La Statua di “Zeus in Trono”

Nel 430 a.C. circa, lo scultore greco Fidia creò una statua di Zeus, alta 40 piedi, fatto di oro e avorio, per il tempio di Zeus ad Olimpia, uno dei più importanti santuari religiosi del mondo greco.  Questa statua viene tuttora considerata una delle Sette Meraviglie del mondo antico.

Lo scultore della statuetta in marmo di 75 centimetri “Zeus in trono”, che risale al I secolo a.C., è sconosciuto ma fu probabilmente influenzato dalla famosa immagine colossale.  Zeus, il re degli dei, siede su un alto trono ornamentale con i piedi su un poggiapiedi.  Il suo mantello drappeggiato espone il suo petto potente.  La sua mano destra sollevata probabilmente teneva uno scettro e la sua mano sinistra un fulmine.

La statua è stata molti posti nella sua vita, ma dove non è esattamente chiaro.  Inizialmente, potrebbe aver servito come statua di culto nel santuario privato di una ricca casa greca o romana.  Successivamente, trascorse un periodo sommersa nel mare come mostrano le incrostazioni marine.  Per finire quello che sappiamo è che il J. Paul Getty Museum di Los Angeles acquistò la statua nel 1992 da una coppia americana, ma non esiste alcuna documentazione che indichi che fosse stata legalmente esportata.

Ora, grazie ad un frammento della statua recentemente scoperto della statua sull’isola di Capri vicino a Napoli, la statua è stata volontariamente restituita all’Italia.  Questo è l’ultimo esempio di una lunga serie di opere che il Getty ha restituito all’Italia a causa della provenienza discutibile.  Nel gennaio del 2015, il Getty ha restituito la “Testa di Ade” in Sicilia (vedete il post, L’Inferi, del 21 aprile 2016).

La domanda “A chi appartiene l’arte?” è senza tempo.  Così come il dibattito se un paese, che ha curato e tutelato un’opera d’arte che era stata rubata da un altro paese, dovesse essere costretto a restituirla.  La domanda moderna di restituzione è cominciata nel 1970 quando archeologi, giornalisti, e funzionari pubblici, si sono resi conto che il saccheggio non è strettamente legato al passato.  Il mercato occidentale per l’acquisto delle opere d’arte antiche che stava crescendo, stava causando la distruzione di siti archeologici.  C’era molta collusione tra i contrabbandieri—da tombaroli, a restauratori, rivenditori di oggetti di lusso, case d’asta, e collezionisti facoltosi.  C’era anche una mancanza di leggi internazionale chiare per regolamentare la divisione delle opere.

Per anni l’Italia ha intrapreso una campagna contro musei, mercanti, e collezionisti per il ritorno dei manufatti che dichiara che sono stati scavati illegalmente e contrabbandati dal paese.  Ciò culminò in un processo penale in Italia nel 2005 di Marion True, la curatrice dell’antichità del museo Getty.  Il processo è stato di una lentezza esasperante e non fu mai risolto.  Probabilmente non sapremo mai se Marion True sia stata un capro espiatorio o una scofflaw.  Ma le richieste sono state così scoraggianti che il Getty a quel tempo ha restituito 40 capolavori, tra cui una grande statua di Afrodite.

Non posso fare a meno di chiedere: “Chi veramente ‘possiede’ Zeus in trono”?  Dopo tutto, è una statua greca.  Ma ora l’Italia la possiede.  (Vedete il post dell’1 ottobre 2015 intitolato, “La polemica su chi possiede l’arte del mondo”.)

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