L’Effetto Roseto

Roseto Valfortore

Roseto Valfortore

Nel 1882, un gruppo di undici uomini partì da Roseto Valfortore nella Puglia per sfuggire alla povertà estrema del loro villaggio di montagna. Gli uomini emigrarono dall’Italia all’America e alla fine si stabilirono in Pennsylvania vicino alle montagne di Pocono. Altri da Roseto si unirono a loro nel tempo. Costruirono una comunità, che chiamavano Roseto, simile a quella che lasciarono.

Roseto, Pennsylvania

Roseto, Pennsylvania

Ricrearono la vita dal vecchio paese. Fu una comunità affiatata. I gallesi, inglesi, e tedeschi dalle città vicine evitarono gli italiani. Cave di ardesia furono la principale industria locale. I proprietari anglosassoni dettero i lavori peggiori agli italiani.

Per decenni Roseto rimase un luogo sicuro da forze esterne ostili. I rosetani costruirono la propria chiesa e scuola. Costruirono i mulini in città dove le donne andavano a lavorare. Due cugini gestirono le panetterie dai loro scantinati e fornirono tutta la città con pane, pizza e pasta. Facero il proprio vino e crescerono le proprie verdure.

Dal 1960, il 95% dei 2000 abitanti di Roseto erano discendenti di Roseto Valfortore. Roseto in Pennsylvania è stata una delle comunità più omogenee in America. A quel newspapertempo, Roseto aveva anche catturato l’attenzione di due medici che volevano capire perchè quasi nessuno a Roseto era morto di un attacco di cuore nè avevano mostrato segni di malattia cardiaca. Per anni i ricercatori studiarono le cartelle cliniche dei rosetani e quelle degli abitanti delle comunità vicine. Studiavano anche le loro abitudini di vita.

I Cavatori

I Cavatori

I rosetani sembravano rompere tutte le regole tutti i giorni: Fumavano sigari e sigarette. Entrambi i sessi bevevano vino con abbandono. Friggevano le loro salsicce e polpette nel lardo. Mangiavano salumi e formaggi ricchi di colesterolo. I ricercatori anche studiarono la genetica, l’acqua potabile, e la disponibilità di cure mediche, e non trovarono una spiegazione. Inoltre, gli uomini lavoravano in ambienti tossici nelle cave di ardesia.

La ricerca ha concluso che legami familiari e sociali hanno difeso i rosetani da malattie

La vita famigliare

La vita famigliare

cardiache. Hanno condotto una vita sociale centrata sulla famiglia. Era intergenerazionale e interdipendente. Tutti hanno lavorato, non c’era alcun reato, nè assistenza pubblica. Ognuno ha sostenuto ogni altro. I ricchi non ostentavano la loro ricchezza. Ognuno ha sostenuto le imprese locali. In altre parole, nessuno era solo a Roseto. Nessuno sembrava infelice o troppo stressato.

I ricercatori hanno anche fatto un’osservazione preveggente nel 1963: Credevano che come i rosetani sarebbero diventati più americanizzati (nel senso di meno stretti, meno modesti, e meno interdipendenti), sarebbero anche diventi meno sani. La perdita del famoso “effetto Roseto” sarebbe evidente nell’arco di una generazione. E così è stato. Uno studio pubblicato nel 1992 sull’American Journal of Public Health, ha confermato questa triste previsione.

Col tempo, le cose sono cambiate. I giovani hanno cominciato ad andare all’università e non sono tornati a Roseto dopo che si sono laureati. Gradualmente, la competizione ha superato la cooperazione. La gente voleva più grande case e automobili, ecc. E poi? Il tasso di mortalità dei rosetani era lo stesso di quello degli altri americani.

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3 Responses to L’Effetto Roseto

  1. Shiroyama Sylvia says:

    Barbara,

    Very interesting topic, nicely done. We had a presentation on this topic at one of our Dante meetings several years ago. It’s also covered in the book “Outliers: The Story of Success by Malcolm Gladwell. It may simply be that stress thing.

    Related topic – I am in the process of redesigning and rebuilding the Dante website (the current one is old and awful). It’s the class that I took this summer and it is progressing nicely even after completion of the prototype that I used for my class project. It’s rather fun to be creating something. I’ll let you know when I have it up on a server and ask for feedback. But to my request of you, I’d like to include a link to your blog as it provides such interesting articles about things Italian and good examples of the Italian language. Let me know if you have any issues with that.

    Thanks,

    Sylvia

    >

  2. babbityjean says:

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