativa o forse avviare una nuova frontiera di evangelizzazione nel ventunesimo secolo.    Ma per molti in Italia che hanno vissuto una proliferazione di parcheggi a strisce blu sul marciapiede (parcheggio illegale), la sua innovazione assume connotazioni miracolose.

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