I diari di Oris Origo

Si dice che i migliori diari della seconda guerra mondiale siano stati scritti da donne.  Vissero in un momento cruciale della storia, così sentirono l’urgenza di metterla nero su bianco.  Infatti, Guerra in Val d’Orcia di Iris Origo, pubblicato per la prima volta nel 1947, è considerato come uno dei grandi diari del ventesimo secolo.  Descrive il caos e la sofferenza del popolo italiano tra alleati e tedeschi durante fra il 1943 e il 1944.  Solo di recente è stato pubblicato (2017) l’altro diario di Origo: A Chill in the Air: An Italian War Diary, 1939-1940, scritto prima del suo noto lavoro.

La storia della Origo comincia nel 1902.  Nacque a Londra da un’aristocratica donna britannica e da un ricco uomo americano.  Quando Iris aveva solo 7 anni, suo padre morì; nel suo testamento lasciò scritto che voleva che lei vivesse in Italia, paese da lui molto amato.  Fino a 18 anni lei visse a Villa Medici, a Fiesole, sopra Firenze.  Poi, si innamorò e sposò Antonio Origo, un nobile italiano che aveva dieci anni più di lei.

Nel 1923 acquistarono e gestirono La Foce, una fatiscente tenuta toscana di circa 2.832 ettari, che si trova vicino alle città di Montepulciano, Chiusi e Chianciano Terme in Val d’Orcia, a metà strada tra Firenze e Roma.  Gli Origo restaurarono la villa del cinquantesimo secolo e crearono degli splendidi giardini.  Dettero lavoro a venticinque famiglie e costruirono una scuola per insegnare i centocinquanta bambini locali.  Costruirono anche trentacinque abitazioni, negli anni ’20 e ’30, destinate agli agricoltori.

La guerra in Val d’Orcia è un resoconto quotidiano di ciò che accadde, quando questa pacifica valle agricola divenne un campo di battaglia durante la seconda guerra mondiale. Il racconto inizia con l’arrivo dei primi bambini rifugiati inviati dai genitori in risposta al bombardamento alleato delle città italiane, in particolare Genova e Torino. A grande rischio personale, gli Origo diedero anche cibo e riparo a partigiani, ebrei, disertori, rifugiati, prigionieri di guerra e altri antinazisti e antifascisti. Mentre la battaglia tra tedeschi e alleati si infuocava e gli scontri si avvicinavano, gli abitanti de La Foce abbandonarono tutto; la coppia portò in salvo a Montepulciano circa sessanta persone fra adulti, bambini e anziani. La villa sopravvisse, ma non il suo contenuto.

Quasi 80 anni dopo, il primo diario di Iris Origo venne alla luce. A Chill in the Air: An Italian War Diary, 1939-1940.  Registra i mesi precedenti all’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale e la crescente infatuazione del governo fascista verso la Germania nazista, mentre l’esercito di Hitler marciava trionfalmente in tutta Europa. Già scrittrice e biografa nella primavera del 1939, la Origo era profondamente turbata dal conflitto tra Inghilterra e Italia, e decise di annotare nel suo diario “il più semplicemente e sinceramente possibile” gli eventi del mondo, mentre li osservava e li analizzava.

Iris seguiva i discorsi di Mussolini, leggeva la stampa italiana, ascoltava la BBC e altre trasmissioni radiofoniche straniere, parlava con amici e colleghi in Italia e altrove, nel tentativo di capire informazioni contrastanti. Le fu chiaro che Mussolini stava organizzando un programma di propaganda e intimidazione. A Firenze vide che su ogni vetrina c’era il seguente manifesto: “Il Duce ha sempre ragione”.  Capì che la propaganda stava prendendo una direzione economica, in cui i paesi democratici abbienti stavano bloccando permanentemente la strada ai paesi non abbienti, per ottenere potere e dominio economico. Si rese conto che i fascisti vedevano l’imminente guerra come una lotta tra ricchi e poveri, come un movimento rivoluzionario. Seguì e riferì dell’invasione italiana in Albania e dell’invasione tedesca in Polonia.

Per anni il popolo italiano ha confidato che Mussolini, nella speranza che avrebbe tenuto l’Italia fuori dalla guerra. Ma nel giugno del 1940 Mussolini divenne lo sciacallo di Hitler, dichiarando guerra alla Gran Bretagna e alla Francia, proprio mentre i tedeschi erano pronti a entrare a Parigi. Nell’autunno del 1940, dopo la nascita di sua figlia, Origo iniziò a lavorare per la Croce Rossa Italiana e non ebbe così più il tempo di continuare il suo diario. Qualche anno dopo iniziò il suo secondo diario Guerra in Val d’Orcia, lo nascondeva ogni notte le assi del pavimento per evitare che fosse scoperto dai nemici.

Nel loro insieme, entrambi i diari mostrano l’intelligenza di Iris Origo e il profondo affetto che nutriva per il suo paese adottivo. I diari sono anche una storia elettrizzante di una formidabile trasformazione di una donna da osservatrice ad attrice, a un punto di svolta nella storia dell’Europa e degli Stati Uniti. “Chill” non è solo una prefazione al suo successivo diario, ma è anche una storia di ammonimento per i noi lettori contemporanei, riguardo al nostro difficile e pericoloso tempo.

 

 

 

 

 

 

 

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1 Response to I diari di Oris Origo

  1. Jean Perloff says:

    Molto interessante! Ho visto in film su Netflix intiolato “Il mio segreto italiano”. E in documentario su Gino Bartali, un campione italiano di ciclismo che aveva vinto il Giro d’Italia due volte e il Giro di Francia una volta. Lui rifiuto di dedicare il premio a Mussolini il quale voleva mostrare al mondo che gli italiani erano parte della razza “master”. Poi lui aiutava la resistenza e i partigiani ed anche gli ebrei italiani. Andava in bicicleta con documentI nascosti nei tubi della bicicleta dicendi che stava allenando per i giri ciclistici. E in film molto interessante. Sto preparando un discordo per la classe fi Gabriella. Jean

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