Le Buchette del Vino

Nel periodo compreso tra le pestilenze bubboniche europee del 1300 e del 1600, i commercianti di vino in Toscana costruirono a creare le “finestre del vino” per impedire che acquirenti e venditori entrassero in stretto contatto. Queste finestre ad arco erano piccole aperture sulle facciate di palazzi ed edifici attraverso le quali, nel corso dei secoli, venivano acquistati e venduti bicchieri, fiaschi e bottiglie di vino. Queste strutture architettoniche uniche e le iniziative commerciali ad esse legate erano una specialità unicamente fiorentina. I commercianti di vino passavano il vino attraverso la finestra al cliente, ma non ricevevano il pagamento direttamente nelle loro mani. Infatti, passavano una pala di metallo al cliente, su cui questo metteva le monete.  Infine il venditore disinfettava le monete con l’aceto prima di raccoglierle.

Chi sapeva che le persone già a quel tempo capivano la teoria dei germi o come si diffondeva la malattia?

Molteplici sono i nomi attribuiti alle finestre durante quegli anni, a testimonianza della ricchezza della lingua e della cultura italiana: buchette, finestrini, tabernacoli, porticine, mostre, sportellini, nicchie, porte del paradiso, finestruole, porticcciole, buche, finestrine, porticelle. I nomi sono tanto vari quanto le caratteristiche architettoniche di ogni finestra.

Le buchette del vino sono passate di moda nel corso dei secoli, ma ora sono tornate alla ribalta durante la pandemia. Alcune attività di ristorazione e caffetteria di Firenze le stanno utilizzando di nuovo per offrire vino, caffè, cocktail, gelato e cibo da asporto per ridure il contatto al minimo. Fondata nel 1929, Vivoli è uno dei più antichi produttori di gelato di Firenze. Oggi usa una vetrina per vendere gelato, semifreddo, zuccotto e affogato.

Secondo l’associazione “Buchette del Vino” ci sono circa 150 di queste storiche finestre a Firenze. L’associazione è stata fondata quasi cinque anni fa per proteggere queste aperture uniche da demolizioni e danni, e per aiutare cittadini e turisti ad apprezzare questi tabernacoli della cultura fiorentina. C’è in previsione l’intenzione di effettuare un censimento delle finestre e di assistere i proprietari per la protezione, il restauro e in alcuni casi anche per la riscoperta di quelle smarrite. L’associazione sta anche documentando il loro utilizzo storico. Secondo Matteo Faglia, presidente dell’associazione, “la gente poteva bussare alle piccole persiane di legno e farsi riempire le bottiglie direttamente dalle famiglie Antinori, Frescobaldi e Ricasoli, che ancora oggi producono alcuni dei vini italiani più conosciuti”.

Grazie mille alla mia amica, Anne LaRiviere, che mi ha mostrato un articolo su questo argomento.

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1 Response to Le Buchette del Vino

  1. JEAN PERLOFF says:

    Mi place il nome “Porte di Paradiso”- per o gelato o vino. Jean Perloff

    Sent from my iPad

    >

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