La Torre Pendente di Pisa ha cominciato a inclinarsi fin quasi dalla sua nascita … circa 900 anni fa. Iniziato nel 1173, il campanile fu completato in 200 anni circa. Ma, ci furono ritardi lungo la costruzione dovuti a eventi naturali, così l’uomo è intervento più volte per salvarla dal crollo totale. Poi recentemente un miracolo è avvenuto in Piazza dei Miracoli.
Partiamo dall’inizio. La Torre ha cominciato a pendere durante la costruzione del secondo piano nel 1179, causata da una fondazione inadeguata in un terreno troppo morbido per sostenere la struttura. La costruzione fu fermata in quell’anno, perché La Repubblica di Pisa fu quasi continuamente in battaglie con Genoa, Lucca e Firenze.
Quando la costruzione fu ripresa, quasi 100 anni dopo, il terreno sottostante si era assestato. L’inclinazione era rimasta e gli ingegneri del tempo costruirono i piani superiori con un lato più alto dell’altro. La costruzione fu interrotta di nuovo nel 1284 per un’altra battaglia. Il settimo piano (quello finale) fu completato nel 1319 e la torre campanaria fu aggiunta nel 1372.
Almeno 4 forti terremoti scossero la zona a partire dal 1280. Ciò che i ricercatori capirono secoli dopo, era che l’altezza e la rigidità della Torre, insieme alla morbidezza del terreno di fondazione, avevano protetto la Torre dal movimento sismico. Lo stesso terreno soffice che aveva causato l’inclinazione e il quasi collasso della Torre, l’aveva allo stesso tempo aiutata a sopravvivere nel corso dei secoli. L’inclinazione è sempre aumentata col passare del tempo, ma verso il 1830 raggiunse il suo culmine. Furono fatti molti sforzi per ripristinare l’orientamento verticale della Torre, ma la maggior parte senza successo.
Durante la seconda guerra mondiale, gli alleati sospettavano che i tedeschi usassero la Torre come postazione di osservazione. Un sergente dell’esercito degli Stati Uniti fu così inviato a indagare, ma di fronte al monumento rimase talmente impressionato dalla bellezza della cattedrale e del suo campanile che si astenne dall’ordinare un attacco di artiglieria, risparmiando così la Torre dalla distruzione.
In seguito, negli anni ’60, il governo italiano era sì, preoccupato per la stabilità della struttura, ma sapeva anche che l’inclinazione giocava un ruolo importante nell’industria del turismo. Nel 1987 l’UNESCO dichiarò la Torre, la cattedrale, il battistero e il cimitero patrimonio mondiale. Ma dopo tre anni, a causa anche del crollo della Torre Civica di Pavia (vicino a Milano), la Torre di Pisa fu chiusa al pubblico.
Tra il 1993 e il 2001, sono state intraprese varie strategie per stabilizzare la struttura. Le campane sono state rimosse per alleggerire il peso. Dei cavi sono stati fissati al terzo livello, ancorandoli a diverse centinaia di metri di distanza. Tonnellate di terreno sono state rimosse dall’estremità sollevata. Un sistema di contrappesi e micro tunnel sono stati costruiti sotto il prato, invertiti e sostituiti nel 2001 da una rete di sensori che forniscono letture orarie di molte misurazioni, tra cui: temperature esterne ed interne, velocità del vento, micro fessure nella pietra e movimenti del suolo.
I risultati sono stati impressionanti. La Torre è stata raddrizzata di 41 centimetri (circa 16 pollici) riportandola allo stato di 200 anni fa. La Torre è stata riaperta al pubblico nel 2001. Il numero di visitatori che scalano il campanile è limitato a circa 400.000 ogni anno e la Torre rimane “il monumento più monitorato al mondo”.
Come risultato di questi miglioramenti, la Torre Pendente di Pisa ha perso il suo status di edificio straordinario. Due chiese in Germania hanno una maggiore inclinazione; delle strutture ad Abu Dhabi e in Nuova Zelanda sono state costruite deliberatamente su pendenze molto più grandi.
Il miracolo a Pisa oggi è che, quasi venti anni dopo gli ingegneri hanno completato il lavoro, si è scoperto che la Torre si inclina anche un po’ meno (meno di 1,5 pollici). La Torre continua a raddrizzarsi e questo non era stato assolutamente previsto. La ragione non è ancora nota. Ma ciò non significa che riusciremo a vedere la Torre di Pisa completamente verticale, perché se continuasse al ritmo attuale, ci vorrebbero almeno 4.000 anni. 
Sanremo è una bellissima città sulla costa ligure, una destinazione turistica e popolare sulla riviera italiana. Ospita l’annuale Festival della Musica Italiana, fondato nel 1951, diventato così popolare tra gli italiani da venire spesso definito semplicemente “il Festival”. Fu a malapena conosciuto fino al 1958, anno in cui
Domenico Modugno portò al Festival “Nel blu dipinto di blu”. Era l’ultimo giorno del Festival e fu dichiarato vincitore, stupendo la donna che fino a quel momento era la presunta vincitrice. Modugno scrisse la canzone con Franco Magliacci, e si dice che Modugno non volesse portarla al Festival, maaccettò solo perché fu rifiutato da tutti i
cantanti ai quali era stata proposta.
la Song of the Year. Fu tradotta in molte lingue e interpretato da diversi artisti, tra cui Dean Martin, David Bowie, e Paul McCartney e perfino Pavarotti e Bocelli.
Modugno, ma mentre aspettava il suo arrivo iniziò a bere vino finendo per addormentarsi. Ebbe sogni vividi (forse, incubi) e quando si svegliò, guardò le due riproduzioni di Marc Chagall sul muro della stanza. In “Le coq rouge” un uomo giallo è sospeso a mezz’aria e in “Le Peintre et la modelle” metà del viso del pittore è colorata di blu. Così iniziò a scrivere una canzone su un uomo che sognava di dipingersi di blu e di essere in grado di volare. Diversi anni più tardi, la moglie di Modugno ricordò che dopo un temporale Domenico fu costretto ad aprire la finestra e come da ciò trasse ispirazione per modificare il ritornello della canzone, introducendo la parola “Volare”, che ora è il titolo popolare della canzone. La canzone ha un inizio quasi surreale: “Penso che un sogno così non ritorni mai più. Mi dipingevo le mani e la faccia di blu; poi d’improvviso venivo dal vento rapito, e incominciavo a volare nel cielo infinito”. Solo alla fine si rivela come una canzone d’amore: “Ma io continuo a volare negli occhi tuoi belli, che sono blu come il cielo trapunto di stelle” e “nel blu dipinto di blu, felice di stare quaggiù…con te”. 