“Tulipano” e Walter de Hoog

I belong to a book group that the 2 Marys started—my sister Mary Smith and Mary Heebner, the artist I featured in a former post.  I was a little leery of joining the book group not wanting to have more deadlines in my life; it reminded me too much of the stress of school.  But I was impressed by the intelligent and interesting women that they brought together, as well as the democratic process of book selection.  

In October we featured a book I had read called, “Tulipano: TulipanoA Story of Wartime Italy—1944-45” by Walter de Hoog.  Walter and his wife Elinor retired to Santa Barbara, and I had heard him give a dramatic reading from his book.  At that time, I immediately read it cover to cover, one sitting.  Published in 2012, it is a historical memoir of a 20-year Dutchman who served in the Italian Resistance to the Nazi occupation of Northern Italy.  (“Tulipano,” Walter’s underground name, is the Italian word for tulip.) He is captured and put on a train to Mauthausen, the notorious Nazi extermination camp.  

Walter and Elinor graciously attended our book group, answered our questions, and offered even more insights into those dark days in Europe.  Please read on to learn about Walter’s escape, his experiences with Ferruccio Parri, the head of the Resistance who became Italy’s first post-war Prime Minister, and Walter’s emigration to the United States.  (In a future post, I will translate the following into English.)

Walter e Elinor de Hoog con Mary Smith, Mary Heebner, Susette Naylor, Barbara Hill-Vollero, Susan Keller, Prudy Squier

Walter e Elinor de Hoog con “Book Group”: Mary Smith, Mary Heebner, Susette Naylor, Barbara Hill-Vollero, Susan Keller, Prudy Squier

“Tulipano” è un libro affascinante che combina la storia delle sue varie fughe da nazisti e fascisti, e reflessioni sulla condizione umana e le devastazioni della guerra.  Tulipano era il nome in codice di Walter de Hoog quando, a 20 anni di età, era une corriere per la Resistenza italiana.   Venne catturato dalla Gestapo che gli trovò addosso dei documenti segreti militari.  In treno, con altri partigiani, in viaggio per il campo di sterminio nazista di Mauthausen in Austria nel gennaio 1945,  Walter decise di tentare di fuggire:

Se dovessi morire, vorrei morire in Italia.  Fu, infine, una facile decisione .  È stato il paese, la lingua, la cultura dei miei affetti.  L’Italia era il paese dove sono andato a scuola per sette anni, dove mi sono svegliato alla vita da adolescente, all’amicizia, all’amore, alle meraviglie della bellezza della terra e ai successi dell’arte e della civiltà italiane.

In Italia ho trovato la goia nel Rinascimento, la logica e la simmetria del
Latino, la struttura del Greco, la bellezza eccelsa delle opere di Verdi, di Puccini, di  Leoncavallo.  Se dovessi morire, dovrebbe essere da questo lato del Passo del Brennero.  Cio’è quello che mi ha dette il coraggio di fare il movimento irreversibile, e rischiare tutto nel mio disperato tentativo di libertà….

Anche dopo la sua fuga dal treno, Tulipano sopravvisse molte altre volte usando intelligenza e furbizia e sempre essendo un passo avanti ai nemici.  Come giovane e come autore molti anni più tardi,  spesso riflettè sulla natura del coraggio, non solo considerandola sua situazione ma anche riflettendo sul carattere di Ferruccio Parri, che per 20 anni guidò la resistenza al fascismo e al nazismo.  Tutti e due i Walter, il giovane e ora il vecchio, hanno un grandissimo rispetto di Parri, un uomo gentile e morale che ebbe anche una fibra di acciaio.  Come Primo Ministro, una posizione che non cercò e non desiderò, Parri fu democratico e idealistico.  Nominò Walter alla posizione di assistente e usando Walter per tenersi in contatto con la gente e le loro miserie del dopoguerra.  Purtroppo, Parri non sovravvisse a lungo come Primo Ministro nel mondo politico fratturato del tempo.

Nel 1946, Walter imparò l’inglese durante il suo viaggio in nave verso gli Stati Uniti.  Frequentò Dartmouth College e si laureò summa cum laude in 3 anni.    Poi diventò un ben noto regista di film e documentari  per  la United States Information Agency, un’agenzia la cui missione era  la diffusione di avvenimenti storici e politici nel mondo.  Per tale agenzia, Walter realizzò un documentario sul muro di Berlino, uno sullo sbarco nella luna dell’Apollo 11, e sul poeta Robert Frost,  e su altri eventi o personaggi.

Ora?  Walter continua a fare molte letture da “Tulipano” e lui e la moglie Elinor hanno deciso di unirsi al nostro “book group.”

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4 Responses to “Tulipano” e Walter de Hoog

  1. Sorry to have missed it and wish I could have been there. Wonderful blog. Thanks

  2. William Vollero says:

    Only read the intro. Any way to add “old” between 20 year & Dutchman?

    Easy to figure out & no biggie. I look forward to the rest.

    Sent from my iPhone

    >

  3. Marie Panzera says:

    A lovely piece and how terrific to see you and my buddy Mary in that photo!

    Sent from my iPad

    >

  4. Silvio Di Loreto says:

    I also heard him speak. I believe it was at a Unico meeting, I also met and spoke with him at your house. Gabriella had the only negative of thing to say. Her concern was for all the people who were killed as a reprisal for de Hoogs actions during the war. 100 Italians were killed for every Nazi we killed was her thought and feelings.

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