In un post precedente (l’1 del ottobre nel 2015), ho scritto sulla restituzione d’arte – cioè i paesi oggi che richiedono il ritorno d’arte e manufatti, che presumibilmente erano stati rubati . Più di cento anni fa, però, questo funzionava così: semplicemente rubavate il capolavoro dal museo .
La Monna Lisa o La Gioconda (in inglese, Mona Lisa) è il ritratto di una donna dipinto da
Leonardo da Vinci. È stata acclamata come “la più nota, più visitata, più parodiata opera d’arte nel mondo.” Fu dipinta tra il 1503 e il 1506. Leonardo poi la portò con sè a Parigi intorno al 1516, quando fu invitato a lavorare lì dal re Francesco I. Contrariamente alla credenza popolare, non era stata rubata da Napoleone e le sue truppe. L’allievo e assistente di Leonardo, Salaì, presumibilmente ereditò il dipinto alla morte di Leonardo. Allora il re acquistò il dipinto per 4 mila scudi d’oro e lo tenne al Palazzo di Fontainebleau, dove rimase fino a quando Luigi XIV spostò la pittura al Palazzo di Versailles. Dopo la Rivoluzione Francese, fu spostato al Louvre. È stato anche per un breve periodo nella camera da letto di Napoleone nel palazzo delle Tuileries.
Il dipinto potrebbe aver vissuto in una relativa oscurità se non fosse stato rubato nel 1911.
Nell’agosto di quell’anno, un copista, che aveva avuto il permesso di riprodurre l’opera a porte chiuse, andò al Salon Carrè del Louvre, dove la Gioconda era stata in mostra. Tuttavia, dove la Gioconda sarebbe dovuto apparire, invece il pittore trovò quattro pioli di ferro. Le guardie pensarono che il dipinto fosse stato rimosso per ragioni fotografiche. Non fu così. Il Louvre chiuse il museo per una settimana per andare in cerca del ladro.
Il poeta francese, Guillaume Apollinaire, che una volta aveva minacciato di bruciare il Louvre fu sospettato; fu arrestato e imprigionato. Apollinaire provò a coinvolgere il suo amico Pablo Picasso, che fu anche portato in questura per essere interrogato, ma entrambi furano in seguito esonerati.
.
Occorsero due anni prima che il vero ladro fosse scoperto. Un ex-impiegato del Louvre,
Vincenzo Peruggia, rubò il famoso dipinto. Entrò nell’edificio durante l’orario normale, si nascose in un armadio di scope, e uscì dal museo con tutta calma dopo aver chiuso la porta con il dipinto nascosto sotto il suo cappotto. Peruggia era un patriota italiano che credeva che il dipinto di Leonardo dovesse essere riportato in Italia. Riteneva, infatti, erroneamente, che l’opera fosse stata rubata durante le spoliazioni napoleoniche.
Peruggia mise la tela in una valigia e la pose sotto il suo letto in una pensione di Parigi. Dopo aver tenuto il dipinto nel suo appartmento per due anni, Peruggia cresceva impaziente. Infine fu catturato quando tentò di venderlo alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
La Gioconda fu esposta in tutta Italia e fu restituita al Louvre nel 1913. Peruggia fu acclamato per il suo patriottismo in Italia ma servì 6 mesi di carcere per la trasgressione.

La Gioconda al Louvre oggi
Recentemente il New York Times ha pubblicato un “giallo” intitolato “Il Mistero di San Marzano” firmato dal disegnatore Nicholas Blechman. L’autore difende il pomodoro italiano contro le frodi con una divertente serie di immagini. Questo fumetto mi ispira a scrivere su questi pomodori italiani.
molto apprezzato per il suo sapore dolce , la sua bassa acidità, la sua polpa soda, e il colore rosso intenso. La salsa di pomodoro San Marzano è un ingrediente fondamentale della vera pizza napoletana e viene utilizzata dai migliori chef del mondo.
vulcanico ai piedi del Vesuvio, nell’agro Sarnese-Nocerino, vicino a Napoli. A San Marzano il raccolto inizia in agosto e si conclude alla fine di settembre. I pomodori vengono raccolti a mano da una generazione di contadini che è quasi una specie in via di estinzione. Sono soprattutto uomini con più di 50 anni.
San Marzano è una Denominazione d’Origine Protetta (DOP) e solo i pomodori cresciuti qui sono veri San Marzano. Nell’Unione europea i pomodori definiti San Marzano devono rispettare criteri ben precisi stabiliti da un consorzio che regolamenta ogni aspetto, dai semi all’etichetta.
venduti ovunque. Alcuni sono veri e alcuni sono falsi, cioè un prodotto americano o da un altro paese. Come smascherare i falsi? In America non c’è Dop nè un consorzio che protegge dalle
frodi. Quindi, il consumatore deve scoprire la differenza. L’etichetta deve avere le parole, “Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese Nocerino,” e deve avere il codice di identificazione, il marchio Dop o il marchio del consorzio. In aggiunta, i pomodori San Marzano non sono mai spappolati o sminuzzati.