Una giornata storica per Venezia

La Serenissima, Venezia così nominata perché la Serenissima era l’organo di suprema sovranità, poi repubblica marinara, grande impero commerciale, e oggi detto anche “la Regina dell’Adriatico”, “Città dei Ponti”, “Città delle Maschere”. Un impareggiabile patrimonio mondiale dell’UNESCO, ma una designazione in pericolo.

Da decenni va avanti la polemica sulle navi da crociera che arrivano a Venezia. Da un lato, ci sono gli ambientalisti che sostengono che Venezia sia troppo fragile per supportare l’intrusione di questi colossi dell’oceano. Temono sempre di più i danni agli edifici storici di Venezia dovuti agli allagamenti, ma anche alle vibrazioni sott’acqua, che danneggerebbero le strutture dei piloni. Il profilo di queste navi, inoltre, non rende giustizia alla bellezza della città. E i turisti stessi intasano calli e ponti.

Dall’altro lato, è il settore delle crociere che afferma che la grande città insulare italiana è una delle destinazioni più importanti del mondo… un luogo che aggiunge eleganza e la storia a un lungo viaggio. Molti abitanti locali dicono che le navi da crociera hanno bisogno di Venezia durante i loro lunghi viaggi, per rifornirsi di cibo, acqua e tante altre cose. Le imprese locali e il governo beneficiano sia dei turisti che arrivano, che delle tariffe applicate alle navi.

Anni, anzi decenni, di proteste, incomprensioni, divieti, divieti ribaltati, attese e ritardi. Nel 2014, Venezia ha imposto limiti alle navi da crociera per dimensione e numero, ma nel gennaio 2015 il divieto è stato annullato, perché il Tribunale ha dichiarato che qualsiasi restrizione ai viaggi sulle navi da crociera poteva essere emanata solo dopo che fossero previste rotte alternative. Poi, nel 2019, l’UNESCO ha avvertito Venezia riguardo a “i danni causati da un flusso costante di navi da crociera”. Venezia ha vissuto una tregua con la pandemia nel 2020. 

Nell’aprile 2021, il governo del primo ministro Mario Draghi ha annunciato che intendeva vietare le grandi navi da crociera nel bacino di San Marco, nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca. Nessuna data è stata fissata e il divieto è legato alla costruzione di un nuovo porto, dove i turisti potranno sbarcare per visitare la città, un progetto che potrebbe richiedere anni. Ma con l’imminente riunione del Comitato del patrimonio mondiale dell’UNESCO che potrebbe mettere Venezia nella lista nera dei siti in pericolo, il governo italiano il 13 luglio ha rimosso la condizione di un nuovo porto e ha vietato le grandi navi da crociera a partire dal 1° agosto 2021. Ha anche dichiarato la laguna un monumento nazionale. 

Il divieto si applica alle navi più pesanti, cioè di 25.000 tonnellate o più lunghe di 180 metri o più alte di 35 metri, o che utilizzano più di una quantità predeterminata di carburante in manovra. Anche i grandi yacht potrebbero essere interessati da questo divieto. Il governo sta inoltre conferendo all’autorità portuale regionale il potere di determinare come costruire cinque banchine temporanee a Marghera, un vicino porto industriale. Nello spirito del compromesso, la nuova legge prevede anche un risarcimento non solo per gli sbarchi provvisori a Marghera, ma anche per coloro che possono subire danni dalla nuova iniziativa. 

Quest’anno a Venezia dovrebbero arrivare solo 20 navi. Ma l’industria crocieristica spera che i nuovi punti di attracco siano pronti nel 2022, quando i turisti dovrebbero tornare in massa alle crociere e alla Regina dell’Adriatico.

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