Un secolo di furti di opere d’arte

Un patrimonio artistico immenso valutato intorno ai 5 miliardi di euro si perdono irrimediabilmente  ogni anno.  È il redditizio mercato nero dell’arte.   I più ricercati sono Picasso e Van Gogh, ma i più celebri sono quello della Giocanda e dell’Urlo di Munch.  Purtroppo ci sono troppo sistemi di polizia che non sono coordinate a livello internazionale.  E anche molti musei non sono dotati di sistemi di sicurezza efficienti.

C’è una nota positiva.  Dal 1969 l’Italia ha una delle migliori unità investigative contro i furti d’arte.  È affidata al Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale.  Ma oggi, il nuovo allarme internazionale arriva dai Paesi violate dall’Isis,  con il saccheggio del loro patrimonio artistico, che scompare nel nulla, e che è poi venduto dai ricettatori a famelici collezionisti occidentali.

Ecco una revisione  di alcuni dei famosi furti d’arte del secolo scorso.  Il ‘900 si apre con il downloadfurto d’arte dell’opera più famosa al mondo (Vedete il post del 12 novembre 2015).  La Gioconda di Leonardo da Vinci fu rubata dal Louvre nel 1911 da un ex-dipendente del Louvre.  Il ladro era Vincenzo Peruggia, un patriotta italiano che ha pensato erroneamente che Napoleone avesse rubato il capolavoro in Italia.  Entrò nel museo durante il giorno, si nascose in un armadio per le scope, poi uscì dal museo di notte con il dipinto nascosto sotto il suo cappotto.  Il suo errore fu quello di cercare di vendere il dipinto alla Galleria degli Uffizi 2 anni più tardi.

Secondo Thomas D. Bazley, autore del libro “Crimes in the Art World,” il 90% delle opere d’arte rubate non viene più ritrovato, e questo dato assume proporzioni immense se si Art stolen by the Nazispensa al patrimonio artistico trafugato durante la Seconda Guerra Mondiale.   Durante l’occupazione nazista, l’Italia è stata depredata di una quantità di opere d’arte difficilmente quantificabili, per numero e per valore economico.  Solo a guerra conclusa si avvierarano le trattative per la loro restituzione con il governo tedesco post bellico, con l’intermediazione degli americani, che già dopo il settembre 1943 avevano costituito una speciale sezione per catalogare i beni trafugati in Italia.

Una grande domanda è cosa è successo ai dipinti conservati dall’ambasciata italiana a Berlino, spariti nel nulla all’arrivo dei russi nella primavera del ’45, insieme a tante altre opere d’arte trafugate dall’Italia su ordine diretto di Hermann Goering.  Ma il caso più eclatante resta quello delle due navi dell’imperatore romano Caligula:  recuperate dal regime fascista con gli scafi miracolosamente intatti all’inizio degli anni trenta nel piccolo lago di Nemi e poste in un museo appositamente costruito, saranno poi bruciate dai nazisti tre giorni prima dell’ingresso degli alleati a Roma.

Nel dopoguerra terminano i saccheggi sistematici, ma musei e collezioni private Duca di Wellingtoncontinuano a essere depredate dei loro tesori.  Nel 1961 è il caso del “Ritratto del Duca di Wellington” dello spagnolo Francesco Goya, trafugato dalla National Gallery di Londra, che l’aveva appena acquistato.  Nel 1965 il ladro si consegnerà volontariamente.  È un uomo anziano che è riuscito a entrare nel museo grazie a una semplice scala a pioli, dimenticata dagli operai di un cantiere vicino.

