Un gatto eccezionale: Una storia commovente

Nell’agosto 2015, Bella, un abitante di Scandicci, un comune a 6 chilometri sudest di Firenze, è andata in vacanza in Maremma, in Toscana vicino al mare.  Bella non poteva trovare nessuno che potesse guardare il suo gatto, Ogghy, mentre lei era via.  Per non lasciarlo solo a casa, lo ha portato con lei da sua cugina, che abitava a Grosseto, che è a 14 vhilometri dal Mar Tirreno.

Ogghy non si trovava bene lontano da casa.  Un giorno ha spostato la zanzariera della finestra e se ne è andato.  Bella lo ha cercato ovunque.  Ha messo cartelli nel quartiere, ha pubblicato post sui social network, e ha chiamato i gattili della zona.  Nessuna traccia di Ogghy.  Bella aveva avuto il cuore spezzato.  Ma non ha perso la speranza.

Fast forward…un anno e cinque mesi più tardi.  Bella ha aperto la porta e non poteva credere ai suoi occhi.  Lì seduto c’era Ogghy.  Era quasi irriconoscibile: Aveva perso peso, ed era tutto pelle e ossa.  Ma era chiaramente Ogghy con la sua pelle tigrata.

Come è riuscito a tornare a casa da solo?  Nessuno lo saprà mai.  Ma Ogghy aveva percorso 140 chilometri nell’arco di un anno e cinque mesi.  Ha viaggiato tutta la Toscana, attraverso campi, città, e strade trafficate.  Chissà quante ne ha viste e ne ha dovute affrontare per tornare a casa.  Sarebbe come se un gatto camminasse dalla stazione Union di Los Angeles a Santa Barbara.

La prima cosa che ha fatto mettendo la zampina in casa è stata andare alla lettiera, poi dirigersi verso la ciotola del cibo, e poi salire al piano di sopra per sdraiarsi sul pouf preferito.  Era molto debole, piccolo, e magro.  Ma Ogghy aveva avuto la tenacia di tornare.  Il legame tra le persone e gli animali può essere fortissimo.  Ogghy era un gatto eccezionale.

Purtroppo, alcuni giorni dopo che ho letto su Ogghy nel Corriere, ho letto che Ogghy era morto.  Nonostante gli sforzi della padrona e suo figlio, il povero Ogghy era troppo stanco e logorato dal suo calvario.  Ma aveva raggiunto il suo scopo.  Era a casa.

 

 

 

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An Exceptional Cat: A Moving Story

In August of 2015, Bella, who lives in Scandicci, a town 6 kilometers southeast of Florence, went on vacation to Maremma, which is near the sea in Tuscany.  Bella was not able to find someone to watch her cat, Ogghy, while she was away.  She couldn’t leave him alone at home, so she brought him with her to the house of her cousin, who was living in Grosseto, which is 14 kilometers from the Tyrrhenian Sea.

Ogghy was not comfortable being away from home.  One day he moved the screen from the window and left.  Bella searched everywhere for him.  She placed posters in the neighborhood, published posts on various social network sites, and called catteries and shelters in the area.  No trace of Ogghy.  She was heartbroken.  But she didn’t give up hope.

Fast forward…one year and 5 months later.  Bella opened the door of her house in Scandicci and couldn’t believe her eyes.  There sat Ogghy.  He was almost unrecognizable:  He had lost a lot of weight; he was all skin and bones.  But it was clearly Ogghy with his tiger-striped coat.

How did he manage to return home by himself?  No one will ever know.  Ogghy had traversed 140 kilometers in that year and 5 months.  He traveled throughout Tuscany, from south to north, through fields, cities, and congested streets.  Who knows what he saw and what he had to confront in order to come home.

The first thing that he did when he put his paw in the house was to go to the litter box, then he went to his bowl of food, and finally he went upstairs to lie down on his favorite ottoman.  He was very weak, small, and thin.  But Ogghy had the tenacity to return.  The bond between animals and people can be exceptionally strong.  Ogghy was an exceptional cat.

Unfortunately, several days after I read about Ogghy in Corriere della sera, I read that Ogghy had died.  Despite the efforts of the owner and her son, Ogghy was too tired and worn out from his ordeal.  But he had reached his goal.

