L’Isola delle Rose

Questa è una storia piuttosto famosa a Rimini, una città lunga la costa adriatica in Emilia-Romagna. Nel borgo marinaro dove nacque Federico Fellini, la storia si tramandava oralmente di generazione in generazione.  Ma la storia non era conosciuta né in tutta Italia, né nel resto mondo fino a quando Netflix non ha sponsorizzato il film e ha presentato “L’Isola delle Rose” nel dicembre 2020.

“Rose Island” è un film basato sulla storia vera di un ingegnere italiano, Giorgio Rosa, e sulla sua creazione di un’isola chiamata la Repubblica dell’Isola delle Rose. La storia inizia alla fine degli anni ’60, durante la festa del superamento dell’esame di stato di ingegneria con i suoi compagni di università a Bologna. Alla festa si presenta anche la sua ex ragazza Gabriella e lui si offre per portarla a casa con la sua macchina, un veicolo da lui stesso costruito per l’esame di stato. Quando la polizia lo ferma perché la macchina non ha una targa, l’eccentrico e irrefrenabile Giorgio sbotta: “Non ho comprato questa macchina, l’ho costruita io. Non avevo neanche la targa per il biplano che ho costruito. A tutto ciò che vola, come gli uccelli, dovrebbe essere attaccata la targa?” Quando i carabinieri scoprono che lui non ha neanche la patente di guida, Giorgio passa la notte in carcere.

Il giorno dopo Giorgio si scusa con Gabriella all’università dove lei insegna diritto internazionale. Lo rimprovera per aver vissuto in un mondo fantastico.  Lui risponde che forse come ingegnere dovrebbe costruire il suo mondo, un mondo senza regole. Qualche tempo dopo lui vede un cartellone pubblicitario che mostra una piattaforma petrolifera in mare, e da qui inizia a prendere piede un’idea. Con il suo compagno di ingegneria, inventano nuove tecnologie e riescono a costruire una piattaforma nel Mare Adriatico a 12 chilometri dalla costa di Rimini. Poiché la piattaforma si trova al di fuori delle acque territoriali italiane, ritengono che non siano più soggetti alle leggi italiane.

Il film mostra poi lo sviluppo dell’isola in discoteca, bar e beach club. Giorgio si proclama presidente di Rose Island e gli abitanti creano una lingua e una valuta propria, e perfino un sistema postale della micro-nazione. Sullo sfondo di disordini e proteste in tutto il mondo durante la fine degli anni ’60, i giovani si riversano a Rose Island per divertirsi in libertà. Ciò attira anche l’attenzione del governo italiano perché Rose Island è costruita senza alcun tipo di permesso, ma gode ugualmente dei benefici del turismo, senza pagare le tasse.  Segue il conflitto tra Giorgio e le autorità: Giorgio chiede il riconoscimento della propria isola sia alle Nazioni Unite, che alle autorità europee. (Non rivelerò la fine del film qui.)

La realizzazione del film è interessante quanto il film stesso. L’adattamento di Netflix di questa storia fa parte del progetto del servizio di streaming a produrre più titoli in lingue diverse dall’inglese che potrebbero avere una risonanza mondiale. Il regista Sydney Sibilia e il suo team hanno affermato che senza Netflix sarebbe stato troppo costoso per loro produrre questa storia. Il film è stato girato in un’enorme piscina a sfioro a Malta ed inoltre la costruzione di Rose Island è stata impegnativa. Sono emersi così tanti problemi logistici da superare che come dice Sibilia: “Ogni giorno era un incubo”. L’altro problema era che l’oscurità della storia, ciò significava che non c’era molto materiale documentato su cui gli attori potevano basare i loro personaggi. Ma come Giorgio, il cast è stato innovativo e perseverante.

Il vero Giorgio Rosa è morto nel 2017 all’età di 92 anni. Aveva dato a malincuore il suo permesso per la realizzazione del film. Quando i produttori lo hanno contattato, quello di cui voleva parlare era la tecnologia che aveva usato per costruire Rose Island. Il figlio di Giorgio, Lorenzo (la madre è Gabriella), dice che suo padre sarebbe stato contento del modo in cui Sibilia ha affrontato l’argomento e del modo leggere in cui il film lo ha trattato. 

Avviso spoiler: i resti di Rose Island giacciono sui fondali marini dell’Adriatico, ma Lorenzo ha un pezzo della struttura originale in mostra nella sua casa. Su di un mattone i subacquei hanno scritto: “I subacquei di Rimini sono onorati di restituire il frammento di un sogno a un sognatore”.