Natività di CaravaggioIl caso più bruciante, almeno in Italia, resta ancora quello della “Natività” di Caravaggio, rubato la notte del ottobre 1969 nell’Oratorio della Chiesa di San Lorenzo a Palermo e mai più ritrovato.  Tra le piste sequite dagli inquirenti c’è quella mafiosa, secondo cui la tela sarebbe stata usata a più riprese come merce di trattativa con le istituzioni dai vari pentiti.  L’ipotesi più probabile è che sia andata distrutta, forse seppellita nelle campagne di Palermo o bruciata dai mafiosi, o persino scambiata con i camorristi e poi tragicamente scomparsa durante il terremoto del 1980 in Irpinia.

Negli anni settanta, due capolavori dell’impressionismo francese vengono rubati a London theftLondra:  “Frutta sulla tavola o natura morta o piccolo cagnolino” di Paul Gaughuin e “Donna con due poltrone” di Pierre Bonnard.  I quadri sono stati rubati da una facoltosa coppia inglese residente a Londra, ma dopo il furto, le tele prendono una strada imprevista e rimangono su un vagone ferroviario italiano proveniente da Parigi.  Alle fine, sono stati comprati da un operaio Fiat nel corso di un’asta nel 1974, per la cifra irrisoria di 45 mila lire.

Madonna_di_SenigalliaNel 1975 un altro furto clamoroso ha luogo nel palazzo Ducale di Flagellazione di CristoUrbino.  I ladri rubano la “Madonna di Senigallia” e la “Flagellazione di Cristo” di Piero della Francesca.  Fortunatamente le opere vengone ritrovate dai carabinieri un anno più tardi a Locarno.   Anche nel 1975 nella galleria d’Arte Moderna a Milano vengono rubati 28 quadri di autori vari, tra cui Van Gogh, Cezanne, Gaughuin, Renoir e Corot.

L’anno successivo si apre con un clamoroso furto a Firenze al Museo Stibbert:  vengono trafugate 11 opere di Tiepolo, Botticelli, Paul Brill, Neri di Bicci ed altri grandi autori.  Non solo quadri:  a Saint Louis, nel 1978 vengono rubate persino 3 statue di Auguste Rodin.  E nel 1983 ladri d’arte riescono a portare via dal Museo de Belle Arti di Budapest sette capolavori di maestri italiani del Rinascimento.  Le opere saranno poi fortunatamente recuperate in un convento greco abbandonato.

Isabella Stewart GardnerUno dei più famosi furti d’arte negli Stati Uniti era al museo di Isabella Stewart Gardner  a Boston nel 1990.  Due finti agenti di polizia che s’introducono senza difficoltà nel museo e portano via i dipinti di Vermeer, Rembrant, Manet, e Degas per un valore totale tra i 400 e i 500 milioni di dollari.  Non sono mai stati rintracciati.

Oltre a Picasso e Van Gogh, un altro pittore colpito a più riprese dalla criminalità legata al Urlomondo dell’arte è Edvard Munch, e in particolare il suo “Urlo”. Rubato una prima volta il 12 febbraio del 1994 viene ritrovato 3 mesi dopo.  I ladri avevano lasciato un biglietto con scritto “grazie per la scarsa sicurezza”.  Il secondo furto, nel 2004, è invece in vero stile hollywoodiano, con rapinatori armati fino ai denti che entrano nel museo a Oslo pieno di visitatori.  Anche questa volta, a distanza di anni, l’opera verrà ritrovata.

L'Arlesienne-(Madame-Ginoux)Nel 1998, è la volta di Roma, dove alla Galleria Nazionale di arte moderna e contemporanea vengono rubati “Il giardiniere” e Vincent Van Gogh“L’Arlésienne” di Vincent Van Gogh.  Alcuni uomini a volto coperto immobilizzano le tre guardie notturne e scappano indisturbati dopo aver staccato dal muro le due tele di Van Gogh insieme a un Cezanne e alla videocassette del sistema di sicurezza.  I Carabinieri risolveranno il caso dopo due mesi, arrestando 8 persone, fra cui il basista, un vigilante del museo romano.