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L’Italia e la Longevità (cioè, l’età,)

L’Italia può vantare di avere alcune delle persone più anziane del pianeta.  Infatti, il 29 emma-morananovembre 2016, Emma Morano ha festeggiato il suo 117mo compleanno.  Si crede che sia la persona più anziana del mondo.  Nata del 1899 nella provincia di Vercelli in Piemonte, la vita di Emma è passata attraverso tre secoli e ha guadagnato gli auguri più cordiali del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Emma abita attualmente a Pallanza, sul lago Maggiore.  Durante la sua vita, ha visto tre re d’Italia, 11 papi, e 12 presidenti della Repubblica.  In un’intervista ha spiegato che il segreto della sua longevità sono tre uova al giorno; è consapevole che la dieta che segue da decenni — a base di biscotti savoiardi, banane, pastina in brodo di carne, e fino a poco fa, i gianduiotti — non verrebbe sottoscritta da molti nutrizionisti.

accarioliPiù a sud in Italia ci sono due regioni e alcune città dove i ricercatori stanno studiando la dieta ed altri fattori nell’eccezionale longevità degli abitanti.   Acciaroli è una frazione balneare di Cilento (provincia di Salerno in Campania), dove tra i 700 residenti, quelli più di 80 anni superano il 10 per cento della popolazione.  Uno su 60 ha 90 anni o di più rispetto a uno su 163 americani (secondo il censimento del 2010).

Infatti, la longevità regna in tutta l’area del Cilento, ma Acciaroli è un caso unico.  In rosmarinoquesta zona, viene coltivata una varietà particolarmente pungente di rosmarino e viene utilizzata come una parte quotidiana della dieta.  “Usano rosmarino su tutto ciò che cucinano,” dice uno dei ricercatori della University of California, San Diego School of Medicine.  Alcuni studi hanno dimostrato che il rosmarino è in grado di sostenere alla funzione del cervello, ed i ricercatori pensano che la varietà coltivata ad Acciaroli potrebbe aiutare la microcircolazione – i piccoli capillari che forniscono le sostanze nutrienti ai tessuti e rimuovono i rifiuti.

La qualità della vita di quelli più anziani di 90 anni ad Acciaroli è alta: praticamente senza le-acciughela cataratta, pochissime fratture ossee, ottima salute del cuore, e una bassa incidenza di Alzheimer.  Quali fattori ambientali e altre scelte alimentari potrebbero contribuire allo stato di buona salute?  I residenti della frazione coltivano e consumano i propri conigli, e cenano con le acciughe pescate localmente.  Sole abbondante e aria pulita permettono alle persone di stare all’aperto, di nuotare nel mare, e di scalare le colline lungo la costa.  I ricercatori ritengono che questi fattori siano importanti.

Più a sud in Italia, anche un clima piacevole è creduto essere uno dei fattori che la-sardegnagarantiscono la longevità al popolo della Sardegna, un’isola nel Mar Mediterraneo.  Con una popolazione di 1,6 milioni, la Sardegna ha la più alta percentuale al mondo di persone che hanno superato il secolo.  Almeno 371 abitanti sardi hanno raggiunto i 100 anni – una proporzione 20 volte più alta di quella degli Stati Uniti.

La genetica può svolgere un ruolo chiave.  La longevità è più comune nella zona centro-gli-uomini-della-sardegnaorientale dove il terreno accidentato ha respinto gli invasori per secoli.  I ricercatori hanno identificato un gene nel cromosoma Y che può ridurre in modo significativo gli attacchi di cuore e l’ictus negli uomini.  Questo gene, tramandato da padre in figlio, potrebbe spiegare il rapporto di 1-1 maschi a femmine centenari della zona, mentre il rapporto è generalmente 1-4 in tutto il mondo.

La dieta sarda può anche essere cruciale.  È ricca di sostanze nutritive ottenute dalle verdure (di produzione locale), che sono semplicemente preparate con olio d’oliva, limone, le-verdureaglio, e altre spezie.  La dieta è anche ricca di proteine derivate dal latte e formaggio, e allo stesso tempo contiene bassa contenuto di zucchero e carne.  Molte persone mangiano carne—un piccolo pezzo di agnello, maiale magro, pesce azzurro, o frutti di mare—solo una o due volte alla settimana.  Un bicchiere di vino fa parte della cultura sarda.

E a proposito di cultura, in Sardegna, gli anziani vengono tenuti in grande considerazione e sono inclusi nella vita familiare.  Continuano a lavorare – nei caffè giardini, e in cucina.  Le loro vite hanno un grande significato, poiché non vivono in case di riposo, sono integrati nella vita quotidiana, e godono l’affetto di figli, nipoti, e altri.

Ma, come ho riportato in “L’Effetto Roseto” (il 10 settembre del 2015), quando la modernizzazione prende piede, molti vantaggi per la salute possono scomparire.  La crescente presenza di veicoli a motore in Sardegna ha notevolmente ridotto il sano esercizio che arriva dal camminare.  L’obesità, sconosciuta sull’isola prima del 1940, ora colpisce il 10 per cento della popolazione.  come un residente locale ha osservato, “I bambini vogliono le patatine fritte e la pizza.  Li vedono in televisione.  Il pane e pecorino sono considerati fuori moda”.

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