Più silicio, meno cemento

Los Angeles è la città più congestionata nel mondo, seguita da New York e Mosca. Angelenos trascorrono in media 102 ore in ingorghi durante l’ora di punta, costando ciascuno guidatore 2.828 dollari l’anno e costando la città 19,2 miliardi di dollari in costi diretti (per esempi, carburante e tempo sprecato) e costi indiretti (per esempio, spese aziendali dai veicoli che non si muovono in traffico).  Queste tasse sono passate a te ed a me.

Ciò che è frustrante a Los Angeles è l’incapacità dei politici di non fare niente a riguardo. In passato, la risposta è stata aggiungere più corsie alle autostrade, ma questa non è una soluzione permanente ed in realtà aggiunge ulteriore congestione e inquinamento.  A New York, la città del “Yellow Cab”, Uber e Lyft stanno anche contribuendo al crescente ingorgo.

Un gruppo di ricercatori italiani e statunitensi stanno cercando di trovare una soluzione.  Con sede a Roma, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) è l’istituto di ricerca più grande in Italia.  Ha collaborato con ricercatori del Senseable City Lab del MIT e della Cornell University. Hanno scelto di iniziare a studiare a NYC.  La squadra ha tracciato tutte le corse dei taxi di Manhattan per un anno.  Ogni singolo viaggio in taxi è stato ‘taggato’ con le informazioni sull’ora d le coordinate Gps di partenza ed arrivo. Poi hanno sviluppato un algoritmo per calcolare la sequenza di corse che potevano essere servite da un singolo veicolo.

I risultati: Ottimizzando le corse, la Grande Mela potrebbe eliminare quasi la metà della sua attuale flotta di taxi.  Non è necessario che le corse siano condivise tra più utenti.  Questo è il risultato della riorganizzazione, un’operazione che potrebbe essere eseguita con un’app per smartphone.

Secondo Paolo Santi, un ricercatore al Cnr ed al Senseable City Lab del MIT, e il leader della squadra, “Oggi i sistemi di taxi in gran parte sono autogestiti dal tassista stesso, ognuno ha una propria strategia, non c’è un sistema centralizzato. I tassisti tendono a concentrarsi in alcune zone più popolate trascurando le altre.  Così si crea un eccesso di taxi in certe zone e mancanza in altre”.  La chiave per organizzarli sta nella distribuzione delle corse in modo tale che ogni veicolo compia il minor tragitto possibile senza passeggero”. Secondo Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab, “Se prendiamo Manhattan nel suo complesso, potremmo soddisfare teoricamente la sua richiesta di mobilità con 140.000 auto, circa la metà di quelle che circolano ora.  Questo significa che il problema della mobilità del domani può essere affrontato non necessariamente con più infrastrutture, ma con più intelligenza: in altre parole, con più silicio e meno cemento”.

Può lo studio essere replicato in altre metropoli nel mondo, magari anche in Italia, come a Roma o Milano?  Santi continua, “Abbiamo una quantità notevole di dati da tante città del mondo ma non da città italiane.  In Europa c’è molta più frammentazione e le norme molto restrittive sulla privacy rendono difficile poter testare questi modelli.  Per questo abbiamo scelto New York dove l’accesso ai dati avviene tramite una sola autorità”.  Ma gli scienziati sono ottimisti che possano aspettarsi riduzioni simili in termini di efficienza in città europee.

La mobilità urbana sta continuando a cambiare con i servizi on demand, i servizi di condivisione del trasporto, e le auto a guida autonoma.  La gestione informatica dei movimenti si rivelerà fondamentale. Un giorno potrebbe essere un algoritmo a dirigere il traffico: Santi dice, “Noi abbiamo analizzato il sistema dei taxi ma si applica allo stesso modo al Uber e Lyft e ancora di più nel futuro alle auto a guida autonoma.  Grazie a questi studi, potranno dimensionare opportunamente la flotta”.  Ci sarà meno richiesta di automobili, decongestionando il traffico e limitando l’emissione di gas serra e inquinanti.

 

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