Le Superstizioni

Le superstizioni sono credenze o azioni che sono contrarie alla scienza ma sono ampiamente accolte tutto il mondo.  Sono insegnate fin dalla tenera età e sono parte della tradizione popolare.  Si trova il primo uso della parola Latina superstitio nella scrittura degli storici Livio e Ovidio (il primo secolo a.C.).  A quel tempo il termine “superstizione” venne usato in Italia per la maggior parte per caratterizzare un eccesivo terrore degli dei.  Attraverso la storia, la cultura italiana era ricca di superstizioni di buone e cattive.  Le origini sono tra le più disparate, dall’antica Roma alle tradizioni dei nonni che sono tramandate di generazione in generazione.

Malocchio:Il malocchio è una delle più antiche superstizioni in Italia; è anche menzionato in uno dei canti del Purgatorio di Dante.  Ogni regione in Italia ha la propria versione della maledizione e alcune la prendono su più seriamente di altre.  Universalmente, però, si dice che la fonte sia l’invidia che può causare mal di testa, stanchezza, e vertigini.  Ci sono due modi per allontanare il malocchio.  Il primo è quello di indossare un corno, che è un amuleto rosso, dorato, o d’argento a forma di fallo o peperoncino.  (È anche indossato dagli uomini per scongiurare le maledizioni della loro virilità.)  Per allontanare il malocchio, si puntano le dita giù.  Un gesto maleducato è quello di puntare le corna direttamente contro qualcuno per maledire quella persona o per dire che sua moglie o la sua fidanzata non è fedele.

La seconda abitudine per scongiurare il malocchio è una cerimonia specialeeseguita di solito da una nonna che è stata consacrata in questo antico rituale.  Alla presenza dell’individuo afflitto, lei mescola olio d’oliva e acqua in un piatto poco profondo. Se l’olio forma una grande goccia nel mezzo, è un sicuro segno della presenza del malocchio. Dopo i canti e gli appelli ai santi appropriati, lei induce l’olio a disgregarsi in goccioline ed a disperdersi, rompendo la maledizione.

Numeri fortunati e sfortunati: Il numero tredici è fortunato in Italia, soprattutto in un contesto di gioco d’azzardo.  Tuttavia, 13 persone a tavola sono sfortunate. C’erano 13 persone all’Ultima Cena—i 12 apostoli e Gesù.  Si dice che Giuda Iscariota, che tradì Gesù, fosse il tredicesimo uomo a prendere posto al tavolo.

Il numero diciassette è considerato sfortunato in Italia; infatti, alcuni alberghi non hanno un diciassettesimo piano.  Quando 17 è scritto nei numeri romani XVII, può essere riorganizzato per scrivere la parola romana XIVI che significa “ho vissuto”, che si trova su antiche lapidi ed è associato alla morte. Quando 17 è scritto in numeri arabi, è sfortunato perché assomiglia a un uomo (1) appeso alla forca (7).

Olio d’oliva e sale: Nell’antichità l’olio d’oliva e il sale erano molto preziosi e rovesciarli significava perdere soldi. (Il termine “salario” deriva dal sale). Se un cuoco ha mani di ricotta e sparge l’olio d’oliva, un rimedio oggi è di versare il sale sull’olio.

Lenticchie: Ogni cultura ha le proprie tradizioni di Capodanno, come mangiare l’uva in Spagna non appena l’eccitazione si avvicina a mezzanotte.  In Italia si devono mangiare le lenticchie dopo lo scoccare delle 12 di notte per evitare la sfortuna.  Le lenticchie sono cotte in modi diversi a seconda della regione o della città, ma sempre presenti.  La tradizione risale ai tempi romani quando venivano regalate borse piene di lenticchie, proprio come azione di buon auspicio per l’anno seguente. Infatti, la loro forma ricorda quella delle monete.

I Brindisi:Ci sono molti tabù e tradizioni che accompagnano il brindisi celebrativo.   Innanzitutto, non sollevate mai un bicchiere pieno d’acqua e non incrociate le braccia con la persona di fianco a voi quando fate tintinnare i bicchieri. Ricordate di bere un sorso prima di appoggiare il vostro drink sul tavolo. Ma prima di tutto, ricordate di guardare negli occhi gli ospiti durante il “cin-cin”. La leggenda narra che durante il Medioevo fosse consuetudine a guardare negli occhi gli altri per impedire loro di versare veleno nella bevanda.

I Gatti Neri: I gatti erano adorati dagli Antichi Egizi, ma persero il loro prestigio nel Medioevo in Italia.  Di notte i cavalli venivano spaventati dagli occhi gialli dei gatti, e la leggenda narra che venivano paragonati al demonio.  Poi Papa Gregorio IX, nella sua guerra culturale contro i simboli pagani, li marcò come servi di Satana.  Cominciarono ad essere sterminati.  Secondo alcuni storici, fu la causa delle malattie portate dai ratti, come la peste bubbonica del 1348.  Anche i puritani nel 1600 erano convinti che i gatti neri fossero dei demoni soprannaturali.  In alcuni paesi oggi, come il Giappone, l’Inghilterra e la Scozia, i gatti neri sono un simbolo di prosperità.

Le Scale: La scala è un simbolo che risale agli Egizi. In alcune tombe, furono ritrovate delle piccole scale a nove pioli, che simboleggiavano gli dei.  Insieme a Osiride, dio dell’oltretomba, indicavano la chiusura del ciclo vitale. Per gli antichi Cristiani, per i quali ogni triangolo rappresentava la Trinità, passare sotto una scala significava rompere il simbolo santo.  Oggi, la fobia ha un significato molto più pratico: Chi vuole rischiarare di essere colpito alla testa con vernice, strumenti o detriti?

Cappello sul Letto: Mettere un cappello ai piedi del letto è considerato sventura.  I medici e i preti che andavano dai morenti per amministrare gli ultimi diritti, spesso abbandonavano i loro cappelli sul letto.

Altri: Ci sono molte altre superstizioni troppo numerose per essere nominate, per esempio, rompere uno specchio o aprire un ombrello in casa. Negli Stati Uniti, si bussa sul legno per evitare una sorte cattiva.  Ma in Italia si tocca ferro.  E ricordate che in Italia dovete evitare di dire “good luck”.  È meglio dire “in bocca al lupo”, nato tra i cacciatori che si auguravano l’un l’altro di ritrovarsi in situazioni pericolose.  Poi è diventato un idioma che è stato usato nell’opera e nel teatro per augurare fortuna agli attori.  È come dire “rompere una gamba” nell’ambiente del teatro in America. Dopo aver augurate “in bocca al lupo”, la risposta dovrebbe essere “crepi il lupo”.  (Questi sono i consigli per gli americani).

 

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