Antico Fast Food

Dall’inizio degli scavi di Pompei nel 1748, sono emersi molti aspetti dell’antica civiltà sepolti nella cenere e nella roccia. Gli scavi e le scoperte hanno subito un’accelerazione dal 2012 con Il Grande Progetto Pompeii, che continua a fornire ad archeologi e storici indizi su come vivevano, si vestivano e mangiavano gli antichi residenti.

Lungo le strade di Pompei sono state trovate antiche botteghe, che offrivano tutto ciò che si può immaginare, dalle arti ai mestieri, dalla ferramenta a diversi tipi di strumenti. C’erano enoteche, panifici, drogherie, negozi di frutta, panetterie, oltre a banche, barbieri, bordelli e bagni pubblici.  La lava del Vesuvio ha coperto, ha nascosto e ha conservato mulini, forni e pane. Gli archeologi hanno trovato tracce di olio nelle brocche dei negozi di olio d’oliva e nelle anfore accatastate nelle enoteche. Hanno anche trovato tracce di rosmarino, aglio, olio d’oliva, formaggio e acciughe nelle focacce fossilizzate delle panetterie.

In totale, gli archeologi hanno identificato circa 160 proprietà che ritengono fossero bar e ristoranti. Nell’ottobre 2020 è emerso dagli scavi uno straordinario termopolio, un locale simile a quello che oggi chiameremmo tavola calda. Serviva “cibo da strada” popolare nel 79 d.C., composto da un bancone con pentole incassate di cibo già pronto. Mentre a Pompei sono stati trovati circa 80 termopoli (e se ne troveranno molti altri), questo si distingue per il suo stato di conservazione, per l’eccezionalità del bancone dipinto e per i affreschi, che forniscono indizi sui gusti culinari della popolazione antica.

L’alta qualità dei pannelli dipinti sulla parte anteriore di un bancone a forma di Z include un’immagine centrale di una Nereide, mitologica ninfa marina, in sella a un cavallo marino, insieme agli affreschi di un cane al guinzaglio, un gallo e anatre capovolte, pronto per essere mangiati. Secondo gli archeologi, le immagini rappresentano, in parte, una sorta di menù a disposizione dei clienti. C’era anche un’immagine dipinta di un termopolio, completa di anfore e vasi.

A pranzo i pompeiani mangiavano per strada e in fretta visto che nel termopolio non erano né tavoli, né sedie. Si mangiavano principalmente focacce, schiacciate, olive, il tutto accompagnato da vino. Gli archeologi stanno esaminando il contenuto delle dolia, i contenitori di terracotta, nei piani di lavoro e stanno anche ricostruendo un menù a base di mammiferi, uccelli, pesci e lumache. Mentre resta da analizzare il contenuto di alcuni dolia, hanno trovato in un dolium una combinazione di maiale e pesce, una sorta di paella ma senza riso. In un altro hanno trovato una miscela di lumache, pesce e pecora, forse una zuppa o uno spezzatino.

Pompei rimane un potente simbolo del potere della natura e della caducità della vita. Ma la forza del Vesuvio ha anche preservato per le generazioni future l’affascinante stile di vita degli antichi romani. Lo scavo di questo termopolii dovrebbe terminare a marzo 2021 e sarà a disposizione dei visitatori entro Pasqua, coronavirus permettendo.

(Vedi anche la serie di post in 3 parti su Pompeii: Pompeii e un’eredità di disastri, 24/1/2019; Il Grande Progetto Pompeii, 31/1/2019; Le scoperte straordinarie a Pompeii nel 2018, 7/2/2019.)

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