I capolavori rubati da un museo di Verona

Museo Civico di Castelvecchio

Museo Civico di Castelvecchio

La sera dell giovedì 19 novembre 2015, 17 capolavori d’arte sono stati rubati dal Museo Civico di Castelvecchio di Verona.  Tre uomini mascherati e vestiti di nero sono entrati nel museo al cambio della guardia.  Hanno legato il responsabile della sicurezza e un cassiere.  Un rapinatore osservava gli ostaggi, mentre gli altri facevano irruzione nelle sale espositive.  Hanno preso le chiavi del responsabile della sicurezza e hanno utilizzato la sua auto per fuggire.

La Signora di Licnidi

La Signora di Licnidi

La loro refurtiva include “La Signora di Licnidi” (ca. 1602) di un giovane Peter Paul Rubens, “Sacra Famiglia con una Santa” (ca. 1500) di Andrea Mantegna, “Madonna della guaglia” (ca. 1420) di Antonio Pisano (noto come Pisanello), “Giudizio di Salomone” (ca. 1575) di  Jacopo Tintoretto, e inoltre le opere di Jacopo Bellini, Giovanni Francesco Caroto, e Hans de Jode.

“Qualcuno li ha inviati, erano abili, sapevano esattamente dove stavano andando,” ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi.  Un portavoce del museo ha spiegato che i ladri sono arrivati dopo che i visitatori erano usciti dall’edificio,  ma prima che gli allarmi fossero stati attivati.  Filmato dalle 48 telecamere dentro e intorno ai locali è stato dato alla polizia.

Sacra Famiglia con una Santa

Sacra Famiglia con una Santa

Un furto di questa grandezza, uno dei più estesi della storia d’Italia, avrebbe dovuto essere di prima pagina sui giornali italiani.  Ma in mezzo alla copertura degli attentati terroristici di Parigi, e diventata una notizia  di “pagina posteriore”.   Non ho letto circa questo per due giorni, ma poi e’ apparso un articolo che ha condannato la insufficiente protezione in Italia del suo patrimonio artistico:

“Che strano Paese il nostro.  Lascia pressochè incustoditi, per mancanza di fondi, capolavori d’arte esposti in pubbliche strutture.  E nel contempo investe denaro per un apparato burocratico che complica la vita ai collezionisti e ai mercanti per bene.  Se avete in casa l’opera d’un maestro del Cinquecento sarete costretti a controlli, verifiche, pile di documenti e interminabili e faticosissime trafile.  Lo Stato no.  Può permettersi di esporre decine di magnifici quadri, con l’ingresso a disposizione dei criminali…. Sempre occupato a disperdere soldi, prebende ed energie in mille iniziative anzichè dare la massima attenzione nel tutelare i tesori artisitici delle nostre straordinarie città.

Madonna della guaglia

Madonna della guaglia

“Alcune ipotesi investigative sostengono che le opere trafugate sarebbero entrate nel circuito di qualche eccentrico e banditesco miliardario.  Fermo restando che restano invendibili a causa della loro notorietà, l’ipotesi più plausibile e auspicabile è quella d’una richiesta di riscatto.  Esiste un matto disposto a custodirle in segreto per sempre e tramandarle clandestinamente ai suoi discendenti?

Giudizio di Salomone

Giudizio di Salomone

“Con questo furto, uno dei più eclatanti tra quelli avvenuti in Italia, è stata mutilata una parte del nostro patrimonio storico e artistico.  Per non parlare del danno economico.  La stima di 15 milioni di euro, sul valore delle diciassette opere scomparse, è assai bassa.  Com’è possibile quantificare il prezzo della “Sacra

Famiglia con una Santa” di Andrea Mantegna?  Negli ultimi trent’anni sul mercato delle

Discesa al Limbo

Discesa al Limbo

aste l’unico quadro certamente attribuito a Mantegna, una piccola tempera su tavola “Discesa nel Limbo”, è stato aggiudicato da Sotheby’s nel gennairo del 2003 per 28,6 milioni di dollari.

“Che danno può essere? Alto.  Molto alto.  Sia economico che morale….La difesa del nostro patrimonio artistico coincide con la difesa della nostra civiltà.  I nostri valori sono custoditi dalla nostra storia.”

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