Gli animali possono prevedere i terremoti?

Una serie di terremoti potenti ha colpito l’Italia l’anno scorso (nel agosto e ottobre del 2016 e nel gennaio del 2017) in Abruzzo, Lazio, e Le Marche.  Hanno causato morti e danni di 23 miliardi di euro—alcuni a strutture e arte di valore inestimabile.  Quando abbiamo visitato la Sicilia l’autunno scorso, siamo andati in ristoranti che hanno donato ordini di pasta all’amatriciana alle vittime del terremoto e al processo di recupero.  Quando siamo andati a Orvieto durante Settimane Santa in aprile, Zubin Mehta ha diretto un concerto nel Duomo; il pubblico ha donato alle vittime del terremoto.

I terremoti sollevano la vecchia questione se gli animali possano prevedere la loro occorrenza.  Già nel 373 a.C. gli storici della città di Elice in Grecia documentarono che molti animali, tra cui topi, serpenti, e donnole fuggirono pochi giorni prima dell’arrivo di un devastante terremoto.  Altri episodi simili vennero riportati in seguito: pescegatti in movimento frenetico, polli che smettono di fare le uova, ed api che abbandonano l’alveare, e cani e gatti che si comportano in maniera strana.  Tuttavia, non è noto precisamente cosa gli animali sentano.  Alcuni esperti hanno proposto che siano in grado di percepire le vibrazioni della terra prima degli esseri umani, altri che si accorgano di mutamenti del campo elettrico nell’aria o nei gas rilasciati durante una scossa.

I ricercatori in tutto il mondo, soprattutto in Giappone, Cina, e Stati Uniti continuano a perseguire l’ipotesi secondo la quale gli animali possano anticipare i disastri naturali.  A partire dall’ottobre scorso, uno scienziato tedesco ha studiato il comportamento degli animali in un’azienda agricola a Pieve Torina nella regione delle Marche dell’Italia centrale.  In precedenza aveva condotto uno studio sulle eruzioni vulcaniche dal 2012 al 2014 controllando le capre e le pecore sul lato dell’Etna in Sicilia.  Gli animali hanno previsto le 8 eruzioni vulcaniche da 4 a 6 ore in anticipo: durante la notte gli animali si svegliarono e camminavano nervosamente, e durante il giorno si trasferirono in una zona sicura dove la vegetazione alta suggeriva che fosse stata risparmiata dai flussi di lava precedenti.

Ora il direttore dell’Istituto Max Planch per l’Ornitologi alleva animali nella fattoria italiana – un coniglio, pecore, mucche, tacchini, polli, e cani – con piccoli sensori sofisticati che misurano i movimenti ogni secondo: la direzione magnetica, la velocità, l’altitudine, la temperatura, l’umidità, l’accelerazione, e la posizione.  Crede che diverse specie possano sentire l’ambiente in modo distinto e insieme potrebbero formare un sistema collettivo di rilevamento.

L’osservazione degli animali era un fattore profetico in Cina nel 1975: topi e serpenti apparivano “congelati” in strade incapaci di proseguire; mucche e cavalli apparivano agitati; i polli rifiutavano di restare nei pollai; e le oche prendevano il volo con grande frequenza.  Il governo ordinò l’evacuazione di Haicheng, una città da 1 milione di abitanti, soltanto pochi giorni prima di un terremoto di magnitudo 7.3 gradi della scala Richter.  La manovra salvò la vita a moltissime persone; rimasero uccise 2.000 persone, ma secondo alcune previsioni senza l’evacuazione ne sarebbero morte più di 150.000.  Fu scoperto in seguito, tuttavia, che una rara serie di scosse minori aveva colpito la città prima dell’enorme terremoto di Haicheng.  Furono le piccole scosse che convinsero il governo cinese ad evacuare.  Tuttavia, i cinesi continuano a studiare il comportamento degli animali in queste situazioni, in quanto le piccole scosse potrebbero contribuire agli strani comportamenti che sono stati osservati.

I geologi tendono a dare poco peso alle relazioni aneddotiche dei proprietari degli animali domestici, dicendo che ripetono un comportamento strano solo dopo un terremoto o un altro disastro.  In altre parole, confondono causalità e correlazione.  Gli animali reagiscono a molte cose—essere affamati, difendere il loro territorio, accoppiarsi, ai predatori.  Suggerire una connessione tra comportamento animale ed un successivo tremolo richiederebbe molto più dati dei casi isolati.  Un cane che abbaia non può stabilire una correlazione, ma forse 100 potrebbero.

Una proposta è la creazione di un numero telefonico e un sito internet in cui le persone possono segnalare comportamenti anomali di animali.  Il computer potrebbe analizzare l’origine e la frequenza dei messaggi, insieme alle misure di sismologia, per vedere se è possibile stabilire una correlazione.  Nel frattempo, lo studio degli animali dalla fattoria a Pieve Torina continua con alcuni risultati incoraggianti.  È troppo presto per segnalare i risultati prima della pubblicazione in una rivista scientifica, ma i dati sembrano finora dimostrare che gli animali si muovevano in modo coerente nelle ore precedenti un terremoto.

 

 

 

 

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One Response to Gli animali possono prevedere i terremoti?

  1. Nan Cisney says:

    Barbara, un blog molto tempestivo! Nan >

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