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Rose Island

This is a story that is quite famous in Rimini, a city on the Adriatic Coast in the region of Emilia-Romagna.  In the coastal village where Federico Fellini was born, grandparents tell this tale to their children and grandchildren.  But the story hasn’t been known either throughout Italy or the world until Netflix sponsored the film and presented “Rose Island” in December 2020.

“Rose Island” is a film based on the true story of an Italian engineer, Giorgio Rosa, and his creation of an island eventually called the Republic of Rose Island.  The story began in the late 1960s when Giorgio was celebrating passing the state engineering exam with his fellow students in Bologna.  His former girlfriend, Gabriella, shows up and he wants to take her home in his car, which is a vehicle that he built for the state exam.  When the police stop him because he has no license plate, the eccentric and irrepressible Giorgio blurts out, “I didn’t buy this car, I built it.  I didn’t have a license plate for the bi-plane I built either.  Should everything that flies, like the birds, have license plates attached to them?”  Then the police discover that he also doesn’t have a driver’s license, and Giorgio spends the night in jail. 

The next day Giorgio apologizes to Gabriella at the university where she teaches international law.  She berates him for living in a fantasy world.  He responds that maybe as an engineer he should build his own world, one without rules.  Later when he sees a billboard showing a petroleum platform at sea, an idea takes hold.  With his engineering buddy, they invent new technology and build a platform in the Adriatic Ocean 12 kilometers off the coast of Rimini.  Because the platform is beyond the territorial waters of Italy, they reason that they are no longer subject to Italian laws.

The film then shows the development of the island into a disco, bar and beach club.  Giorgio proclaims himself president of Rose Island and the inhabitants develop the micro-nation’s own language, currency and postal system.  With the backdrop of worldwide unrest and protests during the late ‘60s, young people flock to Rose Island for fun and freedom.  This also attracts the attention of the Italian government that is unhappy that Rose Island was built without permission, was benefitting from tourism and was not paying taxes.  The conflict between Giorgio and the authorities ensues and Giorgio appeals to both the United Nations and the European authorities for recognition.  (I won’t reveal the ending of the movie.)

The making of the film is as interesting as the film itself.  Netflix’s adaptation of this story is part of the streaming service’s drive to produce more titles in non-English languages that might have worldwide appeal.  Director Sydney Sibilia and his team said that without Netflix, it would have been too expensive for them to produce this story.  The film was shot in a huge infinity pool in Malta and the construction of Rose Island was challenging.  There were so many logistical problems to overcome, and as Sibilia says, “Every day was a nightmare.”  The other problem was that the story’s obscurity meant that there wasn’t much documented material for the actors to base their characters on.  But like Giorgio, the team was innovative and persevered. 

The real Giorgio Rosa died in 2017 at the age of 92.  He had reluctantly given his permission for the making of the film.  When the producers approached him, what he really wanted to talk about was the technology he used to construct Rose Island.  Giorgio’s son Lorenzo (his mother is Gabriella) says that his father would have been pleased with the way Sibilia dealt with the subject matter and the way the movie treated it in a light way. 

Spoiler Alert: The remains of Rose Island lie on the seabed of the Adriatic, but Lorenzo has a piece of the original structure on display in his home.  On it the scuba divers wrote:  “The divers of Rimini are honored to give back the fragment of a dream to a dreamer.”

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Quanto sapete di Venezia?

Ogni giorno ricevo domande curiose nella nella mia casella di posta elettronica. Ecco un recente quiz di Trivia Genius per soddisfare una della vostre curiosità, 10 domande con relative risposte.

Venezia è nota per i suoi contributi a quale industria artigianale?

  1. Vetro soffiato
  2. Scultura
  3. Orologeria
  4. Ricamo

Risposta: La soffiatura del vetro è stata l’attività prevalente a Venezia e nella vicina isola di Murano fin dal 1200, quando gli artigiani veneziani hanno rivoluzionato il campo della lavorazione del vetro, scoprendo nuove tecniche per creare vetri incolori e specchi perfettamente lisci. Oggi, le bellissime creazioni in vetro di Venezia sono anche souvenir popolari per i turisti.

Quale delle seguenti affermazioni NON è vera per le gondole?

