Il gran finale di Cassini

Nel 1610 Galileo fu il primo a individuare Saturno attraverso un telescopio.  Più tardi quel secolo, un altro astronomo italiano, Giovanni Domenico Cassini, scoprì quattro delle lune di Saturno e la divisione degli anelli del pianeta.  Trecento anni dopo, l’Agenzia Spaziale Italiana, insieme alla NASA e all’Agenzia Spaziale Europea, ha inviato a Saturno una nave spaziale senza pilota.

Chiamato come l’astronomo italiano, Cassini è stata lanciata nel 1997 ed è arrivata a Saturno nel 2004.  Cassini, che ha accumulato 4 miliardi di miglia spaziali, ha circumnavigato Saturno e dintorni per gli ultimi 13 anni.  Questa parte dell’universo si è rivelata essere più strana, più varia, e più promettente di quanto previsto.  Ad esempio, gli anelli che hanno intrigato l’umanità per secoli sono formati da fili sottilissimi di ghiaccio, roccia, e polvere che erano stati persi da comete e collisioni meteoritiche e poi intrecciate in iridescenti trecce, nodi, e pareti.

Cassini è stata la prima ad esplorare Titan, la più grande delle lune di Saturno e l’unica luna del sistema solare con un’atmosfera più spessa di quella della Terra.   La sonda di Huygens di Cassini sbarcò in un mondo congelato di dune e di letti fluviali di metano.  Cassini ha anche scoperto che cosa molti astronomi credono sia il luogo più probabile per trovare la prova della vita al di là della Terra…la misteriosa luna Enceladus.  È formata principalmente da acqua, un cosiddetto “mondo dell’oceano” che spara pennacchi di acqua salata dalle crepe nel ghiaccio della sua superficie.  I dati hanno rivelato la presenza di idrogeno.

Ora Cassini è nelle sua fase finale.  La nave spaziale è su un nuovo percorso – la ristretta apertura tra Saturno e il suo anello più interno.  Penetrerà questo spazio 22 volte prima del 15 settembre 2017, quando si scontrerà in Saturno e sarà incenerito.  Questo tuffo di cigno completerà la parte di navigazione della missione congiunta di successo delle agenzie spaziali italiane, americane, e europee.

 

 

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