Meet Jacopo

In the summer of 2013, Bill and I had the honor of being “compeers” to an Italian pianist studying at the Music Academy of the West in Santa Barbara.  The students at the Academy are called Fellows, and a compeer is someone who lives in the community, supports the Fellow during Masterclasses and other performances, and who shares the history, culture, and food of Santa Barbara.

We were so fortunate to be matched with Jacopo Giacopuzzi, a very talented artist from Verona, Italy.  We became good friends and met his family last year in Verona and via Skype.  Now he is returning to the U.S.  He will study at the USC Thornton School of Music and visit us as often as his professional and personal commitments allow.

Please SAVE THE DATE!  Jacopo has graciously agreed to play a concert in our home on Saturday, September 20, beginning at 4 pm.  Music will be followed by pizza made by Giuseppe, a renowned Sicilian pizza oven maker and pizziaolo!  Hope to see you!

Here is my interview with Jacopo.  In the future, I will share this interview in English.

Jacopo al pianoforte

Jacopo al pianoforte

1.    La gente è sempre curiosa su come un artista ha iniziato la sua carriera.  Quando hai cominciato a suonare il pianoforte?  Quando ti sei reso conto che questa sarebbe stata la tua carriera?

“Beh, è molto semplice, mia madre è un insegnante di pianoforte così lei mi ha introdotto al mondo della musica e pianoforte. Idem con mia sorella, siamo una famiglia di musicisti!

Ho iniziato pensando che questa sarebbe stata la mia carriera dopo il licea, quando si devono prendere alcune importanti decisioni e scelte.”

2.    Che altri interessi hai?   Come ti rendono un migliore musicista?

“Tutti i miei altri interessi sono sempre stati nel campo dell’arte: fotografia, video making, musica elettronica, creare design e le forme della bellezza.
Tutto ciò che mi porta alla contemplazione mi aiuta ad essere un musicista migliore.

Mi piace anche stare con altre persone, parlare e conoscere quante più cose possibili.

Credo che l’esperienza di vita è il modo migliore per migliorare le capacità musicali.”

3.      Che ne pensa la tua famiglia delle tue scelte?

Jacopo nel anfiteatro             a Verona

Jacopo nel anfiteatro
a Verona

“Hanno probabilmente timore, naturalmente, perché questo non è il modo più semplice e comodo, ma mi supportano.”

4.      Parli e scrivi l’inglese correntemente.  Com’è successo…particolarmente quando la lingua della musica è italiano?

“Il linguaggio della musica è italiana, ma la vita di un musicista oggigiorno è molto movimentata ed all’insegna del viaggio, ed è quello che ho iniziato a fare non appena ho finito il liceo. L’ambiente musicale è un mosaico di studenti internazionali quindi in un certo modo sei costretto a parlare una lingua universale quale l’inglese.”

5.    Parlaci della tua educazione in Italia.

«Le mia formazione non si discosta da quella tradizionale,  scuole elementari, medie e liceo.  Parallelamente, ho frequentato il Conservatorio di Verona e l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola.  Appena ho finito il liceo ho fatto un corso di specializzazione in pianoforte e un altro master in Sound Design.

Poi ho cominciato a viaggiare per la mia carriera e scattare foto per documentare i meravigliosi luoghi che ho visitato.”

6.    So che tu sei molto modesto.  Ma sappiamo che hai vinto molti, molti premi nei concorsi nazionali e internazionali di pianoforte.  Parlaci del perchè questi concorsi sono molto importanti per la tua carriera, e quali di essi sono stati i più importanti.

“La competitività nel mondo della musica (ma penso che in tutti i campi) è molto alta e quindi testare le proprie abilità con altri pianisti spesso eccellenti è molto importante.

Si tratta di un test che ti fa crescere, ed è utile anche per “crash test” per il nuovo repertorio!

Il concorso che significa di più per me è sempre il più recente.  È una sorta di conferma che sei sulla strada giusta .”

7.     Come ti sei innamorato dell’America e, particolarmente, della California? Che obiettivi ti sei posto negli USA e dopo il master all’USC?

