Quando la vita imita l’arte: L’inchino e il bacio con la musica del “Il Padrino”

Nell’agosto del 2014, ho raccontato nel mio blog  la storia di Santa Barbara, il nome che abbellisce la nostra città, provincia, canale, Presidio e Missione, tra gli altri punti di riferimento.

La storia di Santa Barbara ci viene per lo più attraverso la tradizione orale.  La Santa nacque nel terzo secolo in un mondo pagano, divenne cristiana e fu decapitata da suo padre.  La festa di Santa Barbara è il 4 dicembre, non è il suo compleanno, ma piuttosto il giorno presunto del suo martirio.  Santa Barbara è la patrona dell’architettura, degli esplosivi, della matematica, e degli ingegneri militari, tra le altre cose.

A causa di dubbi sull’autenticità della leggenda, Santa Barbara è stata rimossa dal Calendario Generale Romano nel 1969, ma non dalla lista dei santi della Chiesa Cattolica. download (11)  Oggi Santa Barbara rimane la santa patrona di molte città in tutto il mondo.  Una di queste città in Italia è Paternò ai piedi dell’Etna (che, a proposito, di recente  ha eruttato).  In  questa città della provincia di Catania in Sicilia, c’è una chiesa in stile barocco che è dedicata a Santa Barbara.

download (10)Èd è a Paternò dove un’altra storia comincia e continua.   Come previsto la città ha celebrato la festa di Santa Barbara il 4 dicembre del 2015.  C’era una processione per le strade con la statua di Santa Barbara portata a spalla da alcuni portantini.   Ad un certo punto il corteo si ferma davanti a una casa.  La musica download (8)del “Il Padrino” inizia.   Gli stessi portatori hanno eseguito a turno il classico “donolamento” delle “varette” effettuando movimenti simulatori di un inchino riverenziale dinanzi al figlio di una figura mafiosa infame (che è un detenuto), dal quale si congedano con il rituale bacio finale.

download (9)La famiglia della casa è “Assinnata,” e il padre pluripregiudicato è in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso.   Domenico Assinnata è finito in carcere lo scorso aprile per una condanna definitiva per estorsione e rapina.  A Paternò non ha bisogno di presentazioni:  Assinata è considerato il reggente del clan che porta il suo nome e che storicamente è legato ai Santapaola di Catania.    È finito dietro le sbarre per azioni criminali commesse fin dal 1998.

Il comando provinciale dei carabinieri ha quasi immediatamente fermato il corteo.  Il Questore di Catania ha definito l’episodio “una chiara manifestazione della forza intimidatrice, tipica del potere mafioso” e ha vietato la loro partecipazione allo svolgimento delle manifestazioni religiose fino a sabato 12 dicembre.  A Paternò sembra permanere questa cultura “ossequiosa” e “riverente” nei confronti dei personaggi criminali.  Ma il grido di condanna e ribellione della communità paternese è forte, anzi fortissimo.

I tempi sono cambiati .   A Paternò con gli arrresti degli ultimi mesi si sono creati vuoti di potere mafioso che  attraggono le ambizioni criminali delle giovani leve della Cosa Nostra ancora a piede libero.  La morsa degli inquirenti, però, è rimasta pressante.   Il Questore ha risposto subito all’evento con un provvedimento che non lascia spazio alla tolleranza.  Il monitoraggio oggi ha lo scopo di comprendere chi siederà nei posti lasciati vacanti da coloro che sono finiti dietro le sbarre.

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