Giovane parigNel dicembre del 2000 spariscono dal Museo nazionale di Svezia a Stoccolma l’Autoritratto di Rembrandt e i due dipinti di Renoir Il giardiniere“Giovane parigina” e “Il giardiniere”, per un bottino di circa 30 milioni di dollari.  Il furto viene compiuto in pochi minuti da 3 uomini armati di pistole e mitra che fanno irruzione nel museo nell’ora di chiusura.  “Il giardiniere” verrà recuperate successivamente dalla polizia, mentre gli altri due quadri, nonostante siano invendibili, non sono ancora stati ritrovati.

Nella notte di Capodanno del 2000 dal museo Ashmolean, nella città universitaria di View_of_Auvers-sur-Oise_Paul_CezanneOxford, viene rubata la tela “Auvers-sur-Oise” di Paul Cézanne, il cui valore è stimato attorno ai 3,5 milioni di euro.  Come in un film i ladri si arrampicano sui tetti del vicino Dipartmento di Storia dell’Arte e dal lì arrivano al lucernario dell’Ashmolean, si calano dal soffitto e staccano il quadro dalla parete.

Van_Gogh_-_Die_Kirche_von_Nuenen_mit_KirchgängernAncora Van Gogh nel mirino dei ladri d’arte: è nel 2002 e il Museo Van Gogh di Amsterdam viene depredato della “La Chiesa riformata di Nuenen” e della “Vista della spiaggia di Scheveningen”.  Questi dipinti scheveningen--230x180appartengono al primo periodo olandese del pittore e hanno un valore talmente alto che è impossibile calcolarne la stima, nonostante si parli di circa 100 milioni di dollari.  Già nel 1991 erano state rubate addirittura 20 tele di Van Gogh al museo di Amsterdam a lui dedicato, fra cui una versione dei famosi “Girasoli”.  Fortunatamente, le opere vennero ritrovate poche ore dopo, in un’auto abbandonata.

madonna_dei_fusiPiù scaltri i ladri che nel 2003 rubano l’opera di Leonardo da Vinci “Madonna dei Fusi”, aggregandosi ai turisti in visita al Castello di Drumlanrig del duca di Buccleuch in Scozia.  Rimasto nascosto per 4 anni mentre veniva cercato dalle polizie di tutto il mondo, è stato ritrovato nel 2007 negli uffici di uno studio legale a Glasgow, appeso in bella vista come se niente fosse.

Nel 2008 dal museo Buehrle di Zurigo vengono rubate 4 tele impressioniste di Van Gogh, Monet, Degas e Cezanne, in quello che è considerato uno dei colpi meglio riusciti nella storia dei furti d’arte.  E nel 2012 è la volta del Museo d’Arte Moderna di Parigi, dove vengono rubate cinque inestimabili opere d’arte, tra cui dipinti di Henri Matisse e Pablo Picasso.

Antonio-Pisano-detto-Pisanello-Madonna-col-bambino-detta-Madonna-della-quaglia-tempera-su-tavola-cm-54x32L’ultimo “crimine artistico” in ordine di tempo è il furto al Museo di Castelvecchio di Verona nel novembre del 2015 (vedete il post del 21 gennaio 2016): 17 dipinti vengono rubati da una banda di professionisti, probabilmente su commissione.  Tra le opere rubate figurano autori come Tintoretto, Peter Paul Rubens, Andrea Mantegna, Pisanello, e Bellini.  Il vero valore di meraviglie artistiche di questa portata pare che sia inestimabile.

Aggiornamento:  Una clamorosa svolta nelle indagini sul “colpo del secolo” di Castelvecchio.  Nel marzo del 2016, 12 uomini sono stati arrestati—2 italiani e 10 di nazionalità moldava.  Tra gli uomini era il basista, la guardia giurata in servizio a Castelvecchio la sera della rapina.  In questo momento l’arte non è ancora stata ricuperata ma si crede che sia tenuta da qualche parte in Moldavia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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