“È difficile non amare un paese come la California. In ogni caso è un pò di anni che viaggio in California l’estate, e ogni volta io non vedevo l’ora di andare di nuovo; in parte perché il clima e i luoghi sono incredibili e le persone erano molto disponibili e gentili, d’altra parte, perché ho sentito un entusiasmo simile a quello che sento e vivo ogni giorno della mia vita.”

“Il mio obiettivo a USC è quello di integrarmi meglio nel contesto musicale di Los Angeles, acquisire nuove esperienze e conoscenze e condividere la mia con le persone con cui sarò in contatto. Poi mi piacerebbe fare un dottorato di ricerca e, in ogni caso, terrò concerti e seguirò progetti artistici.”

8.    La vita come musicista può essere molto difficile sia in Italia che negli Stati Uniti.   Dici come pensi di riuscire.  Vorresti vivere negli Stati Uniti o in Italia?

“Non credo che il modo migliore di avere successo sia porsi come obiettivo quello di avere successo. Cerco di fare del mio meglio in quello che mi piace fare e in California ho trovato un posto dove possono riunire al meglio tutte le mie passioni.”

9.     Chi sono i tuoi compositori preferitti?  Quale tipo di musica ti ispira di più?  Quale tipo di musica è più stimolante per te?

“Ognuno ha un compositore più o meno affine a se stesso.

Quelli in cui mi ritrovo di più sono i compositori russi come Rachmaninov, Prokofiev e molti altri. Mi piace la magia che creano, mi piacerebbe creare una tale atmosfera attraverso altre forme d’arte.
Condivido un sacco di tempo con Schumann, Liszt e Brahms e altri contemporanei quali Kapustin, sul quale sto lavorando molto.”

10.     Come hai iniziato la tua carriera fotografia?

“La fotografia è una passione che è sempre andata di pari passo con la mia carriera di musicista.  Preferisco ritratti e persone senza trascurare i paesaggi e still life.

Dopo anni di scatti fatti di pura passione ad amici, parenti e città di tutto il mondo con la mia Canon 50D ho iniziato ad esporre le mie foto ad alcune mostre a Verona e ho dato vita a un’agenzia con alcuni miei amici.
Ultimamente ho cominciato a lavorare con i video e quello che mi piacerebbe fare è combinare la musica con i video o proiezioni di foto.”

11.      In tutte le nostre discussioni, ricordo solo una volta in cui eravamo in disaccordo.  È  stato dopo la morte di Claudio Abbado.  Ero così commossa quando ho visto che nella piazza di fronte a La Scala a Milano, migliaia si sono riuniti per ascoltare la sua musica e onorarlo.  Ho detto una tale celebrazione non sarebbe mai accaduta in America.  Gli Americani riconoscono pubblicamente solo le stelle “rock.”  Cosa ne pensi oggi?

“Penso che stiamo andando sempre più in cerca di effetti speciali e di colpi d’occhio veloci, ma abbiamo anche bisogno di persone che sanno come dare una spinta in avanti, ma allo stesso tempo avere una fitta rete di conoscenze ed esperienze alla base. Uno di questi era proprio Abbado.”

12.     Vorresti dirci qualcosa sulla musica che suonerai al concerto del 20 settembre?   Voremmo entusiasmare il tuo pubblico.

“Voglio proporre un programma che sarà molto vicino a me che cercherò di amplificare con le foto o anche video!”

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6 Responses to Meet Jacopo

  1. Patricia B Macdonald says:

    Great post…I look forward to the English translation in the future! ; D

  2. Marie Panzera says:

    This is great. Wish we could come to the recital.

    Sent from my iPad

    >

  3. We look forward to it. He is a wonderful guy and a fabulous musician.
    Anne

  4. Zoe says:

    Looking forward to the concert and to meeting Jacobo!

  5. Ilenia says:

    Jacopo nella sua modestia ha scordato di dire che è stato anche un ottimo maestro di musica. Grazie mille Jacopo e in bocca al lupo!

  6. Silvio Di Loreto says:

    I have it on my calendar and so far I am free,

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