  1. Gareggiano in regate
  2. Sono perfettamente simmetriche
  3. Fanno uso di un unico remo
  4. Contengono otto diversi tipi di legno

Risposta: essendo ogni gondola asimmetrica, deve essere stabilizzata dal peso del suo gondoliere. Ogni gondola è realizzata su misura del proprio gondoliere, garantendo così la massima stabilità di ogni imbarcazione.

Quale delle seguenti affermazioni NON è vera riguardo a Piazza San Marco, la principale piazza pubblica di Venezia?

  1. È il punto più basso della città e si allaga facilmente
  2. Ospita il Caffè Florian, uno dei bar più antichi d’Italia
  3. Fu originariamente costruita nel 900 d.C. circa
  4. È una delle oltre 100 piazze di Venezia

Risposta: sebbene Venezia sia la patria di molte piazze chiamate “campos” o “piazzales”, Piazza San Marco è tecnicamente l’unica piazza di tutta Venezia. È così magnifica che Napoleone una volta la definì “il più bel salotto del mondo”.

Quale materiale usavano i primi veneziani per costruire le fondamenta dei loro edifici?

  1. Granito
  2. Marmo
  3. Legno
  4. Metallo

Risposta: gli edifici di Venezia furono costruiti su un fondale fangoso, sabbioso e paludoso. Per le fondamenta usarono il legno, ancora oggi solide perché si sono pietrificate a causa della mancanza di ossigeno nel terreno soffice e paludoso. Il legno utilizzato per la costruzione di Venezia proveniva dalle foreste della Slovenia.

Quale famoso esploratore nacque a Venezia e ora presta il suo nome al principale aeroporto di Venezia?

  1. Marco Polo
  2. Amerigo Vespucci
  3. Cristoforo Colombo
  4. Ferdinand Magellano

Risposta: gli scritti di Marco Polo sui propri viaggi in Cina (dove visse per 17 anni) furono enormemente popolari. Nato a Venezia nel 1254, Polo tornò a Venezia, dove compilò il suo famoso libro: “Il Milione”.  Morì a Venezia nel 1324.

Qual è il nome del ponte più antico di Venezia, che attraversa il famoso Canal Grande della città?

  1. Ponte della Costituzione
  2. Ponte degli Scalzi
  3. Ponte dell’Accademia
  4. Ponte di Rialto

Risposta: Il Ponte di Rialto, o Ponte di Rialto, fu costruito tra il 1588 e il 1591 per coprire in larghezza il Canal Grande. Realizzato in pietra, fu progettato e costruito per sostituire un ponte di legno instabile che era crollato ed era stato bruciato.

Venezia ospita il pubblico più antico del mondo cosa, per cosa?

  1. Casinò
  2. Teatro dell’opera
  3. Zoo
  4. Negozio di scarpe

Risposta: il Teatro Saint Moisé era un teatro aperto nel 1638, comprendeva anche un’area in cui i clienti potevano giocare d’azzardo durante l’intervallo. Il casinò si è rivelò enormemente popolare e dette il via a una nuova mania, che culminò con ben più di 120 casinò aperti a Venezia nel solo1744.

Il famoso Ponte dei Sospiri di Venezia collega due edifici, quali?

  1. Cimiteri
  2. Teatri
  3. Prigioni
  4. Panifici

Risposta: Il Ponte dei Sospiri collega una vecchia prigione, all’interno di Palazzo Ducale, a una più recente prigione attraverso il Rio di Palazzo. Prendeva il nome dal fatto che i prigionieri che attraversavano il ponte avrebbero sospirato mentre si godevano il loro ultimo respiro di libertà. 


Quale animale è considerato il simbolo di Venezia?

  1. Orso
  2. Leone
  3. Pesce
  4. Tigre

Risposta: il Leone di San Marco è un simbolo popolare di Venezia che compare in tutta la città. Il simbolo onora San Marco, che è il santo patrono di Venezia e può essere trovato sulla bandiera ufficiale di Venezia.

Il Palazzo Contarini Fasan di Venezia è tradizionalmente considerato la dimora di quale eroina shakespeariana?

  1. Giulietta
  2. Portia
  3. Ofelia
  4. Desdemon

Risposta: si ritiene tradizionalmente che il Palazzo Contarini Fasan sia la casa di Desdemona, la moglie condannata di Otello nell’opera di Shakespeare “Otello”. Shakespeare scrisse due opere teatrali che si svolgono a Venezia: “Otello” e “Il mercante di Venezia”.

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